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sabato 11 aprile 2015

LA SORBONA, "GIU' LE MANI DAL LATINO E DAL GRECO"



«Latino e greco non si toccano»: professori e studenti della Sorbona, la celebre università parigina, si aggiungono al coro di proteste contro l’ultima riforma scolastica voluta dalla ministra francese dell’Istruzione, Najat Vallaud-Belkacem, che propone di ridurre le ore di apprendimento del latino e del greco nelle scuole superiori diluendone l’insegnamento in corsi pluridisciplinari di taglio più storico. 
In un’anfiteatro della Sorbona, nel cuore della rive gauche parigina, un centinaio di studenti e professori si sono riuniti per chiedere di non smantellare le lingue antiche. Tra loro, il filosofo Regis Debray ha denunciato il tentativo di «rimpiazzare i verbi con i numeri» e ha tuonato contro la «miopia della classe dirigente» prima di interrogarsi sulla «questione angosciante di una civiltà che, se continua così, non sarà all’altezza del proprio avvenire». Un messaggio simile a quello lanciato pochi giorni prima da Élizabeth Antébi, organizzatrice del IX Festival europeo di latino e greco all’Ecole normale supérieure di Lione. «Nel momento in cui lottiamo contro individui che distruggono tutte le opere della memoria - ha detto riferendosi alle recenti azioni dei fondamentalisti islamici dell’Isis nel museo di Mossul - ci stiamo distruggendo da soli». Per i manifestanti, la riforma di Najat Vallaud-Belkacem «ucciderà» l’insegnamento del latino e del greco attraverso una lenta ma inesorabile agonia, con una progressiva erosione delle ore di lezione a vantaggio di una didattica considerata «più moderna e più sexy». 
In pratica, secondo il testo della riforma che dovrebbe entrare in vigore nel 2016, le opzioni di latino e greco verranno sostituite da insegnamenti pratici interdisciplinari (Epi), tra cui «lingue e culture dell’antichità». Vicina ai manifestanti, anche Aurélie Filippetti, l’ex ministra della Cultura nonché stella della `gauche frondista´ che ha abbandonato il governo di Francois Hollande. «Conoscere le lingue antiche significa spalancare gli orizzonti, lo spirito, imparare la semplicità di una grammatica francese che oggi dicono difficile, capire il senso delle parole attraverso il loro percorso. È un’avventura», racconta a La Vie.fr. A quei funzionari del ministero dell’Istruzione che ritengono latino e greco un insegnamento «elitista», che va sostituito con meno lingue e più storia, gli `indignati´ della Sorbona ricordano che oggi, nelle scuole superiori di Francia, 520.000 ragazzi scelgono ancora le opzioni di latino e di greco. O meglio - affermano a Parigi - l’insegnamento «si è più che democratizzato, è piuttosto il governo che rifiuta sistematicamente di aprire nuovi corsi». 
«Elitista è piuttosto l’inglese», protesta un prof di letteratura all’università di Nanterre, alle porte di Parigi, sottolineando che «solo i più fortunati possono permettersi viaggi studio all’estero mentre davanti al latino e greco siamo tutti uguali». Per Patrick Dandrey, titolare di un’altra cattedra di letteratura, il progetto «è squallido e fatto male».«Dobbiamo resistere ancora due anni», avverte se senza darsi per vinto: «Non sarà certo il primo progetto di riforma che getteremo nel cestino della storia».  

martedì 8 marzo 2011

DA BOLOGNA REFERENDUM PER ABROGARE LA RIFORMA GELMINI

L'idea è partita dall'Università di Bologna. A breve nascerà un comitato, composto da docenti, precari e studenti. C'è bisogno di 500.000 firme. Tante, tantissime, ma le proteste contro l'approvazione della Riforma, lo scorso autunno, hanno visto la partecipazione di centinaia di migliaia di persone. L'impresa è tutt'altro che impossibile

L'idea è semplice, ma dall'impatto potenzialmente fortissimo: un referendum per abrogare interamente la Riforma Gelmini.
L'idea è partita dall'Università di Bologna, da un gruppo di "Docenti preoccupati" (così si definiscono). 200 tra associati e ordinari che a un mese dall'entrata in vigore della legge 240, hanno scelto di passare all'azione. Maurizio Matteuzzi, docente dell'Alma mater, spiega al Corriere: "All'inizio pensavamo a una serie di quesiti che coinvolgesse anche il mondo della scuola e quello dei teatri. Ma i problemi di quei settori vengono dalla Finanziaria, legge che non può essere abrogata. Per questo abbiamo deciso di andare avanti da soli. Il quesito - ha continuato Matteuzzi - sarà molto semplice e chiederà l’abrogazione di tutta la legge". A breve nascerà quindi un comitato, composto da docenti, precari e studenti, che potrà contare su tre nomi importanti del mondo della cultura, tre "numi tutelari", i cui nomi saranno resi pubblici nelle prossime settimane. La raccolta delle firme inizierà ad aprile, quando un convegno vedrà convergere a Bologna rappresentanti di 30 università di tutta Italia. C'è bisogno di 500.000 firme. Tante, tantissime, ma le proteste contro l'approvazione della Riforma, lo scorso autunno, hanno visto la partecipazione di centinaia di migliaia di persone. L'impresa è tutt'altro che impossibile. Per la convalida delle firme, operazione lunga e articolata, Matteuzzi pensa di coinvolgere la politica: "Chiederemo aiuto ai partiti che si sono detti contrari alla Riforma Gelmini".

giovedì 25 novembre 2010



Mentre i parlamentari discutono alla Camera la Riforma dell’Università targata Gelmini, fuori, in tutta Italia, dilaga la protesta di studenti, ricercatori e professori precari. Anche Antonello Venditti e Nichi Vendola al corteo degli studenti a Roma, sul tetto della facoltà di Architettura.
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Fonte: www.corriere.it

MILANO - Scontri a Firenze tra studenti e polizia e blitz al Colosseo: in tutta Italia si protesta contro la riforma universitaria mentre prosegue alla Camera l'esame del disegno di legge in questione con il governo di nuovo battuto su un emendamento di Futuro e libertà. A Roma gli studenti sono riusciti a entrare all'interno dell'Anfiteatro Flavio e affacciandosi dal secondo anello hanno esposto uno striscione che reca la scritta «Nessun taglio, nessun profitto». Poi hanno dato vita a un corteo all'interno del monumento simbolo della Capitale. In molti hanno gridato in coro «Siamo noi i veri leoni» e hanno acceso fumogeni rossi, tra lo stupore dei turisti presenti. Il blitz al Colosseo è durato pochi minuti e non ha creato particolari tensioni.

GELMINI - Nel caso in cui la riforma risulterà stravolta «sarò costretta a ritirarla», è l'avvertimento lanciato da Mariastella Gelmini dopo il nuovo ko alla Camera. In mattinata, intervenendo a Mattino Cinque, il ministro dell'Istruzione aveva ribadito che le risorse per l'università sono state trovate e sono del tutto sufficienti.


PROTESTE - Sul fronte delle proteste, gli studenti universitari, dopo il sit-in di mercoledì e il blitz al Senato, hanno proseguito le manifestazioni contro la riforma Gelmini. A Roma rinforzati i presidi delle forze dell'ordine che hanno bloccato gli accessi per impedire l'accesso in piazza Montecitorio. In mattinata davanti alla Sapienza di Roma, la cui inaugurazione dell'anno accademico (prevista venerdì) è stata rimandata dal rettore, è comparso uno striscione: «Libertà per gli studenti - due, ndr - arrestati». A Milano un corteo di circa 400 gli studenti degli istituti superiori ha attraversato il centro: tensioni con la polizia al Politecnico e in piazzale Loreto, due ragazzi sono rimasti contusi. A Napoli, la sede dell’Università degli studi Orientale è stata occupata così come il rettorato dell'Università Federico II. A Palermo sei cortei formati un migliaio di studenti si sono diretti all'Ufficio scolastico provinciale e in seguito hanno bloccato la stazione per un'ora e l'ingresso al porto. A Bari una ventina di studenti ha occupato la facoltà di ingegneria del Politecnico. A Torino sfidando il freddo i ricercatori dell'università hanno trascorso la seconda notte sul tetto della sede delle facoltà umanistiche, sono state occupate le sedi del Politicnico e ci sono stati picchetti davanti alle facoltà di fisica e chimica. Inoltre davanti alla sede della Regione Piemonte sono stati lanciati uova e fumogeni e la stazione di Porta Susa è stata bloccata per mezz'ora. Ad Ancona un gruppo di studenti ha occupato il tetto della facoltà di ingegneria del Politecnico. A Bologna un corteo di qualche centinaio di studenti ha creato qualche difficoltà agli autobus in centro. A Firenze carica di alleggerimento delle forze dell'ordine davanti a scienze sociali dove si erano raccolti circa 500 giovani dei collettivi di sinistra, che protestavano contro la partecipazione del sottosegretario Daniela Santanchè a un dibattito sull'immigrazione. In precedenza dai manifestanti erano stati lanciati alcuni fumogeni. A Cagliari è proseguita l'occupazione del tetto del Palazzo delle scienze: agli studenti si sono associati alcuni ricercatori. A Pisa A Pisa gli studenti sono saliti sulla Torre Pendente e hanno srotolato uno striscione.

sabato 27 dicembre 2008

LE PAROLE DI ALBERONI PRIMA DELLA RIFORMA GELMINI

“Cosa fare per stimolare, far esprimere l’energia e la creatività giovanile impedendo però che diventi forza distruttiva, dissipazione, ma si incanali verso una meta costruttiva?
Non abbiamo a disposizione che la scuola. Me le nostre sono ancora le vecchie scuole progettate per l’insegnamento in aula mezza giornata. Oggi avremmo bisogno di college diurni in cui i ragazzi entrano alle 8 del mattino ed escono alle 7 di sera. Una scuola dove oltre allo studio tradizionale fanno ginnastica, sport, teatro, cinema, musica, e dove imparano anche attività artigianali di cui la società ha un assoluto bisogno come, per esempio, l’elettricista, l’idraulico, il falegname, il cuoco, il giardiniere, per cui escono avendo già un mestiere. Una scuola che richiede insegnanti preparati, motivati, pagati bene, che credono nel loro compito educativo e a cui sono stati restituiti l’autorevolezza e il potere necessari.
Certo, si tratta di un impegno – anche economico – colossale, che non può essere realizzato in un istante. Me se non ci si mette su questa strada avremo delle famiglie sempre più in difficoltà, dei giovani sbandati e gravi problemi di sviluppo economico”

Francesco AlberoniMode, modelli e idoli dell’Internazionale giovanile

Corriere della Sera, 12 maggio 2008

giovedì 20 novembre 2008

LA RIFORMA DEI MENO

Fonte: La Stampa, 19 novembre 2008

GIANNI OLIVA
GIANNA PENTENERO

(Estratto). Appena iniziato, questo è già un anno profondamente “nuovo”. C’è chi parla di una riedizione del ’68. Il clima della mobilitazione è analogo, ma c’è una differenza profonda: il ’68 è stato un fenomeno europeo contro un modello di scuola e di società superati dalle trasformazioni economiche degli anni ’50-’60; il 2008 è un fenomeno solo italiano, scatenato da provvedimenti che hanno il titolo pretestuoso di “riforma” e che invece sono solo tagli, ridimensionamenti, destabilizzazione.
Otto miliardi di euro in meno nei prossimi tre anni; 87mila docenti in meno; 45 mila unità di personale Ata in meno; soppressione dei plessi scolastici con meno di 50 alunni. Quando mai le riforme di fanno con i “meno” e con le soppressioni?
Il nostro sistema scolastico ha molti difetti e necessita di interventi. Non ha però bisogno di smantellamenti.
Caro ministro, non è con i grembiulini che si costruisce la scuola dell’uguaglianza, ma con le pari opportunità di apprendimento offerte a tutti; è quello che c’è stato finora e che i suoi tagli vogliono distruggere.

Assessore alla Cultura
Assessore all’Istruzione della Regione Piemonte

venerdì 31 ottobre 2008

Elogio a Paola Caruso - Benevento

La foto è tratta dal sito www.ilquaderno.it

La concittadina Paola Caruso è, secondo il mio modesto parere, una delle menti più acute e brillanti dell'intellettualità sannita. Docente di latino e greco, conferenziera, scrittrice seducente, giornalista di grande capacità analitica. Puoi anche non ssere d'accordo con le sue idee, ma confrontarti con lei è sempre un'esperienza ed un arricchimento.
Pur essendo lontana per lavoro, ho appreso dai media della sua seguitissima lezione tenuta a Piazza Santa Sofia (o piazza Matteotti, dipende dai gusti) in questi giorni di contestazione e le dico: brava! Sei una delle poche donne di terra sannita che si espongono e che non hanno paura di far sentire la propria voce. Tu regali cultura, non chiacchiere al vento, ed in questi tempi così bui ai giovani serve un faro di civiltà ed una speranza di progresso che può venire solo da persone competenti e preparate come te. Hai fatto capire ai giovani che la libertà è una conquista e un diritto, che il lavoro un impegno che può essere svolto con decoro ovunque. Grazie, Paola, per il tuo civilissimo impegno.

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