martedì 27 settembre 2022

TRISTE TRISTE ITALIA

I SINISTRI FASCISTI


 weltanschauungitalia

Avete multato coppie che si tenevano per mano e parlate di diritti civili.

Avete trasformato i diritti in concessioni, dove era vietato anche solo uscire di casa, e parlate di Costituzione.
Avete permesso che milioni di italiani sani fossero estromessi dalla vita sociale e lavorativa e parlate di difesa delle minoranze.
Avete privato bambini e adolescenti degli anni più belli della loro vita e abbandonato gli anziani a loro stessi e parlate di rispetto dei più deboli.
Avete deciso quanti posti potevano starci a tavola, in quanti potevamo salire in macchina e chi potevamo andare a trovare e parlate di regimi totalitari.
Avete mandato in vacanza il Parlamento e parlate di democrazia.
Avete obbligato le persone a sottoporsi ad un trattamento sanitario continuo e parlate di libertà di scelta.
Avete chiuso le scuole, le università, i musei e parlate di cultura.
Avete cancellato i progetti di chi aveva investito nel lavoro, nella famiglia, nello studio e parlate di futuro.

Questi sarebbero i temi di cui vi credete paladini?

RC
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Per 50 anni, l'Italia ha già avuto più di 50 governi diversi. Gli attori cambiano ma lo spirito italiano rimane. Il debito pubblico è solo aumentato.
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Crediamo che a questo punto sarebbe un segno di maturità politica fare un serio esame di coscienza e chiedersi come mai non si sia riusciti a parlare a quelle persone. Se per caso non ci sia stato un errore nella comunicazione, come ad esempio insultare a tappeto chiunque avesse dei dubbi sull'andare a votare oppure no. Infine, se quel clima da caccia alle streghe e quella demonizzazione non abbia creato le condizioni per un'ulteriore perdita di fiducia nella classe politica in primis, e poi in coloro che ancora una volta, maldestramente, hanno usato la stigmatizzazione come strumento di affermazione politica.

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Occorre creare una forza del basso e per il basso, che contesti la globalizzazione neoliberale, l'imperialismo della NATO, i regimi emergenziali connessi al liberismo, l'individualismo radicale e postmetafisico. Per farlo, occorreranno la tenacia, la cultura come base irrinunciabile, la consapevolezza di dover tenere a debita distanza i soggetti politicamente impresentabili oggi più di ieri, mera polvere sugli stivali della storia. Ai quali è consigliabile - piccola consulenza gratuita e senza iva - di dedicarsi all'ippica.

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Sono stati vessati, maltrattati, costretti a vaccinarsi per prendere un bus, per fare sport. Frequentano strutture spesso fatiscenti, dove mancano gessetti per le lavagne, riscaldamento e carta igienica. Gli hanno messo una museruola, tolto la socialità, pregiudicato il futuro...ed ora protestano contro la vittoria del centro destra.
Temono "il fascismo" immaginario, mica quelli che hanno, per due anni, avallato lasciapassare, licenziamenti, cure forzate, tso, denunce a chi non credeva alle loro panzane come divieti di "assembramento", divieti di uscire di casa, chiusure di locali "dissidenti".

Insomma le solite idiozie "antifasciste", che si riducono a sbavanti desideri di aborto, capricci fluid isterici di chi vuol sentirsi donna e andare nei cessi femminili e a deliri fanatici contro i "dittatori" indicati dal mainstream.

WI

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giovedì 8 settembre 2022

martedì 9 agosto 2022

NOTRE DAME DE PARIS IN UNA NUOVA CORNICE ECOSOSTENIBILE

 

(Aleteia) - Concepito come una radura, con un rivolo d’acqua ad attraversarla… Il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, ha annunciato lunedì 27 giugno il conferimento dell’appalto al progetto che ha vinto il concorso per la ristrutturazione dei dintorni della cattedrale cittadina. È stata l’équipe guidata dal paesaggista belga Bas Smets ad aggiudicarselo, grazie a un progetto “sobrio e pulito”.

Il progetto di ristrutturazione dei dintorni di Notre-Dame de Paris ha un esecutore. L’équipe condotta dal paesaggista belga Bas Smets – con l’agenzia di architettura Neufville-Gayet – è stata scelta tra le quattro finaliste, ha annunciato il sindaco di Parigi Anne Hidalgo lunedì 27 giugno. 

Il budget allocato per il progetto è di 50 milioni di euro, e il cantiere – che si avvicenderà a quello per il restauro della cattedrale – dovrebbe compiersi in ogni caso per la fine del 2024. 

Ecco come verrà il nuovo sagrato di Notre-Dame de Paris (aleteia.org)

giovedì 9 giugno 2022

CENTO ANNI FA NASCEVA ADOLFO CELI

 

Il Memorial Adolfo Celi Adolfo Celi si avvicina 🎞📽
Due imperdibili giornate dedicate al grande attore messinese nel centenario delle sua nascita‼️
Il 2️⃣9️⃣ e il 3️⃣0️⃣ giugno ti aspettiamo al Museo di Messina
Prenota il tuo invito allo 090.40820 e sostieni il Cirs Onlus di Messina

In ricordo di Veronica Lazar
6 ottobre 1938 – 8 giugno 2014

In foto con il marito Adolfo Celi e la figlia.
In basso due dei più grandi horror italiani: Inferno di Dario Argento (una apparizione della Lazar anche ne La sindrome di Stendhal) e ...e tu vivrai nel terrore! - L'aldilà di Lucio Fulci



mercoledì 8 giugno 2022

ZONARI - VAGUE

 Ma voix dans un silence, mon silence dans un cri

J’écris tous mes cris, incompris j’ai des crampes Ma voix dans un silence, mon silence est un cri (end) Dans l’encrier, j’ai coloré l’encre J’ai le rire d’un Congolais, le mental d’un Polonais la force d’un russe, quand tu me juges ça m’hérisse J’ai la peau d’un Pogona et parfois d’un pangolin ça dépend de mon humeur des fois ça pique ou ça glisse J’ai le cœur sur la main, il est tien il est mien Mes amis sont des Serbes, des Indiens ou des Roumains J’ai la tête dans l’effort, dans les formes dans le fond J’ai la charge d’un buffle, ça déboîte au début Mais des barrières invisibles devant moi dans ma vue Dans mes rétroviseurs, j’ai vu des esclaves J’en suis moi-même un dans cet esclavage Exténué, je n’fais qu’éternuer devant ces fils de rien Aucun prise de conscience, ils oublient le passif Refrain: Je ne vois que l’âme humaine, quand les choses nous divisent Je ne sens plus le regard de ta peine, quand la vie nous illumine Pas de parades, je veux le paradis Paradis sur terre mais je vois aucun paradis C’est l’enfer au paradis, au paradis c’est l’enfer L’enfermement sera dans l’effet de serre Causes et conséquences s’écrivent au passé Parallèle, paradoxe, paradis sauvage Par addiction ou par addition Extraire saletés des porcs dans ta peau Par sale ici paresseux dans le paraître Ta peau mérite qu’on dégonde des portes Petite bouche tenue par les élites Me battre avec les mots, sans vitesse je déboîte Le vent m’a déporté comme un courant marin Africain je suis le noir sur le blanc Mon âme, une épée on m’a dit résilience j’ai dit résistance, j’ai des rêvés immenses je rêve ici comme une pirogue sur la rive Immensité, dans les parcelles j’ai parsemé des semences personnelles dans l’essentiel, je perçois mon arc-en-ciel Refrain La misère n’a qu’à bien se tenir car dans mon cœur que des mots d’amour ou que des mots de la mort ça dépend du sens de la vie que t’accorde papa que t’accorde pas. Les couleurs s’épanouissent et le noir s’évanouit quand le blanc c’est la vie, contre la mort j’ai vaincu, j’ai déjà vécu. Oh j’aimerais vous libérer, trop de brume sur la rive Oh j’aimerais vous libérer, comme cette jolie terre promise.

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ITALIANO

La mia voce in un silenzio, il mio silenzio in un grido Scrivo tutte le mie grida, incompreso ho i crampi La mia voce in un silenzio, il mio silenzio è un grido (fine) Nel calamaio ho colorato l'inchiostro Ho la risata di un congolese, la mente di un polacco la forza di un russo, quando mi giudichi mi irrita Ho la pelle di un Pogona e talvolta di un pangolino dipende dal mio umore a volte punge o scivola Ho il cuore in mano, è tuo, è mio I miei amici sono serbi, indiani o rumeni La mia testa è nello sforzo, nelle forme sullo sfondo Ho il carico di un bufalo, si disloca all'inizio Ma barriere invisibili davanti a me ai miei occhi Nei miei specchi ho visto degli schiavi Io stesso sono uno in questa schiavitù Esausto, starnutisco solo davanti a questi figli del nulla Nessuna consapevolezza, dimenticano il passivo Coro: Vedo solo l'anima umana, quando le cose ci dividono Non sento più lo sguardo del tuo dolore, quando la vita ci illumina Niente parate, voglio il paradiso Il paradiso in terra ma non vedo il paradiso È l'inferno in paradiso, in paradiso è l'inferno Il confinamento sarà nell'effetto serra Cause e conseguenze sono scritte al passato Paradiso parallelo, paradosso, selvaggio Per dipendenza o per addizione Estrai lo sporco dai maiali nella tua pelle Per sporco qui in apparenza pigro La tua pelle merita di essere buttata fuori di casa Piccola bocca tenuta dalle élite Lotta con le parole, senza velocità mi disloco Il vento mi ha portato via come una corrente marina Africano Io sono il nero su bianco La mia anima, una spada mi è stato detto resilienza Ho detto resistenza, ho sogni immensi Sogno qui come una canoa sulla riva Immensità, nelle trame ho spruzzato semi personali nell'essenziale, lo percepisco il mio arcobaleno Coro È meglio che la miseria si comporti bene, perché nel mio cuore solo parole d'amore o che le parole di morte dipendono dal senso della vita che ti dà papà che non ti dà. I colori sbocciano e il nero sfuma quando il bianco è vita, contro la morte ho vinto, ho già vissuto.

martedì 31 maggio 2022

L'ALBERO E LA PORTA

Il simbolismo religioso utilizza immagini molto concrete per farsi capire dal maggior numero di persone. In questo, sta la profonda differenza con la filosofia, basata invece sul ragionamento e sull'utilizzo di concetti elevati.

La religione vuole esplicare l'inesplicabile, la presenza stessa di Dio nelle cose del mondo, ma per farlo ha bisogno di accostarsi maggiormente alle persone, attraverso un linguaggio fatto di quotidianità.


L'albero. Veniamo al primo simbolismo. L'albero rappresenta il legame tra cielo e terra, ha radici che si nutrono di acqua e terra ed ha rami che si protendono verso il cielo. L'albero ci consente di orientarci e la sua ombra ci concede riposo e frescura. Esso è simbolo di vita e di trasformazione perenne.

Il Libro della Genesi presenta l'Albero della vita, piantato proprio in mezzo al Giardino dell'Eden, quello che dona senso all'esistenza nel progetto di Dio, contrapposto all'albero vietato, quello della conoscenza del Bene e del Male. All'uomo sta il non confonderli tra loro.

Nella Bibbia, ai piedi della quercia ambrata Abramo accoglie i suoi misteriosi ospiti. Nel deserto, Mosé incontra Dio in un bosco che "brucia senza consumarsi" (Ex 3).

Il Primo Salmo recita: "Beato l'uomo che si compiace della legge del Signore e che ripete a se stesso la sua legge giorno e notte. Egli è come un albero piantato presso un ruscello, egli dona il suo frutto a suo tempo e le sue foglie non appassiscono mai".

Il terzo giorno della creazione Dio creò gli alberi e le piante (Gn 1, 11-12).

Per parlare del Regno, Gesù propone questa parabola: "Il regno dei Cieli è come un seme di senape che un uomo ha preso e che egli ha seminato nel suo campo. E' la più piccola di tutte le sementi, ma, ma quando cade su terreno preparato, genera una pianta grande e diventa riparo per gli uccelli del cielo" (Mt 13, 31-32).


La porta è un simbolo di fondamentale importanza, un limite che è un passaggio da uno spazio all'altro. E' il luogo dell'accoglienza e dell'ospitalità. E' una chiusura che è chiamata ad aprirsi all'altro, lo sconosciuto, lo straniero. La porta protegge l'intimità della casa e, allo stesso tempo, può preoccupare quelli che non osano aprirla per partire all'avventura. Partire in vacanza è chiudere una porta, la porta della propria casa, ed aprirsi alla scoperta del mondo fuori, arricchirsi culturalmente e spiritualmente. La porta di una chiesa ci parla della "porta del cielo".

Nel Vangelo di Giovanni, Gesù si presenta così: "In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza" (Cap. 10, 1-3 e 7-10). 

Nel Vangelo di Matteo c'è scritto:

"Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano". (Mt 7, 13-14).

Ciò significa che seguire Cristo non è una scelta facile e indolore, anche se il significato profondo di questo messaggio invita ad essere felici.

In Luca è contenuto forse il messaggio più bello sul significato della porta:

"Io vi dico: chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. Perché chi domanda, riceve; chi cerca, trova;  a chi bussa, sarà aperto" (Luc 11, 9-10).

Aprire la porta del cuore agli altri è la cosa umanamente più difficile. Nell'Apocalisse è scritto:

Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,20).

Ma questo richiede di essere desiderosi di aprire a quelli che bussano.

Una poesia di Emile Verhaeren (1815-1916) ci invita a bussare alla porta.

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