giovedì 31 marzo 2011

TORINO, SALONE DEL LIBRO - 12-16 MAGGIO 2011

Torino, da sempre capitale del libro e dell'editoria, rinnova l'appuntamento annuale con il Salone del Libro, quest'anno arricchito dalla concomitanza con l'anniversario dei 150 anni dell'Unità d'Italia, che pure potrerà in città molte altre iniziative e attrazioni.Il tepore di maggio può essere il miglior corollario a quest'ottima occasione di visitare una città ancora troppo poco conosciuta, dopo il rinnovamento portato dal Giochi Olimpici 2006.

1861-2011. L’Italia dei Libri L’Italia dei Libri è la prima, articolata iniziativa con cui il nostro Paese legge un secolo e mezzo della propria storia, cultura, costume e creatività attraverso la specola del libro: i testi-simbolo, gli autori, gli editori e i fenomeni che più hanno contribuito a formare – anche in modo critico e problematico – la nostra cultura e memoria condivisa, e attraverso cui sono passati i cardini formativi della pedagogia nazionale.

I 150 GRANDI LIBRI
I 150 Grandi Libri che - anno dopo anno - dal 1861 al 2011 hanno scandito la storia d’Italia e hanno contribuito a plasmare il nostro costume, il gusto, il nostro pensiero. I libri che ci hanno resi un po’ più italiani. Non solo narrativa, quindi: ma anche fiabe e poesia, storia e divulgazione scientifica, storia dell’arte e teologia, sperimentazione e umorismo, antropologia criminale e manuali di cucina, bestseller e rarità.

I 15 SUPERLIBRI
Sono i totem. I must, i testi fondativi su cui l’Italia si è formata e si è lacerata, ora si è unita ora si è divisa. I 15 SuperLibri non sono necessariamente capolavori di bello scrivere. Sono i libri che, al loro apparire, hanno però rappresentato un punto fermo, una svolta, un cambio di passo.

GLI EDITORI
Tipografi lungimiranti e intellettuali sofisticati, utopisti e sognatori, filantropi e manager, apostoli della cultura di massa e visionari seguaci di ideali d’avanguardia. Dal Nord alle Isole, le storie delle grandi figure di editori che in questo secolo e mezzo hanno fatto i libri, scoperto autori, inventato generi e collane, lanciato mode e fenomeni di costume. Le storie degli uomini e delle donne che hanno insegnato a leggere all’Italia.

mercoledì 30 marzo 2011

PROCESSO RUBY-BERLUSCONI, IL TRAILER...

CAVOUR, GENIO, SEDUTTORE, GOURMET


Nel Palazzo che vide nascere Camillo Benso di Cavour si discussero le sorti della nuova Italia e spesso si conclusero importanti accordi a tavola. Il nucleo della mostra allestita nelle sue stanze è costituito da un'importante selezione di menù dei ricevimenti che celebrarono l'unità d'Italia. Si passa dal salone da ballo dove è allestito un elaborato buffet, allo studio di Cavour per scoprire gli aspetti meno noti dello statista, le donne della sua vita, i cifrari segreti per comunicare con il sovrano. Si visita la stanza dei giochi di società e si arriva all'aulica sala da pranzo dove un banchetto ricorda una sfida gastronomica tra cucina italiana e francese.
Il percorso si conclude con il boudoir della contessa di Castiglione, fugace e appassionata protagonista della diplomazia subalpina.
La seconda sezione della mostra svela il "dietro le quinte" del ricevimento: le postazioni di lavoro dei capi cuochi, i volumi di ricette dei più raffinati chef dell'epoca e le botteghe dei fornitori, dal pasticcere alla sarta al fotografo.

Contatti: tel. 3338456980

Prezzo: € 9,00 - ridotto € 7,00

Luogo: Palazzo Cavour spazi espositivi martedì-domenica 10.00-19.30; giovedì 10.00-22.00 lunedì (+39) 011530690 (+39) 011531117 http://www.palazzocavour.it
Indirizzo: Via Cavour 8
Città: TORINO (TO)

LAVORO, SETTORI IN CRESCITA NEL 2011

Secondo l’Osservatorio settoriale di Gi Group, primo Gruppo italiano nei servizi dedicati al mondo del lavoro, nel primo semestre 2011 le maggiori opportunità di lavoro saranno nei settori automotive, green economy, food & beverage e il settore alberghiero (nei primi posti in assoluto). In tenuta il farmaceutico, l’ict, la moda area contact centre, mentre chiudono la fila la sanità e la Pubblica Amministrazione, insieme al credito che segna un rallentamento rispetto allo scorso semestre.
Trasversalmente ai settori automotive, manufactoring e food & beverage, si richiederanno soprattutto: caldaisti, frigoristi, tecnologi alimentari, montatori meccanici, responsabili di produzione, manutentori elettrici, operatori per macchine utensili e ingegneri di produzione food.
Il settore alberghiero registra una richiesta del +20% rispetto alla passata stagione. Le figure più ricercate sono receptionist, personale di sala, chef e camerieri.
Andamento più incerto per l’ICT che gode, da un lato dello sviluppo di diverse professioni legate al Mobile, al cloud computing, al Web 2.0 e, più in generale, alle nuove tecnologie, mentre dall’altro risente del rinvio o del ridimensionamento di alcuni importanti progetti IT di grandi aziende, ma anche per la logistica.
Il mestiere di escort, come si vede nel filmato sotto, tira sempre bene, soprattutto di questi tempi...

lunedì 28 marzo 2011

REMBRANDT, LA LUCE INCISA

Fonte: www.sardegnablog.it/2011/03/28/rembrandt-mostra-nella-miniera-un-evento-da-non-perdere

Uno dei pittori piu’ importanti di sempre. Uno dei luoghi piu’ suggestivi della Sardegna. Un connubio perfetto per un evento memorabile e da non perdere. E Carbonia si trasforma da città del carbone a città dell’arte, della cultura e della scienza, all’interno del polo d’eccellenza: la Grande Miniera di Serbariu. Proprio nel polo minerario-artistico di Serbariu, nei padiglioni del museo Paleontologico, apre la mostra di 68 incisioni originali del pittore e incisore olandese Rembrandt, uno dei massimi rappresentanti dell’arte mondiale. Per due mesi Carbonia e il Sulcis ospiteranno gran parte della monografia di Rembrandt. L’iniziativa intitolata “La luce incisa” è della cooperativa Mediterranea, d’intesa con l’ente Sistema Musei di Perugia. Dopo il successo di pubblico registrato con la mostra dedicata a Joan Miró, il Museo dei Paleoambienti Sulcitani di Carbonia ospita una nuova affascinante esposizione in onore del celebre pittore e incisore seicentesco Rembrandt Harmensz van Rijn.

La mostra apre dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 18. Per info 078163512 – info@mediterraneacoop.it

sabato 26 marzo 2011

RACCONIGI, RIAPRE IL PARCO PIU' BELLO D'ITALIA

Domenica 27 marzo riapre dopo il periodo di chiusura invernale il celebre Parco del castello di Racconigi: il “Parco più bello d’Italia”, premio vinto l’anno scorso nel prestigioso concorso fra i parchi delle residenze storiche italiane.
Diventa di nuovo possibile tra le 10 e le 19 percorrere i 5 chilometri di sentieri e di viali alberati che si diramano per tutta l’estensione del parco, sino alla Margaria, sede delle Serre Reali e di quella che fu l’Azienda Agricola della Real Casa, realizzata in stile neogotico, a metà Ottocento, da re Carlo Alberto.
Questo periodo è il migliore per vedere le cicogne. Nel pomeriggio, alle 16, inco
ntro con "Terre di Seta" ad ingresso gratuito presso la Dacia Russa: la Biblioteca del Parco, ospitata nella Dacia Russa, è stata sin dall’inizio concepita anche come rassegna delle iniziative editoriali e culturali del territorio. Per recuperare questa sua “vocazione”, il programma 2011 prevede sei appuntamenti dedicati a temi di particolare attualità che coinvolgono diversi protagonisti della cultura e della ricerca “locale”.
Si inizia domenica 27 marzo con “Un the con lo zar alla Dacia russa”, incontro con Bartolo Gariglio per la presentazione del volume tratto dal convegno dell’autunno del 2009 “Il viaggio dello zar”. (Cuneocronaca)

venerdì 25 marzo 2011

MARKETING

La mente
Quando si ha a che fare con una mente aperta e disposta ad ascoltare, anche una piccola quantità di denaro è sufficiente per andare molto lontano.

Focus
Le parole più efficaci sono quelle più semplici e orientate ai benefici, facili da ricordare e da associare spontaneamente al prodotto e al marchio.

L'alternativa-l'opposto
La strada giusta consiste nel presentarsi come l’alternativa, nel posizionarsi in modo esattamente contrario rispetto al leader.

L'estensione
Non estendere il brand, perché diventarà generico e la gente se ne dimenticherà. Restringi il nome ad una/due linee di prodotto.

Legge del sacrificio
1) Dove è scritto che più cose si vendono, più si vende? Se vuoi avere successo, devi ridurre la tua linea di prodotti, non espanderla.
2) Il target. Dov’è scritto che devi rivolgerti e piacere a tutti? (Concentrarsi su un mercato e seguirlo. Come la Pepsi Cola, che ha ha adottato una strategia semplice, ma efficace: si è concentrata sul mercato dei teen-agers. Nell’arco di una generazione è riuscita così a colmare il gap che la separava dalla Coca-Cola, tanto che attualmente le sue vendite sono giunte quasi a pareggiare quelle della sua concorrente).
3) Il costante cambiamento. Dov’è scritto che si deve cambiare ogni anno la propria strategia?
Cercare di seguire a tutti i costi i cambiamenti e gli sviluppi imprevisti del mercato può rivelarsi pericoloso. Esistono molte compagnie che hanno mantenuto costante la propria immagine per anni e decenni e che tuttora sono i leader nel loro settore.

Attributi
Per caratterizzare il proprio prodotto, è importante fare in modo che questo venga associato nella mente dei consumatori ad un determinato concetto.

Sincerità
Ammettere un problema è qualcosa che pochi fanno, non sapendo che invece una certa dose di onestà ha effetti molto positivi nei processi di marketing. La sincerità è disarmante: di fronte alla dichiarazione di un problema, le persone tendono istintivamente ad aprire la propria mente.

Prospettiva
Nella vita di tutti i giorni ci sono molti esempi di guadagni e soddisfazioni a breve termine che si trasformano in perdite e fallimenti a lungo termine: l’alcol e tutte le forme di droghe, un’alimentazione eccessiva, i furti, il dispendio sregolato di denaro… Lo stesso accade nel marketing.

Singolarità
Le strategie di marketing e le strategie militari hanno un aspetto in comune: si rivelano tanto più efficaci quanto più riescono a sfruttare l’effetto “sorpresa” sull’avversario. Molti uomini di marketing pensano che il successo sia la somma totale di tanti piccoli sforzi abilmente eseguiti; così spesso disperdono le proprie risorse investendole contemporaneamente in diversi programmi. Al contrario la storia insegna che l’unica cosa che funziona nel marketing è un solo, audace colpo. Nel marketing, come in guerra, nella maggior parte dei casi c’è un solo punto in cui l’avversario è vulnerabile.

Successo
La trappola in cui più facilmente si tende a cadere quando il brand ha successo consiste nella tendenza a violare la legge dell’Estensione della Linea: la compagnia assume il nome come la principale ragione di tale vittoria, per cui decide di estendere il proprio marchio su altri prodotti e altre aree nel tentativo di ampliare il mercato e i guadagni. Con effetti del tutto negativi.
È stata proprio questa la causa del fallimento di General Motors, IBM e DEC: il successo le ha rese arroganti. Quando le persone cominciano ad avere successo, il loro ego tende a gonfiarsi e a renderle meno caute ed obiettive. Lo stesso avviene con le aziende.

Fallimento
La strategia migliore consiste nel riconoscere tempestivamente un fallimento e nel tagliare le perdite. In questo le imprese giapponesi sembrano particolarmente abili: quando commettono degli sbagli, li riconoscono in fretta e quindi mettono in atto i necessari cambiamenti.

Pubblicità esagerata
LA SITUAZIONE È SPESSO ESATTAMENTE OPPOSTA RISPETTO A COME APPARE SULLA STAMPA.

Accelerazione
Gli americani distinguono tra “fad”, che vuol dire “capriccio, moda passeggera”, e “trend”, che vuol dire “moda, tendenza”.
Se la moda passeggera è un’onda nell’oceano, la tendenza è la marea.
L’unico modo per mantenere costante la domanda del proprio prodotto consiste nel non soddisfarla mai completamente (evitare di estendere il proprio marchio ad altri oggetti).

Risorse
Le idee senza denaro non valgono nulla.
Prima ancora di definire una strategia di marketing, è importante preoccuparsi di come reperire fondi.
I vincitori dell’arena del marketing sono prevalentemente i ricchi che, dopo aver investito grandi cifre nelle campagne pubblicitarie e aver atteso magari due o tre anni senza alcun guadagno, ottengono infine i frutti di quanto hanno seminato e diventano così sempre più ricchi. È il denaro che fa girare il marketing.

giovedì 24 marzo 2011

GRIFFATI DI MERDA


LA CULTURA INQUINA

Mi inchino ammirato alla perfidia del governo, che finanzia i teatri lirici aumentando il prezzo della benzina. Gli intellettuali ostili non hanno sempre detto che la cultura è il nostro petrolio? E allora si tassi il petrolio degli altri per poter continuare ad attingere a quello metaforico, prodotto dalle viscere della storia patria. «Un piccolo sacrificio che tutti gli italiani saranno lieti di fare», ha suonato il flauto Gianni Letta. Ma basta una passeggiata sul web per accorgersi che gli italiani non sono lieti per niente. Sono esterrefatti, me compreso, per la faccia tosta della politica, che chiede sempre «sacrifici» e mai ne fa. Che mette le mani nelle tasche degli italiani, ma si guarda bene dallo svuotare le proprie. I 236 milioni destinati a cultura e spettacolo (una miseria per un Paese che a cultura e spettacolo affida quel poco che resta della sua immagine nel mondo) era davvero indispensabile spillarli ai nostri carburatori?
L’accorpamento dei referendum alle elezioni amministrative di maggio avrebbe permesso, da solo, di recuperare ampiamente il maltolto. Aggiungerei al conto le auto blu e le scorte di statisti del calibro di Scilipoti. Per carità di Patria eviterò di ricordare quanto ci costi il volo di ogni Tornado sopra la Libia in fiamme (32 mila euro all’ora, comunque). Ecco, qualche testa fina starà già pensando: perché sprecare tutti quei soldi per la cultura quando ce n’è così bisogno per i bombardamenti? Che la tassa sul petrolio vada a finanziare la guerra del petrolio: resterebbe uno scippo, ma almeno uno scippo coerente.

MASSIMO GRAMELLINI
La Stampa, 24 marzo 2011

ITALIA 150: + 50% AFFARI PER TORINO

Aumento degli affari fino al 50% rispetto alla settimana precedente, per oltre la meta’ delle attivita’ commerciali contattate e situate nelle zona centrale di Torino. In particolare, le celebrazioni di Italia 150 sono state positive per il settore del “food” (ristoranti, bar, caffetterie, gelaterie e pizzerie) ma anche il “non food”, specie l’abbigliamento, ha registrato aumenti fino al 30%. In crescita anche le guide turistiche, con un incremento di impegni fino al 7,7%. Di tutt’altro genere le rilevazioni nelle zone periferiche o appena fuori dal perimetro centrale, dove le cifre sono molto ridimensionate o addirittura in flessione. E’ quanto emerge dal Progetto “Tre To”(Termometro Ricadute degli Eventi su Torino), pensato dall’Ascom torinese e dall’assessorato regionale al turismo per monitorare costantemente, da ora a novembre, l’effettiva incidenza determinata dalle celebrazioni dei 150 anni dell’Unita’ d’Italia sugli affari del sistema commerciale cittadino. A incidere in modo piu’ consistente (oltre il 50%) sul volume degli acquisti e’ stata, per piu’ della meta’ degli esercizi commerciali contattati, una clientela formata da adulti o anziani; in netto aumento (38,5%) anche le famiglie accompagnate dai figli. Per quanto riguarda la provenienza della clientela, gli aumenti nazionali si aggirerebbero sul 34%, in in un ambito di presenze locali pari a oltre il 65%, ed ina crescita risultano anche gli stranieri, fino al 19,2%, in particolare francesi, inglesi, austriaci, tedeschi e russi.

Fonte: http://www.torinorete.com/blog/150-anni-unita-italia/italia-150-commercianti-torino-celebrazioni-portano-50-affari/

LIBIA

A pochi chilometri da Ajdabiya i ribelli si preparano ad affrontare l’esercito libico. (Aris Messinis, Afp)

mercoledì 23 marzo 2011

IL CARDINAL COSCIA, PAPA ORSINI ED UNA PIAZZA ITALIANA


LA BOCCONIANA

La notizia è piccola ma saporita. Il sottosegretario Daniela Garnero, in arte Santanchè, si sarebbe inventata un master alla Bocconi per impreziosire il suo curriculum sul sito del governo. Interpellata dal settimanale «Oggi», la celebre università milanese non ha trovato tracce della signora nella propria banca dati. La Santanchè ci è rimasta male: sostiene di essersi masterizzata per un anno. Se in tutto quel tempo alla Bocconi non si sono accorti di lei, dipenderà dalla sua ben nota riservatezza. Prima che la situazione degeneri e «Il Giornale» accusi il rettore della Bocconi di aver preso 4 in aritmetica all’esame di quinta elementare, vorrei spezzare una lancia, o almeno un’unghia, a favore dell’accusata.

Ammettiamo che abbia un po’ esagerato, dilatando a master uno dei tanti seminari che le università organizzano nei fine settimana. Ma non vi sfuggirà l’assoluta gratuità del gesto. L’opposizione invoca le sue dimissioni, ricordando quelle del ministro tedesco che aveva copiato la tesi di laurea. Ma gli elettori tedeschi danno importanza alla preparazione culturale di un politico e quindi non accettano di essere ingannati sui suoi titoli di studio. Invece agli amici della Santanchè non interessa che lei abbia o non abbia calpestato col suo tacco 12 i pavimenti della Bocconi. Ciò che la rende ammirevole ai loro occhi è che non ha mai smesso di calpestare quelli del Billionaire. Ecco: se avesse davvero voluto guadagnare dei punti presso i fan, la Santanchè non avrebbe messo sul curriculum i suoi master veri o fasulli, ma la lista dettagliata delle sue vacanze.


MASSIMO GRAMELLINI
La Stampa, 23 marzo 2011

ADDIO A LIZ TAYLOR

E' morta Elizabeth Taylor. La notizia arriva da alcuni media americani. La celebre attrice, 79 anni, era ricoverata da sei settimane al Cedar Sinai Medical Center di Los Angeles e al momento della morte, avvenuta per insufficienza cardiaca, aveva accanto i suoi quattro figli. Due volte premio Oscar (per Venere in visone e Chi ha paura di Virginia Woolf?), Elizabeth Taylor nacque in un sobborgo di Londra il 27 febbraio 1932, ma era di origine americana perché i suoi genitori si erano trasferiti in Inghilterra da St. Louis, in Missouri, per aprire una galleria d'arte. Allo scoppio della II Guerra Mondiale i Taylor tornano negli Stati Uniti e si stabiliscono a Los Angeles. E' qui che un amico di famiglia, avendo notato la particolare bellezza della piccola Liz, suggerisce ai suoi genitori di sottoporla ad un provino per la Universal Pictures.
(Il Sole 24 Ore)


Elizabeth Taylor, la diva dagli occhi viola, la Venere in Visone, la barbablu in gonnella, l’ottava meraviglia del Mondo… Liz Taylor e’ Hollywood, oltre che Cinecittà, quando gli americani venivano a girare a Roma.
Icona senza pari del melodramma, la sua vita è un melodramma: luci e ombre, rovine e rinascite, lutti e gioie, diamanti e malattie, onori e disgrazie: decorata dalla Regina Elisabetta nel 2000, due volte premio Oscar, nel ’61 e nel ’67, la vita della Taylor è stata come le montagne russe: sempre piu’ in alto sino alla fine degli anni Sessanta, poi la caduta, i problemi di salute, la bulimia, una tracheotomia, le polmoniti, il tumore al cervello, il cancro alla pelle, le insufficienze cardiache… Ma Liz è donna generosa: l’aids, che le porta via tanti amici di Hollywood, la vede mobilitarsi su tutti i fronti. Crea per esempio l’AmfAR per la raccolta di fondi a favore della ricerca e dei malati.
Quando la salute glielo permette, Liz gira il mondo per difendere la sua causa, convolgendo le piu’ grandi star del Pianeta.
Attrice enorme in “Chi ha paura di Virginia Woolf”, di una bellezza mozzafiato quando usciva dall’acqua col costume da bagno bianco in “Improvvisamente l’estate scorsa”, sicuramente la sposa piu’ bella nella classica commedia di Minelli con Spencer Tracy, Liz Taylor è la leggenda dei tanti mariti, tanti carati, tanti profumi, tanti chili, tanti scandali, tante emozioni, tanti film indimenticabili. Copyright © 2011 euronews

VOLEVO UN GATTO NERO

martedì 22 marzo 2011

APRE A MILANO LA CASA MUSEO ALDA MERINI

Ieri la poetessa Alda Merini avrebbe compiuto 80 anni. Per festeggiarla degnamente il Comune di Milano ha aperto le porte della Casa Museo di via Magolfa 32, a un passo dal Naviglio Grande. Presenti il sindaco Letizia Moratti, l'assessore alla cultura Massimiliano Finazzer Flory, ma anche il fratello della Merini, Ezio, ed una delle quattro figlie, Emanuela.
La palazzina di due piani, proprio a pochi passi dalla casa dove abitò la Merini, contiene una ricostruzione dell'abitazione della poetessa con tanto di mobili realmente a lei appartenuti, alcuni vestiti e gli oggetti personali da cui non si separava mai, come il rossetto e le sigarette. Vi è poi un percorso poetico, intitolato appunto «Sono nata il ventuno a primavera», composto da pannelli in cui è riportata la biografia della poetessa ed alcuni dei suoi versi più belli. Al piano terra, invece, trova spazio un atelier di poesia che proporrà corsi e laboratori per giovani aspiranti poeti (il primo parte già il 29 marzo). La Casa Museo è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18.

VITA DI ALDA MERINI DA LEI RACCONTATA


Quando ci mettevano il cappio al collo
e ci buttavano sulle brandine nude
insieme a cocci immondi di bottiglie
per favorire l'autoannientamento,
allora sulle fronti madide
compariva il sudore degli orti sacri,
degli orti maledetti degli ulivi.
Quando gli infermieri bastardi
ci sollevavano le gonne putride
e ghignavano, ghignavano verde,
era in quel momento preciso
che volevamo la lapidazione.
Quando venivamo inchiodati in un cesso
per esser sottoposti alla Cerletti,
era in quel momento che la Gestapo vinceva
e i nostri maledettissimi corpi
non osavano sferrare pugni a destra e a manca
per la resurrezione degli uomini…


“Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti quelli, che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita”.

“Io la vita l’ho goduta tutta, a dispetto di quello che vanno dicendo sul manicomio.
Io la vita l’ho goduta perché mi piace anche l’inferno della vita e la vita è spesso un inferno…. per me la vita è stata bella perché l’ho pagata cara”.

Testo raccolto dalla giornalista Cristiana Ceci nell’autunno del 2004

“Sono nata a Milano il 21 marzo 1931, a casa mia, in via Mangone, a Porta Genova: era una zona nuova ai tempi, di mezze persone, alcune un po’ eleganti altre no. Poi la mia casa è stata distrutta dalle bombe. Noi eravamo sotto, nel rifugio, durante un coprifuoco; siamo tornati su e non c’era più niente, solo macerie. Ho aiutato mia madre a pscuolartorire mio fratello: avevo 12 anni. Un bel tradimento da parte dell’Inghilterra, perché noi eravamo tutti a tavola, chi faceva i compiti, chi mangiava, arrivano questi bombardieri, con il fiato pesante, e tutt’a un tratto, boom, la gente è impazzita. Abbiamo perso tutto. Siamo scappati sul primo carro bestiame che abbiamo trovato. Tutti ammassati. Siamo approdati a Vercelli. Ci siamo buttati nelle risaie perché le bombe non scoppiano nell’acqua, ce ne siamo stati a mollo finché non sono finiti i bombardamenti. Siamo rimasti lì soli, io, la mia mamma e il piccolino appena nato. Mio padre e mia sorella erano rimasti in giro a Milano a cercare gli altri: eravamo tutti impazziti. Ho fatto l’ostetrica per forza portando alla luce mio fratello, ce l’ho fatta: oggi ha sessant’anni e sta benissimo. La mamma invece ha avuto un’emorragia, hanno dovuto infagottarla insieme al piccolo e portarseli dietro così, con lei che urlava come una matta. A Vercelli ci ha ospitato una zia che aveva un altro zio contadino, ci ha accampati come meglio poteva in un cascinale. Sembrava la Madonna mia madre, faceva un freddo boia, era una specie di stalla, ci siamo rimasti tre anni. Non andavo a scuola, come facevo ad andarci? Andavo invece a mondare il riso, a cercare le uova per quel bambino piccolino: badavamo a lui, era tutto fermo, c’era la guerra. Stavo in casa e aiutavo la mamma, andavo all’oratorio, ero una brava ragazza io. Io sono molto cattolica, la mia parrocchia a Milano era San Vincenzo in Prato. Mi sento cattolica e profondamente moralista, nel senso che sono una persona seria allevata da genitori serissimi, pesanti e pedanti in fatto di morale. Non lo so se credo in Dio, credo in qualcosa che… credo in un Dio crudele che mi ha creato, non è essere cattolici questo? Perché, Dio non è così? Tutti abbiamo un Dio, un idoletto, ma proprio il Dio specifico che ha creato montagne, fiumi e foreste lo si immagina solo… con la barba, vecchio, un po’ cattivo, un Dio crudele che ha creato persone deformi, senza fortuna. Credo nella crudeltà di Dio. Non penso siano idee blasfeme, la Chiesa non mi ha mai condannata. Anzi, il mio “Magnificat” è stato esaltato, perché ho presentato una Madonna semplice, come è davvero lei davanti a questo stupore dell’Annunciazione, che non accetta fino in fondo perché lei ha San Giuseppe. Io pregavo da bambina, ero sempre in chiesa, sentivo sette, otto, dieci messe al giorno, mi piaceva, però non ci vado più dai tempi del manicomio. Ho trovato una tale falsità nella Chiesa allora, in manicomio vedevo le ragazze che venivano stuprate e dicevano di loro che erano matte. Stuprate anche dai preti, allora mi sono incazzata davvero. L’ho visto accadere ad altri, non è una mia esperienza. La Chiesa è dura con le donne, da sempre. Però oggi come sono magre e secchette le donne, prima erano belle adipose. Sono tornata a Milano quando è finita la guerra, siamo tornati a piedi da Vercelli, solo con un fagotto, poveri in canna, e ci siamo accampati in un locale praticamente rubato, o trovato vuoto, di uno straccivendolo. E ci stavamo in cinque. Abbiamo ripescato anche mia sorella che era partita con i fascisti, con i tedeschi, aveva imparato, si metteva in strada, tirava su le gonne, i tedeschi andavano in visibilio e le regalavano il pane, si sfamava così, si alzava solo la gonna, era bellissima. In questo stanzone stavamo tutti e cinque, accampati, con delle reti, allora sono andata con il primo che mi è capitato perché non ce la facevo più. Avevo 18 anni, dove dormivo scusate? Così poi l’ho sposato, nel 1953. Era un operaio, è morto nel 1983, un lavoratore. Si chiamava Ettore Carniti, io sono zia del sindacalista Pierre Carniti e anche mio marito era sindacalista. Un bell’uomo. Ho avuto quattro figlie da lui. Andavamo a mangiare la minestra da mia madre perché lui non aveva ancora un lavoro. Poi abbiamo preso una panetteria in via Lipari, non è che proprio facevamo il pane, era solo una rivenditoria. Mi chiamavano la fornaretta. Ho avuto la mia prima bambina nel 1955, Emanuela, poi nel 1958 è nata anche Flavia. Avevo 36 anni quando è nata la mia ultima figlia, Simona, e prima ancora era arrivata Barbara.”

domenica 20 marzo 2011

PATTO RIBBENTROP-MOLOTOV

Benevento - Amministrative 2011
La trimurti Viespoli-Mastella-Nardone

La nota di GIAMPAOLO ZARRO, coordinatore provinciale giovanile del PDL (estratto): "Nardone-Viespoli, matrimonio tra voltagabbana con Mastella compare d'anello. Oggi Nardone e Viespoli, tradendo contemporaneamente gli elettori della sinistra e della destra, hanno coronato il loro sogno politico di una vita: mettersi insieme non per qualcosa ma contro qualcuno per la conquista del Comune di Benevento. Al solito Clemente Mastella, che ha rinnegato la propria città per candidarsi a sindaco di Napoli, il solo ruolo secondario di compare d’anello. Il trio Nardone-Viespoli-Mastella è sulla scena politica da oltre un trentennio, senza aver prodotto niente di significativo sul piano progettuale e di sviluppo per la nostra Benevento. E’ alquanto noto che il ‘compagno’ Nardone, fortemente osteggiato dall’ex ‘camerata’ Viespoli durante il suo mandato di presidente della provincia, sia stato il campione indiscusso dello sperpero di danaro pubblico, senza alcun risultato tangibile per il nostro Sannio. E’ stato colui che ha istituito i portaborse per gli assessori alla provincia; è stato colui che ha girato, a spese dei contribuenti, in lungo e in largo per il globo, dall’America all’Australia, senza cavare un ragno dal buco; è stato colui che ha creato numerose agenzie della provincia per soddisfare gli appetiti dei trombati politici; è stato colui che ha distribuito soldi a pioggia per feste e sagre paesane; è stato colui il quale si è inventato le balle più colossali, come il progetto del dissociatore molecolare di cui non c’è più alcuna traccia, eccezion fatta per i soldi spesi per le consulenze; è stato tra i protagonisti, insieme a Viespoli, della fallimentare stagione del Prusst che ha soltanto creato disillusione tra i giovani della città e della provincia. Chi non ricorda il tanto sbandierato polo calzaturiero, allora presentato come la panacea di tutti i mali? Basta chiedere ai circa duecento giovani che hanno partecipato alla formazione per sapere come è finita.
Insomma, ha utilizzato nel peggiore dei modi i soldi dei cittadini senza alcuna prospettiva di sviluppo per il territorio.
La città deve essere affidata in mani sicure e non in quelle di Nardone, Viespoli e Mastella che hanno dimostrato con i fatti di aver già fallito: d’altro canto un’alleanza politica senza radici e soprattutto senza valori, fatta solo per la conservazione della specie e del potere personale, può solo arrecare altri danni a Benevento”.

MARIO PEPE (Parlamentare PD): "
L'evento politico è uno dei più vergognosi e stomachevoli accaduti nella provincia di Benevento da quando io faccio politica.
Abiure, trasformismi, opportunismi, rinnegamenti accompagneranno gli estensori di un patto scellerato per la città. Benevento però è un'altra cosa. Perché rispettosa della politica vera, dell'etica pubblica, della dignità istituzionale".

"SONO NATA IL VENTUNO A PRIMAVERA" - OMAGGIO AD ALDA MERINI

Fonte: www.notizieitaliane.it/2011/03/10/nuti-tributo-ad-alda-merini/

MILANO – Lunedì 21 marzo al Teatro Carcano di Milano, il cantautore Giovanni Nuti, con la partecipazione straordinaria dell’attrice Lucia Bosè, presenta “Una piccola ape furibonda” recital di poesie e canzoni dedicate alla poetessa Alda Merini. Presentato in anteprima l’estate scorsa durante il Costa Smeralda Festival, il recital e’ andato in scena, in versione spagnola, il 28 gennaio scorso al Circulo de Bellas Artes di Madrid per festeggiare l’80* compleanno dell’attrice ex Miss Italia. L’evento, ad ingresso gratuito, è stato organizzato da all’Associazione Artisti e Patriottica, una delle piu’ antiche istituzioni culturali cittadine.

“Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle potesse scatenar tempesta
potesse scatenar tempesta.”

E il tributo nasce proprio nel giorno di compleanno della poetessa.

NUOVI ORIZZONTI

Solo chi ha il coraggio di ferire con il volo delle proprie ali mediocri orizzonti, scopre altri e grandi orizzonti
(Pensiero di suor Laura per la Quaresima)

SUPERLUNA

L'ho fatto. Proprio ora. All'una e mezza di notte, pochi minuti fa, mentre qualche navigatore solitario vaga sulle pagine del mio blog, sono uscita fuori casa e mi sono goduta la Superluna. Uno spettacolo. E' così grande e piena e talmente luminosa che le cose si vedono nitidamente e perfettamente. Il fenomeno del perigeo lunare non accadeva da diciotto anni, cioè dal 1993. La luna stasera è più grande del 14%. Il perigeo, cioè il punto di minima distanza dalla Terra, dipende innanzitutto delle variazioni che periodicamente interessano l'orbita lunare, dovute alle perturbazioni gravitazionali esercitate dal Sole. Di solito la distanza Luna-Terra è di 382.900 chilometri. Stasera, invece, la distanza minima è di circa 356.577 chilometri. Il 12 ottobre di quest'anno avremo invece l'apogeo, cioè la distanza massima della Luna dal nostro pianeta. In quel giorno il satellite sarà ben 49.857 chilometri più lontano di sabato 19 marzo. Godetevi gli spettacoli della Natura.

FIERA MILANO 2011: 50 YEARS YOUNG


I Saloni 2011: 50 years young coinvolgerà la città di Milano per offrire uno spazio di riflessione sul design, sul mondo dell’industria che lo ha reso possibile, sulla creatività e sulla cultura.
Presso il quartiere espositivo di Rho, da martedì 12 a domenica 17 aprile 2011 appuntamento con i Saloni, per vedere, toccare, provare il meglio che l’arredo domestico può offrire in tema di tipologie – dal pezzo unico al coordinato – e di stile − dal classico al design al moderno − oltre a ciò che detterà le tendenze di domani.
E in città con un molteplice progetto di cultura che si apre in alcuni luoghi storici con numerosi eventi collaterali.

sabato 19 marzo 2011

BRIGANTI SE MORE. ANTICO TESTO DEI BRIGANTI

L'ACCADEMIA DI SANTA SOFIA TRA CINEMA E MUSICA

Benevento

Un viaggio tra alcune della più importanti pagine della filmografia del Novecento, sulle note di alcune delle più famose colonne sonore da film. Da Morricone a Rota, da Piovani a Gabel, da Williams a Kander e Joplin, ieri sera l’orchestra da camera Accademia di Santa Sofia ha ancora una volta fatto sognare il pubblico stipato nella basilica di San Bartolomeo.
Una esecuzione di altissima qualità tecnica, quella di ieri sera, in un crescendo di emozione che ci fa capire quanto questa nuova istituzione culturale, seppur nata da poco, si sia già radicata nella coscienza collettiva dei beneventani.
La serata si è aperta con le note dell’inno di Mameli ed è poi proseguita spaziando tra melodie note al grande pubblico. Si sono susseguite le note di C’era una volta in America, The Mission, Nuovo Cinema Paradiso, Amrcord, Filomena Marturano, Schindler List, New York New York, The entertainer, Il postino, Scent of a Woman, La vita è bella.
Gli arrangiamenti sono del compositore Giorgio Mellone.
“La tematica è quella dell’amore – scrive il giovanissimo direttore artistico Carlotta Nobile (nella foto) – e delle sue variegate sfumature, dei suoi conflitti e dei suoi ossimori, attraverso tre ottiche differenti e contrapposte l’una all’altra. Dapprima l’amore toccante e poetico (acceso peraltro dall’intervento profetico del grande poeta cileno Pablo Neruda) che si respira nella musica de “Il Postino”, con cui il compositore Luis Bacalov vinse l’Oscar come migliore colonna sonora del 1995. Poi la passione sensuale e maliziosa che scandisce il tango composto da Carlos Gardel per la famosa scena del film “Scent of a Woman” (Profumo di donna) del 1992. Ed infine la triste serenità dell’amore di un padre verso il proprio figlio in “La Vita è Bella” di Roberto Benigni (1997), sulle note di Nicola Piovani, che suggellano il racconto del dono e del sacrificio in una storia tutta personale che, attraverso il caleidoscopio della tragedia dell’Olocausto, diviene sentimento universale e sempre attuale, oltre i secoli e la contestualizzazione storica”.

L'ITALIANISSIMO LIQUORE STREGA

"BETTY" E GHEDDAFI

Resta molto timore del prezzo che noi e solo noi italiani potremmo dover pagare per la rapidità con cui il nostro presidente del Consiglio - ora detto “Betty” dalle sue amiche a pagamento - sia passato dal baciamano all’elmetto. L’amico Gheddafi, solo oggi riscoperto nemico, potrebbe risentirsene in forma personale: la categoria del tradimento, ai suoi occhi, potrebbe comprendere l’Italia intera. Un motivo in più per andare a questa guerra col cuore gonfio, e per dolerci con noi stessi - noi italiani - per aver lasciato così a lungo e così disastrosamente le sorti del Paese nelle mani di un venditore di menzogne mascherato da statista.
(Dall'editoriale di oggi su L'Unità di Concita De Gregorio)

CROCIFISSO, L'ESPOSIZIONE NON VIOLA I DIRITTI UMANI

STRASBURGO

L’esposizione del crocifisso nelle scuole italiane non rappresenta una violazione dei diritti dell’uomo. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo con sede a Strasburgo con una sentenza definitiva della Grande Camera, votata da 15 giudici su 17. La presenza in classe di questo simbolo non lede nè il diritto dei genitori a educare i figli secondo le proprie convinzioni, nè il diritto degli alunni alla libertà di pensiero, di coscienza o di religione. Nessun commento dall’avvocato Nicolò Paoletti, difensore di Soile Lautsi, la cittadina italiana di origini finlandesi che aveva presentato ricorso alla Corte.
Per monsignor Aldo Giordano «è una pagina di speranza per tutta l’Europa».
Per il ministro della P.I. Mariastella Gelmini: «Il Crocifisso sintetizza i valori del Cristianesimo, i principi sui cui poggia la cultura europea e la stessa civiltà occidentale: il rispetto della dignità della persona umana e della sua libertà. È un simbolo dunque che non divide ma unisce e la sua presenza, anche nelle aule scolastiche, non rappresenta una minaccia nè alla laicità dello Stato, nè alla libertà religiosa. Oggi è un giorno importante per l’Europa e le sue istituzioni che finalmente, grazie a questa sentenza, si riavvicinano alle idee e alla sensibilità più profonda dei cittadini».

GIORGIO NAPOLITANO SUL "RISORGIMENTO" LIBICO

«Se pensiamo a quello che è stato il nostro Risorgimento non possiamo rimanere indifferenti a una sistematica repressione dei diritti umani in qualsiasi Paese. Non possiamo lasciare che vengano distrutte e calpestate le speranze accese di un risorgimento nel mondo arabo».
Giorgio Napolitano

giovedì 17 marzo 2011

LA GIUSTA LEZIONE

CONCITA DE GREGORIO
Estratto da L'Unità

«La maestra ha detto che ci sono i musei aperti stanotte, bisogna andare a vedere. Ha detto che abbiamo tutti 150 anni, anche io». Erano le undici di sera quando il piccolo di casa, che ci aspettava svegli, ci ha accolti al rientro con queste parole. Aveva messo la giacca e il papillon con l'elastico, pronto per uscire. Si sono rivestiti anche gli altri, siamo usciti tutti. A mezzanotte i fuochi d'artificio sul Tevere, gente sotto la pioggia come fosse mattina. All'una, ai musei Capitolini, coda all'ingresso per andare a vedere il Marco Aurelio. Davanti a noi una comitiva di adolescenti. Famiglie coi figli per mano attorno alla Lupa. Folla per le scale, folla in piazza Venezia, folla al Quirinale. Musica dappertutto, bambini ovunque. Coccarde e tricolori. L'Italia è un paese incredibile. È un paese che diresti sull'orlo del collasso e poi all'una di notte – in ogni piazza, in ogni città, nonni e nipoti, in massa – esce dalle case e va a festeggiare che abbiamo tutti 150 anni, tutti, ha detto la maestra anche io. È un paese che si rimette a studiare i nomi dei «giovani e giovanissimi protagonisti di quelle imprese audaci», diceva ieri Napolitano, quei ragazzini di vent'anni che un secolo e mezzo fa hanno fatto l'Italia, che si inalbera di orgoglio patrio sotto il temporale, che sta fuori tutta la notte riempie i teatri e i musei, fischia i leghisti che dicono «soldi buttati, questi per le celebrazioni». E poi fischia La Russa, vendicativo e rancoroso anche nel dispetto. Fischia il Presidente del Consiglio che ormai non può più camminare per strada senza che gli urlino contro e difatti non lo fa, parla sono da Vespa telefona in tv manda videocassette si barrica ad Arcore nel suo bunga bunker, quando proprio gli tocca di passare dal Gianicolo o di visitare una chiesa per obbligo istituzionale gli tocca uscire dal retro, nascondersi, sgattaiolare via da un'uscita secondaria per non farsi notare. Alla folla che lo fischia risponde «non lascio il paese in mano ai comunisti». Patetico, oramai. Fuori luogo ovunque tranne che dove può staccare assegni per la claque. Che poi magari ci pensa Gheddafi a scatenare una bella guerra nel Mediterraneo, proprio il diversivo che serve a blindare il governo, nessuno si muova, stai a vedere che ci viene in soccorso il Colonnello.

BUONGIORNO ITALIA

Come tanti torinesi in questa giornata di festa, passeggio sotto i portici imbandierati del centro levandomi il cappello ogni volta che qualcuno mi saluta: «Cerea». Cerea. Anzi... buongiorno!». Oggi si parla italiano. Perché oggi sulla Gazzetta Ufficiale del Regno è nata l’Italia e, comunque la pensiate, è una gran cosa. Una cosa fatta da noi. Già, noi. Una minoranza di entusiasti. Ma sono le minoranze di entusiasti a fare la storia, per poi imporla ai pigri e agli scettici come epica collettiva. Davanti a Palazzo Carignano bivacca un gruppo di patrioti lombardi che cantano Mameli a squarciagola. Soltanto uno rimane in silenzio: «Perché tu non canti, Trota?» lo apostrofa un bergamasco. «Perché son federalista». «E alura? Gli americani sono più federalisti di te. Però quando parte l’inno nazionale si mettono la mano sul cuore! Te capì?».
Uno stormo di tonache svolazza sul selciato, lanciando anatemi contro il misfatto appena compiuto da quella banda di massoni: unire l’Italia contro la volontà del Santo Padre! Svoltano l’angolo, ma uno dei pretini torna indietro, lanciando occhiate furtive. Quando è sicuro che i confratelli non lo vedono, estrae dalla tonaca un fazzolettone tricolore e lo sventola in direzione dei ragazzi lombardi. Poi lo rimette in tasca, si fa il segno della croce e fugge via. Fosse un profeta direbbe: «Fra un secolo e mezzo persino il Papa la penserà come me». Invece è solo un povero diavolo innamorato dell’Italia, nonostante tutto. Come tanti italiani in questa benedetta domenica 17 marzo 1861.

MASSIMO GRAMELLINI
La Stampa
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Borghezio, altro fenomeno da baraccone, definisce l'Inno di Mameli "sfigatello". Lo stipendio che si pappa a fine mese, pagato anche dalle tasse dei terroni e degli extracomunitari che hanno la fortuna di lavorare in regola, come lo definisce? Parassita!
scritto da anonimo 17/3/2011 21:3

Vedo che anche oggi gli insulti o le espressioni becere si sprecano,qui.Altra occasione perduta, "perchè non siam popolo,perchè siam divisi". Ma ho fiducia: di gente normale se ne incontra tanta,a cercarla.

scritto da
Melampo 17/3/2011 21:2

cari leghisti avete perso una buona occasione per dimostrare che siete dei veri italiani. Siete solo dei poveri ignoranti cafoni e non meritate affatto di ricoprire cariche pubbliche. Siete semplicemente degli arraffoni, la peggior classe politica che l'italia abbia mai avuto. E siete in buona compagnia.

scritto da ANDATEVENE 17/3/2011 19:23

avete notato chi mancava alla festa di ieri sera a torino? cota il cameriere personale di bossi. viva l'ITALIA
scritto da franz 17/3/2011 18:36

ah! se avessimo lasciato la lombardia e il veneto agli austriaci - ora saremo tutti diversi
scritto da franco 17/3/2011 18:39

giorno più bello per una nazione,in cui emerge il sentimento di unità e di riconoscenza per il proprio paese, l'assenza dei milanesi leghisti e la presenza del fischiatissimo presidente del consiglio milanese dimostrano quanto questa città e questa regione non abbia nel suo dna il concetto di nazione. supponenti, arroganti, parvenu e provincialotti| riflettete italiani, questi non ci meritano; bisognerebbe lasciarli fare la loro la padania e tassarli ogni volta che entrano Italia
scritto da francesco 17/3/2011 18:32


I leghisti non si sono presentati in Parlamento per le celebrazioni. Questo mese passeranno a incassare il misero stipendio?
scritto da avatabio 17/3/2011 18:20

17 MARZO 2011 - DIO BENEDICA L'ITALIA



Benevento festeggia l'unità d'Italia con una festa spettacolare. Due giorni di eventi di grande respiro, all'insegna dell'unità, della concordia e della passione civile. A piazza Castello intorno alla mezzanotte si può assistere a fuochi pirotecnici ed all'incendio della Rocca dei Rettori Pontifici, l'edificio dal quale il giorno 3 settembre 1860 il notaio Salvatore Rampone si affacciava per comunicare ai cittadini la fine del potere pontificio e la nascita del nuovo Stato. A mezzanotte si ha l'ostensione della bandiera italiana sulla facciata principale del palazzo del Governo, situato vicino alla Rocca, mentre il pubblico festante canta l'inno di Mameli.
E' seguito un brindisi all'interno della stessa Prefettura, con taglio di una torta gigante decorata con la bandiera italiana.


mercoledì 16 marzo 2011

UNA RACCOLTA DI CANTI E POESIE PER L'ITALIA UNITA

E' un'idea della Fondazione SIAV Academy, che mette in rete un libriccino di 110 pagine da scaricare gratuitamente e questo indirizzo: www.amici-lincei.it/italia-unita/download.php. Da esso ho estrapolato l’Ode All’Armi! All’Armi, scritta da Giovanni Berchet in occasione delle insurrezioni di Modena e Bologna del 1830-1831, e poi adottata come Inno della Giovane Italia.

Su. Figli d’Italia! su, in armi! coraggio!
Il suolo qui è nostro: del nostro retaggio
Il turpe mercato finisce pei re.
Un popol diviso per sette destini,
In sette spezzato da sette confini,
Si fonde in un solo, più servo non è.
Su. Italia! su, in armi! Venuto è il tuo dì!
Dei re congiurati la tresca finì!

Dall’Alpi allo Stretto fratelli siam tutti!
Su i limiti schiusi, su i troni distrutti
Piantiamo i comuni tre nostri color!
Il verde, la speme tant’anni pasciuta;
Il rosso, la gioia d’averla compiuta;
Il bianco, la fede fraterna d’amor.
Su, Italia! su, in armi! Venuto è il tuo dì!
Dei re congiurati la tresca finì!

Gli orgogli minuti via tutti all’obblio!
La gloria è de’ forti. Su, forti, per Dio,
Dall’Alpi allo Stretto, da questo a quel mar!
Deposte le gare d’un secol disfatto,
Confusi in un nome, legati a un sol patto,
Sommessi a noi soli giuriam di restar.
Su, Italia! su, in armi! Venuto è il tuo dì!
Dei re congiurati la tresca finì!

Su, Italia novella! su, libera ed una!
Mal abbia chi a vasta, secura fortuna
L’angustia prepone d’anguste città!
Sien tutte le fide d’un solo stendardo!
Su, tutti da tutte! Mal abbia il codardo,
L’inetto che sogna parzial libertà!
Su, Italia! su, in armi! Venuto è il tuo dì!
Dei re congiurati la tresca finì!

Voi chiusi ne’ borghi, voi sparsi alla villa,
Udite le trombe, sentite la squilla
Che all’armi vi chiama del vostro Comun!
Fratelli, a’ fratelli correte in aiuto!
Gridate al Tedesco che guarda sparuto:
L’Italia è concorde: non serve a nessun!

martedì 15 marzo 2011

LIAISON TRA ITALO BOCCHINO E LA CARFAGNA. BUONTEMPO: "E' VERO"

Le dichiarazioni di Gabriella Buontempo, moglie dell'on. Italo Bocchino - La Stampa (15.3.2011)

- «Roberto D'Agostino mi ha detto: "Sai che gira voce di foto di tuo marito con la Carfagna, foto un po' intime?". Io gli ho risposto: "Se ci sono, pubblicale. Tanto non è che non lo so che lui ha questa relazione'"» .

- "Italo sostiene di averla troncata. Per carità, l'avrà troncata: lei si è fidanzata, ora dice che si sposa".

- "In politica, la Carfagna è sempre stata 'telecomandata' da mio marito: segue tutto quello che lui dice. Se non era per Italo, mica li prendeva tutti quei voti in Campania".

- "Certo si presentava dovunque io andassi in vacanza. È addirittura andata dal mio parrucchiere".

- " Qui siamo in Italia. E in questo Paese, se non hai almeno un'amante, sei uno sfigato".

ITAGLIA 150

Andrea Carandini, archeologo di fama mondiale, ha lasciato la presidenza del Consiglio superiore dei Beni culturali: i troppi tagli al bilancio gli impediscono di continuare a svolgere seriamente il suo mestiere. Non sappiamo a chi Carandini abbia materialmente rassegnato le dimissioni, dato che il ministro Bondi non esce di casa da mesi. Però ci piacerebbe almeno sapere che cos’ha fatto di male la cultura a questo Paese per meritarsi un disinteresse così suicida. Nonostante molti lo ignorino o addirittura lo disprezzino, il patrimonio artistico e culturale è l’unico petrolio su cui siamo seduti, nonché la principale e forse unica ragione per cui il mondo si ricorda ancora ogni tanto della nostra esistenza.
Una classe dirigente di buon senso taglierebbe ovunque, tranne lì. Se poi fosse anche una classe dirigente illuminata, proverebbe a immaginare un’Italia diversa. Un’Italia del bel vivere, punteggiata di musei accoglienti, siti archeologici spettacolari e teatri lirici con un cartellone di Verdi e Puccini pensato apposta per i turisti. Un’Italia degli agriturismi e dei centri benessere. Dei mari e delle coste ripulite da tutte le sozzure. Dei pannelli solari installati sui tetti di tutte le abitazioni private. Dei prestiti facili alle cooperative giovanili che propongano iniziative originali nell’arte, nello spettacolo, nella moda e nel turismo di qualità. Un’Italia verde e profumata, il polo attrattivo di tutto ciò che è bello. Saremmo più felici e più ricchi. Ma soprattutto saremmo quel che ci ostiniamo a non voler essere: italiani.

MASSIMO GRAMELLINI
15/3/2011

TORINO, MOSTRA "FARE GLI ITALIANI"?

Mostra bibliografica

Lunedì 14 Marzo

150 anni di vita italiana. Identità nuove, differenze antiche, contraddizioni e questioni aperte. Un percorso che tocca alcuni aspetti critici della nazione, alcuni dei quali già individuabili al momento dell’unificazione e ancora irrisolti a distanza di un secolo e mezzo: le differenze tra settentrione e meridione e le ragioni del federalismo, la criminalità organizzata, l’inadeguatezza delle infrastrutture, la mancanza di lavoro, il sistema scolastico...

Contatti: tel. ( 39) 0114429812/4429813

Prezzo: gratuito

Luogo: Biblioteca civica centrale

Orario: lunedì 15.00-19.55; dal martedì al venerdì 8.15-19.55; sabato 10.30-18.00
L'evento avrà termine il giorno 31/03/2011

domenica 13 marzo 2011

NABUCCO 2011


“Il 9 marzo del 1842 Nabucco debuttava come opera patriottica tesa all’unità ed all’identità dell’Italia. Oggi, 12 marzo 2011, non vorrei che Nabucco fosse il canto funebre della cultura e della musica. Sono molto addolorato per ciò che sta avvenendo, non lo faccio solo per ragioni patriottiche ma noi rischiamo davvero che la nostra patria sarà ‘bella e perduta’, come dice Verdi. E se volete unirvi a noi, il bis lo facciamo insieme”.

Riccardo Muti
Parole pronunciate ieri sera all'Opera di Roma

AAA: CERCASI NUOVO RISORGIMENTO CULTURALE

D-DAY, L'URLO DAL PALCO: "BASTA!"

venerdì 11 marzo 2011

L'INCREDIBILE STORIA DEL CASTELLO DI BALINCOURT (FRANCIA DEL NORD)

Dopo essermi dannata ed affaticata per trovare la foto di questo castello, voilà, ieri sera esce fuori mentre sfoglio una rivista dal titolo "La Provincia Sannita" del 2010. Ormai non ci pensavo più...
Ha veramente dell'incredibile la storia del castello di Balincourt, nella località di Arronville, a nord della Francia.

In un primo momento appartenne a Blanche Delacroix, amante e poi moglie morganatica (cioè senza diritto all’eredità né al titolo) di re Leopoldo II del Belgio. Ne era divenuta l’amante a soli 16 anni, mentre lui ne aveva oltre 50 più di lei. Leopoldo II dono’ il castello alla sua amante e quindi, morto Leopoldo, il maniero venne acquistato dall’uomo più ricco del mondo, sir Basil Zaharoff, nato a Instanbul da ebrei poveri. Costui vendeva i sommergibili a tutte le nazioni in guerra. Zaharoff lo donò alla sua amante Maria del Pilar, nobildonna spagnola, moglie di Francesco Borbone, cugino del re di Spagna Alfonso XIII. Francesco già da tempo dava segni di squilibrio mentale e Maria del Pilar non poteva divorziare in quanto la corona non lo avrebbe mai consentito. La relazione con Zaharoff durò per tutta la vita ed ebbe come scenario Montecarlo.

Maria del Pilar commissiono’ il parco del castello a Raffaele Mainella, nato a Benevento nel 1856 e morto al Lido di Venezia nel 1941. Per dieci lunghi anni l’artista in estate partiva da Venezia ed andava a lavorare presso il castello. Nel 1924 il marito di Maria del Pilar muore e così, dopo 34 anni di relazione clandestina, la donna convola a nozze con Basil Zaharoff. Dopo soli diciotto mesi di matrimonio lei muore di setticemia. Zaharoff chiede allora a Mainella di completare la sistemazione del parco secondo i desideri della moglie, anche se l’uomo non vi fa più ritorno negli anni a venire. Oggi il suo corpo riposa proprio in questo parco, vicino a quello della moglie. Su questo castello e sui lavori eseguiti da Mainella non è mai stato pubblicato nulla. Quando Mainella lo completò aveva settant’anni. Si spense il 27 aprile 1941, all’età di 85 anni.

giovedì 10 marzo 2011

IL SEGRETO DELLA COCA COLA FIORI D'ARANCIO?

La leggenda vuole che la ricetta segreta della Coca Cola da oltre un secolo sia custodita in una cassetta di sicurezza di una banca forse americana, forse svizzera, protetta come se fosse il Santo Graal. Solo due dipendenti del colosso di Atlanta la conoscono. Due giorni fa una radio di Chicago, This American Life, l’ha resa nota al mondo. Ha informato i suoi ascoltatori di aver scoperto la ricetta segreta della Coca Cola, pubblicata integralmente sul suo sito. Nella ricetta compare anche la perfetta composizione del magico “Fattore X” che rende unica la miscela: che contempla l’olio estratto dai fiori dell’arancio amaro.

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