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sabato 23 giugno 2012

"QUALCUNO OSI CONTRADDIRMI"

(Piccole Cose di un Calzino) - "Gli Emiliani-Romagnoli sono così. Devono fare una macchina? Loro ti fanno una Ferrari,una Maserati e una Lamborghini. Devono fare una moto? Loro costruiscono una Ducati. Devono fare un formaggio? Loro si inventano il Parmigiano Reggiano. Devono fare due spaghetti? Loro mettono in piedi la Barilla. Devono farti un caffè? Loro ti fanno la Saeco. Devono trovare qualcuno che scriva canzonette? Loro ti fanno nascere gente come Dalla, Morandi, Vasco, Ligabue e la Pausini (nota mia: Esticazzi. Io parlerei piuttosto di Carboni, Bersani e le Mondine). Devono farti una siringa? loro ti tirano su un'azienda biomedicale. Devono fare 4 piastrelle? Loro se ne escono con delle maioliche. Sono come i giapponesi,non si fermano,non si stancano,e se devono fare una cosa,a loro piace farla bene e bella, ed utile a tutti... Ci saranno pietre da raccogliere dopo un terremoto? Loro alla fine faranno cattedrali."

Nella foto: così si esorcizza il terremoto a Finale Emilia (MO) 

martedì 31 maggio 2011

MARIA LUISA BUSI, LA VERITA' NASCOSTA SU L'AQUILA


(Targatocn) La giornalista del Tg 1 Rai, dimessa il 21 maggio 2010 dopo i contrasti con la linea editoriale del direttore Augusto Minzolini, sul palco di Novello racconta i retroscena di quella linea e le notizie mai date a partire dal dramma dei terremotati dell’Aquila. “Una città distrutta, un incremento pazzesco di suicidi, mille morti per malattie metaboliche da stress, fallimento di moltissimi matrimoni. E’ la distruzione di un tessuto sociale con il 700% di cassa integrazione, più di 1.300 persone ancora in alberghi e nelle caserme della guardia di finanza. Lo sapevate questo? No. Non è colpa vostra, nessuno ve l’ha mai raccontato. L’Aquila è diventata un luogo simbolico del populismo mediatico. Cioè un luogo meta politico dove il film del governo del fare doveva essere rappresentato tanto è vero che non si tagliano più nastri a L’Aquila. Poi sono venuti anche a Roma gli aquilani e li hanno anche pestati perché volevano raggiungere Palazzo Chigi. Pochi frammenti di queste immagini in alcuni telegiornali che li hanno trasmessi. Non era mai accaduto prima", dice la giornalista parlando delle omissioni mediatiche all'interno del primo telegiornale nazionale.

lunedì 13 aprile 2009

LA FEDE: SUPERARE IL LIMITE

Il Signore protegge i forestieri, sostiene l’orfano e la vedova (SI 146, 9)

Un bel documentario trasmesso la sera di Pasqua su RaiDue all’interno di Voyager (una delle poche trasmissioni utili della Tv italiana), ha mostrato le più grandi figure di uomini di fede della storia. Abramo, Mosè, Salomone. Figure con i loro limiti oggettivi di uomini, i quali hanno però in comune una fede smisurata nella parola e nei piani di Dio. Abramo ne ascolta la voce, lascia la casa del padre perché Dio gli dice che da lui discenderanno le popolazioni di tutta la terra. Lui va, si incammina in giro per il mondo, a 90 anni concepisce un figlio –Isacco– dalla sterile moglie Sara. E quando Dio gli chiede di sacrificarlo, Abramo non esita a seguire questo comando, pur nella sconfinata drammaticità del momento, combattuto com’è tra l’amore paterno e l’obbedienza all’Altissimo. Dio lo ricompensa per la sua fede, fermandolo prima che Abramo trafigga con un coltello il figlio. Così gli fa capire che Lui non chiede sacrifici (com’era convinzione ampiamente diffusa nella cultura e nella religione del tempo di Abramo), ma solo la fede.
Mosè, invece, benché sia un uomo con difficoltà di parola, riesce a liberare il popolo ebraico dalla lunga schiavitù sotto gli egizi ed a condurli alla propria terra, dopo il miracolo dell’apertura delle acque del mar Rosso.
In entrambi i casi, Dio sceglie uomini con limiti oggettivi. Il motivo di questo, a mio parere, è duplice. Il primo è che a Dio niente è impossibile e la sua potenza si esplica anche e in presenza di limiti oggettivi. Il secondo mi pare di ravvisarlo nel fatto che l’uomo riesce a compiere le imprese più grandi quando capisce che può superare i suoi limiti. Che i limiti ci sono, ma sono lì apposta per essere superati. E chi può superarli? Solo i campioni, o, appunto, gli uomini di fede. Poi, superato il limite (come una sorta di movimento dialettico di sapore fichtiano), i miracoli accadono da soli.
Chiunque ha sperimentato questo almeno una volta nella sua vita.
Lo sperimenta, soprattutto, quando ama. Quando si spoglia dell’egoismo. Quando non conserva, trattiene per sé, inutilmente, ma dona, espande, irradia fuori l’amore e quindi la forza che ognuno ha in sé
E’ il messaggio più grande che può venire da questa Pasqua di Resurrezione: il potere è in noi. Ed in Qualcuno di più grande che ha fiducia in noi.
Questo messaggio lo giro alle popolazioni abruzzesi, drammaticamente colpite dal terremoto.

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