mercoledì 19 agosto 2015

STORIA DI MAIORI (SA)

Incerte sono le sue origini, secondo la tradizione sarebbe stata edificata dagli Etruschi ed avrebbe preso dal suo fondatore il nome di Reghinna. La zona era comunque abitata sicuramente già in età romana, come è comprovato dalle scoperte nelle sue vicinanze di resti di insediamenti umani risalenti a quel periodo.
Sviluppatasi in un'ampia valle lungo il torrente che l'attraversa e sulle colline ad esso prospicienti, fu definita prima Reghinna Maior e poi solo Maiori per distinguerla dalla limitrofa valle, più piccola e ristretta, nella quale sorse Minori.
In epoca bizantina entrò a far parte del glorioso Ducato di Amalfi e vi svolse un ruolo rilevante grazie anche all'ampiezza della sua spiaggia e del suo territorio, divenendo, tra l'altro, sede di arsenali.
Il centro urbano fu cinto di mura e torri e protetto da più castelli, che però non le risparmiarono nel 1135 e nel 1137 l'invasione dei pisani.
Nel 1200 venne rinvenuto nelle reti del pescato una statua in legno di cedro della Madonna, che fu portata nella chiesa del castello di San Michele Arcangelo ed eretta a principale Patrona sotto il titolo di Santa Maria a Mare.
Accresciuta di popolazione ed arricchita di edifici ed opere d'arte, ottenne nel 1505 da Papa Giulio II che tale chiesa fosse elevata alla dignità di Insigne Collegiata, con un prevosto dotato di Insegne e poteri vescovili. A testimonianza della sincera pietà e fede dei suoi abitanti, si contavano allora in tutto il paese ben cinquantotto edifici religiosi.
Non poche furono le famiglie che, provenendo da altre parti, nel tempo si trasferirono a Maiori, attratte dall'amenità del luogo e dalle opportunità che questo offriva.
Le principali attività economiche storicamente svolte sono state la pesca, l'agricoltura, il commercio e l'industria cestaria, a cui di recente si è aggiunta quella turistica.
Diede i natali a molti uomini illustri, che si distinsero specialmente in campo ecclesiastico, nella milizia, nella mercatura e nella giurisprudenza, ed alcuni di loro giunsero a ricoprire anche rilevanti cariche pubbliche nel Regno di Napoli.
Fu visitata da personaggi importanti, tra cui nel 1415 la Regina Giovanna II d'Angiò, la quale dimorò per tre giorni nella frazione di San Pietro, in località "Due Porte".
Nel 1622 ottenne da Filippo IV Re di Spagna il titolo di Città regia.
Durante la sua lunga esistenza non mancarono non mancarono incursioni ostili, alluvioni, mareggiate e pestilenze, tra cui una delle più terribili fu siccuramente quella del 1656, ma sempre si è risollevata per la tenacia e laboriosità dei suoi abitanti.
Seguì la sorte del Regno di Napoli e delle Due Sicilie fino alla proclamazione del plebiscito del 1860 ed alla costituzione del Regno d'Italia.

(Lapide posta nel Comune di Maiori)

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