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venerdì 11 dicembre 2015
martedì 24 gennaio 2012
"IL FOTOGRAFO", FILM AUTOPRODOTTO E GIRATO A BENEVENTO
Prima nazionale venerdì 27 gennaio 2012
Ore 20.00 e ore 22.00 Cinema San Marco - Benevento
sabato 7 gennaio 2012
LA FOTO LUNGA UN ANNO
Fonte:
Repubblica

Repubblica

Una foto lunga un anno. Non è una semplificazione o un modo di dire. E' quella "scattata" dal fotografo Michael Chrisman con una camera stenopeica (il primo prototipo di macchina fotografica che risale addirittura a Leonardo: una camera oscura senza lente, costituita solo da una scatola, un piccolissimo foro attraverso il quale passa la luce e una carta fotosensibile al posto della pellicola). Il primo gennaio 2011 Chrisman ha posizionato la sua "scatola nera" al porto di Toronto per tornare a recuperarla solo il 31 dicembre. Il periodo di esposizione è stato così di 365 giorni, più o meno 31 milioni 356mila secondi: un tempo di posa impossibile con una normale pellicola fotografica. Il risultato, ottenuto poi attraverso uno scanner, è un'immagine molto particolare "come un timelapse fotografico" ha spiegato lo stesso autore. Non particolarmente nitida ma molto suggestiva, nella quale si distingue bene il profilo della città, con la Cn tower, e la scia luminosa del sole che, gradatamente, cambia posizione col passare dei giorni e delle stagioni (a cura di Matteo Marini)
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domenica 3 luglio 2011
JULIA MARGARET CAMERON, LA PRIMA DONNA FOTOGRAFA DELLA STORIA

(Blog delle Sorelle Lumière) - Una donna insolita, dotata di un fortissimo carisma, stravagante per l’epoca in cui visse, molto stimata tra gli amici ma molto criticata come fotografa per la sua presunta scarsa capacità artistica e tecnica che solo più tardi, le venne riconosciuta.
Nacque a Calcutta nel 1815, in India, era figlia di un ufficiale inglese. Visse per un periodo di tempo in Francia, poi tornò in India, poi Londra. La sua famiglia acquistò nell’Isola di Wight una tenuta ed ancora oggi esiste un museo e una mostra fotografica della Cameron.
Si avvicinò alla fotografia solo nel 1863, quando ricevette in regalo la sua prima fotocamera. Iniziò così la sua dedizione totale alla fotografia, divenne quasi un ossessione, diventando una fotografa instancabile e scattando quasi esclusivamente ritratti.
Fu una donna eccentrica lontana dall’epoca vittoriana in cui visse. Il suo leggero “fuori fuoco” criticato tantissimo, oggi caratterizza le sue immagini che diventano per questo eteree e sognanti soprattutto nei ritratti delle donne e dei bambini. Bisogna dire che il lavoro della Cameron è stato molte volte stroncato anche dai suoi colleghi che vedevano nei suoi lavori, delle lacune imperdonabili. In realtà, la Cameron si muoveva “controcorrente” in un periodo in cui si cercava di raggiungere la perfezione con il mezzo fotografico definito per eccellenza lo specchio della realtà. Si può dire che ha iniziato il movimento del Pittorialismo, una cura estrema nella composizione, la morbidezza dei toni e di tutte le sfumature e molto probabilmente se Alfred Stieglitz non avesse provato interesse per le immagini di Margaret sarebbe stata sepolta nell’oblio e nell’indifferenza.Amava le rappresentazioni velate da una particolare malinconia, di dolori non espressi, cercava di racchiudere nei suoi scatti, momenti di interiorità. I suoi soggetti femminili sono sempre delicati, figure esili, snelle dai lunghi capelli ondulati.
Indipendentemente dalle critiche, trovo le immagini e il lavoro della Cameron non solo incredibilmente affascinante ma anche tenace visti i mezzi limitati con cui operava. Ha sempre cercato di trarre il meglio dell’estetica in tutto quello che fotografava. È travolgente il suo entusiasmo, lontana dai “sapienti”, dalla troppa perfezione stilistica e tecnica, Cameron va per la sua strada e la sua passione tanto che ricavò nel pollaio di casa, un locale a vetri fornito di tendaggi per filtrare la luce, la scomoda e caotica Glass House.
venerdì 17 giugno 2011
COSI' NACQUE LA FOTO DELLO SCANDALO
(L'Unità) - Qualsiasi appassionato di Helmut Newton non può non conoscere questa foto che ritrae sua moglie June Brown, dopo cena al ristorante. È uno dei suoi scatti più famosi in assoluto.Ne parlo perchè questa mattina June Newton era a Berlino per presentare una mostra in cui si raccolgono più di 300 polaroid scattate da suo marito.
Le ho chiesto, mentre si aggirava per le stanze della fondazione, quale fosse la storia che sta dietro a questa famosa immagine.
Ha risposto così: "Vivevamo a Parigi, avevamo un appartamento nel Marais. Eravamo a cena in uno dei bistrot del quartiere. Finito di mangiare Helmut mi chiese, 'June, la puoi aprire?', indicando la giacca. Ovviamente aveva la macchina fotografica appoggiata sul tavolo. Aprii rapidamente la giacca. Fu molto veloce".
Le ho chiesto, mentre si aggirava per le stanze della fondazione, quale fosse la storia che sta dietro a questa famosa immagine.
Ha risposto così: "Vivevamo a Parigi, avevamo un appartamento nel Marais. Eravamo a cena in uno dei bistrot del quartiere. Finito di mangiare Helmut mi chiese, 'June, la puoi aprire?', indicando la giacca. Ovviamente aveva la macchina fotografica appoggiata sul tavolo. Aprii rapidamente la giacca. Fu molto veloce".
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