giovedì 30 agosto 2012

RICORDANDO ANNA POLITKOVSKAJA

Buon compleanno Anna Politkovskaja: NY 30 agosto 1958 - Mosca 7 ottobre 2006


"I metodi di Putin stanno generando un'ondata di terrorismo senza precedenti nella nostra storia. La "guerra al terrore" di Bush e Blair ha aiutato enormemente Putin".

"Ho visto centinaia di persone che hanno subito torture. Alcune sono state seviziate in modo così perverso che mi riesce difficile credere che i torturatori siano persone che hanno frequentato il mio stesso tipo di scuola e letto i miei stessi libri".

"Voglio fare qualcosa per altre persone usando il giornalismo".

"Vivere così è orribile. Vorrei un po' più di comprensione, ma la cosa più importante è continuare a raccontare quello che vedo".

"Sono assolutamente convinta che il rischio sia parte del mio lavoro; il lavoro di una giornalista russa, e non posso fermarmi perché è il mio dovere".

"La mia vita è difficile, certo, ma è soprattutto umiliante. A 47 anni non ho più l'età per scontrarmi con l'ostilità e avere il marchio di reietta stampato sulla fronte".

"Sono una reietta. E' questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all'estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno".
 
 

3 commenti:

Adriana ha detto...

Una figura da non dimenticare!

Lucia Gangale ha detto...

Senza ombra alcuna di dubbio.

fab ha detto...

già, il conflitto ceceno,qualcuno se lo ricorda ancora?

questa martire della Giustizia merita 1000 ricordi. Oggi il potere è più subdolo, forse meno frontalmente violento dei regimi autocratici di staliniana e hitleriana memoria, ma non per questo privo di nefandezze.

Anzi, quando la democrazia fa da maschera a questi regimi, sono ancora più pericolosi, perchè non si riesce a delegittimarli. Non dobbiamo poi pensare che "noi" siamo esenti da questi rischi. La dittatura del relativismo, del potere finanziario e di tanti altri aspetti che uniformano il pensiero portano all'assottigliamento delle coscienze, e con esse la virulenza e l'indifferenza della sopraffazione.
Infondo tutte le ingiustizie vengono dal confronto fra un debole e un forte.

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