lunedì 1 novembre 2010

LANGHE - PARTE 2

LE LANGHE - PARTE 1

In questo poeticissimo video i luoghi e le colline raccontate dallo scrittore Beppe Fenoglio. Luoghi di una bellezza e di un incanto unici, dichiarati patrimonio mondiale dell'umanità.

domenica 31 ottobre 2010

BUNGA BUNGA CON SILVIO


UNA RISATA LO SEPPELLIRÀ: "IL BUNGA BUNGA COME IL LODO: RETROATTIVO E REITERABILE" - DAL CUBO DI RUBIK AL CULO DI RUBY: IL LAPO POSITIVO DI UN PAESE-BARZELLETTA - DA IL MISFATTO.IT: "ESCONO LE STORIE PIÙ INCREDIBILI, LA RAGAZZA RACCONTA DI AVER ASSISTITO A RITI SESSUALI TRIBALI, ORGE LESBO, FESTINI CON PROSTITUTE: MA NON SI TRATTAVA DI UN CONGRESSO DELL’UDC. SI PARLA ANCHE DI DUE MINISTRE COINVOLTE IN QUESTI FESTINI. LA NOTIZIA IN EFFETTI È SORPRENDENTE: SOLO DUE? MENTRE FEDE VIENE INDAGATO CON L’ACCUSA DI PAVONEGGIAMENTO DELLA PROSTITUZIONE" - (OVVERO: PENSATECI, SENZA LE CAZZATE QUOTIDIANE DEL BANANA DI HARD-CORE LA NOSTRA INDUSTRIA DELLO SVAGO COME RIUSCIREBBE A SOPRAVVIVERE?)

Testi dal il Misfatto.it - Il Fatto Quotidiano

SPINOZA UN LIBRO SERISSIMO - COPERTINA - ALIBERTI EDITORE
Bunga Bunga, luce dei miei occhi. Che suono, che gioia africana in queste parole. Bunga bunga.Bun-ga Bun-ga. Quale gioco esotico ed erotico trasuda da queste sillabe. Quale ristorazione dei sensi proviene dal solo compitarne le lettere: B-u-n-g-a B-u-n-g-a. Quale insana estasi si propala al solo pensiero. Bunga Bunga. Bun-ga Bun-ga. B-u-n-g-a B-u-n-g-a.

Allora, facciamo un po' d'ordine. C'è questa ragazza, Ruby, che dice di aver conosciuto Emilio Fede a un concorso di bellezza. Fede però viene eliminato quasi subito. Cercando di mitigare la sua delusione, la ragazza presenta Fede a Berlusconi: tra i due nasce subito una meravigliosa storia d'amore, fatta di tanta tenerezza, regali e attenzioni. "Ma niente sesso!" si affretta a precisare Fede, che si giustica spiegando: "Con Ruby abbiamo in comune la passione per l'arte astratta: lei fa la cubista".

VINCINO-BUNGA
Ruby nel frattempo si mette nei guai, viene sorpresa a rubacchiare e così Berlusconi sviluppa per lei un affetto quasi paterno. Suggerisce alla ragazza di dire che è nipote di Mubarak, e a sentire questo nome gli agenti sono presi dal panico: chi cazzo è questo Mubarak? Ma non basta. B. chiama direttamente in questura per tirarla fuori dai guai: palese abuso d'ufficio (e di chissà quali altre stanze).
Nel frattempo escono le storie più incredibili, la ragazza racconta di aver assistito a riti sessuali tribali, orge lesbo, festini con prostitute: ma non si trattava di un congresso dell'Udc. Si parla anche di due ministre coinvolte in questi festini. La notizia in effetti è sorprendente: solo due?

RUBY
Mentre Fede viene indagato con l'accusa di pavoneggiamento della prostituzione, Berlusconi cerca di fare chiarezza e assicura che "a casa sua entrano solo persone perbene". Troppo facile, bisogna vedere come sono quando escono. Poi dice: "Sono un uomo di buon cuore, volevo solo aiutare una persona in difficoltà". Anche Moravia gli si rivolgeva come a una persona, a Lui. Il suo uccello. (Nella foto: Ruby)

RUBY
Ho appena ricevuto la telefonata di un'amica davvero generosa: lei dice che dovremmo smetterla di infierire meschinamente su Berlusconi, dice ancora che tutte noi, le accusatrici del nano ghiacciato, risultiamo delle vere pezzenti, tutte lì, stronzissime, ad accusarlo d'essere un porco, un pessimo.

L'amica in questione, inutile precisarlo, si riferisce al nostro accanimento in occasione dell'affare della frequentazione tra il presidente del Consiglio e la procace diciassettenne marocchina Ruby. Al momento dei saluti (un istante prima di sparare un "brutte troie comuniste, non vi smentite mai! Sai che ti dico? Impiccati, Fulvia!") l'amica cara di sempre mi ha perfino suggerito la soluzione al problema, ai dubbi, ai tormenti morali: "Se si tratta di Roman Polanski va tutto bene, se invece c'è di mezzo Berlusconi invece no? E' così o mi sbaglio?"

VINCINO-BUNGA
RUBY Ora che ci penso, la stronza non ha mica tutti i torti. Volendo essere equanimi, basterebbe equiparare "Chinatown" a Milano 2, Sharon Tate a Veronica Lario, Mia Farrow di "Rosemary's Baby" a Nicolò Ghedini, "L'inquilino del terzo piano" a Marcello Dell'Utri. Quasi quasi, a conti fatti, se si tratta di una scena d'orrore, a rimetterci è proprio il regista.

3- LA MARTIRE CRISTIANA
La posta di Barbara Alberti

Ruby minorenne marocchina Berlusconi - NonleggerloLettera - Credo che sparlare di B. rafforzi il personaggio, visto che nella inciviltà dell'immagine quel che conta è esserci, sia pure come osceno decrepito clown. Ma sono costretto a parlarne anch'io. Come può non dimettersi uno che beccato in recidiva con una minorenne, per la quale compie una intimidazione alla polizia, dice mi piacciono le donne e me ne vanto? Mente anche quando dice la verità, non gli piacciono le donne, gli piacciono le minorenni a pagamento.
Almaviva

Bada come parli. Ruby non è, come vuole la stampa che perseguita quel galantuomo, ragazza da orge coi vecchioni: Ruby è una martire cristiana. Stavolta gli autori dei testi sono stati insuperabili. E' scappata di casa perché si era convertita, e il pessimo padre musulmano voleva costringerla alla fede di Maometto. E a sposarne un seguace di 49 anni, troppi per lei che ne ha 17. Così se n'è andata, e ne ha trovato uno di 74, per conto suo. Ma cristiano. Beh non del tutto, l'harem è usanza in fondo musulmana.


BARBARA ALBERTI
VINCINO-BUNGA
Una ragazzina ha compiuto il prodigio teologico di creare la sintesi fra le due religioni. Anche se per ora, il Vaticano non riconosce pienamente il bunga bunga eterosessuale fra i valori cristiani. Ma Ruby, che è un vulcano di energie proprio come il suo benefattore, è andata oltre il copione, ci ha messo del suo. Pare che la sua battuta "Berlusconi è come la Caritas!" abbia lasciato perplesso il Santo Padre. Le esenzioni fiscali valgono ben una messa coi peggiori ceffi del potere, ma un rito da scambisti è forse troppo perfino per il Vaticano. Stanno attentamente valutando.

sabato 30 ottobre 2010

TORINO, MILANO E GENOVA LEADER NELL'EFFICIENZA CULTURALE


Queste tre metropoli del Nord Ovest sono leaders per l’equilibrio fra spese e investimenti nel settore cultura.
È il risultato dell’analisi di StageUp – Sport & Leisure Business su dati della Fondazione Civicum relativi ai bilanci 2008 di 21 grandi comuni italiani, dal Nord al Sud Italia. Genova e Torino sono gli unici comuni, fra quelli analizzati, che vantano una spesa corrente sotto la media, garantendo allo stesso tempo livelli di investimento sopra la media

"DON GIOVANNI" AIUTI I DISOCCUPATI...


Ieri è stata la volta di “Famiglia cristiana”, oggi è invece “Avvenire” che affronta la questione Ruby e il coinvolgimento del presidente del Consiglio. “Non ci piace guardare dal buco della serratura - scrive nel’editoriale il direttore, Marco Tarquinio - e del personale stato di salute dei nostri politici ci interessiamo con sommo rispetto e soltanto lo stretto necessario. Ma lo sguardo che riserviamo ai fatti della nostra politica è diretto e attento. E lo stato di salute delle istituzioni repubblicane ci preme moltissimo”.

Concita De Gregorio invece si rivolge direttamente a Berlusconi e, riferendosi alle sue stesse parole - “sono un uomo di buon cuore che aiuta chi ha bisogno” - gli suggerisce di “volgere lo sguardo fuori dalla finestra e di esercitare la sua generosità anche all’esterno del suo palazzo” . “Un giovane su quattro è disoccupato - prosegue il direttore dell’‘Unità’ -. Anche una giovane su quattro, evidentemente. Non le chiediamo di adottarle tutte, né di prenderle in affidamento. Molte del resto, per quanto le possa risultare incomprensibile, rifiuterebbero”. Anche fra gli studenti c’è qualcuno che si lamenta, ricorda, e “se volesse fornire loro qualche strumento in più - in questo caso non chiedono Audi né beauty farm ma insegnanti e aule - sarebbe del tutto coerente con la sua generosità, ormai celebre nel globo”. E, conclude: “Ci scuserà se ci facciamo portavoce delle loro istanze ma purtroppo non tutte, come Ruby, sono in possesso del suo numero privato per poterla avvisare dell’emergenza”.

DA ARISTOTELE A MALCOM X

Fonte: www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1231983

“Le chiamano gingilli (le medaglie, ndr); ebbene, è proprio con i gingilli che si guidano gli uomini”, scriveva nel suo diario un 33enne Napoleone Bonaparte il 14 maggio 1802, all’epoca ancora Primo console di Francia. Secondo Gramsci era “più facile convincere chi non ha mai partecipato alla vita politica di chi ha già appartenuto a un partito”. Hitler, invece, raccomandava nel suo “Mein Kampf” di non tenere i comizi quando è ancora giorno, perché “di sera sembra che le forze della volontà umana si assoggettano facilmente all’autorità di una volontà superiore”. E certo non è un caso che i raduni di Norimberga si svolgessero di notte, con la sola luce delle fiaccole a illuminare il buio. L’ossessione per la popolarità e il successo della comunicazione politica è un fenomeno recente, ma nel corso dei secoli moltissimi i personaggi pubblici hanno prestato attenzione alle forme del consenso e della persuasione, alle regole da seguire per risultare più efficaci. Una cura che spesso emerge con una lucidità e un’attualità sorprendente dai loro scritti e dalle loro parole. Edoardo Novelli, docente di Teorie e tecnica della comunicazione a Roma Tre, ha effettuato una rassegna di alcuni dei casi più stupefacenti in “Lezioni di propaganda: la voce dei protagonisti da Aristotele a Malcolm X” (Le Monnier università). Due estremi temporali che contemplano nel mezzo politici (Cicerone, Mazzini), uomini di chiesa (Gregorio Magno, Lutero, Ignazio di Loyola), rivoluzionari (Lenin, Mao, il Che), dittatori (Napoleone, Hitler, Mussolini) ma anche artisti come Majakovskij.
Con una lettura volutamente astorica, quel che emerge è la straordinaria conoscenza delle regole della comunicazione e dei meccanismi della psicologia umana, in molti casi ben prima che questa venisse codificata come disciplina.

NOUS SAVON EFFLEURER...


Noi sappiamo sfiorare un bacio di velluto
E sappiamo abbracciarci con un pallido impeto;
Le nostre carezze sono i nostri melodiosi poemi
Il nostro amore è più grande di tutti gli amori.

I nostri lunari baci hanno una pallida dolcezza

Le nostre dita non pungono il solco di una guancia,
E possiamo, quando la cintura si allenta,
Essere allo stesso tempo amanti e sorelle

Renée Vivien - pseudonimo di Pauline Tarn (Londra, 11 giugno 1877 – Parigi, 18 novembre 1909)

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