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mercoledì 31 ottobre 2012

SCUOLA 2 - LA FATICA DI INSEGNARE

(Dalla relazione di Valerio Vagnoli al Convegno "Star bene a scuola") - A rendere sempre più drammatica l’ esperienza di molti docenti, vi è da tempo una loro diffusa e ben orchestrata colpevolizzazione che sempre più frequentemente li vede indicati come i soli responsabili delle situazioni ingestibili, come incapaci di motivare e coinvolgere studenti spesso demotivati, ma sostenuti da genitori iperprotettivi che accusano la scuola di non essere in grado di capire e valorizzare i loro figli. Va detto con forza che aver colpevolizzato la scuola quale pressoché unica responsabile dei fallimenti degli studenti, ha contribuito a deresponsabilizzare le famiglie rispetto ai loro compiti educativi, con la conseguenza che sono sempre più numerosi i ragazzi (ma anche i bambini) che non riconoscono autorevolezza al docente e che intendono la scuola, nella migliore delle ipotesi, come un castigo a cui si devono sottomettere per legge, per consuetudine o per volontà dei genitori. 
Va aggiunto, inoltre, che la mancanza di un serio sistema di formazione professionale obbliga molti adolescenti a frequentare le aule scolastiche contro la loro volontà, senza quindi reali motivazioni. La conseguente, inevitabile serie di frustrazioni si traduce spesso in continue provocazioni nei confronti dei loro docenti che si trovano talvolta isolati nell’affrontare situazioni di ogni genere,   che molti di voi purtroppo conoscono assai bene.
Sono fermamente convinto che certa deriva populista dei nostri ultimi anni abbia trovato la propria palestra proprio nella politica scolastica degli scorsi decenni, che ha destrutturato la qualità del sistema scolastico facendo credere che la scuola di massa equivalesse alla soddisfazione delle pretese, delle aspettative dell’utenza, quest’ultimo orribile termine che inaugurò un vocabolario scolastico educativo di cui vergognarsi se paragonato ai termini chiari e specifici della nostra tradizione scolastica. 

Scatti di anzianità fermi
Gli scatti periodici di anzianità si trovano in numerosi contratti: metalmeccanici, bancari, commercio e colf. E' piuttosto normale che un dipendente inizi con uno stipendio basso e che con il trascorrere degli anni esso venga aumentato. Per il Ministro Gelmini gli scatti degli insegnanti sarebbero un "privilegio" (Rino Di Meglio)  

 

lunedì 25 luglio 2011

POLITECNICO, PRIMATO DI TORINO

Il Politecnico di Torino è il migliore d'Italia. Lo dice una classifica del "Sole 24 Ore" che lo pone prima di quello milanese. La Stampa orgogliosamente scrive: "Dunque siamo bravi, a Torino, siamo la patria dei bravi ingegneri, in sintonia con il carattere geometrico, concreto e pragmatico della città. Vince «l’orgoglio del lavoro ben fatto» di cui parlava Primo Levi. L’operaio specializzato del suo romanzo «La chiave a stella» ha fatto carriera, oggi progetta, dirige aziende, diventa amministratore delegato. Talento e potere di attrazione sono i fattori chiave nella griglia di valutazione adottata dal «Sole -24 ore».". La meccanica rimane il punto di forza del Politecnico.

martedì 1 febbraio 2011

LUIGI EINAUDI: PENSIERI SULL'ISTRUZIONE


"Il male non sta nella troppa istruzione, come non sta nel produrre troppa merce. Quel che occorre è che non ve ne sia troppa di un genere e troppo poca di un altro" - Lezioni di politica sociale (1944/45)

giovedì 23 dicembre 2010

UN MISTER LEE JACOCCA PER OGNI COMUNE D'ITALIA

Lee Iacocca, all'anagrafe Lido Anthony Iacocca, (Allentown, 15 ottobre 1924), è un manager statunitense, noto soprattutto per il salvataggio di Chrysler negli anni ottanta[1]. Fu presidente e amministratore delegato di Chrysler dal 1978 e presidente del consiglio di amministrazione dal 1979, fino al suo ritiro alla fine del 1992. Fu uno dei più stimati uomini d'affari del mondo e un appassionato sostenitore delle esportazioni americane durante gli anni ottanta. Wikipedia
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In questi giorni di proteste studentesche mi è capitato di imbattermi nella megastruttura che Lee Jacocca ha fatto costruire nel comune italiano di dov'è originaria la sua famiglia: San Marco dei Cavoti, in provincia di Benevento. Un ameno paesino montano di 3600 anime, dove si trova anche la Fondazione che porta il suo nome. Nel corso delle visite guidate che gli studenti realizzavano in paese per la decima Festa del Torrone, ho avuto modo di visionare questo complesso, nel quale, stando a quello che alcuni sammarchesi mi dicono, sorgerà una Università del Marketing e dell'Imprenditoria. Cioè percorsi mirati per fare dei giovani delle persone di successo. Dove, ne sono sicura, saranno applicate le 9 "C" del successo di Jacocca: creatività, comunicazione, carattere, coraggio, convinzione, carisma, competenza, common sense (buon senso).
Diego Della Valle nel suo paesino d'origine (nelle Marche) ha fatto costruire una scuola superaccessoriata e veramente futuristica. Così anche mister Lee Jacocca spende i suoi miliardi in opere utili alla formazione ed al futuro dei giovani.
Viste le carenze di fondi del Ministero dell'Istruzione, sarebbe auspicabile che nascesse un Lee Jacocca per ogni regione ed ogni comune d'Italia. Solo così, forse, forti di una mentalità più americana che italiana, potremmo sperare di fare dell'istruzione un sistema veramente competitivo e vincente.

mercoledì 7 ottobre 2009

SUD MARTORIATO (CULTURALMENTE)

Possibile che quando si parla di catastrofi nel Sud Italia, ti vanno ad intervistare sempre le persone che non sanno esprimersi correttamente in italiano?
Non credo che i giornalisti se le vadano a cercare apposta... Prendete l'ultima catastrofe in Sicilia, alluvione di Messina.
Oltre al fango ed ai detriti, lo spettacolo deprimente di gente che arranca per mettere insieme una frase di senso compiuto.

Un Sud sgarrupato urbanisticamente e culturalmente.

Roberto Saviano alla manifestazione per la libertà di stampa parla di una realtà che, a denunciarla, si prende, come nel suo caso, la vita di chi ne ha parlato.
Parla della mala, che da sempre prospera sull'ignoranza (basta vedere il film Gomorra: i protagonisti l'italiano non lo sanno proprio parlare).
Istruzione, istruzione ed ancora istruzione. Unico strumento di riscatto per le popolazioni meridionali, sottomesse da sempre.
E' questa l'unica via di liberazione. Non accontentarsi più dei contentini dei politici. Non fare più il gioco di chi vuole togliere dignità al suo simile, a meno che quest'ultimo non l'abbia voluto, ed in quel caso chi è causa del suo mal pianga sé stesso.
Istruzione, cultura, sapere.
Uniche armi per eliminare per sempre il "problema meridionale".


giovedì 20 novembre 2008

LA RIFORMA DEI MENO

Fonte: La Stampa, 19 novembre 2008

GIANNI OLIVA
GIANNA PENTENERO

(Estratto). Appena iniziato, questo è già un anno profondamente “nuovo”. C’è chi parla di una riedizione del ’68. Il clima della mobilitazione è analogo, ma c’è una differenza profonda: il ’68 è stato un fenomeno europeo contro un modello di scuola e di società superati dalle trasformazioni economiche degli anni ’50-’60; il 2008 è un fenomeno solo italiano, scatenato da provvedimenti che hanno il titolo pretestuoso di “riforma” e che invece sono solo tagli, ridimensionamenti, destabilizzazione.
Otto miliardi di euro in meno nei prossimi tre anni; 87mila docenti in meno; 45 mila unità di personale Ata in meno; soppressione dei plessi scolastici con meno di 50 alunni. Quando mai le riforme di fanno con i “meno” e con le soppressioni?
Il nostro sistema scolastico ha molti difetti e necessita di interventi. Non ha però bisogno di smantellamenti.
Caro ministro, non è con i grembiulini che si costruisce la scuola dell’uguaglianza, ma con le pari opportunità di apprendimento offerte a tutti; è quello che c’è stato finora e che i suoi tagli vogliono distruggere.

Assessore alla Cultura
Assessore all’Istruzione della Regione Piemonte

martedì 5 agosto 2008

Il voto di condotta farà media

Fannulloni, rompiballe, bulletti di periferia, furbetti di quartiere, filonari cronici sono avvertiti: il voto di condotta farà media e determinerà la bocciatura o promozione dei singoli studenti.
Nel mucchio della votazione di fine anno scolastico tale voto ritorna a ricoprire la valenza che aveva una volta. Non più un semplice valore simbolico, ad indicare semplicemente se il ragazzo/a abbia fatto il bravo o il birichino, ma un valore reale, un peso incisivo, atto a scoraggiare comportamenti “devianti” (come direbbero i sociologi) ed a premiare la serietà e produttività in classe.
Quest’atto del ministro Mariastella Gelmini (36 anni), servirà forse a ridare un po’ di autorità alla scuola e ai professori, a motivare di più i ragazzi bravi e a disincentivare quelli di cui si è parlato all’inizio, ed è pertanto stato salutato con favore dalla classe docente e dai genitori tutti.

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