domenica 28 giugno 2015

BOB NOORDA E L'ITALIAN STYLE

Ha ideato il marchio dell'olio Cuore ed il logo dell'Agip. Suo è il logo della Feltrinelli. Suo il marchio della Regione Lombardia. Ha lavorato per oltre cento aziende, immaginando e realizzando marchi aziendali, dalla birra alla gomma, dall'olio alla benzina, dalle macchine elettroniche ai profumi. Ha inventato la Corporate identity, cioè l'immagine aziendale. Infine, ha fatto della Metropolitana di Milano il suo capolavoro di arte grafica. Bob Noorder, geniale designer olandese, arriva in Italia nel 1954 e per mezzo secolo nel Bel Paese esprimerà il meglio della sua inventiva, facendo della grafica italiana una vera professione.
Su questo geniale grafico e designer, sono usciti due libri: Bob Noorda. Una vita nel segno della grafica, Edizioni San Raffaele 2009, e, proprio di recente, Bob Noorda designe, edito dal Sole24Ore Cultura.
In quella geniale sintesi che è lo stile grafico degli ultimi sessant'anni, Noorda occupa una posizione di spicco. I suoi allievi hanno raggiunto livelli di eccellenza e quasi tutti hanno poi dato vita a veri e propri studi.

lunedì 22 giugno 2015

L'ATTRICE LAURA ANTONELLI NON E' PIU'

"Era una dea fragile" ha detto di lei Lino Banfi. Laura Antonelli, icona sexi degli anni Settanta, ci ha lasciato. A novembre avrebbe compiuto 74 anni. Laura Antonelli, attice di famiglia istriana (Istria è in Croazia), fuggì dalla sua terra insieme a trecentomila persone che dalla ex Jugoslavia cercavano riparo in Italia. Faceva parte delle gruppo delle "bellissime quattro" dalmato-istriane, insieme con Femi Benussi, Alida Valli e Sylva KoscinaStraordinaria interprete di film cha all'epoca scandalizzavano e facevano sognare, è stata per anni la compagna dell'attore francese Jean-Paul Belmondo. Il suo corpo è stato trovato dalla donna delle pulizie e c'erano poche persone a renderle omaggio, davanti al condominio di via Napoli nel quale ha abitato per vent'anni. Ha lasciato un biglietto con su scritto: "Avvisate mio fratello, Banfi e Claudia Koll". Gli unici amici rimasti nella sua vita. Claudio è ora atteso dal Canada.
Molte le tristezze di una donna sola. Prima depressa per via di un intervento di chirurgia estetica sbagliato, la Antonelli fu poi arrestata per traffico di sostanze stupefacenti, quindi assolta nove anni dopo dalla Corte d'Appello di Roma (l'attrice fece poi ricorso anche alla corte europea di Strasburgo).
Ha girato film erotici come "Malizia", "Sessomatto", "Mio Dio come sono caduta in basso", "Venexiana".
Da molti anni si era ritirata a vita privata. Aveva detto: "'Voglio solo essere dimenticata in questa vita terribile che già da tempo non mi interessa più".

domenica 21 giugno 2015

IL PAPA SOCIALE

 L'abbraccio al Papa a Piazza Vittorio (foto La Stampa)

Oggi è stata la giornata di Papa Francesco a Torino, in quel Piemonte che ha prodotto tanti preti e santi sociali, come san Giovanni Bosco, di cui quest'anno ricorre il bicentenario della nascita. Al di là di tanti discorsi di vicinanza ad immigrati, disoccupati, cassintegrati, a noi pare che la reale forza di Bergoglio stia nel culto delle tradizioni, che costituiscono la perenne ancora di salvataggio nelle nostre precarie vite ed in una società sempre più liquida, per dirla col sociologo polacco Zigmunt Bauman. Ed è così che ripercorre i ricordi e le uscite effettuate con nonna Rosa e recita a memoria, sorprendendo tutti, il dimenticato poeta Nino Costa, i cui versi dialettali gli furono trasmessi sempre dall'indimenticabile nonna: 

Gent ch’a mercanda nen temp e südur:  
– rassa nostrana libera e testarda –  
tüt el mund a cunoss ch’i ch’a sun lur  
e, quand ch’a passo … tüt el mund a-j guarda:  
Biund canavesan cun j’öj colur del cel  
robüst e fier parej d’ij so castej. 


Dritti e sinceri, quel che sono, appaiono:
teste quadre, polso fermo e fegato sano, 
parlano poco ma sanno quel che dicono,
anche se camminano adagio, vanno lontano. 
Gente che non risparmia tempo e sudore 
e che va a cercarsi il pane.

I versi sono tratti dalla poesia "Rassa Nostrana".  Nino Costa nacque a Torino nel 1886 da famiglia originaria di Ciriè. Frequentò il Liceo Classico "Cavour" e poi si laureò in Lettere e Medicina Veterinaria. Per tutta la vita fu bancario alla Cassa di Risparmio di Torino. Morì nella sua città il 5 novembre 1945, un anno dopo la prematura scomparsa del figlio diciannovenne Mario, ucciso durante un’azione partigiana in Val Chisone. Padre e figlio sono sepoliti l'uno accanto all'altro nel cimitero di Ciriè. Il Comune gli ha dedicato una scuola media ed una via del centro.

sabato 20 giugno 2015

VOI, TURISTE FRANCESI, CHE IERI ALLA STAZIONE DI TORINO PORTA NUOVA...



Voi, mie care turiste francesi di una certa età, che ieri, in barba al sistema di videosorveglianza ed alle norme non scritte del buon senso, avete forzato la porta dei bagni della stazione di Torino Porta Nuova, infilandovi in massa all’interno per fare i vostri bisogni…
A voi, che avete avuto la fortuna di raggiungere un’età  molto in avanti e di godere il dono della salute che vi permette di viaggiare per il mondo…
A voi, che venite dalla Patria della Liberté, Egalité, Fraternité: ricordo che quel bagno, come tutti quelli delle stazioni europee, è a pagamento, e che io, come gli altri che eravano lì, abbiamo pagato i nostri 80 centesimi (anzi, a me la macchinetta ha anche inghiottito proditoriamente 10 centesimi in più), per fruire di uno spazio pulito e decoroso, che quella sommetta aiuta a mantenere tale. Ci siamo dovuti accodare a voi, che avete scavalcato tutti col sistema della vostra amica che ha tirato fuori un solo obolo per voi, che eravate parecchie, e sghignazzavate come le oche giulive quando vi ficcavate in quella porta a vetri, nonostante il fischio prolungato che avvertiva dell’infrazione, tanto alla vostra età è tutto consentito, anche, magari, fare la morale agli altri.
Ah già… ma voi venite dalla Francia libertina. Eppure, voi venite da quella famosa Francia che ha fatto scuola in tema di diritti democratici. A voi, nonnine ottuagenarie ormai serene, figlie di quella Rivoluzione alla quale, evidentemente, siete anagraficamente più vicine di chiunque altro si trovasse in quel bagno pubblico, ricordo che se fosse stato chiunque altro, non importa la nazionalità, a comportarsi come avete fatto voi nel cesso pubblico di una stazione metropolitana, sarebbe stato subito accerchiato e multato dalla polizia francese o dal personale presente, mentre voi, sì, sempre voi, avete anche potuto fruire delle informazioni elargitevi da un gentilissimo addetto alle pulizie presente in quei bagni. Ricordo che voi, sì, voi, venite da quella Francia che nei secoli passati ha devastato e spremuto le sue colonie del Nord Africa e che ora, senza troppi problemi, alla frontiera di Ventimiglia ci spedisce tutti i profughi in Italia, e arrivederci e grazie, anzi, senza nemmeno grazie. Voi, care nonnine, sempre voi, avete goduto dei nostri servizi, del nostro buon cibo e dello stile italiano nell’accoglienza che il mondo ci invidia, mentre a me, come tanti, è capitato di viaggiare sui treni francesi, i più cari e sporchi d’Europa.
Pensateci, la prossima volta che venite in Italia, e fate a gratis le vostre deiezioni nei nostri bagni pubblici.

giovedì 18 giugno 2015

MALALA, LA FORZA DELLA PENNA

Chissà quanto ne sanno gli studenti italiani di Malala? La domanda corre sul web mentre i prof ripetono d’aver a lungo parlato della giovanissima Nobel per la Pace 2014. La verità è che il mondo intero sapeva poco della ragazzina pakistana più temuta dai connazionali talebani della valle di Swat fin quando nel 2012 un commando tentò di farla fuori sul bus della scuola. Allora Malala Yousafzai aveva 15 anni e da 4 teneva un blog (edito dalla Bbc) nel quale difendeva il diritto delle bambine a quell'istruzione da cui i barbuti le avevano escluse. "Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo" scriveva Malala imprimendo nella Storia le parole che i nostri studenti sono stati chiamati a commentare. Giorni fa alcuni talbani (forse ringalluzziti dalla scarcerazione dei killer di Malala) hanno infiltrato gas vlenoso in una scuola femminile: la lotta di Malala continua. Chi ieri non la conosceva oggi lo sa.

FRANCESCA PACI
La Stampa, 18 giugno 2015, pag. 25

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