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giovedì 5 aprile 2012

FRYDA LAURETI CILETTI, ARTISTA DA SCOPRIRE


Entrare nella nuova ala del Museo del Sannio ed incontrarsi con i dipinti di Fryda Ciletti per me è stata una scoperta. Non c’è una data, un anniversario, una circostanza particolare per ricordarla. Lo spunto per parlare di lei è questa mia visita nelle sale espositive che contengono i quadri dei coniugi Ciletti, Nicola e Fryda. Peccato che la superba “Madre sannita” (olio su compensato, 160x70) sia collocata su una parete scura che ne rende difficoltosa la ripresa fotografica, anche se con una potente digitale. Ammiro estasiata anche “L’Eroica” del 1983, dipinta quattro anni prima della sua morte, ed il “Paesaggio campestre con case e contadini” del 1934. I colori sono belli, il viso della madre e del suo bambino espressivi, la scena del violino tra gli spartiti, i libri, il calamaio, il lume e la tendina ocra socchiusa evoca una strana malinconia. Forse quella che lei stessa provava nell’isolamento di San Giorgio la Molara, il paesino del Fortore dove la confinarono gli eventi della seconda guerra mondiale, lei, che aveva ricevuto un’educazione cosmopolita, avendo studiato a Zurigo dove aveva imparato il tedesco ed il francese. Affiora in me il ricordo di una mostra di questa artista cui ho assistito già diversi anni fa, ormai, nonché il ricordo dell’avvocato Ugo Iorio, sangiorgese, amico della mia famiglia insieme alla sua consorte Assunta, il quale affermava, senza peli sulla lingua: “Zia Fryda con il pennello era anche più brava del marito!”.

Allora, tra l’osservare i suoi quadri e lo scattare foto, mi è venuta la curiosità di approfondire la storia, umana e artistica, di questa donna, scoprendo un ricco vissuto, del quale si dovrebbe parlare di più, anche nelle nostre aule scolastiche quando si insegna Arte. La Giornata Mondiale del Libro, il 23 aprile, si avvicina e sarebbe bello ricordare questa figura di donna ed artista, scrittrice, pittrice, magari proprio all’interno del Festival del Libro che si svolge nella nostra città dal 2010. Sì, perché Fryda Laureti Ciletti fu anche scrittrice ed illustratrice sopraffina di testi, oggi conservati (proprio dal 23 aprile 2010) presso la Biblioteca parrocchiale di San Giorgio la Molara. A differenza di altre, Fryda sacrificò il suo talento per non fare ombra a quello del coniuge, preferendo defilarsi, sempre.

Fryda nasce il 3 giugno 1905 a Alanno, piccolo centro del Pescarese. E’ la terzogenita di Silvio e di Lina Lanz, tedesca. In Svizzera frequenta la scuola pubblica e la chiesa protestante. Allo scoppio della prima guerra mondiale raggiunge il padre a Crotone, dove egli era direttore della Cattedra di Agricoltura sperimentale, anche se la famiglia era stata confinata a Lagonegro a causa dell’origine della madre. Rimarrà orfana del genitore nel 1918, colpito dall’epidemia di spagnola, e nel 1924 perde anche la madre. L’amica Bianca Maria Cammarano le fa allora conoscere Nicola Ciletti, nato a San Giorgio la Molara e artista di successo nella Napoli del tempo. Lui è un maturo signore di 41 anni, lei di anni ne ha 19. E’ bella, giovane, affascinante, dotata di un genio creativo e di un’intelligenza fuori dal comune. Tra i due subito scocca la scintilla ed il matrimonio sarà allietato dalla nascita di tre figli, Gloria, Imperia e Sigfrido. Il matrimonio è anche sodalizio artistico. Dal 1930, Fryda completa la sua formazione culturale ed artistica a Napoli. Nel 1941 si converte al cattolicesimo, altro avvenimento centrale della sua vita, seguito ad un’intensa riflessione sulla storia della Chiesa e gli scritti dei suoi Dottori.

“Paese sannita che ospiti la mia straniera nostalgia e il mio tormento, vedo le tue case fasciate di antichissima pace di cui ignoro il profumo”. Così scrive Fryda in uno dei suoi componimenti su San Giorgio la Molara. Diversi suoi scritti ed articoli usciti su riviste parlano dei viaggi all’estero che sempre caratterizzarono la sua vita. Il suo testo è accompagnato sempre da disegni da lei stessa realizzati. Si è spenta nel 1987 a San Giorgio la Molara. Vorrei rivolgere un sentito appello alle istituzioni di San Giorgio la Molara per allestire una nuova mostra che consenta di conoscere le opere di questa artista geniale, accompagnate, se possibile, dalla lettura di alcune sue opere. E’ sempre giusto ricordare chi ha dato lustro ai luoghi che sono stati scenario della propria esistenza terrena.

domenica 3 luglio 2011

JULIA MARGARET CAMERON, LA PRIMA DONNA FOTOGRAFA DELLA STORIA


(Blog delle Sorelle Lumière) - Una donna insolita, dotata di un fortissimo carisma, stravagante per l’epoca in cui visse, molto stimata tra gli amici ma molto criticata come fotografa per la sua presunta scarsa capacità artistica e tecnica che solo più tardi, le venne riconosciuta.
Nacque a Calcutta nel 1815, in India, era figlia di un ufficiale inglese. Visse per un periodo di tempo in Francia, poi tornò in India, poi Londra. La sua famiglia acquistò nell’Isola di Wight una tenuta ed ancora oggi esiste un museo e una mostra fotografica della Cameron.
Si avvicinò alla fotografia solo nel 1863, quando ricevette in regalo la sua prima fotocamera. Iniziò così la sua dedizione totale alla fotografia, divenne quasi un ossessione, diventando una fotografa instancabile e scattando quasi esclusivamente ritratti.
Fu una donna eccentrica lontana dall’epoca vittoriana in cui visse. Il suo leggero “fuori fuoco” criticato tantissimo, oggi caratterizza le sue immagini che diventano per questo eteree e sognanti soprattutto nei ritratti delle donne e dei bambini. Bisogna dire che il lavoro della Cameron è stato molte volte stroncato anche dai suoi colleghi che vedevano nei suoi lavori, delle lacune imperdonabili. In realtà, la Cameron si muoveva “controcorrente” in un periodo in cui si cercava di raggiungere la perfezione con il mezzo fotografico definito per eccellenza lo specchio della realtà. Si può dire che ha iniziato il movimento del Pittorialismo, una cura estrema nella composizione, la morbidezza dei toni e di tutte le sfumature e molto probabilmente se Alfred Stieglitz non avesse provato interesse per le immagini di Margaret sarebbe stata sepolta nell’oblio e nell’indifferenza.
Amava le rappresentazioni velate da una particolare malinconia, di dolori non espressi, cercava di racchiudere nei suoi scatti, momenti di interiorità. I suoi soggetti femminili sono sempre delicati, figure esili, snelle dai lunghi capelli ondulati.
Indipendentemente dalle critiche, trovo le immagini e il lavoro della Cameron non solo incredibilmente affascinante ma anche tenace visti i mezzi limitati con cui operava. Ha sempre cercato di trarre il meglio dell’estetica in tutto quello che fotografava. È travolgente il suo entusiasmo, lontana dai “sapienti”, dalla troppa perfezione stilistica e tecnica, Cameron va per la sua strada e la sua passione tanto che ricavò nel pollaio di casa, un locale a vetri fornito di tendaggi per filtrare la luce, la scomoda e caotica Glass House.

giovedì 17 febbraio 2011

SCULTURE DI GHIACCIO DA MONTECARLO A SANREMO


A realizzarle è stato il Campione del Mondo di scultura su ghiaccio Mario Amegee, togolese trasferito nel Principato di Monaco. Già campione del mondo di scultura su ghiaccio nel 2005, Amegee è in partenza per i nuovi campionati del mondo che si svolgeranno in Alaska dal 22 al 25 febbraio e concorrerà con i colori monegaschi nella sezione Single Block Classic.

sabato 5 febbraio 2011

NUOVI DOCUMENTI SULLA VITA DI CARAVAGGIO A ROMA


Le risse, le medicazioni per le ferite subite, le fughe per non pagare l’affitto ai proprietari, le denunce. Che la vita di Caravaggio fosse degna d’un romanzo avventura era cosa nota. Ad aggiungere nuovi tasselli al soggiorno romano del pittore sono adesso 90 nuovi documenti trovati all’Archivio di Stato. Di questi, 15 del tutto inediti. Carte salvate dall’usura che svelano aspetti finora sconosciuti e che dall’11 febbraio al 15 maggio saranno esposte nella mostra “Caravaggio a Roma: una vita dal vero”, ospitata a Sant’Ivo alla Sapienza. Un luogo fortemente simbolico, visto che Caravaggio visse per anni all’ombra del cardinal Del Monte, suo grande mecenate, nel vicino Palazzo Madama. I tecnici dell’Archivio di Stato, grazie a una task force di sette giovani storici dell’arte, paleografi, archivisti e storici, hanno salvato dal degrado e restaurato 34 volumi di atti pubblici, contenenti da 200 a 1500 fogli ciascuno. Un intervento realizzato con una tecnologia innovativa dall’Icpal, l’Istituto per il restauro del patrimonio archivistico e librario. Costo: 170 mila euro, 60 mila dei quali messi a disposizione con fondi Arcus e il resto affidato a una sottoscrizione fra privati, dall’Istituto per il credito sportivo alla federazione dei tabaccai italiani.
Le scoperte riscrivono in parte la biografia di Caravaggio. A cominciare dal suo arrivo a Roma, posticipato dal 1592 al 1596.

martedì 1 febbraio 2011

CON GOOGLE ARTE VIRTUALE IN 17 MUSEI DAL MONDO


Camminare per gli Uffizi e ammirare i suoi principali capolavori fin nei minimi dettagli via Internet, senza muoversi di casa. Un tour virtuale da oggi possibile con l’“Art Project” di Google, un’esclusiva collaborazione con alcuni dei più prestigiosi musei d’arte del mondo, tra cui la Galleria degli Uffizi, che la compagnia di Montain View ha presentato oggi. Il progetto dà la possibilità di andare letteralmente alla scoperta di oltre 1000 opere di 486 artisti.

venerdì 14 gennaio 2011

IL PALAZZO DI ARIOSTO DIVENTA CASA PER ARTISTI


A Ferrara rinasce palazzo rinasce la dimora che ospitò l'autore dell'Orlando Furioso. Le case Cavallini-Sgarbi, in via Giuoco del Pallone diventeranno una residenza aperta ad artisti, scrittori, semplici turisti che vogliano conoscere le stanze dove Ariosto compose il suo capolavoro e dove mise in scena le sue prime composizioni teatrali. Il palazzo ora rinasce per volontà di Elisabetta Sgarbi, scrittrice, regista e direttore editoriale della Bompiani.

domenica 28 novembre 2010

A TORINO TORNA 'LUCI D'ARTISTA'

Sono passati tredici anni e le Luci d'Artista continuano a illuminare piazze, vie e strade di Torino. Fiore all'occhiello della città - da anni considerata un punto di riferimento del mondo dell'arte contemporanea - le installazioni di Luce d'Artista sono ormai un must della stagione di Contemporary Art Torino Piemonte, nonché il simbolo di una concezione "universale" dell'arte, che la porta in contatto diretto con un pubblico vastissimo.
Visti i nomi coinvolti, Luci d'Artista 2010 offre ancora una volta un altissimo valore non solo scenografico, ma anche qualitativo. E, com'è ormai tradizione, ogni anno si arricchisce di nuove "luci". L'edizione 2010-2011 della rassegna prevede l'esposizione di 20 opere. (http://www.torinocultura.it/primo_piano/lucu-dartista.shtml
)




sabato 27 novembre 2010

RICORDI

Lucia Gangale, Iconografia della donna sannita, tecnica mista, 2005

IL TESCHIO DI HIRST IN MOSTRA A FIRENZE

http://www.ilquotidianoitaliano.it/gallerie/2010/11/news/un-teschio-da-100-milioni-di-euro-lopera-di-hirst-in-mostra-a-firenze-39312.html

Un teschio da cento milioni di euro
L’opera, protetta da una teca trasparente e sorvegliata 24 ore al giorno da tre guardie armate, sarà esposta nella Camera del Duca Cosimo I, dalla quale è possibile accedere attraverso lo Studiolo di Francesco I dé Medici, uno dei capolavori del manierismo fiorentino realizzato a cavallo tra 1570 e 1575, che in genere è visitabile solo su prenotazione.

‘For the Love of God’ è un calco di platino di un teschio umano in scala reale tempestato di 8.601 diamanti al massimo grado di purezza o con pochissime imperfezioni, per un totale di 1.106,18 carati.

http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=b0.11.26.20.08
Damien Hirst è, probabilmente, il più importante artista del Regno Unito, o meglio il più conosciuto del gruppo Young British Artists. La sua veloce ascesa durante gli anni Novanta è strettamente legata alla vicinanza e promozione da parte del collezionista e pubblicitario anglo-iracheno Charles Saatchi, anche se le continue frizioni tra i due portarono nel 2003 alla fine della proficua collaborazione.

La morte è il tema centrale delle sue opere. È noto soprattutto per una serie di opere in cui corpi di animali, come squali-tigre, pecore e mucche, sono imbalsamati ed immersi in formaldeide.
L'intenzione degli organizzatori, sembra essere quello di esporre un'opera contemporanea importante in una città come Firenze, poco incline ad accogliere, anche a livello istituzionale opere d'arte contemporanee
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sabato 9 ottobre 2010

MOSTRA SU VAN GOGH AL VITTORIANO DI ROMA

Il tormentato pittore olandese è in mostra da ieri sera al Vittoriano di Roma. Un imperdibile percorso nella sua storia artistica, una mostra ricca ed interessante mette a confronto la produzione dell’artista con il suo tempo e i suoi valori.

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