venerdì 22 aprile 2011

SECONDO LIVELLO

I maschi, di giorno, si combattono il posto da favorito a colpi di manifesti emendamenti e proposte di legge ritagliate sulla silhouette del capo come una muta da sub. Remigio Ceroni, di formazione sociologo, ha nientepopodimeno che riscritto l’articolo 1 della Costituzione. Lo ha fatto per chiarire che la sovranità «non appartiene al popolo» ma al Parlamento, «titolare supremo della rappresentanza politica della volontà popolare». L’obiettivo è quello di sancire in modo solenne il refrain con cui Silvio B. si difende da ogni tipo di accusa: mi hanno votato, perciò faccio come voglio.

Nel mirino, l’obiettivo nemmeno tanto nascosto è il Presidente della Repubblica. Il tentativo è quello di provocare Napolitano fino al punto di farlo reagire, di farlo rispondere a tono in modo tale da poterlo additare dal minuto dopo come una «controparte politica». Di trascinarlo nella rissa, insomma, e di farne un nemico politico. Così da poter dimostrare, quando dovesse fare obiezioni sulle più sconce fra le loro leggi, che lo fa perché - proprio come i magistrati - è di parte. È l’avversario. Sono settimane, mesi che ci provano in ogni modo. I giornali della real casa, Ferrara nel suo programma dell’altro ieri e poi sul suo Foglio, persino il Tempo che si è messo ad evocare Cossiga. Solo la Lega sembra tenersi fuori dal tiro al bersaglio, e già difatti hanno cominciato a fare a Bossi i conti in tasca. Gira e rigira sempre lì batte la mano di colui che promette e minaccia: al portafogli.

CONCITA DE GREGORIO
Fonte: concita.blog.unita.it/secondo-livello-1.285428

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