lunedì 26 marzo 2018
LA COMUNICAZIONE TURISTICA NEL MONDO GLOBALIZZATO
martedì 13 novembre 2012
sabato 25 agosto 2012
mercoledì 4 luglio 2012
sabato 30 giugno 2012
ALLA LIBRERIA LUIDIG PRESENTATO IL LIBRO 'DAI GRAFFITI A INTERNET' DI LUCIA GANGALE
Dopo aver riconosciuto il coraggio dimostrato da quanti hanno contribuito alla nascita della libreria Luidig, nel pieno centro storico di Benevento e in uno spazio ormai privo di punti di riferimenti librario e dunque di diffusione della cultura, Fuccio, riferendosi al testo della Gangale, ha tenuto ad evidenziare il tema fondamentale del volume e cioè il problema della comunicazione. Informazione di tipo giornalistico e non, e dunque comunicazione nelle sue varie forme, da quella onesta ed attenta alla notizia documentata, a quella spesso manipolata e superficiale, molto lontana dunque dal corretto stile di una valida comunicazione. Ma poiché quest’ultima è fondamentale nell’assunzione di giuste informazioni, specie quando queste sono dirette ai giovani, è necessario che coloro che la producono siano persone che conoscono i fatti anche nella loro storia e genesi. D’altronde, un libro ha valore se contiene un messaggio e il testo presentato cura la problematica dell’informazione con la particolare attenzione, che sempre si deve avere, in un’opera rivolta ai giovani. La Tartaglia Polcini ricorda che ovviamente la platea si allarga quando le tematiche trattate coinvolgono il tema della quotidianità dell’accesso alla notizia, quando la distrazione sostituisce l’attenzione, quando la ripetitività poco emozionale, uccide il senso profondo della notizia stessa e la necessità di una riflessione su di essa. La comunicazione ha storia antica, l’umanità si contraddistingue, dalla notte dei tempi, per il suo essere soprattutto zoon politikon, portatori del bisogno di una vita associata come esigenza naturale degli uomini; ma lo stare insieme è possibile solo se c’è comunicazione, ma essa ha l’obbligo di essere chiara, onesta, libera ed accurata, rispettosa dei fatti e della loro genesi. Libro breve ed agile, dunque, nel quale, commenta l’autrice, il tema è affrontato con attenzione, dove il senso della comunicazione è offerto ‘in pillole’, ma con cura del particolare, secondo uno stile giornalistico che, parafrasando le parole di Biagio Agnes, non morirà mai, anche nella società di internet.
Ovviamente anche il giornalismo si è evoluto nelle sue forme di approccio informativo, ma quello odierno, secondo l’opinione di Giorgio Bocca, è spesso divertente ed accattivante, ma troppo spesso poco attento al controllo finale su quanto offerto a chi legge. La società della comunicazione si è dunque evoluta, siamo passati dalle storie raccontate dai nonni, accattivanti e quasi sempre trampolino di fantasia infantile, alla immediatezza quasi asettica e senz’anima dell’informazione via internet, uno strumento veloce, immediato e seducente nelle sue opportunità, diventato il percorso obbligato della conoscenza soprattutto fra i giovani. L’evoluzione ha però cancellato la capacità di ascolto, l’attenzione a ciò che si dice, a chi lo dice e perché lo si dice, dimenticando che se c’è chi parla, chi ascolta deve essere capace di valutare e scegliere di credere oppure no, di condividere o rifiutare ciò che ha sentito. Eusapia Tarricone
venerdì 7 ottobre 2011
I SEGRETI DELLA COMUNICAZIONE EFFICACE PER DISTRUGGERE LA TUA VITA
"Dovete credere in qualcosa: l'istinto, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa.
Questo approccio non mi ha mai tradito, e ha fatto la differenza nella mia vita." - Steve Jobs
Avrai sentito dire più volte che le parole creano la tua vita, che l’autostima è la chiave del benessere e tutte queste cose che hai letto in continuazione e che non hai mai voluto applicare. Continua a buttarti giù, a credere nei giudizi di chi ti sta intorno e soprattutto a non fare nulla per cambiare. Sii pessimista, questo ti permetterà di non assumerti responsabilità e di continuare a vivere la tua rassicurante esistenza. Non assumerti rischi, continua a portare avanti le tue abitudini ed i tuoi schemi e prova invidia per chi ce la fa nella vita perché ha deciso di assumersi dei rischi, prenditela a morte con i presuntuosi.
Chi ti esprime i suoi successi deve restarti antipatico, chi raggiunge obbiettivi ti deve apparire come fortunato. Evita di renderti conto che sei il padrone della tua vita, che hai libertà di scelta e che sei responsabile delle tue azioni. Lascia perdere chiunque ti voglia infondere ottimismo e motivazione…
Sii litigioso, non perdonare,ricordati di essere diffidente. Sii sopratutto conformista… presto vedremo come é facile farlo.
Benvenuto nella tua nuova vita…anzi no, nella tua vecchia vita perché in fondo vuoi rimanere fedele a te stesso e non migliorare la tua esistenza.
A presto,
Il tuo demotivatore preferito,
sabato 30 ottobre 2010
DA ARISTOTELE A MALCOM X
“Le chiamano gingilli (le medaglie, ndr); ebbene, è proprio con i gingilli che si guidano gli uomini”,
scriveva nel suo diario un 33enne Napoleone Bonaparte il 14 maggio 1802, all’epoca ancora Primo console di Francia. Secondo Gramsci era “più facile convincere chi non ha mai partecipato alla vita politica di chi ha già appartenuto a un partito”. Hitler, invece, raccomandava nel suo “Mein Kampf” di non tenere i comizi quando è ancora giorno, perché “di sera sembra che le forze della volontà umana si assoggettano facilmente all’autorità di una volontà superiore”. E certo non è un caso che i raduni di Norimberga si svolgessero di notte, con la sola luce delle fiaccole a illuminare il buio. L’ossessione per la popolarità e il successo della comunicazione politica è un fenomeno recente, ma nel corso dei secoli moltissimi i personaggi pubblici hanno prestato attenzione alle forme del consenso e della persuasione, alle regole da seguire per risultare più efficaci.
Una cura che spesso emerge con una lucidità e un’attualità sorprendente dai loro scritti e dalle loro parole. Edoardo Novelli, docente di Teorie e tecnica della comunicazione a Roma Tre, ha effettuato una rassegna di alcuni dei casi più stupefacenti in “Lezioni di propaganda: la voce dei protagonisti da Aristotele a Malcolm X” (Le Monnier università). Due estremi temporali che contemplano nel mezzo politici (Cicerone, Mazzini), uomini di chiesa (Gregorio Magno, Lutero, Ignazio di Loyola), rivoluzionari (Lenin, Mao, il Che), dittatori (Napoleone, Hitler, Mussolini) ma anche artisti come Majakovskij.Con una lettura volutamente astorica, quel che emerge è la straordinaria conoscenza delle regole della comunicazione e dei meccanismi della psicologia umana, in molti casi ben prima che questa venisse codificata come disciplina.




