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lunedì 28 gennaio 2013
venerdì 6 aprile 2012
LA LEGA TRA ESOTERISMO E RITUALI COLLETTIVI

Sembra di rileggere la storia del Duce e di Hitler. I rituali collettivi come le bandiere verdi sventolanti ed i bracci alzati della plebe della Padania verso Umberto, il capo carismatico del partito che ce l'ha duro, in una escalation di gesti tosti e rozzi e di volgarità. I libri di esoterismo nella mansarda di Umberto come la fissazione dell'occulto di Hitler. L'identificazione del partito con il suo capo. Il (quasi) inseparabile duetto Bossi-Berlusconi. Il Patto d'Acciaio e l'Asse Arcore-Padania.
L'elemento di novità sono solo i 99mila euro sborsati per comperare un diplomino al Trota (Renzo Bossi, il figlio di Umberto), bocciato tre volte all'esame di Stato, e i guai del figlioletto che gettava bombe alla candeggina sui malcapitati avversari della Lega.
Per il resto la retorica ad oltranza ed il mito della purezza della razza "padana" ricalcano copioni già visti e sentiti nella storia passata.
Il guaio è che la psicologia delle folle resta sempre la stessa quando si tratta di rendere omaggio al capo carismatico che addomestica le masse con rituali e simbolismi, non avendo niente di concreto da offrire sotto il manto della religione del popolo, infarcita, appunto, di simboli, sfilate, riti e volgarità.
L'elemento di novità sono solo i 99mila euro sborsati per comperare un diplomino al Trota (Renzo Bossi, il figlio di Umberto), bocciato tre volte all'esame di Stato, e i guai del figlioletto che gettava bombe alla candeggina sui malcapitati avversari della Lega.
Per il resto la retorica ad oltranza ed il mito della purezza della razza "padana" ricalcano copioni già visti e sentiti nella storia passata.
Il guaio è che la psicologia delle folle resta sempre la stessa quando si tratta di rendere omaggio al capo carismatico che addomestica le masse con rituali e simbolismi, non avendo niente di concreto da offrire sotto il manto della religione del popolo, infarcita, appunto, di simboli, sfilate, riti e volgarità.
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lunedì 13 dicembre 2010
NUOVE TENSIONI CARFAGNA MUSSOLINI FASSINO

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Governo-in-aula-violento-battibecco-Mussolini-Fassino_311397603629.html
(Adnkronos) - Acceso scambio di opinioni tra Alessandra Mussolini e Piero Fassino in aula a Montecitorio. Talmente acceso che la deputata del Pdl ha cercato di scagliarsi contro il parlamentare del Pd. E' successo quando Fassino ha attaccato il governo per l'emergenza rifiuti a Napoli. Mussolini, allora, si e' alzata dal suo banco, ha fatto qualche passo e ha cominciato urlare qualcosa a Fassino. "Onorevole Mussolini, il ministro Carfagna l'ha gia' degnamente definita", riferendosi al 'vajassa' che aveva fatto litigare le due esponenti del centrodestra. A quel punto, evidentemente, Mussolini non ci ha visto piu' ed e' scattata verso i banchi dell'opposizione, 'placcata' in tempo dagli assistenti parlamentari d'aula.
Carfagna-Mussolini: lite su “vajassa”. Video. Dopo qualche settimana di silenzio, ritornano in campo la Carfagna e Alessandra Mussolini. Continuano le polemiche sul termine “vajassa” usato dal ministro Carfagna per definire la deputata Mussolini. La parlamentare del Pdl Alessandra Mussolini ha provato a tirare un cellulare al parlamentare del Pd Piero Fassino.
http://www.italia-news.it/politica-c14/tensioni-in-aula--scintille-fra-alssandra-mussolini-e-mara-carfagna-52833.html
(IAMM) Nuovo scontro tra l’onorevole Alessandra Mussolini e il Ministro per la Pari Opportunita' Mar
a Carfagna nell’Aula di Montecitorio. A scatenare la nuova lite è stato il deputato Pd Piero Fassini, che ha dato della “vajassa” alla Mussolini, termine già usato dal ministro salernitano Carfagna nei confronti della nipote del Duce. A quel punto, nera dalla rabbia, la Mussolini tenta di aggredire Fassino. Fermata dai commessi le urla: ''Hai visto che hai fatto? Cretina!''.
Poi sfogandosi in Trasantlantico con colleghi e giornalisti, rincara la dose: “Quando ho sentito Fassino chiamarmi così, sono scattata. Sono andata verso di lui e gli avrei tirato il cellulare se non mi avessero fermato i commessi. Allora mi sono girata verso Hai visto che hai combinato, sei una cretina!. Ora torno dentro e la prendo a calci”.
a Carfagna nell’Aula di Montecitorio. A scatenare la nuova lite è stato il deputato Pd Piero Fassini, che ha dato della “vajassa” alla Mussolini, termine già usato dal ministro salernitano Carfagna nei confronti della nipote del Duce. A quel punto, nera dalla rabbia, la Mussolini tenta di aggredire Fassino. Fermata dai commessi le urla: ''Hai visto che hai fatto? Cretina!''.Poi sfogandosi in Trasantlantico con colleghi e giornalisti, rincara la dose: “Quando ho sentito Fassino chiamarmi così, sono scattata. Sono andata verso di lui e gli avrei tirato il cellulare se non mi avessero fermato i commessi. Allora mi sono girata verso Hai visto che hai combinato, sei una cretina!. Ora torno dentro e la prendo a calci”.
mercoledì 5 maggio 2010
ELSA MORANTE SU MUSSOLINI
Scritto del 1945:"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto
delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."
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