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mercoledì 15 aprile 2020

IL PROBLEMA DELLA LIBERTA' IN HANNAH ARENDT

La Arendt è convinta che a differenza della natura, la storia sia piena di eventi e che questa frequenza abbia la sua unica ragione nel fatto che gli eventi storici sono di continuo creati e interrotti dall' iniziativa dell'uomo, che è un initium in quanto agisce.

Leggi l'articolo su Gazzetta Filosofica, con splendide immagini di corredo


lunedì 3 febbraio 2014

LA FAMA DELLA FAME

(Messaggio d'Oggi - Anno LIV, num. 3) - Le lamelle di spigola con radicchio e mandorla, che sono un antipasto a cinque stelle, roba da Gambero Rosso, a un senatore del Bel Paese costano solo tre euro e trentaquattro centesimi nella privilegiata buvette. A tutti gli altri, in ristoranti economici, la spigola costa perlomeno trenta euro. E non ne rida il lettore, infatti la differenza di ventisette euro la paghiamo noi. Scrivono autorevoli quotidiani europei che nei ristoranti di Camera e Senato del Bel Paese i camerieri sono in livrea, anche se ora funziona il delf service, la tavola è apparecchiata secondo i migliori manuali del bon ton, i tovaglioli sono di candido e pregiato tessuto bianco come nelle sedi diplomatiche, le posate hanno il fregio e quando entra il presidente tutti si alzano in piedi. In un anno gli italiani pagano per i pasti dei parlamentari trenta milioni di euro.
Eppure i politici itanliani, a destra come a sinistra, non si rendono conto che la indignazione nazionale ed internazionale non è demagogia ma solo prevenzione sociale.
Pagare un raffinato pranzo completo, dall'antipasto al dolce, al prezzo di soli otto euro, giustamente accende gli animi ed infiamma le piazze.
E altrettanto giustamente non è più aria, dicono in Europa e forse cominciano a capirlo anche nel Bel Paese, non è più il tempo di pagare un piatto di penne all'arrabbiata solo un euro. Se i nostri poveri onorevoli, che sono sempre lì bene incollati alle poltrone e impegnati prodigiosamente solo e sempre sulla loro longevità politica, pagano poco più di tre euro per un pranzo, perché mai, interrogano i giornali europei, ne guadagnano quattordicimila al mese? La verità è che ci siamo fatti una gran brutta fama in Europa e se i nostri parlamentari comprano vestiti con il ricco "sconto Parlamento" praticato peraltro in tutti i negozi di lusso, se hanno gli ipad a prezzi stracciati e ogni novità e gadget tecnologico vengono testati su di loro, considerati dal marketing come il target più ludico, non possono poi chiedere il rispetto della politica e volere restituito l'orgoglio di essere parlamentari. 
MARA DE FALCO

martedì 30 aprile 2013

COS'E' PIU' LA VIRTU'

C'è stato un tempo in cui chi arrivava ai vertici del potere poteva anche essere ambizioso e spietato, ma sapeva che guidare un paese significava dare l'esempio e mostrare di non pensare solo a sé stesso. Ora non è più così. La scomparsa della virtù è la piaga dei nostri tempi. Essere avidi è ormai legittimo. Diventare ricchi, anche grazie a premi scandalosi o evadendo il fisco, è l'unica cosa che conta nella vita. In tutto l'occidente le conseguenze di questa mentalità stanno diventando evidenti. Si è aperto un profondo divario fra élite e gente comune.... 
(Will Hutton, da Internazionale- aprile 2013) Marco Cimo

mercoledì 3 aprile 2013

UNA SAGGIA AL QUIRINALE

Facendomi portavoce dell’opinione di numerose lettrici, vorrei qui ringraziare il presidente Napolitano per non avere inserito neppure una donna nella lista dei dieci Saggi che hanno dato il cambio all’onnivoro esploratore Bersani nel ruolo di intrattenitori istituzionali. La difficile missione di questi brizzolati esponenti dell’establishment consiste infatti nell’ingannare il tempo fino al conclave che eleggerà il prossimo Capo dello Stato, stilando elenchi di priorità su fogli di carta intestata che fra un paio di settimane si tradurranno in aeroplanini volteggianti. E’ un compito non nuovo ma necessario e nessuno dubita che essi lo adempiranno con scrupolo e senso civico. Soprattutto con quella passione che soltanto i maschi riescono a infondere nelle cose inutili e astratte.
Le donne no: troppo pragmatiche, troppo legate alla vita. I dibattiti destinati al nulla le lasciano indifferenti e anche un po’ insofferenti. Se qualcuno le avesse incautamente coinvolte, avrebbero forse accettato - per naturale cortesia o legittima vanità - di partecipare alla prima riunione. Ma, annusata l’aria sterile, ci avrebbero messo un attimo a recuperare borsetta e paltò, lasciare i Saggi alla loro saggezza e correre a occuparsi delle decine di adempimenti pratici che costellano la giornata di ogni essere di sesso femminile in un Paese che sulle donne ha scaricato le latitanze della collettività. Se proprio le vogliamo scomodare, che sia per qualcosa di veramente utile e di dolcemente rivoluzionario. Come una Saggia al Quirinale, per esempio. 

domenica 17 marzo 2013

LINGUAGGI E STILI NUOVI

Un' umanità che vuole essere amata. E' la prima impressione che ho ricavato dalle immagini di Papa Francesco il quale, a sorpresa, dopo la sua prima omelia dela domenica, scende tra la gente. Intervistati dalla Rai giovani, donne, anziani, bambini, sono entusiasta e, molti, commossi in maniera indicibile. L'hanno definito 'il Papa del popolo', parlano con gioia, quasi con riconoscenza, della sua presenza, di una carezza ricevuta, della benedizione personale che qualcuno ha ricevuto, della sua preghiera. E lui, il Papa, nella prima omelia parla di due cose: la Misericordia ed il Perdono di Dio.
La giornalista Lucia Annunziata da' degli 'impresentabili' ad Angelino Alfano (un fiume inarrestabile di parole, bla bla bla) ed ai suoi, ed il 'giornalismo militante' viene accusato da alcune forze politiche di fare danni. Il sindaco di Salerno, sempre sulla Rai, evidenzia l'attuale difetto della politica: solo parole, a cui non fanno riscontro fatti concreti. Da ciò la stanchezza della gente, dice.
La neo presidente della Camera, Laura Boldrini, un curriculum da paura, niente da spartire con ministre letterine, veline ed escort, arriva in Parlamento senza scorta e si ferma a salutare alcuni passanti. Ad Angelino Alfano non piace il suo discorso d'esordio, che definisce 'deludente'. La Boldrini ha parlato di 'sobrietà' che si richiede alle istituzioni e dell'emergenza legata alla violenza sulle donne. Ognuno giudichi come vuole e sa.
Un' ouverture all'insegna di stili di comportamento e linguaggi completamente nuovi, nella politica e nella religione. Dopo l'overdose di scandali politici e sessuali, difficoltà economiche e crisi all'ordine del giorno, mazzette, cassintentagrati, gente suicida per disperazione economica, sacrifici richiesti alla povera gente senza ritegno e senza vergogna, costosissimi festini e party di politici vestiti da maiali, pranzi gratis e viaggi a scrocco dei politici, come anche regali per i loro figli e le loro amanti, la gente ha voglia di cambiamento, e lo invoca. Il linguaggio ed il modo di porsi di prelati e politici sembra in questo preciso istante teso ad intercettare questo cambiamento. La gente, i giovani, cercano modelli a cui ispirarsi e punti di riferimento. L'egoismo umano ha bisogno di essere sotterrato. Il mondo ha bisogno di un pensiero positivo. L'umanità, questa umanità, ha bisogno di profondo amore.

venerdì 11 gennaio 2013

CHE VECCHIUME

(GIANCRISTIANO DESIDERIO) - Altro che Santoro e la fossa dei leoncini di Servizio pubblico, Berlusconi se potesse andrebbe a raccontare le sue storielle anche ai matrimoni, ai battesimi, alle cresime e perfino ai funerali. Bersani non è da meno e dopo venti anni propina ancora la solfa della sinistra come “l’Italia giusta”. Le loro apparizioni televisive appartengono al genere delle “teche Rai” ossia quei filmati di repertorio che vanno in onda nei tempi morti della giornata e si rispolverano per vedere come eravamo. Il guaio serio è che Berlusconi e la sinistra di Bersani non solo erano così venti anni fa, ma lo sono ancora oggi. La loro più che essere una politica per una società tardo-industriale, è proprio una politica archeologica e museale.
Le loro rispettive apparizioni e duelli a distanza  – Bersani da Vespa, Berlusconi da Santoro   sono per la televisione delle repliche, per il cinema dei remake, per la storiografia delle imitazioni. E per la politica? Dei falsi. È evidente a tutti: i due non rappresentano l’inizio del nuovo, ma la fine del vecchio. È talmente vero che perfino i loro interlocutori, ossia Santoro e Vespa, sono vecchi nella recita dei ruoli. Nessuno di loro è figlio del nostro tempo perché sono tutti superstiti di un ventennio fallimentare che ha avuto la sua logica proprio nella sopravvivenza del simulacro rispetto alla realtà. Ieri sera, sulla rete Rai e su La7, è andato in onda “Il delitto perfetto”: che è sia il thriller di Alfred Hitchcock del 1954 sia il libro di Jean Baudrillard. Chi è stato ucciso? Il reale. E il reality politico della Seconda repubblica ne ha preso il posto. Per ripristinare il vero ordine delle cose e delle idee non ci vuole molto. Basta il telecomando.

mercoledì 9 gennaio 2013

LORO TWITTANO, E INTANTO...

... e intanto, nel marasma delle chiacchiere improduttive di politici e politicanti da strapazzo, non un progetto, non la soluzione di un problema, mentre la gente arranca sempre più per arrivare a fine mese. "Consumi a picco nel 2012, mai così male dal dopoguerra", titola oggi La Stampa, offrendo il quadro desolante della catastrofe, dovuta alla fame sempre più spropositata della "casta", colpevole di avere lasciato dietro di sé danni peggiori di quelli causati da un conflitto mondiale. Infatti, La Stampa scrive: "Il 2012 sarà ricordato come l’anno più difficile per i consumi del secondo dopoguerra. Lo sottolinea la Confcommercio: il suo indicatore de consumi registra per novembre una diminuzione del 2,9% in termini tendenziali ed una flessione dello 0,1% rispetto al mese precedente". E "loro" che fanno? Cazzeggiano su twitter ed affini, mentre il Paese cola a picco.
Pensare che è fallita anche una storica azienda come la Richard Ginori...
Giustamente Gramellini, nel "Buongiorno" di stamattina evidenzia: " Riporto volentieri il pensiero del lettore Marco Pz. La campagna elettorale appena incominciata è già inguardabile, illeggibile, inascoltabile. Tonnellate di discussioni su poltrone, alleanze e schieramenti. E poi twitter, il nuovo giocattolo, il salotto vip in versione tascabile dove i potenti spettegolano tra loro di poltrone, alleanze e schieramenti. Non uno, dicasi uno, che indichi una visione del mondo, una direzione di marcia. Non una parola, dicasi una, su agricoltura, urbanistica, filiere a chilometro zero, turismo, cultura, protezione del territorio, trasporti, scuola, ospedali. Non un progetto, dicasi uno, che tenga insieme le voci di quell’elenco e magari vi aggiunga gli asili nido e l’assistenza a malati e anziani. La vita vera. Quella di cui parlano a cena, e non su twitter, le persone vere. Cosa hanno realizzato i candidati nel corso della carriera sui temi che riguardano «noi» e non «loro»? Cosa pensano della Cina, della Russia, delle guerre in corso nel mondo, di tutto ciò che succede in un raggio maggiore di dieci centimetri dal loro ombelico? Nel silenzio degli interessati, l’unico programma elettorale lo stanno scrivendo, giorno per giorno, le famiglie, le associazioni di volontariato e le aziende che mandano avanti la baracca e, non ricevendo nulla dalla politica, si accontenterebbero che la politica smettesse di intralciarle con la burocrazia. 

Difficile dare torto a Marco Pz: da decenni (penso all’economia sommersa) l’Italia va avanti, o almeno non troppo indietro, nonostante la politica. E’ la sua salvezza. Purtroppo è anche la sua dannazione". 
Già: loro twittano e perdono di vista la vita vera. Loro sono sazi, indi per cui non credono a quelli che sono digiuni.
"La politica ha dimostrato una cosa: che i politici non servono a un cazzo!" ( Vittorio Sgarbi)
 

domenica 21 ottobre 2012

L'AUSTERITY ITALIANA E LA PARABOLA DEI TALENTI

L'ultimo rapporto Unioncamere dice che il calo dell'occupazione azzererà il patrimonio delle famiglie in 20 anni. Mentre le analisi sul mercato del lavoro dicono chiaramente che in Italia la metà degli uomini è disoccupata, aggiungendo che i tassi di occupazione in Campania per donne e uomini sono tali da essere equivalenti a quelli del Pakistan. 
Mario Monti si dice fiducioso per la ripresa, e spera.
Dal canto suo, la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, dal palco della manifestazione per il lavoro che si e' svolta in piazza San Giovanni a Roma, attacca il governo dei 'professori', senza mezzi termini: "La politica del rigore e dell'austerita' non solo e' fallita, ma e' colpevole delle difficolta' del Paese".
Le suore si incatenano per strada, a Napoli, perché senza sovvenzioni i loro conventi sono a rischio chiusura.
Mentre incerta è la fine della Minetti: darà o non darà le dimissioni insieme a tutta la Regione Lombardia, oppure aspetterà che passi anche oggi per maturare il vitalizio che spetta ai parlamentari? E, se poi si dovesse votare per far scomparire questi assurdi privilegi della politica, potrebbe qualche ex parlamentare, inquisito o meno, condannato o meno, avere voglia di fare ricorso per farsi restituire il maltolto?
Credevamo che l'Ancièn Régime fosse scomparso con la Rivoluzione Francese nel 1789, ma forse ci sbagliavamo.
Come sempre, la risposta ai grandi problemi esistenziali, ed in questo caso, economici, della vita è nel Vangelo. Si trova nella parabola dei talenti: chi aveva avuto cinque talenti dové restituirne dieci; chi due, quattro. Il che significa che chi più riceve, più deve dare. In base a quel principio di giustizia distribuiva così poco applicato nel nostro Paese, a causa dell'assenza del quale a pagare sono sempre i fessi ed a mangiare sempre gli esponenti della casta. Lupi famelici che perdono di vista il contatto con la realtà, derubando la vita altrui. Proprio poche sere fa, una trasmissione Rai mostrava vecchietti vergognosi nell'atto di rovistare negli avanzi della spazzatura dopo il mercato ortofrutticolo. Seguivano le scene, cui siamo ormai abituati, di politici indifendibili pronti a fare la voce grossa sparando a zero sui nemici di partito, rei di aver rubato di più di quelli del loro, di partito.
Già: vecchietti affamati che conoscono il senso della vergogna, e lupi famelici che, oltre l'avidità, non conoscono un minimo di dignità e di pudore.
In base alla parabola dei talenti, chi ha di più deve dare di più.
In base ai bocconiani al governo, a pagare e ad essere spremuti sono la massa dei cittadini onesti.    
Intanto la Camusso rilancia: "Saremo ancora in piazza il 14 novembre insieme al sindacato europeo, saremo in tutte le piazze d'Europa". 

mercoledì 17 ottobre 2012

NO IDEALI, NO SOGNI. IL MARCIO DELLA POLITICA

Dicono che c'è crisi. Non solo lo dicono, ma la crisi si sente. E intanto, Fiorito si compra il fuoristrada nuovo coi soldi della Regione Lazio, la Minetti va in pensione a 27 anni, il magistrato Papa utilizzava la Mercedes con l'autista a scrocco per moglie, figli e amanti... Scandali all'ordine del giorno. Schiere di politici indifendibili che vanno in televisione per dire che non hanno rubato, oppure che non hanno rubato solo quelli del suo partito, ma anche quelli degli schieramenti opposti, che se tutti rubavano loro non sapevano, che i suoi accoliti hanno rubato meno di quelli degli altri... Nessuno, ci risulta, parla più di politica. Di progetti per il Paese. Di servizi e infrastrutture. Di giovani e lavoro... Macché. Monti fa il curatore fallimentare (secondo una felice espressione di Beppe Grillo) di un'Italia ormai collassata sotto l'assalto delle sanguisughe pronte a spremere il sangue e la vita altrui, e l'ultima trovata è quella di inserire nel patto di stabilità una tassa sulle pensioni degli invalidi. Come i nazisti, come Hitler, si va a colpire gente già duramente provata dalla vita. Salvo poi ripensarci all'ultimo momento e dire: va bene, allora tassiamo le pensioni di guerra, ma con effetto retroattivo. Ahò, mai che tassassero deputati e senatori con effetto retroattivo, macché, tutti i privilegi della casta stanno in piedi come prima. Dire a deputati plurinquisiti di fare le leggi è come chiedere a Giovanna d'Arco di preparare la legna per il patibolo (cit. Maurizio Crozza).
Che volete, ogni epoca ha le sue mode. Nel Medioevo l'asceta. Nel Rinascimento il cortigiano. Nell'Illuminismo i philosophes. Nel XXI secolo i ladri senza vergogna e senza coscienza.
Una classe politica degenere, priva di qualsiasi valore umano e sociale, attaccata alla poltrona per la propria ingordigia senza fondo, che dà la misura esatta di quello di cui è composta: uomini privi di ideali. I quali hanno privato la gente del sacrosanto diritto di sognare.

martedì 16 ottobre 2012

"HO IMPARATO CHE FARE POLITICA"...

Oggi
Questa è un'Italia sfasciata che ha perso ogni speranza, è un'Italia umiliata, disperata come poche altre volte nella sua storia.
Pier Franco Quaglieni

Ieri

Ho imparato che fare politica significa sforzarsi di capire le ragioni degli altri.

Nilde Iotti

sabato 18 agosto 2012

L'AUTO BLU PER ANDARE AL MARE

La notizia tiene banco da alcuni giorni nella tranquilla provincia beneventana e rappresenta, forse, il più grande scoop che da queste parti sia mai stato effettuato a livello giornalistico. Pare che il presidente della quasi defunta provincia di Benevento, Aniello Cimitile, originario di Nola, nel napoletano, abbia usato l'auto blu per raggiungere la famiglia al mare in Calabria. La magistratura ha iniziato delle indagini e dall'ufficio di presidenza, a cura di un non meglio specificato portavoce o addetto stampa, è arrivata la "secca smentita" che l'auto è stata usata per fini istituzionali e che il presidente, avendo perso il treno per il ritorno e non essendo patentato, ha dovuto giocoforza servirsi dell'auto di servizio. Naturalmente i magistrati faranno i loro accertamenti, ma immediate e copiose sono state le repliche risentite dei cittadini, ai quali prima si chiedono pesanti ed indifferibili sacrifici per uscire da una crisi che altri hanno determinato, e poi si mettono davanti scuse generiche di gravi impegni (alcuni dei quali non meglio definiti) che spiegano l'utilizzo di un'auto di servizio. E adesso? Con quale credibilità il nostro andrà a reclamare al governo nazionale che non sia soppressa e resti in vita l'antica e gloriosa provincia di Benevento?

mercoledì 11 aprile 2012

QUESTIONE DI PROPORZIONI

+ 400 milioni di euro in più per i rimborsi elettorali ai partiti, Lega Nord compresa (il sedicente partito degli onesti)
=
- 400 milioni di euro in meno per le politiche a favore della famiglia.

Qualcuno parlava di "familismo amorale"...
Infatti di famiglia ne è stata beneficata solo una.

mercoledì 28 dicembre 2011

DAI FILMINI EROTICI DI TINTO BRASS ALLA CAMERA DEI DEPUTATI: L'ON. FIORELLA CECCACCI RUBINO

(I segreti della casta di Montecitorio) - Fiorella Ceccacci Rubino, protagonista nel film di Tinto Brass "Corti circuiti erotici" intitolato "S.C.T.M.V." (Sono come tu mi vuoi), siede comodamente in parlamento da ormai oltre 5 anni, essendo stata eletta la prima volta nel 2006 e poi rieletta nel 2008, sempre con il PDL di Silvio Berlusconi.
Un tempo tra i banchi del parlamento italiano sedevano Alcide De Gasperi, Enrico Berlinguer, Aldo Moro e Sandro Pertini. Oggi l'onorevole Ceccacci Rubino è una parlamentare della Repubblica Italiana.
Son cambiati i tempi e l'antipolitica probabilmente nasce anche dal processo sempre più devastante e devastato di degradazione della classe politica nostrana.
Tuttavia la domanda la facciamo ugualmente: indovinate un po' quali sono state le "alte" doti politiche, etiche, civili e intellettuali che hanno condotto l'onorevole Ceccani Rubino in parlamento?

sabato 13 agosto 2011

BENEVENTO




Benevento, antichissima città, fu la prima a diventare provincia, nel lontano settembre del 1860, prima ancora dell'unificazione italiana. La costituzione a provincia fu opera del notaio Salvatore Rampone, che liberò la città da otto secoli di dominio pontificio. Oggi la nuova finanziaria vuole abolire 36 province, tra cui quella di Benevento. Dopo l'orgia della proliferazione delle province stesse per assegnare poltrone e prebende, si è arrivati, pur di fare cassa, a decidere di abolire quelle che hanno meno di trecentomila abitanti.
Ma mai che si pensasse di abolire, in nome dei cosiddetti tagli ai costi della politica, il numero dei parlamentari, le loro astronomiche pensioni prese dopo due anni di "attività", le auto blu, i privilegi di tutti i tipi di cui godono.
Pare che la nuova finanziaria salverà invece le Comunità Montane. In nome di quale criterio, non lo si è capito... La prossima volta che mi chiedono di cantare l'inno d'Italia li mando a stendere.

martedì 17 maggio 2011

LA DE GIROLAMO ANNUNCIA QUERELA NEI CONFRONTI DI MASTELLA

(Sanniopress) – ‘Nei prossimi giorni depositero’ querela nei confronti di Clemente Mastella per diffamazione aggravata’. Ad annunciarlo, in una nota, la deputata e coordinatrice provinciale del Popolo della Liberta’ di Benevento, Nunzia De Girolamo. La De Girolamo precisa che la querela e’ in relazione ‘alle dichiarazioni rese da Mastella nel corso del comizio di chiusura della campagna elettorale di Nardone venerdi’ in piazza Roma a Benevento’. Mastella aveva detto: “La fanciulla è diventata deputata a più di 30 anni. Io cominciai a 28. All’epoca però, si era eletti per ragioni verticali, non orizzontali. Non equivocate – aveva però subito dopo specificato l’europarlamentare -. Volevo solo dire che c’era il voto di preferenza non la collocazione in lista!”.

mercoledì 13 aprile 2011

LIBRI DI STORIA

Così, mentre loro tagliano i fondi e investono tempo e risorse in commissioni d'inchiesta per valutare la presunta faziosità dei libri di testo, i genitori e gli insegnanti di tutta Italia sono costretti ad affannarsi per fare in modo che le scuole siano posti minimamente dignitosi per accogliere i bambini, per dare loro qualche stimolo in più, per formare in modo decente quelli che tra qualche anno dovranno mandare avanti il paese.
Sapete cosa? E' l'ennesima dimostrazione di un fenomeno che sarà pure un tormentone, ma più passa il tempo più mi pare drammaticamente vero: in questo paese la cosiddetta "società civile" è di gran lunga migliore della classe politica che la governa.
Sono cose che danno da pensare, o sbaglio?
METILPARABEN

Mi domando e vi domando quali di queste affermazioni, in un paese serenamente democratico, possano essere additate come colpevoli di voler indottrinare qualcuno. Mi domando e vi domando quale ministro dell’Istruzione degno di questo incarico possa affermare che la questione posta in questi termini da Gabriella Carlucci sia «seria e reale». Mi domando che altro deve accadere prima che sia chiaro a tutti l’obiettivo finale qual è: la distruzione della scuola pubblica, l’azzeramento della coscienza critica, il disinvestimento definitivo dalla crescita culturale delle generazioni a venire in modo da renderle succubi.
PS
Ieri sera Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia e attuale viceministro alle Infrastrutture, ha pronunciato le seguenti parole: “Bisogna respingere gli immigrati ma non possiamo sparargli. Almeno per ora”. Qualcuno si affretterà a dire che era una battuta, qualcun altro che bisogna contestualizzare. Noi ci limitiamo a una domanda: anziché i libri di storia, non sarebbe meglio mettere all’indice questo modo di esprimersi? CONCITA DE GREGORIO

martedì 8 marzo 2011

MASOCH ITALY


Dopo Gucci, anche Bulgari avrà l’accento sulla i. L’hanno acquistata i francesi, nonostante la gioielleria italiana più conosciuta al mondo abbia cercato fino all’ultimo di fondersi con qualche altro marchio del made in Italy per «fare squadra». Invano, perché la maggioranza dei nostri imprenditori coltiva una visione degli affari arcaica e meschina. E preferisce regnare sul proprio orticello che condividere il controllo di una foresta. Sul giornale di domenica Mario Calabresi denunciava la nostra inadeguatezza - pratica, ma prima ancora mentale - nell’accogliere il turismo di massa cinese. Anziché per accapigliarci fra borbonici e garibaldini, l’imminente festa nazionale andrebbe utilizzata per discutere di qualcosa che sembra interessarci assai meno: il futuro. Chiederci che Italia vogliamo essere. E, soprattutto, se vogliamo essere l’Italia che gli stranieri immaginano che noi siamo.

La situazione rasenta l’assurdo. Il mondo vagheggia lo stile italiano e ci dipinge come la culla dei piaceri raffinati: sole, paesaggi, storia, cibo, vino, arte, moda, relax. Ma noi, oltre a vivere male e ad abbrutirci davanti alla tv o dietro qualche pacchiano bunga bunga, siamo nelle fauci di una classe dirigente arruffona e arraffona, incapace di avere un’idea dell’Italia e di disegnare un progetto per i prossimi vent’anni che risponda alle richieste del mercato, cioè dei giovani asiatici e dei sempre più numerosi anziani d’Occidente interessati al nostro vero talento: fabbricare qualità della vita. Un talento difficile da imitare ma, lo si è appena visto, facile da comprare.
MASSIMO GRAMELLINI

sabato 12 febbraio 2011

"I POLITICI VECCHI BAVOSI PENSANO SOLO A SCOPARE"


SARA TOMMASI, la ragazza «dalla personalità fragile e spregiudicata», come scrive la Mobile nel rapporto consegnato alla Procura antimafia di Napoli, com'è noto ha vuotato il sacco in tv e dai magistrati:
«La classe politica dirigente ha sempre voglia di scopare, stanno sempre a pensare a scopare. Se dei vecchiacci bavosi ti chiedono di far sesso lo devi fare, in modo tale che ti pagano, così sei stipendiata: se sei una bella ragazza hai la fortuna di essere approcciata da vecchiacci bavosi che ti pagano per far sesso, per proteggerti, per darti dei programmi... questa è l'Italia, funziona così». E ancora: «La Minetti pensa solo ai soldi ed è malata di shopping». Sul premier è ancora più tranciante: «Berlusconi mi ha colpito positivamente la prima volta che l’ho visto, ma oggi posso dire di essere delusa. Uno scandalo del genere può coinvolgere una starlette come me ma non un politico, che dovrebbe dare il buon esempio». Infine, aggiunge un particolare inquietante: «Sono vittima di persecuzioni e ricatti continui e non mi sento tutelata».

sabato 8 gennaio 2011

LA POLITICA NELL'ETA' DELLA TECNICA

"Laddove si vota su basi irrazionali vince la retorica, la capacità di affascinare.
Platone: su 34 dialoghi 14 sono contro i retori e i sofisti. Essi carpiscono il consenso non su basi razionali ma con la mozione degli affetti, i falsi sillogismi, il trascinamento delle passioni. Secondo Platone i sofisti devono essere esplulsi dalla città se vogliamo fondare la democrazia.
Nell'età della tecnica la democrazia va ai margini. E non a caso, chi lo capisce per primo cosa fa? Prende in mano tutti i mezzi di comunicazione e non se ne parla più. Questo per quanto riguarda la politica".
UMBERTO GALIMBERTI

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