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venerdì 22 gennaio 2016

APPLE, DAGLI STATI UNITI A NAPOLI

Il primo Centro di sviluppo app d'Europa sorgerà a Napoli. Non si parla di assunzioni ma di formare 600 giovani sviluppatori per Apple. Nell'Itis Galileo Ferraris nascerà un'Academy per sviluppatori che la multinazionale Cisco lancerà nell'ambito di un gigantesco investimento da 100 milioni di dollari in tre anni. Sicuro è il coinvolgimento dell'Università Federico II. Apple spiega che il progetto sosterrà insegnanti, fornirà un indirizzo specialistico, preparerà migliaia di futuri sviluppatori. Per Alan Friedman, giornalista esperto di economia, Napoli è una città ricchissima per storia e tradizione, fantasia ed energia giovane, ed in una città "così mal amministrata" ("non saprei chi le ha fatto più danni: la criminalità o l'incapacità dei suoi governanti") la rivincita partenopea arriva dali USA.

IN SCENA ELEONORA PIMENTEL FONSECA, EROINA DEL 1799

Stasera alle 20 l'assessore Nino Daniele consegna ad Antonella Orefice, direttore del "Monitore Napoletano" e studiosa della Rivoluzione Napoletana del 1799, dei martiri giacobini e soprattutto di Eleonora Pimentel Fonseca, un attestato di benemerenza in rappresentanza del comune.
La data è indicativa, perché nella notte fra il 22 ed il 23 gennaio 1799 fu proclamata la Repubblica Napoletana. Seguirà lo spettacolo "Con civica espansione del cuore. Eleonora Pimentel Fonseca", con drammaturgia frutto di una ricerca sulla figura della giornalista napoletana. L'adattamento teatrale di Riccardo De Luca ricostruisce una Napoli sporca e lazzarona, composta dal popolo asservito e da re Ferdinando, che la storia ha ribattezzato "il re lazzarone". Si tratta di un mix comico e drammatico in cui la prosa si mescola alla danza, con musica pop che restitiusce l'ambientazione rivoluzionaria dell'epoca.

giovedì 6 agosto 2015

NOI SIAMO UNITI DAL 1130




Luciano De Crescenzo

Napoli? forse non tutti sanno cos'era la sua storia :

1735. Prima Cattedra di Astronomia in Italia
1737. Primo Teatro al mondo (S.Carlo di Napoli)
1754. Prima Cattedra di Economia al mondo
1763. Primo Cimitero Italiano per poveri (Cimitero delle 366 fosse)
1781. Primo Codice Marittimo del mondo
1782. Primo intervento in Italia di Profilassi Antitubercolare
1783. Primo Cimitero in Europa per tutte le classi sociali (Palermo)
1792. Primo Atlante Marittimo nel mondo (Atlante Due Sicilie)
1801. Primo Museo Mineralogico del mondo
1807. Primo Orto Botanico in Italia a Napoli
1813. Primo Ospedale Psichiatrico in Italia (Reale Morotrofio di Aversa)
1818. Prima nave a vapore nel mediterraneo "Ferdinando I"
1819. Primo Osservatorio Astronomico in Italia a Capodimonte
1832. Primo Ponte sospeso, in ferro, in Europa sul fiume Garigliano
1833. Prima Nave da crociera in Europa "Francesco I"
1835. Primo istituto Italiano per sordomuti
1836. Prima Compagnia di Navigazione a vapore nel mediterraneo
1839. Prima Ferrovia Italiana, tratto Napoli-Portici
1840. Prima fabbrica metalmeccanica d' Italia per numero di operai
1841. Primo Centro Sismologico in Italia (Ercolano)
1841. Primo sistema a fari lenticolari a luce costante in Italia
1843. Prima Nave da guerra a vapore d' Italia "Ercole"
1845. Primo Osservatorio meteorologico d'Italia
1845. Prima Locomotiva a vapore costruita in Italia a Pietrarsa
1852. Primo Bacino di Carenaggio in muratura in Italia (Napoli)
1852. Primo Telegrafo Elettrico in Italia
1856. Expò di Parigi, terzo paese al mondo per sviluppo industriale
1856. Primo Premio Internazionale per la produzione di Pasta
1856. Primo Premio Internazionale per la lavorazione di coralli
1860. Prima Flotta Mercantile e Militare d'Italia
1860. Prima Nave ad elica in Italia "Monarca"
1860. Prima città d'Italia per numero di Teatri (Napoli)
1860. Prima città d'Italia per numero di Tipografie (Napoli)
1860. Prima città d'Italia per di Pubblicazioni di Giornali (Napoli)
1860. Primo Corpo dei Pompieri d'Italia
1860. Prima città d'Italia per numero di Conservatori Musicali (Napoli)
1860. Primo Stato Italiano per ricchezza di Lire-oro (443 milioni)
1860. La più alta quotazione di rendita dei Titoli di Stato
1860. La più bassa percentuale di mortalità infantile d'Italia
1860. La più alta percentuale di medici per abitanti in Italia
1860. Il minore carico Tributario Erariale in Europa

venerdì 24 agosto 2012

I LIBRI DELL'ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI IN UNO SCANTINATO A CASORIA

Il prestigioso Istituto non ha più soldi per pagare il fitto in quanto il Governo e la Regione Campania non erogano più finanziamenti. L'avvocato Gerardo Marotta ha venduto i beni di famiglia e contratto numerosi debiti per salvare questo inestimabile patrimonio di cultura. "Un giovane si avvilisce a Napoli, perché dopo tanto studio, capisce che non c'è posto per lui, non c'è rifugio. Napoli è stata così colpita che non riesce ad esprimere una classe dirigente", dice Marotta. Il filosofo Gadamer aveva apprezzato l'Istituto, quale valida alternativa alla crisi dell'Università. Il video documenta la vergogna e l'immobilismo della politica regionale e nazionale rispetto a questo scempio.

domenica 26 giugno 2011

NAPOLI? PER IL MONDO E' L'ITALIA. NON CONVIENE MOSTRARLA COSI'

La situazione di Napoli è talmente complicata che non accetta interpretazioni univoche. È sempre stata affrontata con interventi emergenziali e proclami salvifici (da Berlusconi a De Magistris) che non hanno mai invertito la rotta. Di fronte al naufragio totale di Napoli, tutti gli altri italiani non possono stare a guardare, non conviene a nessuno. Lasciamo pure da parte concetti quali solidarietà e aiuto e concentriamoci solo sulla convenienza: agli occhi del mondo Napoli è Italia e l’Italia è piena di immondizia e non vale una visita turistica. Agli occhi del mondo un Paese che permette questo scempio non è civile e con le nazioni incivili non si fanno affari. La spazzatura è in tutti i telegiornali del Pianeta, conviene a tutti farla sparire in fretta. Poi chiederemo con forza ai napoletani di meritarsi l’aiuto del resto del Paese e alle forze dell’ordine di far rispettare le regole in ogni luogo: se si incendia l’immondizia in strada nel centro di Torino e si prende a sassate un camion si viene arrestati, bisognerebbe cominciare a farlo a ogni latitudine.
MARIO CALABRESI

lunedì 30 maggio 2011

MILANO, I GIOVANI HANNO VINTO CON L'IRONIA: DA SUCATE A MORATTIQUOTES



(L'Unità)
TUTTI I TORMENTONI:
-LA MOSCHEA A SUCATE
-LE MALEFATTE DI PISAPIA: #MORATTIQUOTES

LE VIDEO-SATIRE:
-SE VINCE PISAPIA TU DEVI ANDARE VIA...
-MORATTI: NELLA VECCHIA LOMBARDIA...
-PISAPIA, PISAPIA CANAGLIA...

Mai parlare del risultato a partita in corso: il mio “silenzio elettorale” è dunque esclusivamente scaramantico. E però, va detto: a Milano qualche vittoria si può già metterla in conto. Ad esempio la riscoperta di una città giovane e vivace, segno che dipingere i giovani come soggetti passivi, imbesuiti dal nulla berlusconiano era un errore. O anche l’affermarsi di nuove forme di comunicazione politica e sociale. L’ironia contro la volgarità, la pacatezza contro l’aggressività, il ghigno della satira diffusa, di massa, contro le straordinarie stupidaggini agitate da una destra terrorizzata. Qui si è vista una creatività diffusa, una satira di massa, una risata liberatoria.

Dalle paradossali malefatte di Pisapia (È il parrucchiere di Berlusconi! Rubava le merendine a scuola…) fino alla strepitosa invenzione della moschea di Sucate, immaginario quartiere milanese, goliardica provocazione che lo staff della Moratti ha preso sul serio. La sventurata rispose, insomma, e tutta la città ne ride di gusto.


Ecco: questa gioia di esserci, questo approccio leggero, questo comunicare senza tivù, semplicemente parlando tra esseri umani, è già una vittoria. Un cambio di prospettiva soprattutto culturale, uno scontento che non diventa rabbia sterile, ma voglia di una città nuova. E poi, altra vittoria tutta nuova, una sinistra che non litiga e che non si accapiglia, che non si impegna nell’autogol, unita e ottimista dietro al suo candidato. Se sarà un punto d’arrivo per Milano lo sapremo tra poche ore. Che sia un punto di partenza per l’Italia è già chiaro a tutti. Anche alla destra, nervosa, aggressiva, divisa. Speriamo perdente.


28 maggio 2011

sabato 28 maggio 2011

UN'ALTRA GALASSIA, NUOVA FESTA DEL LIBRO A NAPOLI - DAL 3 AL 5 GIUGNO

(Fonte: Napolidavivere) - Ormai è dal 2009 che a Napoli manca una fiera del libro. In quell’anno, infatti, si svolse l’ultima edizione della celebre Galassia Gutenberg. Proprio da questa motivazione nasce la voglia di un collettivo di scrittori e giornalisti di ridare alla città di Napoli la sua festa del libro che possa essere un luogo d’incontro per lettori e scrittori. Un’Altra Galassia – Napoli Sotterranea sarà un evento gratuito e indipendente che si svolgerà dal 3 al 5 giugno 2011 presso il centro storico, per la precisione lungo tutto il Decumano Superiore, da Port’Alba a Piazza San Gaetano e tutti gli eventi si svolgeranno in luoghi di straordinaria bellezza: il Sagrato, l’Antico Refettorio e il Chiosco di San Paolo Maggiore; Napoli Sotterranea. Tutti gli eventi saranno gratuiti e le librerie che espongono il logo dell’iniziativa effettueranno particolari sconti.

Programma completo qui

Ospiti: Diego De Silva, Rossella Milone,Valeria Parrella, Piero Sorrentino, Massimiliano Virgilio, Valerio Magrelli, Ascanio Celestini, Ricardo Menéndez Salmòn, Matteo Codignola (seduta spiritica per evocare Baudelaire), Mauro Covacich, Raffaele La Capria.

Luoghi: Sagrato di San Paolo Maggiore, Chiostro Grande di San Paolo Maggiore, Antico Refettorio di San Paolo Maggiore, Napoli Sotterranea.

Tutti gli incontri sono ad ingresso gratuito

venerdì 4 marzo 2011

E INVECE LA JERVOLINO NON CADE


Strano che al TG1 di questa notizia, che ho trovato su Italia News, non si sia fatto il benché minimo cenno:

(IAMM) Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino resta al suo posto. La decisione è della Prefettura partenopea che ha riscontrato vizi di procedura riguardo alle firme dei 31 consiglieri che mercoledì avevano presentato le dimissioni. Si tratta di cinque firme che di fatto invalidano la procedura.
L'amministrazione comunale di centrosinistra dunque non cade, almeno per ora. Le cinque firme in questione, come spiega "il Mattino", sono quelle dei consiglieri Stanislao Lanzotti, Enrico Lucci, Francesco Vitobello, Gennaro Carbone e Fabio Benincasa, capogruppo dell’Udc.
In tutto sono stati 31 i consiglieri che sono dimessi ieri (esponenti del Pdl, del Terzo Polo e ex della maggioranza).

giovedì 3 marzo 2011

ROSA RUSSO JERVOLINO SFIDUCIATA NON E' PIU' SINDACO DI NAPOLI


"Sono perdente, sì, mandata a casa, ma libera e forte fino in fondo. Io e i miei assessori siamo fieri di essere perdenti, perchè non abbiamo mai pensato di essre voltagabbana. Certo non mi sono rivolta ai ribelli con lo stile che si usa qui, dicendo 'che vuoi in cambio?'". Così la Jervolino dopo essere stata sfiduciata da nove consiglieri democratici, ovvero da quelli del suo stesso partito.
Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, commenta: ''Rosa Russo Iervolino e' una persona per bene, una persona onesta e quello che e' successo a Napoli e' una cosa vergognosa. Siamo solidali con lei".
Per l'europarlamentare Pd Gianni Pittella la Jervolino "è vittima di un agguato indegno. L'usanza introdotta da Berlusconi del mercato delle vacche dopo il Parlamento investe anche il Consiglio comunale di Napoli e per mettere fuori gioco un sindaco di grande moralita' e correttezza a poche settimane dalle elezioni".
Il Mattino cos' scrive: "Tutto è precipitato senza drammi e all’insegna di un clima da sceneggiata che a queste latitudini ben conosciamo. Il sindaco che in cinque anni ha perso nove consiglieri della sua maggioranza, ormai da quasi un anno non riusciva a far passare più una delibera in Consiglio. Si chiude così il decennio della Iervolino, tra i sindaci più longevi della storia di questa città: un record senza rimpianti. Napoli ha vissuto una stagione di paralisi infelice ed ha conquistato le prime pagine dei giornali (al netto della camorra, degli scippi, delle rapine e dei morti ammazzati) per l’emergenza rifiuti, scandali come quello degli appalti all’impresa Romeo, drammi come il suicidio dell’assessore Nugnes".

mercoledì 2 febbraio 2011

SCONTRI ALL'UNIVERSITA' ORIENTALE DI NAPOLI

Qui sta continuando la protesta anti Gelmini. Lanci di lacrimogeni nella giornata di ieri e mensa universitaria di nuovo occupata. Guardate il video degli studenti.

lunedì 24 gennaio 2011

VEDI NAPOLI E POI MIGRI

150 anni dopo l'Unità resiste ancora la spaccatura tra Nord civile e operoso e Sud violento e degradato. Tanto che anche gli intelletti migliori sono scappati
VITTORIO GENNARINI (55 anni, insegnante di Napoli)
Fra poche settimane saremo giunti al 150˚ anniversario dalla proclamazione del regno d’Italia. Era il 17 marzo 1861 e il re Vittorio Emanuele II, che aveva intrattenuto rapporti personali con il liberatore del Meridione dal tirannico regime borbonico, Giuseppe Garibaldi, cinse la corona della patria italiana riunificata.
Prima capitale dell’Italia unita fu l’eroica e splendida Torino, e al governo torinese toccò affrontare i più gravi problemi della nuova nazione: soprattutto, la distanza civile e culturale di quel Regno di Napoli in cui s’arricchivano e spadroneggiavano i briganti e che fino a poche ore prima aveva inneggiato al Borbone.

Quelle due Italie, l’una rigida e austera nella sua dignità regale, l’altra in fin dei conti illegale o almeno caotica, avrebbero dovuto trovare un punto d’incontro. Centocinquant’anni dopo quel giorno fatale della proclamazione dell’Unità d’Italia, siamo ancora alla ricerca di questo equilibrio.

Prendiamo l’esempio di Napoli. Anche la cultura, gli scrittori e giornalisti più illustri della città hanno finito con l’abbandonarla al suo degrado, da Raffaele La Capria a Domenico Starnone a Erri De Luca. Quando questi autori (che oggi vivono tutti nei pressi di Roma) commentano sui giornali i fatti e i misfatti della loro città natale, le loro espressioni di sconforto sono dure, disperate. Da ultimo, Roberto Saviano ha offerto con Gomorra il quadro desolante di un «regno di Napoli» in cui, peggio che alla vigilia borbonica dell’Unità, dominano oggi violenza e criminalità organizzata.

Non riusciamo a dargli torto. L’istintiva repulsione a tutto ciò che rappresenti l’ordine costituito e civile continua a fare vittime a Napoli. Con la differenza che la Napoli del Settecento era un faro - insieme con la Parigi illuminista - di cultura e di civiltà europee. Oggi invece gli intelletti migliori hanno finito con il migrare al centro e al nord d’Italia, aggravandone con la loro assenza il degrado materiale e morale.



giovedì 6 gennaio 2011

NAPOLI, CULLA DEL PENSIERO E CIMITERO DELLA RAGIONE

Ecco cosa scriveva un anno fa il direttore del quotidiano economico "Il Denaro", che si stampa a Napoli. Il problema "monnezza" è sempre alla ribalta della cronaca.

A
lfonso Ruffo


In ordine sparso. Allegramente. Così procede verso il buio la brigata che dovrebbe assicurare alla città capoluogo e alla regione una nuova stagione di crescita e benessere. Certo, si tratta di un'immagine giornalistica e per sua natura forzata. Certo, si tratta di una semplificazione che fa torto alle poche e comunque esistenti eccezioni. Certo, è facile criticare quando si è nella comoda posizione degli osservatori. Ma questa volta non sembra esagerato affermare che la confusione del quadro politico è direttamente proporzionale alle difficoltà che si dovrebbero superare: l'esatto contrario, cioè, di quello che servirebbe.
Il tutto mentre ci si sforza di restituire dignità a un Mezzogiorno ritratto dai liberatori-assalitori piemontesi come un luogo di briganti e pezzenti (i libri revisionisti fioccano come neve); il tutto mentre si cerca di ristabilire il ruolo di Napoli come capitale di un regno perduto, capace di estendere la sua azione anche nel bacino del Mediterraneo; il tutto mentre si tenta di rintuzzare la tentazione nordista di concepire il federalismo in chiave egoistica ragionando sulle ricchezze sottratte e le occasioni negate che hanno privato l'economia meridionale delle sue migliori energie.
Alla vigilia delle imbarazzate cel
ebrazioni per i centocinquant'anni dell'unificazione del Paese, che giunge all'appuntamento mai così diviso, il Mezzogiorno da una parte recupera l'orgoglio delle sue radici e dall'altra conferma la sua inadeguatezza a badare a se stesso. Se non vogliamo più passare per piagnoni inaffidabili e dissipatori, parassiti degli efficienti uomini del Nord, dobbiamo passare dalle parole ai fatti dimostrando quello che diciamo e scriviamo. E Napoli, con la sua storia, la forza della sua immagine, la sua centralità nell'immaginario collettivo come fonte del bene e del male, non può affogare nell'immondizia – fisica e morale – senza rendersi conto di compromettere forse per sempre (per generazioni) la reputazione di un popolo che ha contribuito alla formazione del pensiero perdendo poi l'uso della ragione.

num. 012 - pag. 7 del 01-12-2010


Napoli fan della camorra su Facebook 61mila adesioni: scoppia la polemica

di Tonia Limatola

NAPOLI (6 gennaio) - Un bambino che impugna una pistola è l’immagine del profilo della pagina «Malavita napoletana» che è diventato un fenomeno di costume con oltre 62mila iscritti....

martedì 7 settembre 2010

GARIBALDI A NAPOLI 150 ANNI FA

L'eroe dei due mondi 150 anni fa entrava a Napoli, la città che ha ricordato il suo liberatore con un convegno nel Cappella del Maschio Angioino.
Qui, tuttavia, hanno avuto luogo anche manifestazioni antigaribaldine con i neoborbonici, che per provocazione hanno esposto un manifesto listato a lutto.
Garibaldi entrò in Napoli da Salerno il 6 settembre 1860, accolto da una folla festante.
Alloggiò a palazzo D'Angri (nella foto al lato) dal cui balcone si affacciò più volte per salutare il popolo.
Intanto nello straordinario patrimonio dell'emeroteca Tucci di Napoli (
www.emerotecatucci.it) ci sono lettere autografe ed inedite di Garibaldi, che Salvatore Maffei, eminenza grigia dell'emeroteca, vorrebbe far pubblicare in un prezioso libretto. Il compianto professor Alfonso Scirocco della Federico II, studioso di Garibaldi, esaminò a lungo i documenti conservati nella struttura di piazza Matteotti.

giovedì 19 agosto 2010

PROVERBI NAPOLETANI


Questi qui li ho trovati in un libro acquistato quest'estate in una graziosa libreria ischitana. Pieni della saggezza e del brio del popolo napoletano.

- Nasce na rosa p'essere addurata, nasce na spina p'essere iastemmata
Come la rosa nasce per profumare, così la spina nasce per essere aborrita.

- Nun troppo doce ca te zucano, né tanto lappuso ca te sputano.
Non mostrarti troppo dolce altrimenti approfitterebbero di te, ma nemmeno troppo aspro altrimenti ti allontanerebbero.

- 'O carro s'acconcia p' 'a via.
Il carro si accomoda mentre procede sulla strada.

- Ogne strunzo tene 'o fumo suoio.
Ogni stronzo ha il suo particolare fumo.

- Poco viento appiccia 'o fuoco, assaie viento 'o stuta.
Un po' di vento fa divampare il fuoco, troppo vento lo spegne.

- Senza l'amaro nun se prova 'o doce.
Senza l'amaro non si gusta il dolce

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