Coup d’Etat planétaire présenté par des sites tiers.
2 settimane fa
Note di costume e società. Web diary of social cognizer.
Leggo e rileggo la lista dei cinquanta italiani illustri che da ieri si contendono su Raidue il televoto dei loro connazionali e rimango allibito. Lui non c’è. Ma com’è possibile? Quale autorevolezza potrà mai avere un referendum sul più grande italiano di sempre che non contempli il più grande presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni, migliore persino di De Gasperi? Nella griglia dei finalisti c’è Garibaldi, e va bene. C’è Fiorello, e ci mancherebbe. Ci sono addirittura due Mazzini (Giuseppe, patriota, e Mina, cantante). E non si è trovato uno strapuntino per quel gigante del pensiero (anche se non di statura)? Nessuno può vantare una storia di successo così fulminante e, a suo modo, romantica. La cavalcata inarrestabile di un imprenditore innovativo - un uomo del fare - che in un momento difficile della storia patria decide di lasciare la sua azienda per scendere in campo. Un po’ cascamorto con le donne, ammettiamolo. E abbastanza spregiudicato nelle frequentazioni. Ma vitale, vivaddio! Lavoratore instancabile, capace di conservare il potere nonostante l’ostilità di una nomenclatura ancorata ai propri privilegi e malgrado i rapporti non facili con il capo dello Stato. Qual è la causa di questa discriminazione inconcepibile? Forse la sua provenienza dal Nord produttivo e operoso, di cui può considerarsi a buon diritto il campione? O la sua appartenenza al centrodestra, mentre la Rai - si sa - è in mano ai comunisti? Scusate lo sfogo, ma è davvero una vergogna che abbiano lasciato fuori uno come Cavour.
SCANDALO DELLA BANCA ROMANA - 1893-1894
130 indagati tutti assolti
Tutti colpevoli, nessun colpevole

Dal carcere Bernardo Tanlongo (l'ex governatore della Banca Romana) affermò di aver dato cospicue somme anche a diversi presidenti del consiglio, tra cui Giovanni Giolitti e Francesco Crispi.
Il processo del 1894 si concluse con l'assoluzione degli imputati: per evitare che l'inchiesta travolgesse uomini di spicco della politica italiana, i giudici nella sentenza denunciarono la sparizione di importanti documenti, necessari a provare la colpevolezza degli imputati. Il procedimento penale venne quindi archiviato senza emettere alcuna condanna.
Gli sposi non avevano più vino e la Madonna chiese a Gesù di provvedere. Poi, rivolta agli ospiti, disse: "Fate quello che lui vi dice".
Il terremoto ad Haiti ed il ricorso a maghi ed oroscopi. Dio mio, sono le 14.25 di una domenica pomeriggio e sto seguendo Giletti che parla delle truffe dei sensitivi. Una donna testimonia in diretta che si è fatta scippare 25mila euro, senza nemmeno accorgersene. E adesso si da della cretina ad oltranza. La sensitiva a cui si era rivolta aveva finto di essersi messa in contatto con il defunto padre della vittima. Approfittando di un legame importante della donna truffata e della sua fragilità legata alla recente perdita. E viene osservato in studio che siamo sgarrupati come i terremotati di Haiti, che adesso fanno ricorso ai maghi vudu.
Pochi giorni tutti i 61 aspiranti ad un concorso di vigile urbano a Grosseto, sono stati respinti per eccesso di errori di ortografia. Sembra proprio che l'Italia stia vivendo un analfabetismo di ritorno. Nonostante tutto lo scrivere e ciacolare su Facebook, messenger e chat varie, la gente, in particolare i giovani, hanno poca dimestichezza con la lingua. La padronanza della lingua italiana è ai minimi storici, e chi lavora nella scuola lo sa. Eccome se lo sa. Ragazzini che arrivati alle superiori non sanno parlare, che faticano ad esprimere un concetto di senso compiuto, che non sanno scrivere quello che pensano. E che quel poco che scrivono lo sintetizzano e lo storpiano come fanno nei messaggini sms.
parole si nota una (giusta) indignazione. Mastrocola dice: abbiamo una scuola elementare tanto ammirata, nella quale il cosiddetto nozionismo e/o la cultura sono stati sostituiti dalle competenze. Teatro, canto, danza, pittura, gare di corsa, letture di libri, che vanno benissimo, ma che non devono far dimenticare che la scuola è il luogo dove si apprende, con molta fatica, certo. Che è il luogo dove imparare la matematica, Dante, la metrica latina, insomma il sapere, sono tutte cose che servono a sviluppare la capacità di ragionare. E che un giorno ti potranno anche aiutare a superare un concorso da vigile urbano. Se non si capisce questo, conclude la giornalista, smettiamola anche di parlare degli asini che non hanno superato questo concorso. E dimentichiamoci, aggiungo io, anche di quelli che per gli stessi motivi non hanno superato il concorso per diventare magistrati...
Sara è una ragazzina polacca che fino a pochi giorni fa ha vissuto in una grotta nei giardini di Frascati. Dormivano su materassi poggiati a terra, tra la polvere e la sporcizia, abiti chiusi nelle buste di plastica e nessun servizio igienico. Per lavarsi lei ed i suoi genitori la mattina uscivano dalla grotta ed usavano l'acqua gelida di una fonte nei paraggi. Sara andava a scuola alle elementari sempre pulita e curata, con le unghie perfettamente in ordine, alle queli dedicava una cura maniacale. Mai un indizio che potesse far sospettare una vita tanto miserabile. Rendimento ottimo e tanta gioia di vivere. Pranzava nella mensa della scuola e poi il pomeriggio poteva studiare al caldo dalle suore. I carabinieri hanno notato questa situazione di vai e vieni dalla fontana nel parco di Frascati ed hanno provveduto. Sara e sua mamma sono state portate inuna casa famiglia. Stanno bene. Adesso sono al caldo ed hanno anche la televisione. Il padre, che dopo aver perso il lavoro è caduto nella depressione e si è dato all'alcool, è tornato a vivere nella grotta perché per lui non c'è posto, ma adesso il sindaco di Frascati gli ha offerto un posto di lavoro. I genitori di Sara sono in Italia da dieci anni. Mai uno sgarro, mai un problema con la legge. Sempre lavori onesti. Il padre ha fatto il giardiniere, il facchino, il guardiano. Poi, con la crisi, non c'è stato più posto per lui neanche con lavoretti come questi. La madre si arrangia come colf.
Ragazzi non penso di aver mai pianto tanto al cinema come oggi pomeriggio che ho visto questo film, "HACHIKHO, la vera storia di una grande amicizia", che narra del legame indissolubile tra un cane di razza haski ed il suo padrone, un docente universitario che una sera, per un apparente puro caso, lo raccatta quando è piccino piccino nei pressi delle rotaie del treno da cui è sceso, al termine della consueta giornata di lavoro. Alla morte del padrone, avvenuta in un'aula universitaria, Hashikho resta ad aspettarlo alla stazione tutti i giorni, come faceva quando egli era in vita. Resta lì alla stazione, sempre puntuale, alle otto e trenta del mattino ed alle cinque di sera, come
se il padrone dovesse tornare. Oggi nello stesso punto, nella stazione giapponese dove la storia andò avanti per circa un decennio, sorge una statua che ricorda il cane fedele ed eroico, innamorato del suo padrone. Un esempio di fedeltà che, come dice il film in chiusura, "non deve mai farci dimenticare di coloro che abbiamo amato".
Questa giusta affermazione l'ho sentita poche sere fa nel corso di un incontro culturale con un autore sardo. Lo scrittore, ha affermato, è un tecnico, che nella società ha il compito di esprimere a parole situazioni e sentimenti che sono comuni alla maggioranza delle persone ma che egli ha la capacità e la cultura per farlo. Non tutti sono medici, quindi non tutti hanno la capacità di curare. Non tutti sonoscrittori, quindi non tutti hanno dimestichezza con la parola scritta.Tutti possono scrivere, ma pochissimi sono scrittori.Tutti posso imbrattare tele, ma pochissimi sono scrittori.Ecco perché mi si allarga il cuore quando vedo che la letteratura, non quella fasulla e commerciale dei Moccia e dei codici da Vinci, fa la sua comparsa in contesti grandi e piccoli che siano. Che iniziano a comparire stands librari e che gli autori dialogano col pubblico. Che i giovani leggono ed iniziano a riflettere. Ci sono paesini condannati alla desertificazione. Certo, i problemi sono enormi in questi contesti: mancanza di lavoro, prospettive di vita futura zero, economia depressa. Ma anche scarsa cultura e nessun rispetto per i libri e la letteratura. Praticamente vita culturale zero.
Si è spenta alla veneranda età di 100 anni esatti in una casa di riposo in Olanda Miep Gies, la donna che scoprì il toccante diario di Anna Frank, una delle opere più alte, a mio avviso, della letteratura mondiale, che ancora parla e sempre parlerà alle menti ed ai cuori di chi si accosta a questa stupefacente lettura. La Bbc riporta che la donna è deceduta nel periodo di Natale in seguito ad una caduta. La Gies aveva incontrato ad Amsterdam nel 1922 Otto Frank, papà di Anna, che l'aveva assunta nella fabbrica di famiglia, l'Opekta, che produceva preparati di marmellate e che oggi è diventata un poi diventata museo di memoria storica, visitato da turisti di tutto il mondo. Gies ed un gruppo di altre persone tra il 1942 ed il 1944 cercarono di tenere Anna Frank e la sua famiglia lontano dalle persecuzioni naziste, nascondendoli in una piccola porzione di casa negli uffuci al di sopra dell'Opekta. I nazisti però scoprirono il nascondiglio e sterminarono la famiglia. Solo il padre Otto si salvò. La Gies tenne in custodia per anni il diario, sperando che la ragazzina tornasse. Dopo la guerra apprese che Anna era mortadi tifo nel campo di Bergen-Belsen e consegnò quindi il manoscritto a Otto Frank, il quale provvide alla suapubblicazione. Anna Frank aveva solo 16 anni.
Una mia ex corsista, diciottenne, con interessi nel campo della fotografia, dell'arte e del design, mi ha confessato che vorrebbe la scuola aperta con attività pomeridiane plurime, che verrebbero incontro alle esigenze degli studenti e li orienterebbero nelle scelte future.






Sarà presentato a Benevento il prossimo 9 gennaio, alle ore 17 nell’Auditorium del Museo del Sannio, “Il caso Genchi-Un uomo in balia dello Stato” un libro intervista di Edoardo Montolli edito da Aliberti uscito a metà dicembre e già ristampato tre volte.
2010