Visualizzazione post con etichetta Bologna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bologna. Mostra tutti i post

domenica 16 settembre 2012

BOLOGNA DICE ADDIO AL SUO POETA ROBERTO ROVERSI

Scrittore, poeta, letterato, libraio antiquario - per anni ha gestito la Libreria Palmaverde nell'amata città di Bologna - Roberto Roversi è stato anche autore dei testi delle canzoni di Lucio Dalla. Ha composto, tra l'altro, "Chiedi chi erano i Beatles", cantata dagli Stadio, la band che per un certo periodo di tempo suonò con Dalla. L'incontro tra Dalla e Roversi - che scompaiono a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro -, fu, a detta dello stesso Dalla, quasi il prodotto quasi di forze astrochimiche.
Se ne è andato a 89 anni l'ex direttore del giornale Lotta Continua. Roversi si arruolò fra i partigiani, appena ventenne, e combatté nella Resistenza in Piemonte.
Nel 1955, con Francesco Leonetti e Pier Paolo Pasolini, fondò la rivista Officina. Nel 1961 diede alla luce una nuova rivista, Rendiconti. Di entrambe è stato anche editore. 
Ha pubblicato con grandi editori e poi, dalla metà degli anni Sessanta, ha smesso con questi per rivolgersi ad artigiani del modo editoriale e spesso si è limitato a distribuire i suoi scritti in ciclostile distribuiti gratuitamente ed a collaborare con piccole riviste autogestite.
Non era amante dell'apparire né dei premi letterari. Rifiutò il Feronia, che viene attribuito agli irregolari, fuori dalle logiche di mercato. Nel 2007 ha subito la perdita del figlio Antonio, ammalato di tumore, che è stato Sociologo e Professore Ordinario all'Università di Bologna. Nel 2010 ha dato alle stampe in cinquanta esemplari fuori commercio la versione integrale del poema "L'Italia sepolta sotto la neve".
Il Presidente Napolitano e tutto il mondo politico italiano hanno espresso cordoglio per la scomparsa di Roberto Roversi.

martedì 8 marzo 2011

DA BOLOGNA REFERENDUM PER ABROGARE LA RIFORMA GELMINI

L'idea è partita dall'Università di Bologna. A breve nascerà un comitato, composto da docenti, precari e studenti. C'è bisogno di 500.000 firme. Tante, tantissime, ma le proteste contro l'approvazione della Riforma, lo scorso autunno, hanno visto la partecipazione di centinaia di migliaia di persone. L'impresa è tutt'altro che impossibile

L'idea è semplice, ma dall'impatto potenzialmente fortissimo: un referendum per abrogare interamente la Riforma Gelmini.
L'idea è partita dall'Università di Bologna, da un gruppo di "Docenti preoccupati" (così si definiscono). 200 tra associati e ordinari che a un mese dall'entrata in vigore della legge 240, hanno scelto di passare all'azione. Maurizio Matteuzzi, docente dell'Alma mater, spiega al Corriere: "All'inizio pensavamo a una serie di quesiti che coinvolgesse anche il mondo della scuola e quello dei teatri. Ma i problemi di quei settori vengono dalla Finanziaria, legge che non può essere abrogata. Per questo abbiamo deciso di andare avanti da soli. Il quesito - ha continuato Matteuzzi - sarà molto semplice e chiederà l’abrogazione di tutta la legge". A breve nascerà quindi un comitato, composto da docenti, precari e studenti, che potrà contare su tre nomi importanti del mondo della cultura, tre "numi tutelari", i cui nomi saranno resi pubblici nelle prossime settimane. La raccolta delle firme inizierà ad aprile, quando un convegno vedrà convergere a Bologna rappresentanti di 30 università di tutta Italia. C'è bisogno di 500.000 firme. Tante, tantissime, ma le proteste contro l'approvazione della Riforma, lo scorso autunno, hanno visto la partecipazione di centinaia di migliaia di persone. L'impresa è tutt'altro che impossibile. Per la convalida delle firme, operazione lunga e articolata, Matteuzzi pensa di coinvolgere la politica: "Chiederemo aiuto ai partiti che si sono detti contrari alla Riforma Gelmini".

Lettori fissi