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venerdì 6 aprile 2012

LA LEGA TRA ESOTERISMO E RITUALI COLLETTIVI


Sembra di rileggere la storia del Duce e di Hitler. I rituali collettivi come le bandiere verdi sventolanti ed i bracci alzati della plebe della Padania verso Umberto, il capo carismatico del partito che ce l'ha duro, in una escalation di gesti tosti e rozzi e di volgarità. I libri di esoterismo nella mansarda di Umberto come la fissazione dell'occulto di Hitler. L'identificazione del partito con il suo capo. Il (quasi) inseparabile duetto Bossi-Berlusconi. Il Patto d'Acciaio e l'Asse Arcore-Padania.
L'elemento di novità sono solo i 99mila euro sborsati per comperare un diplomino al Trota (Renzo Bossi, il figlio di Umberto), bocciato tre volte all'esame di Stato, e i guai del figlioletto che gettava bombe alla candeggina sui malcapitati avversari della Lega.

Per il resto la retorica ad oltranza ed il mito della purezza della razza "padana" ricalcano copioni già visti e sentiti nella storia passata.
Il guaio è che la psicologia delle folle resta sempre la stessa quando si tratta di rendere omaggio al capo carismatico che addomestica le masse con rituali e simbolismi, non avendo niente di concreto da offrire sotto il manto della religione del popolo, infarcita, appunto, di simboli, sfilate, riti e volgarità.

sabato 26 febbraio 2011

LA SCUOLA DEL BUNGA BUNGA

Apprendiamo dal TG che il premier, dopo aver affermato che "la libertà non sta nella scuola pubblica perché inculca valori diversi da quelli insegnati nelle famiglie", ha concluso con un grido: "Vi invito tutti al bunga bunga!".
Viene da chiedersi se Berlusconi sappia cos'è una famiglia, cosa sono i valori e cos'è la scuola statale.
Forse è troppo intento a colloquiare cordialmente con il suo amico Gheddafi.
Abbiamo anche scoperto che per la Lega Nord la festa del 17 marzo "è completamente inutile", perché costituirebbe "uno spreco di risorse".
Infine abbiamo appreso dai giornali che la Gelmini, mentre manda allo sfascio la scuola di Stato, eroga due milioni di lire per fare corsi di formazione che spieghino ai vari capi delle amministrazioni pubbliche che cosa sia il federalismo.
Che scoperte, ragazzi...

lunedì 10 gennaio 2011

martedì 16 novembre 2010

VIENI VIA CON ME...


Pare che il ministro leghista Roberto Maroni non abbia gradito molto quello che Roberto Saviano ha detto ieri sera in Rai, e cioè che la Lega è collusa con la mafia, in particolare in affari riguardanti i rifiuti e la ristorazione. Si è detto "offeso"...
Ma và?...

sabato 11 settembre 2010

PARENTOPOLI PIEMONTESE

“La vicenda di “parentopoli” è la dimostrazione dell’inaudito grado di nepotismo e familismo raggiunto dalla gestione dell’amministrazione regionale da parte di Cota e della sua Giunta. Lascia stupefatti che gli esponenti del partito di “Roma ladrona” tollerino prassi che loro stessi stigmatizzano quando denunciano il malcostume presente nel Sud del nostro Paese. L’assunzione massiccia in Regione di familiari e parenti vari toglie alla Lega e al centrodestra ogni credibilità proprio in un momento in cui alla politica sono richieste rigore e sobrietà. Pertanto, il Consiglio regionale calendarizzi e approvi quanto prima la proposta di legge predisposta da Roberto Placido: sarebbe un importante segnale per i tanti piemontesi in cassa integrazione, per i precari e per tutte le persone che fanno fatica a vivere dignitosamente. E, soprattutto, Cota e suoi la smettano con i proclami populistici su sprechi vari attribuiti al precedente governo regionale di centrosinistra. Dalla vicenda relativa alla doppia sede della Regione a Roma allo scandalo parentopoli, pare evidente che la destra non ha la fedina morale pulita per dare lezioni sulla razionalizzazione delle spese e la trasparenza della cosa pubblica.”

Mariano Rabino - Vice Segretario PD Piemonte

giovedì 31 luglio 2008

La donna che bocciò Bossi

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo (estratto)

La professoressa Anna Spagnuolo, originaria di Benevento che da vent’anni vive e lavora in Lombardia, ne avrà sentite tante. Cumuli di sciocchezze che feriscono ogni animo sensibile ma retto, almeno quanto le montagne di rifiuti infine spazzate via. Tante vuote ciarle sul peccato originale d’essere meridionali, accidiosi d’animo e sguaiati di parola. Terroni. E in terra lombarda questa docente avrà proseguito a lavorare nella scuola, in quell’ambiente che dovrebbe essere fucina del futuro, con impegno quantomeno pari ai colleghi d’ogni dove italiano.Succede poi che, entrata a far parte della commissione d’esame per la maturità al Liceo Scientifico Bentivoglio di Tradate, in provincia di Varese, la docente, e con lei l’intera commissione, si trova ad esaminare tra gli studenti privatisti tal Renzo Bossi, uno dei figli del Ministro delle Riforme. E succede che Renzo, per la seconda volta consecutiva, viene bocciato. Bocciato per un motivo tanto semplice, “tutte le prove scritte e orali del ragazzo, come ho già dichiarato, sono state insufficienti”, ripeteva la professoressa Spagnuolo pochi giorni fa a “Il Sannio Quotidiano”.

In molti ricorderanno il fatto; pochi giorni fa Umberto Bossi ha tuonato contro i docenti del Sud: “Non possiamo più lasciare martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord (...) Un nostro ragazzo è stato "bastonato" agli esami perchè aveva portato una tesina su Carlo Cattaneo ”. Quel ragazzo è ovviamente Renzo, suo figlio.Sono orgoglioso dell’impegno e della professionalità di quella docente, con cui divido radici meridionali, terrone, sannite. Rivolgo un invito a Renzo Bossi: coraggio, l’impegno e lo studio danno frutti; prima o poi sarà così anche per te!

Una breve nota finale: nella medesima occasione in cui si è interessato degli organici dei docenti padani, il Ministro Bossi ha innalzato il dito medio nei confronti dell’Inno che rappresenta (pur con le sue non eccelse vette di versi e musica) la forza dell’Italia come Repubblica e come Nazione. Io appartengo alla nutrita e convinta schiera di coloro i quali hanno permesso al Ministro Bossi e ai suoi colleghi Ministri leghisti di impegnarsi nella realizzazione di un programma di Governo autorevole, nella pur asfissiante situazione economica globale. Per questo motivo mi permetto di segnalare al Signor Ministro poche parole, a mo’ di promemoria. “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione.” È il giuramento da lui prestato all’atto di divenire Ministro. La fedeltà è anzitutto rispetto. Buone vacanze.

Marco Di Meola

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