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lunedì 20 giugno 2016

LE PRIME DUE SINDACO DONNA DI ROMA E TORINO




Oggi Ugo Magri scrive su "La Stampa": "Roma e Torino si affidano a due trentenni, entrambe donne, del M5S: non una ma tre rivoluzioni tutte insieme. Chiara Appendino travolge Piero Fassino con quasi 10 punti di vantaggio, mentre il trionfo di Virginia Raggi nella Capitale era talmente fuori discussione che la britannica Bbc ne dava ieri notizia già all’ora di pranzo, a urne aperte".  
Débacle per il PD di Renzi e storia nuova di "un d’Italia che vuole mettere i grillini alla prova".
Virginia Raggi, nuovo sindaco di Roma, 38 anni a luglio,  ive nella borgata Ottavia, a nord ovest della città, dopo essere cresciuta nel quartiere di San Giovanni. Si è laureata in Giurisprudenza all’Università di Roma Tre ed è specializzata in diritto d’autore, proprietà intellettuale e nuove tecnologie. Lavora come civilista nello studio legale Sammarco.
Chiara Appendino, 31 anni, è laureata in Economia all’università Bocconi di Milano e ha cominciato a fare politica nel 2010. L’anno successivo è stata eletta in consiglio comunale e prima, tra le altre cose, si era occupata per due anni e mezzo di pianificazione finanziaria nella Juventus. Repubblica l’ha definita una «grillina anomala, pacata nei toni e attenta a non fare false promesse elettorali». Viene considerata piuttosto indipendente dagli organi direttivi del Movimento 5 Stelle.
Alle due neo sindaci di Roma e Torino buon lavoro ed auguri per il raggiungimento di traguardi importanti per l'Italia.

lunedì 6 agosto 2012

ADDIO A NICOLINI, INTELLETTUALE DELL'EFFIMERO


Creò l’Estate Romana facendo uscire la città dagli anni bui

GIANNI RIOTTA

(Estratto da La Stampa) - Che fanno stasera a Massenzio?. A metà degli anni ’70 per una generazione di ragazzi la domanda era parola d’ordine per chiedere: Andiamo al cinema?, Dove mangiamo?, Chi vediamo?, Come finisce la nottata?
La grande arena cinematografica all’aperto creata nella capitale alla Basilica di Massenzio era l’evento clou dell’Estate Romana, rassegna culturale ideata dall’assessore Renato Nicolini, scomparso ieri, settanta anni portati col piglio da neolaureato. Un’Italia impaurita dal terrorismo, una Roma abituata ai sabato sera illuminati dai roghi accesi da autonomi e neofascisti, si stupivano a vedere ragazzi, anziani, intellettuali e gente comune che, riparandosi con un plaid sulle ginocchia quando arrivava settembre, seguivano la maratona di una pellicola dopo l’altra. Sereni, tranquilli fino all’alba.
Capolavori e cinema trash, Senso di Visconti e Napoleon di Abel Gance, con i Maciste e Godzilla, i classici di Hollywood e le pellicole amate dai raffinati Cahiers du Cinema di cui tutti parlavano e che nessuno aveva mai davvero visto. Ricciuto, sorridente, in apparenza pigro e indolente, in realtà iperattivo, Nicolini è un architetto che ha visto a Roma il 1968 e poi diventa assessore nella giunta del sindaco storico dell’arte, Giulio Carlo Argan. I due sembrano diversi, Argan docente dell’eroe della Resistenza romana Giorgio Labò, autore del Manuale su cui studiano migliaia di ragazzi, severo, austero. Nicolini casual, informale, “americano”. Invece, prima con Argan e poi con il suo successore, il popolarissimo Luigi Petroselli, Nicolini affascina Roma e il mondo. Dalla Francia il ministro della Cultura Jack Lang studia l’Estate Romana e concede a Nicolini la Legion d’Onore. I giornali americani, Newsweek in testa, si appassionano a “Renatow”.
Il metodo di Nicolini è semplice: la scuola di massa ha creato una generazione acculturata e in cerca di lavoro, i turisti non sono solo più da cartolina del Colosseo ma cercano emozioni vere, il lavoro culturale, così caro al suo partito d’origine il Pci, non può svolgersi solo nelle università e nelle scuole quadri come le vecchie Frattocchie. Il nuovo «intellettuale diffuso», mix tra «cultura alta e cultura bassa» praticato dagli americani, nel jazz e al cinema, può creare anche in Italia incontro, lavoro, festa.
L’Estate Romana – presto imitata ovunque - svuota le case e riempie le piazze. La paura della violenza, la solitudine, lasciano il posto a un circo colorato, che è per molti il primo lavoro: chi stacca i biglietti, chi organizza le rassegne, chi l’ufficio stampa, chi porta a Massenzio teglie di pizza, biscotti fatti in casa, incenso indiano, pullover peruviani e avvia un commercio. Storici locali della Roma di oggi, l’enoteca Cul de Sac a piazza Pasquino, nascono allora, su spinta di pochi ragazzi che smettono di chiedere ai passanti a piazza Navona «Scusa che c’hai 100 lire?».
Nicolini si gode il successo dietro gli occhi scettici, parla della sua famiglia, avrà alla fine cinque figli, chiede suggerimenti, spunti. A Roma arriva il papà del regista Coppola a dirigere l’orchestra per la riedizione del capolavoro Napoleon, arriva Lula, futuro presidente brasiliano ancora sconosciuto sindacalista, e parla in una saletta a meno di dieci persone.
Non a tutti piace l’Estate Romana. La destra si preoccupa nel vedere i suoi ragazzi attratti dalla festa. La sinistra classica detesta l’idea che cultura non sia più patrimonio di pochi mandarini e accusa Nicolini di culto dell’“effimero”. Ponderosi elzeviri sconfessano l’Estate Romana, persuasi che «ben altri siano i problemi…» ma senza mai però dir quali. Dalla parte dell’assessore i giovani del Pci di D’Alema, il giornale Città Futura di Nando Adornato, L’Espresso di Zanetti, il Manifesto dei giovani critici Silvestri, Ciotta, Capitta. Il motto è del regista Wim Wenders «girare un film di Antonioni col ritmo di Hitchock», trattare la cultura alta con la passione della bassa. Il Manifesto bolla come «sabbipodi», dai rigattieri di Guerre Stellari che raccattano relitti spaziali, i critici della sinistra passatista. Il regista Nanni Moretti si vendica leggendo disgustato una recensione di Silvestri in una sua pellicola.
Di tutte le stagioni l’estate è quella che passa più in fretta. Petroselli muore giovane, stroncato dal troppo lavoro, Nicolini va in Parlamento, Pci, Pds, Pd, assessore di Bassolino a Napoli, candidato sindaco nel 1983, ostile all’apertura del McDonald’s a piazza di Spagna. I tempi sono mutati, la festa è finita, conta il lavoro, il business. Nicolini torna ad insegnare, scrive dell’Estate romana, si ferma per strada a sentire i ringraziamenti dei passanti «Assessore ho cominciato a lavorare con lei… Assessore lei mi ha sposato 30 anni fa… Assessore quanta felicità quelle notti a Massenzio…». Scuotendo il capo scettico Nicolini sorrideva ciondolando un po’ l’elegante giacca sghemba, ma era l’ultimo elogio che faceva lui, il mago dell’Estate più Lunga del dopoguerra italiano, davvero felice.

lunedì 5 dicembre 2011

"DIARIO STRESIANO" ALLA RASSEGNA 'PIU' LIBRI PIU' LIBERI' DI ROMA

Il libro "Diario Stresiano" di Lucia Gangale sarà disponibile presso lo stand F02 della Casa Editrice Genesi di Torino all'Eur Palazzo dei Congressi, Roma, per la 10^ edizione della rassegna "Più Libri più Liberi"
La rassegna si svolge dal 7 all'11 dicembre prossimi.

giovedì 30 dicembre 2010

ROMA, FORO BY NIGHT

Fonte:

A emergere dall’oscurità saranno alcune delle costruzioni più significative, come la facciata del Tempio di Antonino e Faustina, la Basilica Emilia e la colonna di Foca. L’intero tratto lineare compreso fra l'Arco di Settimio Severo e l'arco di Tito, dalle pendici del Campidoglio fino all'area del Colosseo, sarà illuminato con un sistema eco-compatibile a basso consumo e basso impatto ambientale. Obiettivo, dare agli spettatori la percezione unitaria dei vari edifici che compongono il Foro. E, al tempo stesso, risparmiare sulla “bolletta”. Il progetto, finanziato con fondi del commissario straordinario per le aree archeologiche di Roma e Ostia antica, era stato annunciato settembre-ottobre ma era poi slittato a primavera 2011 per la priorità data ad altri interventi, come l'apertura del tempio di Venere e il cantiere sulla Domus tiberiana. Alla fine, forse anche per la questione legata alla sfiducia al ministro Bondi, in calendario a gennaio in Parlamento, la decisione di anticipare nuovamente i tempi. Domani all’inaugurazione, oltre a Giro e Alemanno, ci saranno anche il commissario delegato Roberto Cecchi, il soprintendente per i Beni Archeologici di Roma, Anna Maria Moretti, e il sovrintendente di Roma Capitale, Umberto Broccoli.

sabato 22 maggio 2010

ROMA, SANTIAGO, GERUSALEMME

Sono le vie della spiritualità cristiana. Le tappe fondamentali che si presentano nella vita di chi, per un motivo o per l'altro, ed i motivi sono sempre un po' misteriosi, voglia compiere un pellegrinaggio come si deve. Rigorosamente a piedi o in bici, zainetto in spalla, tante e tante tappe da superare, tanti chilometri al giorno (da 20 a 40 e più), problemi di stanchezza, ricerca d'acqua e di riposo in uno dei tanti ostelli a prezzo stracciato che si incontrano lungo il tragitto.

Ho visto un documentario su questo fenomeno religioso. I camminatori pellegrini sono davvero tanti, si incrociano sulle vie della santità a partire dai punti più disparati del globo. Camminano e pregano. Vivono di accoglienza e di provvidenza. Questo viaggio lo puoi fare a qualunque età. I pellegrini tornati da questa esperienza di bellezza e di vita ci dicono che è più facile sentire la stanchezza i primi giorni, poi il corpo si abitua e gli ultimi tratti scorrono via come niente. Eueste persone si sono incamminate in gruppo. Qualcuno da solo. Ci parlano di Santiago. Ci parlano di Gerusalemme, la terra di Cristo dove oggi l'umanità sembra non trovare mai pace, tra conflitti, miseria, degrado.

Il loro lo viaggio lo hanno chiamato "Cammino di Luce".
Il giorno dopo ne discuto con suor Laura e lei mi fa: "Una mia amica ha fatto sette tappe. Aveva bisogno di capire tante cose di sé. Ha lasciato marito e figli e ha detto "vi saluto". Pare che le sia servito tantissimo. E' tornata rinata."
Io questo cammino non l'ho mai fatto, ma deve essere un'esperienza davvero unica di bellezza e di ripresa del contatto con la propria coscienza. Davvero un viaggio di luce interiore ed esteriore. Grazie a chi me ne ha reso partecipe.

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