domenica 27 febbraio 2011

I VINCITORI DEL PREMIO BOTTARI LATTES GRINZANE

Sabato 26 febbraio presso la “Cantina Terre del Barolo” a Castiglione Falletto la giuria ha proclamato i vincitori del nuovo premio Bottari Lattes Grinzane. Ecco i nomi per la sezione "Germoglio":
Caterina Bonvicini -“Il sorriso lento” (Garzanti, 2010)
Valerio Magrelli - “Addio al calcio” (Einaudi, 2010)
Colum McCann - “Questo bacio vada al mondo intero” (Rizzoli 2010).
Per la sezione "La Quercia" il vincitore è Enrique Vila-Matas.


BOSONE DI HIGGS E VUOTO QUANTOMECCANICO

Stamattina voglio scrivere qualcosa di Fisica, l'affascinante materia che si occupa della "materia" e dell'origine dell'Universo. Perché stamattina ho seguito Voyager per ragazzi ed oltre a parlare della storia dell'Eden, che alcuni collocano in Mesopotamia (laddove seimila anni prima di Cristo dovevano esserci quattro fiumi, così come dice la Bibbia), hanno parlato delle teorie sulla nascita della vita.
La più quotata finora è quella del Bosone di Higgs, la particella di Dio teorizzata dal fisico scozzese, docente dell'Università di Edimburgo, (vedi su http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Bosone_di_Higgs), che spiegherebbe la materia, ma a tutt'oggi non si sa se esista, dove sia o se sia solo il prodotto della mente di questo scienziato.
Massimo Corbucci (www.facebook.com/group.php?gid=74462063682), nella foto, è candidato a divenire il Fisico che ha trovato la soluzione alla domanda: "Da dove origina la materia?", in alternativa PETER W. HIGG. Medico e Fisico Nucleare, Elettronico, Corbucci lavora a Viterbo. Spiega: "Io sono assolutamente convinto che il Bosòne di Higgs non esiste. Esiste il vuoto quantomeccanico che è assolutamente infinito nell'Universo, ma non occorre andare molto lontano per trovarlo, perché si trova in ogni atomo. Questo metterebbe d'accordo la materia dei fisici, che è il luogo dell'intelligenza, con una parola che ai fisici non piace ed è Spirito, un qualcosa che va oltre e spiega cosa c'è dietro alla creazione di tutte le cose".
Chissà eprché ma ho immediatamente pensato allo Slancio Vitale di Henry Bergson.

sabato 26 febbraio 2011

LA GELMINI CANTA "BASTARDE" (TESTO DI SORA CESIRA)

LA SCUOLA DEL BUNGA BUNGA

Apprendiamo dal TG che il premier, dopo aver affermato che "la libertà non sta nella scuola pubblica perché inculca valori diversi da quelli insegnati nelle famiglie", ha concluso con un grido: "Vi invito tutti al bunga bunga!".
Viene da chiedersi se Berlusconi sappia cos'è una famiglia, cosa sono i valori e cos'è la scuola statale.
Forse è troppo intento a colloquiare cordialmente con il suo amico Gheddafi.
Abbiamo anche scoperto che per la Lega Nord la festa del 17 marzo "è completamente inutile", perché costituirebbe "uno spreco di risorse".
Infine abbiamo appreso dai giornali che la Gelmini, mentre manda allo sfascio la scuola di Stato, eroga due milioni di lire per fare corsi di formazione che spieghino ai vari capi delle amministrazioni pubbliche che cosa sia il federalismo.
Che scoperte, ragazzi...

SORPRENDENTE

CIAO YARA

LA FONDAZIONE CESARE PAVESE ALL'ART ESTATE DI NEW YORK

La Fondazione Cesare Pavese è stata invitata all’Art Estate di New York City. L’importante Asta, organizzata dall’International Migration Art Festival e dal The Corcoran Group, ha presentato le opere di due giovani artisti italiani, residenti nella grande mela: Michela Martello e Giorgio Casu.

La Fondazione Cesare Pavese, l’Enoteca regionale “Colline del Moscato” e l’Associazione Produttori Moscato sono stati “special guests” della serata con la penna originale dello scrittore, gli occhiali e il Moscato d’Asti. (Cuneocronaca)

SAN MARCO DEI CAVOTI


San Marco dei Cavoti (BN) - Piazza Risorgimento

venerdì 25 febbraio 2011

IMPARIAMO AD ESSERE NAZIONE

CONFESSIONI DI UNO SNOB


Io sono snob: penso che la Costituzione repubblicana uscita dalla Resistenza antifascista ed elaborata dai Padri della Repubblica sia una Carta straordinaria creatrice viva di democrazia, libertà e uguaglianza, credo che invece la costituzione di Arcore, sia solo il delirio di un piccolo uomo gonfio di denari che scambia se stesso per uno statista e scambia l’adulazione dei suoi cortigiani per consenso politico. Sono snob: credo che la fortuna delle donne dipenda dalla straordinaria ricchezza dei loro talenti di esseri umani coniugati con le mirabili risorse interiori che appartengono alla specificità femminile. Sono snob: credo che la bellezza non sia un involucro più o meno curvilineo e siliconato da mettere in vendita al mercato della carne, ma il miracolo di una complessità che declina personalità, gesti, sguardi, intensità vitale, erotismo, movimento e che si combina in un’indecifrabile alchimia. Sono snob: credo che i volti illuminati di donne che lottano per affermare dignità, uguaglianza, rispetto e civiltà del diritto rappresentino lo splendore di una verità conquistata, mentre i vessilli mutandiferi e i tanga-stendardi siano lo squallido simbolo dell'asservimento alle fregole di uno pseudo sultano allupato e impotente. Sono snob: credo che i giovani dotati di talenti artistici dovrebbero accedere a scuole d'eccellenza con borse di studio pubbliche e/o private, per essere formati dai migliori didatti europei nel corso di lunghi e fertili anni di lavoro serio e vero e non affidati alla televisione spazzatura, ai "velinarii" e vivai di una falsa ed effimera stardom per diventare riserva di caccia di bavosi potenti e servi di potenti per le loro voglie porno-pecorecce. Si! Sono snob e radical-chic! Ah! Dimenticavo sono anche giacobino e comunista! Ma non stalinista pseudo liberista!

MONI OVADIA L'Unità, 18 febbraio 2011

mercoledì 23 febbraio 2011

BUNGA BUNGA


Il primo motore di ricerca che svela quello che gli altri vogliono nascondere sul caso Ruby. Funziona.


AFRICA: SVOLTA EPOCALE


Tutto quello che sta succedendo in Nord Africa ha un valore epocale, crollano regimi che duravano da decenni e che ci sembravano eterni, tanto da averli eletti a interlocutori privilegiati. Si aprono infinite possibilità di cambiamento a poche centinaia di chilometri dalle nostre spiagge ma non abbiamo nessuna idea della direzione che prenderanno. Nessuno può saperlo ma è certo che avranno influenza sulle nostre vite molto più dei dibattiti che occupano le nostre teste da mesi. Se non ci rendiamo conto di ciò che sta accadendo e della potenza di questi terremoti è perchè viviamo concentrati sul nostro ombelico, pensiamo che le nostre vite siamo indirizzate su binari predefiniti, perfino se non ci piacciono. Invece il rumore che sale dall’altra sponda del mare ci racconta che il mondo cambia in fretta, anche con violenza, che popoli spinti dalla fame di cibo e di libertà hanno alzato la testa.
Ieri mi ha scritto una signora torinese che vive in India, per sottolineare proprio questo: vi vedo da lontano - racconta - e noto che vi preoccupate del cibo biologico e delle calorie delle merendine dei bambini, ma dovreste tornare con i piedi per terra e rendervi conto di quello che succede fuori dalla vostra porta di casa.

MARIO CALABRESI - La Stampa

domenica 20 febbraio 2011

"QUESTA MALEDETTA NOTTE DOVRA' PUR FINIRE"...

E per la barca che è volata in cielo
che i bimbi ancora stavano a giocare
che gli avrei regalato il mare intero

pur di vedermeli arrivare

Per il poeta che non può cantare

per l'operaio che ha perso il suo lavoro
per chi ha vent'anni e se ne sta a morire
in un deserto come in un porcile

e per tutti i ragazzi e le ragazze
che difendono un libro, un libro vero
così belli a gridare nelle piazze
perché stanno uccidendoci il pensiero
per il bastardo che sta sempre al sole

per il vigliacco che nasconde il cuore

per la nostra memoria gettata al vento

da questi signori del dolore

Chiamami ancora amore

Chiamami sempre amore

Che questa maledetta notte

dovrà pur finire
perché la
riempiremo noi da qui di musica e di parole Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore

In questo disperato sogno
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umani

anche restasse un solo uomo
Chiamami ancora amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore

Perché le idee sono come le farfalle
che non puoi togliergli le ali
perché le idee sono come le stelle
che non le spengono i temporali
perché le idee sono voci di madre
che credevamo di avere perso
e sono come il sorriso di Dio
in questo sputo di universo
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Che questa maledetta notte
dovrà ben finire
perché la riempiremo noi da qui

di musica e parole

Chiamami ancora amore

Chiamami sempre amore

Continua a scrivere la vita
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità

che è così vera in ogni uomo
Chiamami ancora amore

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Che questa maledetta notte dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui

di musica e parole

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
In questo disperato sogno
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità
anche restasse un solo uomo

Chiamami ancora amore

Chiamami ancora amore

Chiamami sempre amore
Perché noi siamo amore

ROBERTO VECCHIONI - Canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2011

150 UNITA': INCONTRO AL QUIRINALE SULLA LINGUA ITALIANA

Roma, 16 feb - Il 21 febbraio prossimo alle ore 11 avra' luogo al Palazzo del Quirinale un incontro su ''la lingua italiana fattore portante dell'identita' nazionale'', nell'ambito delle celebrazioni del 150* anniversario dell'Unita' d'Italia.
L'evento, spiega una nota, e' promosso dalla Presidenza della Repubblica con la collaborazione dell'Accademia dei Lincei, dell'Accademia della Crusca, dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana e della Societa' Dante Alighieri. L'incontro sara' aperto da Gianni Letta in rappresentanza del Governo. Seguiranno gli interventi di personalita' del mondo accademico e culturale: Tullio De Mauro, Vittorio Sermonti, Luca Serianni, Carlo Ossola, Nicoletta Maraschio e Umberto Eco. Saranno svolte letture da opere che hanno segnato l'evoluzione della lingua nazionale. Leggeranno gli attori Fabrizio Gifuni, Umberto Orsini, Ottavia Piccolo, Toni Servillo e Pamela Villoresi. Nella stessa giornata sara' aperta nella Sala delle Bandiere del Quirinale la mostra ''Viaggio tra i capolavori della letteratura italiana.

sabato 19 febbraio 2011

CHE GUEVARA DIVENTA MARCHIO REGISTRATO

Avana 5 marzo 1960: il fotografo cubano Alberto Korba scatta una foto a Che Guevara che sta facendo un comizio. Quell'immagine, che Korba regala alla Feltrinelli e da cui non ha mai ricavato il becco d'un quattrino, diventa la più riprodotta e diffusa nella storia dell'umanità. E' stata riprodotta gratis su milioni di magliette ed articoli vari nonché portata in manifestazioni in giro per il mondo. Oggi l’artista irlandese Jim Fitzpatrick, che utilizzò quell'immagine per ricavarne un disegno in bianco e nero da far utilizzare liberamente ai gruppi rivoluzionari europei di allora, ha cambiato idea: chi vuole sfruttare quell'immagine deve pagare. I proventi saranno incassati dai discendenti del rivoluzionario cubano. Lo scopo è quello di farne "buon uso", e cioè evitare l'inflazione dell'immagine del Che sui prodotti di multinazionali che, in quanto espressione del capitalismo, Guevara avrebbe combattuto. Questo nel mentre che alla Lega di Genova è venuto in mente di utilizzare come simbolo proprio la foto di Guevara come manifesto.

Ernesto Guevara, soprannominato "Che" per la sua abitudine a pronunciare questa breve parola, una specie di "cioè", in mezzo ad ogni discorso, nasce il 14 giugno 1928 a Rosario de la Fe, in Argentina da una famiglia della buona borghesia. Il padre Ernesto è ingegnere civile, la madre Celia una donna colta, grande lettrice, appassionata soprattutto di autori francesi. Nel 1951 con l'amico Alberto Granados compie un primo viaggio in America Latina. Dopo aver visto l'immensa povertà di quei paesi ed influenzato dalle letture marxiste, Guevara concluse che solo la rivoluzione avrebbe potuto risolvere le disuguaglianze sociali ed economiche dell'America Latina.
Nel 1953 si laurea in medicina. Sposa Hilda Gadea, una giovane peruviana e nel frattempo viaggia molto. Frequenta l'ambiente dei rivoluzionari che sono affluiti in Guatemala da tutta l'America Latina. E' attivo nella lotta contro il dittatore Fulgencio Batista, d'intesa con Fidel Castro, conosciuto nel 1955 a Città del Messico. Nel '59 divorzia da Hilda e sposa una rivoluzionaria, Aleida March. Guevara fu direttore dell'Istituto Nazionale per la Riforma Agraria e della Banca Nazionale di Cuba, quindi venne nominato Ministro dell'Industria
. Dopo aver lasciato Cuba viaggia tra Algeri, in altri paesi africani, in Asia e a Pechino. Nel 1967 partecipa alla rivoluzione boliviana ma catturato, viene ucciso dalle forze governative. E' il 9 ottobre 1967.

MORIRE DI LAVORO

Una insegnante 40enne dell'alta Italia pochi giorni fa è morta in un incidente stradale andando al lavoro. Era diventata madre da poco, per la seconda volta. Andava a lavorare lontano quest'anno. La scellerata politica tagliacattedre della Gelmini ha ridotto la classe insegnante ad elemosinare incarichi qua e là, a sperare nella supplenza annuale, a fare chilometri per uno stipendio da fame. Sì, da fame, perché non tiene in conto la mole di lavoro da portarsi a casa, l'aggiornamento continuo, lo stress a contatto con classi snervanti, genitori rompipalle e sempre convinti di avere dei figli geni, di riunioni fiume, della cattiveria a volte gratuita dei colleghi, dei dirigenti e via discorrendo.
Non è sempre così, chiaro, ma è certo, e gli ultimi dati
Ispesl lo confermano che la categoria più colpita da stress è proprio quella degli insegnanti. Tant'è vero che i sindacati negli ultimi tempi si sono mobilitati proprio per chiedere ai presidi di inserire nel documento di valutazione dei rischi anche lo stress da lavoro.
C'è poi il caso dell'anziano preside di scuola, dal discutibile passato privato (e magari fossero state donne) e dalle velleitarie aspirazioni politiche sempre rimaste tali (nonostante il proprio accanimento ad emergere nell'agone politico), che ha mobbizzato intere generazioni di docenti e che ha solo aumentato, con la vecchiaia, oltre ai motivi di risentimento e di disprezzo nei suoi confronti, anche il numero dei plessi scolastici a sua disposizione.
E allora, a fronte di questi episodi, davvero c'è da pensare che la giustizia non è di questo mondo.
Adesso vogliono impedire ai precari del Sud di mettersi in graduatoria nel Settentrione d'Italia.
E così, fino a quando politici ignoranti con figli altrettanto ignoranti detteranno legge la giustizia non ci sarà mai.

MONICA BELLUCCI A SANREMO

Al cospetto di questa donna le vallette sanremesi scompaiono.
Per quanto riguarda lo stile, visto che l'impronta la da sempre il conduttore, non si può dire che questo Sanremo abbia brillato proprio in quanto a stile...

venerdì 18 febbraio 2011

WIKILEAKS, "BERLUSCONI, CLOWN MA CI SERVE"


I nuovi file segreti che Repubblica e l’Espresso hanno cominciato a pubblicare questa mattina parlano molto di Berlusconi. Si tratta di circa 4mila documenti riservati che i diplomatici Usa hanno inviato per anni direttamente alla Casa Bianca, e che erano già in possesso del sito d’informazione americano Wikileaks. Nei file, i giudizi sulla politica italiana e sul suo massimo rappresentante. E non sono giudizi teneri.

8 anni di documenti
I file sono stati trasmessi per 8 anni - dal 2002 al 2010 - dall’ambasciata a stelle e strisce a Obama. Oltre alla figura di Berlusconi ci sono ampi capitoli anche su altri personaggi: da Prodi a Napolitano, passando per La Russa, Fini, Frattini, D’Alema, Ciampi, Veltroni e Bossi. Naturalmente, i file analizzano dettagliatamente anche tutti gli aspetti della nostra politica estera: Afghanistan, Libano, Iran ed i preoccupanti rapporti con la Russia.

Le gaffe di Berlusconi
I riferimenti al nostro presidente del Consiglio sono quasi sempre negativi. I diplomartici parlano delle sue gaffes, del suo modo di esprimersi “sbagliato”, con cui offende cittadini e leader politici, della sua volontà di anteporre gli interessi personali al bene del paese. Nello stesso tempo, gli americani sottolineano la sua devozione verso gli Usa, perché - questa l’interpretazione di Repubblica - l’uomo è così debole sul piano personale da avere un estremo bisogno, per legittimarsi in patria e all’estero, dell’amicizia americana.

PREGHIERA PER LA PATRIA

Madre di Dio
affidiamo l'Italia al tuo tenerissimo abbraccio.
Tienici uniti come veri fratelli,
liberaci dagli uomini che la corrompono
dai lavoro ai giovani
ed unità ai cuori di tutti quelli che la abitano.
Abbatti i piani di coloro che vogliono dividere
che siano demoliti come fragili castelli sulla sabbia
e costruisci sulla roccia le cose buone
degne di vivere ed essere rispettate.
Donaci il rispetto per questa nostra madre Italia
ed amore per questo suolo per il quale
giovani vite diedero la propria vita.
Vergine Maria,
proteggi l'Italia.

BENIGNI CANTA L'INNO NAZIONALE

Il video su http://tv.repubblica.it/copertina/benigni-canta-l-inno-nazionale/62370?video

SANREMO - "L'intervento di Benigni al festival lo farei vedere nelle scuole, per far capire ai ragazzi cos'é l'Italia": così Gianni Morandi alla consueta conferenza stampa all'Ariston all'indomani della serata sui 150 anni dell'unità d'Italia. "Non è mai una persona da sola che uno spettacolo come quello di ieri sera", ha detto ancora. "Non era facile parlare e citare tutti i momenti della storia dell'Italia, che è talmente grande e importante. Non si può percorrere 150 anni di storia in una serata sola". Ansa

Il monologo di Roberto Benigni è stato uno degli spettacoli più belli mai visti in tv. Pensavo, ascoltandolo cantare l’Inno con un filo di voce e senza musica, che non ci vuole solo un coraggio da leoni, una convinzione e una passione formidabili. Ci vuole la certezza che da casa, comunque vada, capiranno. Che ci sono milioni di persone capaci di ascoltare e di sentire risuonare dentro di sè il valore di quel gesto. È vero, ci sono. La lettura di Antonio Gramsci, «odio gli indifferenti», ha detto il resto in quel silenzio. Una mano che ti prende da una spalla e ti solleva. Avanti ora, tutti: è questo il tempo.
CONCITA DE GREGORIO - 18.2.2011

giovedì 17 febbraio 2011

SCULTURE DI GHIACCIO DA MONTECARLO A SANREMO


A realizzarle è stato il Campione del Mondo di scultura su ghiaccio Mario Amegee, togolese trasferito nel Principato di Monaco. Già campione del mondo di scultura su ghiaccio nel 2005, Amegee è in partenza per i nuovi campionati del mondo che si svolgeranno in Alaska dal 22 al 25 febbraio e concorrerà con i colori monegaschi nella sezione Single Block Classic.

LA GIUSTIZIA DEFICIENTE

Nella primavera del 2007, a Palermo, un alunno di scuola media aveva canzonato un compagno, dandogli simpaticamente del finocchio e facendolo simpaticamente piangere davanti a tutta la classe. La vecchia professoressa di lettere si era accanita contro il mattacchione e, anziché spedirlo ai provini di «Amici», lo aveva messo dietro il banco a scrivere cento volte sul quaderno «io sono un deficiente». Lui aveva scritto cento volte «deficente» senza la i, dimostrando così di avere le carte in regola per sfondare non solo in tv ma anche in Parlamento. Poi era corso a lamentarsi da papà, che di fronte all’affronto intollerabile inferto al ramo intellettuale della famiglia aveva denunciato la prof ai carabinieri, non prima di averle urlato in faccia: «Mio figlio sarà un deficiente, ma lei è una gran c...».

C’è voluto del tempo per ottenere giustizia, però ieri alla fine l’aguzzina è stata condannata: un anno di carcere con la condizionale per abuso di mezzi di disciplina, nonostante l’accusa avesse chiesto solo 14 giorni. Che vi serva da lezione, cari insegnanti. La prossima volta che un alunno umilierà un compagno di fronte a tutti, aggiungete al coro il vostro sghignazzo e non avrete nulla da temere. A patto che l’umiliato non si impicchi in bagno, come altre volte è accaduto, perché allora vi accuseranno di non aver saputo prevenire la tragedia. E il simpatico umorista di Palermo finalmente vendicato? Lo immaginiamo ormai cresciuto, tutto suo padre, intento a scrivere cento volte sul quaderno «io sono intelligiente» e stavolta senza dimenticare la i.

MASSIMO GRAMELLINI

mercoledì 16 febbraio 2011

CANZONE DENUNCIA IN UN MONDO CHE HA FAME D'AMORE

"...e per tutti i ragazzi e le ragazze/che difendono un libro, un libro vero
così belli a gridare nelle piazze/perché stanno uccidendo il pensiero..."
(Roberto Vecchioni)
Questa canzone ieri sera è stata fischiata da una parte del pubblico di Sanremo. Chissà a quale parte politica appartenevano lor signori... Forse a quelli che dicono che i giovani che manifestano in piazza sono dei disadattati o che le donne che hanno altrettanto manifestato sono delle puritane...

E per la barca che è volata in cielo
che i bimbi ancora stavano a giocare
che gli avrei regalato il mare intero
pur di vedermeli arrivare

Per il poeta che non può cantare
per l’operaio che non ha più il suo lavoro
per chi ha vent’anni e se ne sta a morire
in un deserto come in un porcile
e per tutti i ragazzi e le ragazze
che difendono un libro, un libro vero
così belli a gridare nelle piazze
perché stanno uccidendo il pensiero

per il bastardo che sta sempre al sole
per il vigliacco che nasconde il cuore
per la nostra memoria gettata al vento
da questi signori del dolore

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Che questa maledetta notte
dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui
di musica e di parole

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
In questo disperato sogno
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità
anche restasse un solo uomo

Chiamami ancora amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore

Perché le idee sono come farfalle
che non puoi togliergli le ali
perché le idee sono come le stelle
che non le spengono i temporali
perché le idee sono voci di madre
che credevano di avere perso
e sono come il sorriso di Dio
in questo sputo di universo

Chiamami ancora amore...

LA MALEDIZIONE DEL 6 APRILE

Prima dell'ultima, breve risurrezione, quella dei 'cento giornì terminati a Waterloo e con l'esilio di Sant'Elena, l'impero di Napoleone finì il 6 aprile del 1814. Sconfitto a Lipsia, Bonaparte abdicò e s'imbarcò per l'isola d'Elba, scegliendo di dimorare a Portoferraio. Quasi duecento anni dopo, mercoledì 6 aprile 2011, è fissata l'udienza del processo a carico di Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile. La fine dell'impero napoleonico, però, non è la sola ricorrenza che coincide con il processo al Cavaliere. Ovviamente c'è quella, tragica, del 6 aprile 2009: il giorno del terremoto in Abruzzo che ha distrutto L'Aquila e tanti altri comuni. A cui è seguita una gestione dell'emergenza che ha diviso: il governo ne va fiero, i detrattori ne sottolineano le negligenze. Indietro nel tempo, nel 648 a.C., gli antichi registrarono la prima eclissi di sole. Nel 1895, Oscar Wilde perse una causa intentanta contro il marchese Douglas, scoppiata dopo uno scandalo sessuale che vedeva al centro lo scrittore. Il 6 aprile del 1912 morì Giovanni Pascoli, nel '92 Isaac Asimov. Quel giorno, poi, spegneranno le candeline Fred Bongusto, Tonino Accolla (la 'vocè italiana di Eddie Murphy e Homer Simpson, tra i tanti), il roccioso ex difensore Pietro Vierchowod (per lui una stagione anche nel Milan di Berlusconi). Soprattutto è il compleanno di Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica e da sempre avversario del Cavaliere: il 6 aprile, mentre Berlusconi potrebbe essere in tribunale, lui soffierà su 87 candeline. Il 6 aprile è anche giornata di santi. La Chiesa ricorda i papi Celestino I e Sisto I, san Marcellino martire, la beata Caterina Moriggi.

www.unita.it/italia/premier-a-processo-la-maledizione-del-6-aprile-1.272313

lunedì 14 febbraio 2011

17 MARZO-RIVOLUZIONE CULTURALE DALLA SCUOLA

Assemblee studentesche in tutta Italia? Ci sta

"Democrazia sì, mignottocrazia no" recitavano ieri gli slogan di alcuni cartelloni nella grande manifestazione di donne tenutasi in 230 piazze d'Italia ed anche all'Estero.

In un primo momento si era proposta la chiusura delle scuole per il giorno 17 marzo, quello in cui, esattamente 150 anni fa, cadeva l'unità del nostro Paese. Poi la Gelmini ha detto, in maniera ferma e risoluta, che gli istituti scolastici quel giorno vanno tenuti aperti, onde evitare un inutile giorno di vacanza e così riflettere sul grande evento dell'unità nazionale. Bene, ho pensato. Quale migliore occasione per fermarci a riflettere sul faticoso cammino di conquista della libertà e dell'indipendenza dal nostro Paese e sul degrado attuale della politica e della classe dirigente italiana? L'ideale sarebbe quello di tenere le scuole aperte, con assemblee studentesche in tutta Italia, per riflettere su questi temi. E portare avanti quella rivoluzione culturale e morale di cui tanto si sente bisogno nel nostro Paese.

ARRIVA IL PREMIO BOTTARI LATTES GRINZANE

(Cuneocronaca) - Primo atto per il nuovo Premio Bottari Lattes Grinzane, il riconoscimento che riprende lo spirito originario del Premio Grinzane Cavour e torna in mano ai giovani, alla ricerca di nuovi autori e alla scoperta di grandi opere di narrativa. La Cerimonia di Designazione dei tre vincitori della sezione “Il Germoglio” si svolgerà sabato 26 febbraio alle ore 10,30 presso la Cantina Terre del Barolo a Castiglione Falletto (via Alba - Barolo, 5 - Cn). Saranno svelati i nomi dei tre vincitori scelti dalla giuria tecnica per la prima sezione del premio, “Il Germoglio”, dedicata ai migliori libri di narrativa italiana o straniera pubblicati nell’ultimo anno. I tre vincitori si contenderanno il titolo di supervincitore dopo essere stati letti e giudicati dagli studenti. Il vincitore della seconda sezione in cui si articola il premio, “La Quercia”, sarà invece scelto nel mese di giugno, sempre dalla giuria tecnica. Dopo la fase di designazione, entrano in scena gli studenti: da marzo a maggio le tre opere vincitrici saranno sottoposte al giudizio di sette giurie scolastiche in Italia e all’estero, che decreteranno il supervincitore. Al supervincitore spetterà un premio complessivo di 10.000 euro, mentre ai due vincitori andranno 2.500 euro. Sei gli istituti italiani coinvolti: Liceo Classico Govone di Alba, Liceo Scientifico Bodoni di Saluzzo, Liceo Classico Alfieri di Torino, Istituto Magistrale Fogazzaro di Vicenza, Liceo Classico Mamiani di Roma, Liceo Scientifico Scacchi di Bari. A loro si affianca un istituto all’estero, il Liceo Italiano Cristoforo Colombo di Buenos Aires.

E' SOLO L'INIZIO

Berlusconi: «Manifestazione faziosa, vergogna»
E sul voto "corregge" Napolitano: serve mio parere

Il premier a 'Mattino Cinque', attacca la manifestazione delle donne: «Mobilitazione di parte contro di me». E poi: «Scioglimento Camere, il Colle non può decidere da solo, serve il mio parere». Bersani: «Napolitano segnala un'evidenza». Mirabelli: «Per le elezioni non serve il sì del premier»

E adesso bisognerà che tutta questa forza trovi casa, che si senta e sia rappresentata da chi può farlo, nei luoghi che servono. Un giornale, un movimento, un gruppo di persone, un luogo in internet, un passa parola di casa in casa, un progetto di rinascita che sia capace di diventare progetto politico, perché la politica è qui, è nelle cose: la politica è dove i cittadini chiedono rispetto per il loro futuro. Le donne italiane sono state capaci di fare quello che da anni, da molti anni non avevamo visto accadere. È vero, dunque: hanno battuto un colpo. Adesso. Che sia la prima battuta di una nuova musica. Noi ci saremo, c'eravamo e resteremo. Grazie a tutte e tutti voi, che ci indicate il futuro. CONCITA DE GREGORIO

Confesso: la non ultima ragione del mio odio (sì, è la parola giusta) per la pur tragica parodia da Banda Bassotti di "1984" di Orwell che è il berlusconismo, che da 15 anni ci distoglie da altri pensieri, è proprio l’impossibilità di curarmi di altri pensieri. BEPPE SEBASTE

domenica 13 febbraio 2011

SE NON ORA, QUANDO?















La più grande mobilitazione di donne dal '68 a oggi. Susanna Camusso (Cgil) dal palco in Piazza del Popolo a Roma: "La misura è colma". Mobilitazioni in tutte le piazze d'Italia. A Roma anche Giulia Bongiorno e suor Eugenia Bonetti.
Alessandra Bocchetti (psicologa, gruppo femminista "Virginia Woolf"): "Spettacoli indecenti e patetici. Spettacoli ridicoli che mettono a rischio questo Paese e la sua credibilità. Clima di avanspettacolo".
Lunetta Savino (attrice): "La mia vagina è arrabbiata e ha bisogno parlare!" (monologo scherzoso sulla riappropriazione del corpo femminile).

OLTRE LE MUTANDE

Mentre una casta di subrettine aspiranti onorevoli domina la scena mediatica, negli angoli meno illuminati della società le loro coetanee stanno dando la spallata definitiva al predominio del maschio. Qualsiasi statistica racconta ormai il sorpasso fra i sessi: le ragazze si laureano di più, conquistano più borse di studio, ottengono più posti come ricercatrici. Ma poiché lo fanno senza dimenare il sedere in televisione, non esistono. La civiltà dello spettacolo funziona così: tutto ciò che esce dal quadrilatero intrattenimento-sport-giornalismo-politica non dà visibilità e quindi non rientra nel dibattito pubblico.
Questa distorsione altera la percezione della realtà, al punto che oggi in Italia si scontrano due opinioni palesemente fasulle. La prima è l’opinione Così Fan Tutti: ogni uomo è un maiale e ogni donna una escort, e chi fa la morale al Silvio e alle sue amichette stia bene attento, perché gli scateniamo dietro un segugio che rivelerà al popolo i suoi altarini sessuali. La seconda è l’opinione Pochi ma Buoni: i virtuosi esistono e coincidono coi nemici del Silvio, una minoranza destinata a perdere sempre.
Per fortuna il mondo reale è un’altra cosa ed è fatto, anche in Italia, da uomini e donne che amministrano il proprio corpo con pudore e dignità, che non votano necessariamente tutti dalla stessa parte, che hanno sogni piccoli o grandi ma comunque diversi dal bunga bunga. E passano la vita a cadere e a rialzarsi, senza che nessuna tv, rivista o inchiesta si occupi mai del loro faticoso e glorioso cammino.

MASSIMO GRAMELLINI

sabato 12 febbraio 2011

"ALLA MANIFESTAZIONE PDL PUBBLICO (PAGATO) DI UOMINI E DONNE

Una gran carnevalata. I partecipanti alla manifestazione propremier davanti al Palazzo di Giustizia di Milano erano 150, tra cui anche una una delle comparse della trasmissione di Maria De Filippi...


LIBERA UNIVERSITA' DI ARCORE


Ve la presentiamo, dopo averla scoperta stasera su facebook:
http://www.facebook.com/search.php?q=libera+universit%C3%A0+di+arcore&init=quick&tas=search_preload#!/group.php?gid=194468557611

Informazioni di base
Nome: Libera Università di Arcore
Categoria: Arti e Spettacolo - Umorismo
Descrizione: In vista della riforma universitaria, la Libera Università di Arcore propone un nuovo corso di laurea in Scienza del Malgoverno.

Obiettivi formativi:
Il corso di laurea si propone di formare la classe dirigente della nuova azienda Italia, leader nel mondo per corruzione, criminalità organizzata, speculazione edilizia e finanziaria, falso moralismo, tendenze autoritarie, disprezzo dei principi costituzionali, machismo, massoneria, furberie, disprezzo per ogni diversità, mediocrazia, manipolazione dei media, strategia della tensione, conflitto di interessi, disparità di fronte alla legge, e quant'altro...
I laureati saranno in grado di esportare nel mondo un modello esemplare e infallibile di Malgoverno

Sbocchi professionali:
Uffici propaganda di partito, TV Mediaset e RAI, Panorama/Chi/TV Sorrisi e Canzoni, stalliere, porta borse, commercialista d'evasione, consigliere comunale, speculatore finanziario, porta voce, avvocato zerbino, ragioniere della mala, corriere, apprendista muratore, piazzista, leccaculo ambulante, cabarettista, cantante neo-melodico di regime, organizzatore di eventi osé, puttaniere, servizio d'ordine nei cpt, agente segreto deviato.
Iscrivetevi numerosi.

Stiamo elaborando i depliants e il corso di laurea magistrale.

Corso di Laurea Triennale in Scienza del Malgoverno
Presidente del CDL Prof. Silvio Berlusconi (Emerito Libera Università di Arcore)

Esami Primo Anno (Crediti) Docente
Revisionismo storico (9) Giampaolo Pansa
Sistemi politici inesistenti comparati (9) Gaetano Quagliariello
Economia del monopolio (9) Claudio Scajola
Filosofia immorale (9) Marcello Pera
Teoria dell’illiberalismo (9) Marcello Dell’Utri
Istituzioni di diritto pubblico incostituzionale (9) Niccolò Ghedini
Relazioni amicali internazionali (6) Franco Frattini

Esami Secondo Anno (Crediti) Docente
Sondaggi e interviste concordate (9) Bruno Vespa
Propaganda e demagogia (9) Daniele Capezzone
Retorica berlusconiana (9) Paolo Bonaiuti
Argomentazione illogica (9) Maurizio Gasparri
Storia dei regimi comunisti (9) Giuliano Ferrara
Scienza della finanza creativa (9) Giulio Tremonti
Europeismo di facciata (6) Antonio Tajani

Esami Terzo Anno (Crediti) Docente
Sociologia della valletta (6) Mara Carfagna
Diplomazia del cucù (6) Silvio Berlusconi (emerito)
Culto della personalità (6) Fabrizio Cicchitto
Esami opzionali (24)
Laboratorio (a scelta) (3)
Tirocinio presso ufficio stampa (5)
Tesi (10)

Esami Opzionali (Crediti) Docente
Comizi e cene di partito (6) Michela Vittoria Brambilla
Teoria della tribuna elettorale da stadio (6) Maurizio Lupi
Slogan elettorali (6) Ignazio La Russa
Schema R (Piano di rinascita) (6) Licio Gelli (emerito)
Tangenti e appalti truccati (6) Cesare Previti
Metodologia dell’evasione fiscale (6) Callisto Tanzi (visiting professor)
Istituzioni di servilismo (6) Augusto Minzolini
Giornalismo supino (6) Maurizio Belpietro
Teoria della democrazia del sondaggio (6) Luigi Crespi
Sociologia dell’immigrazione clandestina (6) Roberto Calderoli (vising professor)
Laboratorio di barzellette (3) Silvio Berlusconi (emerito)
Laboratorio di immagine (3) Fabrizio Corona
Laboratorio di poesia (3) Sandro Bondi
Laboratorio musicale neo-melodico (3) Mariano Apicella

RISORGIMENTO ITALIANO E LIQUORE STREGA

Carmine Vincenzo Alberti, padre di Giuseppe, nasce a Napoli nel 1799. A causa della sua attività di cospiratore viene imprigionato dai Borboni e successivamente di trasferisce nel Sannio, che all'epoca è territorio pontificio.
Giuseppe Alberti nasce a San Felice a Cancello (CE) il 29 luglio 1834. A Benevento impianta una caffetteria in centro e contemporaneamente si dedica ad un florido commercio di vini in tutta Italia.La straordinaria avventura imprenditoriale di Alberti si colloca sullo sfondo dei moti liberali e rivoluzionari che percorrono tutta la penisola, assillata dalla ormai invadente presenza degli Austriaci. L'azione di Mazzini e della sua Giovane Italia è già iniziata.
Nel 1860, anno della spedizione dei Mille garibaldini e dell'annessione di Benevento al neonato Regno d'Italia, l'economia locale acquista un nuovo slancio con la creazione, da parte di Giuseppe Alberti, del liquore Strega, la cui fama si diffonde presto in tutto il mondo. Il nome della squisita bevanda, la cui ricetta è unica ed esclusiva in tutto il mondo, inimitabile nonostante le numerose imitazioni, ricorda nel nome la leggenda delle streghe che secondo la tradizione si davano
appuntamento per i loro magici sabba sulle sponde del fiume Sabato.
Nel 1861, lo stesso anno dell'Unità d'Italia - forse non è un caso -, Alberti acquisisce l'area della stazione ferroviaria dove verrà edificato lo stabilimento industriale, dove esso si trova a tutt'oggi. Intanto, a causa della guerra doganale con
la Francia, si riduce sempre più il commercio di vini e si afferma quello del liquore Strega Alberti.
Gli anni in cui si afferma il liquore, il torrone ed il cioccolato della ditta Alberti, sono anni importanti. Il 15 marzo 1861 è
stato proclamato il Regno d'Italia. Il 20 settembre 1870 vi è stato l'episodio della breccia di Porta Pia. Il fenomeno del brigantaggio esplode in tutta la sua drammaticità nel ventennio successivo all'Unità d'Italia.
Il 14 gennaio 1894, Giuseppe Alberti muore a Resina, lasciando eredi della sua azienda in quattro figli: Ugo, Vincenzo,
Francesco, Luigi. Dal 1920 al 1922, l'azienda si espande sotto la guida dei fratelli Alberti, che inaugurano uno stabilimento a Tripoli, divenuta colonia italiana. Durante il Fascismo l'escalation è inarrestabile: nuovi stabilimenti a Nizza e a Chiasso.
Marcello Dudovich realizza i manifesti liberty per Strega. I bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale colpiscono anche lo stabilimento Alberti, che sarà subito ricostruito al termine del conflitto, riavviando in breve tempo la produzione. Nel 1947 nasce il Premio Strega, per iniziativa di Goffredo e Maria Bellonci che riuniscono negli "Amici della domenica" i più validi esponenti del mondo culturale italiano (siamo tra il '46 ed il '49). Negli anni Cinquanta, in piena ricostruzione, nasce l'industria dolciaria Alberti, destinata ad espandersi ulteriormente negli anni Sessanta, in pieno boom economico (stabilimenti verranno aperti a San Paolo del Brasile e a Buenos Aires). 2010: la ditta Strega Alberti compie 150 anni. Esattamente come l'Unità d'Italia.

"I POLITICI VECCHI BAVOSI PENSANO SOLO A SCOPARE"


SARA TOMMASI, la ragazza «dalla personalità fragile e spregiudicata», come scrive la Mobile nel rapporto consegnato alla Procura antimafia di Napoli, com'è noto ha vuotato il sacco in tv e dai magistrati:
«La classe politica dirigente ha sempre voglia di scopare, stanno sempre a pensare a scopare. Se dei vecchiacci bavosi ti chiedono di far sesso lo devi fare, in modo tale che ti pagano, così sei stipendiata: se sei una bella ragazza hai la fortuna di essere approcciata da vecchiacci bavosi che ti pagano per far sesso, per proteggerti, per darti dei programmi... questa è l'Italia, funziona così». E ancora: «La Minetti pensa solo ai soldi ed è malata di shopping». Sul premier è ancora più tranciante: «Berlusconi mi ha colpito positivamente la prima volta che l’ho visto, ma oggi posso dire di essere delusa. Uno scandalo del genere può coinvolgere una starlette come me ma non un politico, che dovrebbe dare il buon esempio». Infine, aggiunge un particolare inquietante: «Sono vittima di persecuzioni e ricatti continui e non mi sento tutelata».

GODITI POTERE E BELLEZZA DELLA TUA GIOVENTU'

ALTRO CHE "GERMANIA COMUNISTA"

La nuova legge sul bavaglio alla Rai

Se Bruno Vespa il lunedì sera tratta il caso Ruby-Berlusconi, per otto giorni nessun altro talk show potrà tornare sull'argomento. Per fare degli esempi: Ballarò, il martedì, dovrà occuparsi della crisi in Egitto e Annozero, il giovedì, della controversa festa del 17 marzo. È il "principio della ridondanza". A Parla con me sarà necessario il contraddittorio dei comici. Alla parodia di Minzolini dovrà seguire l'imitazione di Gad Lerner o di Bianca Berlinguer, perché "trasmissioni apparentemente di satira o di varietà" spacciano "una" verità per "la" verità.
Cari telespettatori, non siamo su "Scherzi a parte". È tutto vero, messo nero su bianco dal senatore Pdl della Vigilanza Rai Alessio Butti. Con un "Atto di indirizzo sul pluralismo" che verrà votato dalla commissione la prossima settimana, mercoledì probabilmente. La sinistra occupa la Rai, è la premessa di Butti, la tv di Stato "relega in posizioni assolutamente minoritarie le idee, i valori e le proposte della maggioranza degli italiani".
http://www.repubblica.it/politica/2011/02/11/news/bavaglio_pdl_talk_show-12322316/

E ora la ciliegina sulla torta: la Rai deve “razionalizzare l’offerta delle trasmissioni di approfondimento giornalistico allo scopo di evitare ridondanze e sovrapposizioni che possono rendere confusa l’offerta Rai”. Ma come ottenere questo risultato? Ecco l’idea geniale: “È opportuno che i temi prevalenti di attualità o di politica trattati da un programma non costituiscano oggetto di approfondimento di altri programmi, anche di altre reti, almeno nell’arco di otto giorni successivi alla loro messa in onda […] per evitare ripetizioni artificiose o la compressione di temi socialmente e politicamente rilevanti”. A Butti bisogna spiegare innanzi tutto che nessuno si confonde seguendo più trasmissioni che approfondiscono una tematica, anzi, forse è vero proprio il contrario. Non servono particolari voli di fantasia per immaginare il caso delle minorenni di Arcore catturato dall’imparziale Bruno Vespa che così facendo impedisce per più di una settimana a Ballarò ed Annozero di parlarne lasciandogli al massimo un plastico di consolazione. E per saggiare un ultima volta la ristrettezza intellettiva con la quale è stato redatto questo ultimo punto immaginiamo tutti insieme l’avvento di un altro 11 Settembre, la notizia, data l’importanza, viene immediatamente ripresa e discussa da “Uno mattina”, dopodiché, per otto giorni, in Italia nessuno, ad eccezione dei tg, ne può parlare. Forse Butti poteva scrivere direttamente “Atto di censura sulla Rai”.
http://www.caffenews.it/?p=14893

venerdì 11 febbraio 2011

FIGURANTI E BARBABLU

CONCITA DE GREGORIO

Abbiamo scritto molte volte che il veleno letale sarebbe stato nella coda. Che il pericolo sarebbe stato tanto più grande quanto più forte la paura della fine. La malattia del Caimano - la solitudine, l’orrore dell’impotenza, il delirio di onnipotenza e la violenza di chi sa solo corrompere e comprare, la protervia triste di chi non conosce la gratuità dei piaceri né dunque dell’Amore, qui solo un logo depositato, comprato anche quello - non prevede un’uscita di scena responsabile, non ci sono gesti di altruismo né di compassione in questa storia, non ci sono sentimenti che non siano la rabbia e il privato furore di rivincita. Che la storia sia all’epilogo, per quanto lungo ancora possa essere, lo si deduce senza possibilità di errore dalla frenetica chiamata alle armi di vassalli e valvassori, di scudieri e scriba, di figuranti e barbablù tutti al soldo dell’impresario mangiafuoco, tutti sull’attenti a prendere ordini e ciascuno per la sua parte ad eseguire.
Tutto l'articolo su:
http://concita.blog.unita.it/figuranti-e-barbablu-1.271345#commentsForm-359706

MAREA IN ARRIVO


BURQUA BUNGA

MASSIMO GRAMELLINI (La Stampa)
Anch’io domenica scenderò in piazza contro chi disprezza il corpo e l’anima delle donne. E cioè contro i vecchi bavosi che le riducono a gingilli. Contro gli arrivisti che le utilizzano come merce di corruzione presso i potenti. Contro le ragazze che si vendono, spacciando la loro bramosia di denaro e di fama per libertà. Contro i genitori disposti ad accettare l’idea umiliante che la carne della propria carne diventi strumento di carriera. Contro chi pensa che non esista una via di mezzo fra il burqa e il bunga bunga e invece esiste: chiamiamolo burqa bunga, oppure dignità. Contro i pubblicitari che da trent’anni riempiono di seni & sederi le tv e i muri delle nostre città per promuovere prodotti (telefoni, gioielli, giornali di sinistra) che nulla c’entrano con la biancheria intima. Contro le tante signore «impegnate» che hanno accettato questo insulto senza protestare. Contro gli autori televisivi che hanno ridotto il vestito delle ballerine a un filo interdentale, imponendo al Paese un’estetica trucida e volgare. Contro gli autori televisivi che hanno fatto la stessa cosa, ma sostenendo che si trattava di una forma sottile di ironia, mentre di sottile c’era solo la gonna. Contro chiunque considera il corpo delle donne un fatto pubblico, quando invece è un bene privato da esibire soltanto a chi si vuole, e nell’intimità. Contro i giornali e i siti «seri» affollati di culi & sederi. E contro coloro che se ne lamentano, ma intanto cliccano lì.

In fondo domenica scenderò in piazza un po’ anche contro me stesso.

domenica 6 febbraio 2011

PUBBLICITA' OFFENSIVE CONTRO LE DONNE
































La fotogallery completa su
video.unita.it/immagini/varie/Le_pubblicit_offensive_contro_le_donne.462/

COMMENTI

Mezzecalzette
Finché Berlusconi ha abbastanza potere per far la spesa al mercato delle mezzecalzette potrà sempre comprarsi la maggioranza. Finche avrà la maggioranza, perciò, potrà sempre mantenerla.
LIDIA RAVERA

Scendiletto
Genitori che si fanno lenoni offrendo le loro figlie ai ricchi maniaci sessuali; cinici ottuagenari che comprano corpi di ragazzine da donare al monarca; mai visto un fiorire così fecondo di finti antimoralisti, ipocriti; mai viste tante pugnalate dentro un Palazzo...
Ci chiediamo: tutta questa gente schifosa che padri ha avuto? Da dove sbuca? Eppure gli italiani sono un grande popolo, il cui prestigio si deve a donne e uomini
straordinari. Poche nazioni possono vantare, come l’Italia, un passato tanto glorioso e carismatico. Oggi non vediamo nessuna luce. Temiamo che il disastro, non essendo culturale ma antropologico, sia irreversibile.
VINCENZO CERAMI

Eutanasia di un Paese
Non una sola volta il Cavaliere ha fatto un, ammissione di errore o di colpa, non compare nel suo vocabolario il termine autocritica. La parola dialogo per lui ha un solo significato: parliamo per stabilire che io ho ragione e gli oppositori torto. Disponendo egli di una ricchezza smisurata e di un potere comunicativo senza controlli, egli ha fatto del governo del principe il suo unico valore di riferimento. La sua concezione della politica non prevede nessun patto, né tantomeno una vera alleanza che non sia fondata sulla cieca fede e la ottusa fedeltà alla sua persona. Il comportamento dei suoi cortigiani ne è la prova evidente. Nessun patto democratico è possibile fin quando lui condiziona la politica, chi fa finta di non capirlo è complice del suo operato.
MONI OVADIA

LE PAROLE E LA PAURA


CONCITA DE GREGORIO concita.blog.unita.it/le-parole-e-la-paura-1.270326

di Concita De Gregorio | tutti gli articoli dell'autore
Un soffio costante di vento. Un passaparola tra persone di carne, non il megafono della tv, ha convocato questa gente qui. Una manifestazione di cui nessuno, se non chi l’ha voluta e sostenuta, ha mai parlato. Nessuna televisione, i quotidiani nazionali – gli altri – da ultimo e per forza, giusto ieri una colonna. Eppure a mezzogiorno del primo giorno di sole, ieri, a Milano la metro era colma. Ragazze, moltissime. Famiglie. Coppie. Gente tranquilla, ridente, quieta. Alle due, un’ora prima della manifestazione, il Palasharp era pieno. Diecimila persone sedute. Moltissime altre, arrivate dopo, sono rimaste fuori. Non ho mai visto, in tanti anni di cronaca politica, una riunione così imponente di persone così poco rumorose. Applausi tanti, certo. Ma niente cori, nessuna canzoncina, niente insegne di nessun genere tranne qualche vessillo tricolore. Qualche cartello scritto a penna, portato da casa. Un silenzio, durante gli interventi, unanime e all’unisono. Il silenzio di chi ascolta. Era talmente avvertita, misurata, critica e attenta, la gente in sala, che questa volta l’incredibile comunicato congiunto scandito a memoria dai Cicchitto, Capezzone e varii altri valvassori che urlano sono «fascisti di sinistra, vogliono piazzale Loreto» risulta proprio fuori misura, come un vestito da sera al mare, precotto e non adatto all’occasione. Hanno preparato una risposta standard per qualcosa che immaginavano fosse come l’avrebbero fatta loro. Invece non era così. Hanno sbagliato, ancora una volta non hanno ascoltato. Se urlano così forte, del resto, vuol dire che hanno paura: questa volta hanno paura. Lo stesso capo in testa ce l’ha: non bisogna dal loro credito, ha detto. E poi ha dato disposizione al suo intermittente spin doctor di scatenare il Foglio contro la manifestazione del 13. Anche quella si sente crescere e lo innervosisce parecchio. Perciò hanno dato mandato ai loro scriba di far passare la cosa come un’assemblea di moraliste che ce l’hanno con le prostitute. Di nuovo: non hanno ascoltato, non hanno letto, non hanno seguito. Ma non da ieri: da anni. Potrebbero fare qualche ricerca d’archivio, o anche sfogliare gli editoriali e gli articoli recenti. Se ne guardano bene. Non è il dialogo né il confronto il loro obiettivo. È cercare e trovare lo slogan più efficace per demonizzare l’avversario e fare in modo che non sia ascoltato per principio, a priori e a prescindere. Temono più di ogni altra cosa la parola che porta il pensiero. È questo che li innervosisce. La possibilità che la parola, col tam tam, dilaghi sebbene fuori dal loro controllo. Proprio di questo, che è quel che avevamo scritto ieri qui e abbiamo ripetuto al Palasharp, hanno parlato tutti, ieri pomeriggio, con una misteriosa ed eloquente convergenza di pensiero. Bisogna invece ridare senso e dignità alle parole, ripartire dall’ascolto. Di questo hanno parlato Eco Saviano e Salvatore Veca, «l’uso sapiente e responsabile delle parole», la capacità di ascoltare e farsi sentire, il ponte con l’altra metà del paese. Sandra Bonsanti, una ragazza di settant’anni, ha dato la parola a Giovanni Farizzo, un ragazzino di 13. Le figlie di Biagi hanno letto parole del padre insieme sul palco. Milva, indomita, accanto a Irene Grandi, 50 anni di musica in mezzo. Susanna Camusso, sindacalista, ha spiegato che in tutto il paese, non solo ad Arcore, c’è qualche serio problema rispetto alla sessualità. Logiche da bar, da barzelletta al potere, ha concluso idealmente il suo discorso Lorella Zanardo, manager. Saviano ha parlato a braccio, a lungo, come se fosse a casa davanti a pochi amici. Paul Ginsborg da casa a Firenze, si sentiva il sorriso. Scalfaro in video, esortava le donne. Eco a Marcegaglia: io vado a letto tardi, signora, ma è perché leggo Kant. Molta ironia nelle parole serissime di Zagrebelsky, molto vigore in quelle del maestro Pollini così poco abituato all’oratoria pubblica. Ci vediamo il 13, dicevano tutti alla fine. E sì, ci vediamo in piazza il 13: faranno il diavolo a quattro, i servi del padrone, vedrete. È normale. Tranquilli. È solo che hanno paura. Lui ha paura, e loro – che sono utensili – fanno grancassa.

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