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lunedì 3 febbraio 2014

LA FAMA DELLA FAME

(Messaggio d'Oggi - Anno LIV, num. 3) - Le lamelle di spigola con radicchio e mandorla, che sono un antipasto a cinque stelle, roba da Gambero Rosso, a un senatore del Bel Paese costano solo tre euro e trentaquattro centesimi nella privilegiata buvette. A tutti gli altri, in ristoranti economici, la spigola costa perlomeno trenta euro. E non ne rida il lettore, infatti la differenza di ventisette euro la paghiamo noi. Scrivono autorevoli quotidiani europei che nei ristoranti di Camera e Senato del Bel Paese i camerieri sono in livrea, anche se ora funziona il delf service, la tavola è apparecchiata secondo i migliori manuali del bon ton, i tovaglioli sono di candido e pregiato tessuto bianco come nelle sedi diplomatiche, le posate hanno il fregio e quando entra il presidente tutti si alzano in piedi. In un anno gli italiani pagano per i pasti dei parlamentari trenta milioni di euro.
Eppure i politici itanliani, a destra come a sinistra, non si rendono conto che la indignazione nazionale ed internazionale non è demagogia ma solo prevenzione sociale.
Pagare un raffinato pranzo completo, dall'antipasto al dolce, al prezzo di soli otto euro, giustamente accende gli animi ed infiamma le piazze.
E altrettanto giustamente non è più aria, dicono in Europa e forse cominciano a capirlo anche nel Bel Paese, non è più il tempo di pagare un piatto di penne all'arrabbiata solo un euro. Se i nostri poveri onorevoli, che sono sempre lì bene incollati alle poltrone e impegnati prodigiosamente solo e sempre sulla loro longevità politica, pagano poco più di tre euro per un pranzo, perché mai, interrogano i giornali europei, ne guadagnano quattordicimila al mese? La verità è che ci siamo fatti una gran brutta fama in Europa e se i nostri parlamentari comprano vestiti con il ricco "sconto Parlamento" praticato peraltro in tutti i negozi di lusso, se hanno gli ipad a prezzi stracciati e ogni novità e gadget tecnologico vengono testati su di loro, considerati dal marketing come il target più ludico, non possono poi chiedere il rispetto della politica e volere restituito l'orgoglio di essere parlamentari. 
MARA DE FALCO

giovedì 9 settembre 2010

LA CATTEDRALE NEL DESERTO

Pietrelcina

La storia di questa mega struttura che vedete nelle foto è piuttosto particolare, perché dopo vent'anni dalla costruzione non si è mai capito a cosa sia servita e di quali sprechi all'italiana sia la protagonista.
Costruita nello scenario naturale di Piana Romana, frazione di Pietrelcina, dove San Pio si recava a piedi per dire messa attraversando la via del Rosario sospesa tra i boschi, oltre ad essere costata alla collettività qualcosa come diversi centinaia di migliaia degli attuali euro non è mai stata utilizzata ed aperta al pubblico.
Sta lì, senza sapere a che serva. All'origine pare fosse stata concepita come casa per il pellegrino, poi si era detto che la sua gestione sarebbe passata alla Asl, poi... più nulla.
Attualmente è un rudere semifatiscente le cui mura sono impregnate d'umido ed i cui spazi esterni sono invasi dalle erbacce.
Qualcuno, poco carinamente, ha anche pensato che il cancello esterno possa essere utilizzato come ricettacolo dei sacchetti dell'immondizia che penzolano su di esso.
Striscia la Notizia ed il Gabibbo, potete farvi un giro da queste parti?



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