Visualizzazione post con etichetta Berlusconi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Berlusconi. Mostra tutti i post

martedì 10 settembre 2013

PRIORITA'...

Dopo vent'anni si assiste quotidianamente in tivvù a trasmissioni politiche (quelle che, nel palinsento televisivo costano di meno) al chiacchiericcio sui guai di Berlusconi e su come salvargli la pelle dopo che è stato condannato per frode fiscale per una cifra stellare. Avvocati venduti che dicono che lui serve ancora in politica, per il 'rilancio dell'economia'... Quale? Quello che non c'è stato nei suoi 17 anni di dominio incontrastato, quando l'Italia è diventata la succursale di Mediaset?
Ho letto che le Terme di Vinadio (CN) hanno chiuso, come risulta dal loro sito www.termedivinadio.com/chiuso/, ma questa notizia puoi beccarla su facebook o su qualche sito piemontese.
Due miei conoscenti sono emigrati a Chesterfield dal profondo Sud, perché in Italia non c'era niente da fare, ed un bravissimo fotografo se ne è andato a Lipsia da una cittaduzza dell'entroterra campano, dopo mille inutili tentativi di trovare lavoro nella terra dove contano amici e raccomandazioni, e dove anche per strappare i biglietti in un festival cittadino occorre conoscere questo o quell'assessore di turno.
Ma questo, nei noiosi talk show della politica, non fa notizia. Il degrado economico di una nazione non fa più notizia, perché ci siamo abituati.
I disagi di una banda di prof che a causa dei dimensionamenti scolastici operati dal governo devono attraversare terre impervie e mal collegate tra loro a bordo di un pullmino, pagando, ovviamente di tasca propria, non fanno notizia. Come se in quelle lande scordate da Dio e dagli uomini non ci fossero persone che vanno a votare. Ah, ma giusto. L'importante è fare tre senatori a vita. 
Sicuramente, molto più importante...

sabato 3 agosto 2013

LA GRAZIA

Lo staff di Berlusconi (PDL) - non Berlusconi stesso - ha chiesto la grazia al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Risposta del Quirinale: "La legge stabilisce chi sono i soggetti titolati a presentare la domanda".

Rosy Bindi (La Stampa, 3 agosto 2013): "Non possiamo lasciar passare la tesi che Berlusconi sia la vittima di un accanimento giudiziario a opera di toghe rosse e avversari politici. Così si stravolge la storia e il senso di questi ultimi venti anni. E si tratta di anni sui quali, invece, un giudizio è ormai possibile: a prescindere dalle sentenze della magistratura".

Berlusconi (4 settembre 2003): "I magistrati hanno le turbe psichiche, sono diversi dal resto della razza umana".

Marco Travaglio (10 settembre 2011): "Berlusconi non può difendere la legalità perché è evasore, corrotto e mafioso".

lunedì 28 gennaio 2013

GAFFE NEL GIORNO DELLA MEMORIA

Berlusconi e un gaffeur nato ed è un'offesa alla comuntà israelitica l'aver detto nel giorno della memoria che Mussolini ha fatto anche qualcosa di positivo. Se il discorso lo poniamo in termini ideologici è chiaro che la dittatura va sempre totalmente ed assolutamente condannata. Da storico dico che Mussolini è responsabile di cose gravissime, oltre alle infami leggi razziali. Mussolini ha portato l'Italia al massacro della II guerra mondiale ed è responsabile di tante nefandezze.
Ma da storico che guarda con distacco critico aggiungo che inevitabilmente in 20 anni di governo non poteva,neppure volendolo, fare solo cose negative. Il discorso storico è sempre complesso ed articolato, sa cogliere le sfumature. E questo vale, ad esempio, anche per Stalin. Ma Berlusconi è un incolto che non sapeva neppure dell'esistenza dei fratelli Cervi trucidati dai fascisti durante la Resistenza. Se poi ha fatto quel discorso, per rubare qualche voto a Storace, il suo dire è ancora più sciocco e miserabile.
 
PIER FRANCO QUAGLIENI

venerdì 11 gennaio 2013

CHE VECCHIUME

(GIANCRISTIANO DESIDERIO) - Altro che Santoro e la fossa dei leoncini di Servizio pubblico, Berlusconi se potesse andrebbe a raccontare le sue storielle anche ai matrimoni, ai battesimi, alle cresime e perfino ai funerali. Bersani non è da meno e dopo venti anni propina ancora la solfa della sinistra come “l’Italia giusta”. Le loro apparizioni televisive appartengono al genere delle “teche Rai” ossia quei filmati di repertorio che vanno in onda nei tempi morti della giornata e si rispolverano per vedere come eravamo. Il guaio serio è che Berlusconi e la sinistra di Bersani non solo erano così venti anni fa, ma lo sono ancora oggi. La loro più che essere una politica per una società tardo-industriale, è proprio una politica archeologica e museale.
Le loro rispettive apparizioni e duelli a distanza  – Bersani da Vespa, Berlusconi da Santoro   sono per la televisione delle repliche, per il cinema dei remake, per la storiografia delle imitazioni. E per la politica? Dei falsi. È evidente a tutti: i due non rappresentano l’inizio del nuovo, ma la fine del vecchio. È talmente vero che perfino i loro interlocutori, ossia Santoro e Vespa, sono vecchi nella recita dei ruoli. Nessuno di loro è figlio del nostro tempo perché sono tutti superstiti di un ventennio fallimentare che ha avuto la sua logica proprio nella sopravvivenza del simulacro rispetto alla realtà. Ieri sera, sulla rete Rai e su La7, è andato in onda “Il delitto perfetto”: che è sia il thriller di Alfred Hitchcock del 1954 sia il libro di Jean Baudrillard. Chi è stato ucciso? Il reale. E il reality politico della Seconda repubblica ne ha preso il posto. Per ripristinare il vero ordine delle cose e delle idee non ci vuole molto. Basta il telecomando.

venerdì 28 dicembre 2012

BERLUSCONOPOLI

Il suo corpo (di Roberto Benigni-Ndrb) dinoccolato ed iperenergico da burattino contrasta vividamente con l'immobilità plasticicata e imbarazzante del vecchio che cerca di eternare se stesso; ma stavolta la sua comicità è rimasta indietro, non s'è accorto che Berlusconi è ormai altrove.
Più che da Del Debbio e da Vespa, è stato dalla D'Urso che Berlusconi ha rivelato la sua nuova cifra, e non è un caso che abbia deciso di cominciare proprio davanti a lei. Davavti a quesli occhi comprensivi e confortevoli ha chiesto scusa perché sentendosi solo si è divertito con troppe ragazze, ha confessato il suo nuovo amore ("mi si è fidanzato, Presidente?"), con un sorriso fatuo ha ricordato i passati trionfi e rimpianto l'energia del '94. Seduto in punta di poltrona perché non toccava terra coi piedi, in testa una tintura castano mogano che sotto le telecamere a contatto con la camicia bianca stingeva sul rosso, il miliardario imbellettato e decrepito tenta ancora di sedurre; ma lo fa puntando sulla fragilità, sul sacrificio di sé. Buttando avanti il corpo come sempre ma in direzione opposta a quella su cui ancora si attarda Benigni dipingendolo come colui che si crede Dio onnipotente.
Nelle altre ospitate, da De Debbio e da Vespa, la tattica si è attenuata e sono ricomparsi i tic dialettici, quel suo parlare inesausto che impedisce ai giornalisti di interloquire se non zittendolo brutalmente; ma se davvero andrà da Santoro nella tana del lupo, avrà tutto l'interesse a fa apparire i nemici come aggressori e se stesso come vittima; un eroe stanco e anelante al riposo che offre al Paese le sue ultime forze.
WALTER SITI
La finestra sul niente
La Stampa, domenica 23 dicembre 2012


Veronica prenderà 3 milioni di euro al mese dall'ex marito Berlusconi....Fiorito non ha rubato un centesimo...dice dagli arresti domiciliari...Monti appoggiato dal Vaticano...non avevamo dubbi....che bel paese l'Italia!
SUONI RIBELLI

mercoledì 9 novembre 2011

LA CARICATURA INTERNAZIONALE

Berlusconi è l’Anti Gambero, cioè l’Anti Politico. Un politico, al suo posto, si tirerebbe indietro o di lato e lascerebbe ad altri il compito di scottarsi, scommettendo sulla memoria corta degli italiani per ripresentarsi nel 2013 nei panni di novità candidabile al Quirinale. Ma B. si sente un eroe, un prescelto dal popolo come Napoleone o Gheddafi, fate voi.

MASSIMO GRAMELLINI

Se penso a un’Italia senza B, immagino un brigadiere che si addormenta mentre intercetta le telefonate fra il professor Monti e Mario Draghi. Oh, mica voglio un’Italia di banchieri. Ma un po’ grigia e barbosa, sì. Non moralista, morale. Che per qualche tempo si metta a dieta di barzellette, volgarità, ostentazioni d’ignoranza. Dove l’ottimismo non sia la premessa di una truffa, ma la conseguenza di uno sforzo comune. Un’Italia solare, anche nell’energia. Con meno politici e più politica. Meno discorsi da bar e più coerenza fra parole e gesti. Una democrazia sana e contenta di sé, che la smetta di prendere sbandate per gli uomini della provvidenza e si ricordi di essere viva ogni giorno e non solo una volta ogni cinque anni per mettere una crocetta su una scheda compilata da altri. Un’Italia di politici che non parlano di magistrati, ma coi magistrati (se imputati). E di magistrati che parlano con le sentenze e non nei congressi di partito. Di federalisti che non fanno rima con razzisti. Un Paese allegro e però serio. Capace di esportare non solo prodotti belli, ma belle figure. Vorrei essere governato da persone migliori di me. Che non facciano le corna, non giurino sulle zucche e si sfilino un paio di chili dalla pancia, prima di far tirare la cinghia a noi, ripristinando il principio che chi sta in alto deve dare il buon esempio.
Per giungere a un’Italia così, le dimissioni di B rappresentano un primo passo. Adesso devono dimettersi tutti gli altri. Perché più ancora di Berlusconi temo i berluscloni.

MASSIMO GRAMELLINI

Silvio Berlusconi si è arreso. Dopo che la Camera ha certificato il venir meno della sua maggioranza, è stato costretto ad annunciare le dimissioni al Capo dello Stato. La data è posticipata al giorno in cui verrà approvata la legge di stabilità. E probabilmente in questo rinvio c’è ancora il residuo di un’ostinata resistenza ai danni del Paese, magari persino il retropensiero di qualche compravendita in extremis. Ma la sostanza della crisi stavolta concede ben poco a scenari che somiglino al 14 dicembre.
Le annunciate dimissioni di Berlusconi segnano oggi la fine di un governo, la fine di un ciclo politico e probabilmente anche di quella che abbiamo chiamato Seconda Repubblica.
È stata una fine ingloriosa. Che ha scaricato sull’Italia un discredito, addirittura una derisione, destinati a pesare sul prossimo cammino. Ormai non c’era cancelleria in Occidente, o impresa, o operatore di mercato che non considerasse Berlusconi come la zavorra dell’Italia e come il pericolo numero uno per l’Euro.

CLAUDIO SARDO

Neanche Umberto ce l’ha fatta. Sì, proprio così: neanche Umberto Bossi ce l’ha fatta a dire “caro Silvio, è giunto il momento che tu faccia un passo indietro, al tuo posto mettiamo il tuo Angelino Alfano”. Il capo discusso della Lega ha mandato avanti il Calderoli, come nella più classica delle situazione della commedia da avanspettacolo: “Vai avanti tu che a me scappa da ridere”. E fosse solo il riso. Qui viene da piangere. Infatti, provate solo a ragionare su questo interrogativo: se il governo Berlusconi è molto poco autorevole in Europa e nel mondo, cosa sarà mai un governo Alfano? La risposta ci è stata fornita indirettamente da Gianni Letta. Quando gli hanno proposto, da più parti, di uscire dall’ombra, dove ha sempre vissuto e operato con grande compostezza e competenza, per prendere il posto di Berlusconi, l’ex direttore de Il Tempo – c’è anche questo nella vita del “dottor Letta” - ha risposto così: “Grazie, ma non è il caso: non ho caratura internazionale”. Un gran signore, non c’è dubbio, perché forse chiunque altro al suo posto non ci avrebbe pensato due volte a prendere il posto in offerta, anche se se si tratta di una poltrona non solo molto scomoda ma bollente. Ora, se Gianni Letta non ha “caratura internazionale” vi pare che la stessa caratura possa essere riconosciuta ad Angelino Alfano? Nenche Bossi, che ha avuto questa geniale idea, ci crede e se l’ha avanzata è perché – come dice e ripete da tempo - “tanto Berlusconi non farà mai un passo indietro”. Per uscire dalla crisi in cui ci ha condotti con mano ferma il governo Berlusconi c’è bisogno di un governo solido su base parlamentare e autorevole fin dalla testa del presidente del Consiglio. Il governo Alfano – l’immaginario governo Alfano - sarebbe un governo Berlusconi senza Berlusconi. Così dall’assenza di “caratura internazionale” si passerebbe alla presenza di “caricatura internazionale”. Alfano, infatti, a parte l’altezza fisica, è anche molto somigliante a Berlusconi e se Berlusconi lo ha fatto di suo pugno segretario del Pdl è perché – come disse egli stesso al papà di Angelino - “lo considero un po’ anche figlio mio”. Insomma, avremmo a Palazzo Chigi un “governo del figlio di papà” e non sarebbe una buona cosa per un Paese del quale, purtroppo, ora in Europa si ride. A torto, ma si ride.

C’è nella ex maggioranza di governo c’è una domanda che circola da tempo ma è una domanda sbagliata: come salvare il Pdl senza Berlusconi? La risposta che cercano di dare è proprio questa: il governo Alfano. Ma a far notare che è tutto sbagliato ci vogliono due secondi. Il problema che abbiano davanti – e che dovrebbero avere davanti anche gli esponenti più importanti del Pdl - non è come salvare il Pdl o la maggioranza una volta che Berlusconi è uscito di scena, bensì come salvare l’Italia.

GIANCRISTIANO DESIDERIO

lunedì 17 ottobre 2011

RIVOLUZIONI E RIVOLUZIONI

Oggi il tiggì, La Repubblica ed altri quotidiani hanno reso noto il contenuto di un'intercettazione telefonica risalente al 2009. Berlusconi così si rivolge a Valter Lavitola (video qui): "Occorre una rivoluzione. Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di Giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c'è un'alternativa...". Le intercettazioni sono state depositate agli atti del processo per l'inchiesta di Pescara sui fondi dell'«Avanti», di cui Lavitola era direttore prima di diventare latitante.

Intanto è di oggi la notizia che c'è un fermento nuovo in seno alla Chiesa cattolica. Creare un "partito" di ispirazione cattolica? Fermenti nuovi sono nell'aria. Vi è un punto della relazione del cardinale Bagnasco alla riunione del Consiglio permanente dei vescovi del 26-29 settembre 2011 che merita particolare attenzione. Esso riguarda nuove modalità dell’impegno comune dei cattolici per contrastare quella che in una precedente occasione aveva definito “la catastrofe antropologica”: “La possibilità di un soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica”.
Più chiaro di così.
La Chiesa sta intercettando il crescente bisogno di moralizzazione della vita politica ed il malcontento diffuso nelle varie classi sociali.
Dopo il ventennio berlusconiano si aprono scenari nuovi.

sabato 15 ottobre 2011

PARMENIDE E BERLUSCONI

Come gli antichi filosofi spiegano la realtà moderna.
Come far capire l'Essere e il non-essere.
1) Berlusconi compra sesso (non-essere) ma non può comprare l'amore (Essere);
2) Berlusconi compra voti e persone (non-essere) ma non la fiducia del governo e dell'Italia (Essere).
"perciò non saranno altro che nomi
tutte quelle cose che i mortali hanno posto, convinti che fossero vere,

nascere e perire, essere e non-essere,

cambiare di luogo e mutare il luminoso colore".
(Parmenide, Poema sulla Natura)

mercoledì 21 settembre 2011

LO STRANO SILENZIO DELLA CHIESA

di BARBARA SPINELLI
IL SOSTEGNO che i vertici della Chiesa continuano a dare a Berlusconi è non solo uno scandalo, ma sta sfiorando l'incomprensibile. Che altro deve fare il capo di governo, perché i custodi del cattolicesimo dicano la nuda parola: "Ora basta"? Qualcosa succede nel loro animo quando leggono le telefonate di un Premier che traffica favori, nomine, affari, con canaglie e strozzini? Non sono sufficienti le accuse di aver prostituito minorenni, di svilire la carica dimenticando la disciplina e l'onore cui la Costituzione obbliga gli uomini di Stato? Non basta il plauso a Dell'Utri, quando questi chiamò eroe un mafioso, Vittorio Mangano? Cosa occorre ancora alla Chiesa, perché si erga e proclami che questa persona, proprio perché imperterrita si millanta cristiana, è pietra di scandalo e arreca danno immenso ai fedeli, e allo Stato democratico unitario che tanti laici cattolici hanno contribuito a costruire?

Un tempo si usava la scomunica: neanche molto tempo fa, nel '49, fu scomunicato il comunismo (il fascismo no, eppure gli italiani soffrirono il secondo, non il primo). Se Berlusconi non è uomo di buona volontà, e tutto fa supporre che non lo sia, la Chiesa usi il verbo. Ha a suo fianco la lettera di Paolo ai Corinzi: "Vi ho scritto di non mescolarvi con chi si dice fratello, ed è immorale o avaro o idolatra o maldicente o ubriacone o ladro; con questi tali non dovete neanche mangiare insieme. Spetta forse a me giudicare quelli di fuori? Non sono quelli di dentro che voi giudicate? Quelli di
fuori li giudicherà Dio. Togliete il malvagio di mezzo a voi!".

LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO QUI

lunedì 19 settembre 2011

INVIDIOSI

Inserisci link(La Stampa) - Putin ha dichiarato a un congresso di imprenditori che chi critica le notti brave del suo amico Silvio è un invidioso. Il gerarca russo appone la sua firma d’autore all’ideologia che ha dettato legge negli ultimi decenni: il Pensiero Unico Turbomaterialista, il cui acronimo PUT richiama benevolmente il suono di una flatulenza. Secondo tale visione maschilista e totalizzante del mondo, gli esseri umani desiderano soltanto fare orge, intascare mazzette e sculettare in tv, non necessariamente in quest’ordine. È inconcepibile che qualcuno possa nutrire interessi culturali, romantici, spirituali. Quindi chi fa la morale al PUT è come la vecchietta di De Andrè, che dava buoni consigli solo perché non poteva più dare cattivo esempio.

Ora, nessuno è privo di vizi. Ma contesto l’idea che tutti desiderino quella roba lì. Io, per dire, fra una cena con Steve Jobs e una con la consigliera regionale vestita da suora, preferirei conoscere il vecchio Steve, anche vestito normalmente. Il fatto che i media (mea culpa) intervistino le squinzie invece delle ricercatrici, non significa che tutte le ricercatrici ambiscano a diventare squinzie. Esistono ricercatrici felici di esserlo (purtroppo lavorano all’estero), come esistono anziani rappacificati con se stessi che la sera vanno a letto con un buon libro e magari con una persona che amano, ricambiati. E certo non invidiano chi esibisce o ricerca corpi rifatti, volgarità e ignoranza. Vede, signor Putin, non siamo invidiosi. Solo un po’ imbarazzati per quelli, come il suo amico, che non sono più capaci di ascoltare la voce provvidenziale della vergogna.


MASSIMO GRAMELLINI

A tale riguardo vedi il video: Escort, Terry spopola sul web

MAI MAI MAI MAI MAI...

venerdì 2 settembre 2011

"PAESE DI MERDA"

"Definendo l'Italia con quel termine, Berlusconi ha definito sé stesso" (Antonio Di Pietro)

"Berlusconi se ne deve andare. Non può governare un Paese che disprezza e inganna"
(Anna Finocchiaro, PD)



giovedì 2 giugno 2011

IL GRANDE TONINO DICE...


Berlusconi [...] sta alla politica come Emilio Fede sta all'informazione.

Antonio Di Pietro

Lettori fissi