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venerdì 3 settembre 2010

PRECARI SANNITI NEWS

Ultime immagini dal presidio dei precari sanniti della scuola in via Torre della Catena. Continua lo sciopero della fame di Daniela Basile, coordinatrice del movimento precari.




mercoledì 1 settembre 2010

LETTERA DI UNA FIGLIA A SUA MADRE


Daniela Basile è una delle migliaia di precarie rimaste senza lavoro in seguito al decreto mangia-cattedre varato dall'attuale governo. Da mesi nella sua città, Benevento, insieme ad altri precari ha iniziato una dura lotta per reclamare il diritto al lavoro. Prima ha presidiato per settimane sul tetto dell'Usp di Benevento, poi ha iniziato lo sciopero della fame, adesso staziona in una tenda in via Torre della Catena. Queste sono le parole di sua figlia Gaia.

"Le presentazioni credo siano d'obbligo, mi chiamo Gaia Russo, figlia di Daniela Basile. Farò in fretta, sarò schietta e breve, negli ultimi sei giorni di presidio permanente in cui mia madre sta scioperando per avere il diritto di lavoro, ho finalmente aperto gli occhi sulla nostra città. Non chiedo troppo, voglio solo che qualcuno si accorga che mia madre sta rischiando per voi, non solo per i precari, perché toccherà anche agli altri impieghi di lavoro, e i tagli non ci saranno solo sulla scuola.
A parte questo, mi sono resa conto che la gente è molto indifferente, e pensa solo a sé, senza preoccuparsi degli altri, mia madre lotta ogni giorno per tutti noi, e lei non chiede che il vostro sostegno, ma voi le avete levato il diritto anche di mangiare, dormire in un letto caldo e, soprattutto, le avete levato la dignità.
Una lettera di una ragazzina, non credo farà molto notizia, ma per me conta, perché io lascio mia madre a dormire in una tenda ogni notte, e mi sento impotente, perché so che non posso cambiare nulla. Vedo la sua fiamma ancora viva dentro di sé, leggo la sua determinazione negli occhi, ma la stanchezza sta prendendo il comando, ma nessuno si interessa di lei, viene trattata come una criminale, le è stato negato prersino il diritto di andare in un bagno decente. Non credete sia un atto di pietà, che lo stia facendo solo per lei, perché lo faccio anche per me, perché se rimmarrò orfana, la colpa sarà solo vostra.
L'onorevole Nunzia De Girolamo cugina di mia madre, resta senza fare niente, nemmeno una telefonata per controllare la salute di mia mamma. Da questo momento questa parte è dedicata solo a te Nunzia, sappi che fino a qualche tempo fa ti stimavo molto, sai? Mi piaceva il tuo mestiere, ma ti confesso che mi deludi, perché ti sei dimenticata di tutti, e come tutti i politici pensi solo a te, anche se i politici servono ad ascoltare le persone e a tutelare i diritti di tutti.
Non sto chiedendo una raccomandazione per mia madre, ma solo che gli Onorevoli si interessino ai problemi della gente, dei precari e dei deboli. A scuola studio educazione civica, e la Costituzione dice che il lavoro va tutelato. Chiudo il discorso qui, perché qualche lacrima già mi sta scendendo, e non voglio essere più triste di quanto lo sono già. Hasta la victoria, Siempre (questa è per te mamma!!!)".

Primo Levi
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

sabato 5 settembre 2009

BENEVENTO: PRECARI IN CORTEO PER LE VIE DELLA CITTA'

“Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”. E’ il grido di protesta delle insegnanti precarie contro i tagli di posti di lavoro del Governo Berlusconi: 8.200 in Campania e circa 500 a Benevento. Un lungo corteo ha sfilato per le strade della città partendo da Piazza Gramazio, oramai simbolo della lotta, per arrivare alla Prefettura di Corso Garibaldi. Solo tre delle sei insegnanti che occupano il tetto dell’Ufficio Scolastico Provinciale (oggi è l’ottavo giorno) hanno partecipato alla manifestazione, le altre sono rimaste a presidiare il terrazzo. Intorno alle 13 l'incontro con il segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa. Daniela Basile, presidente del CIP (Comitato Insegnanti Precarie) è stata in prima fila a gridare a squarciagola al megafono, poi, in Via Rummo è dovuta tornare indietro con un autobus urbano a causa di un lieve malore, ma nulla di preoccupante. “Il più grande licenziamento di massa della storia” recita lo striscione in testa al corteo, mantenuto da docenti e comuni cittadini. Tante le persone affacciate ai balconi per godersi dall’alto la scena e a incassare il rimprovero dei manifestanti che li invitavano a scendere con loro. A questo proposito ha preso la parola uno dei professori vittima dei tagli: “E’ un problema che riguarda tutti voi, non solo la scuola e gli insegnanti. Cinquecento posti di lavoro in meno metteranno in crisi la città con una conseguente ricaduta sull’economia locale”. Di “crisi” si è parlato anche con il neo-prefetto, Michele Mazza, insediatosi a Benevento lo scorso 1°settembre. Una delegazione del CIP ha avuto un colloquio di circa mezz’ora durante il quale è stato possibile elencare le problematiche dei precari in lotta. I manifestanti hanno atteso il termine dell’incontro dietro lo striscione, posizionato a pochi passi dal Palazzo del Governo. Le precarie dovranno stilare un documento con le istanze necessarie. Poi sarà il prefetto a inviarlo al Ministero dell’Interno. “Siamo stati ricevuti e ascoltati attentamente – ha dichiarato sull’uscio della Prefettura, Patrizia Lepore, portavoce del CIP - . Noi chiederemo attraverso quel documento la convocazione di un tavolo istituzionale. Non accettiamo proposte di contratti di disponibilità, sono un’elemosina. Avrebbero una durata di 8 mesi: un’agonia che non risolve il problema. Perché dobbiamo uscire dalle graduatorie dopo 20 anni di attività? Vogliamo una spiegazione”. Martedì si terrà un incontro presso la sede della Regione Campania di Napoli, l’ipotesi più accreditata è quella di traghettare dei finanziamenti a favore di 4.000 precari in Campania, la metà del totale. Una delegazione beneventana parteciperà al tavolo ed esporrà precise richieste insieme ai colleghi degli altri capoluoghi. Grande solidarietà quest’oggi dalle docenti napoletane che hanno sfilato a Benevento munite di grandi bandiere e alcune t-shirt ironiche in occasione del “No-precari-day”. “Siamo qui per protestare con i nostri colleghi – ha dichiarato al Quaderno.it Antonella Vaccaro, portavoce del Coordinamento Scuola Precari Napoli -. Il problema riguarda il mezzogiorno e dobbiamo essere tutti uniti. Abbiamo una maglietta che ben riassume la nostra condizione (Ogni lettera della parola “precarie” esprime un concetto – vedi FOTOGALLERY), basta leggere l’acronimo, così evitiamo di spiegare”. Grande sostegno anche dalla politica, in primis Rifondazione Comunista che da giorni presidia 24 su 24 l’ex provveditorato. In prima fila al corteo anche il deputato nolano di Italia dei Valori, Francesco Barbato che da due notti dorme nella sua Lancia blu parcheggiata al centro di Piazza Gramazio, sotto gli striscioni colorati. Appoggia la protesta gridando slogan, desideroso di finire nell’occhio delle telecamere, subito pronto a rilasciare lunghissime interviste. “Si stanno mettendo migliaia di donne e uomini per strada – ha dichiarato sotto la Prefettura - . Con classi di più di 30 alunni come si farà a insegnare? I docenti non riusciranno a imparare nemmeno i loro nomi e cognomi”. In coda al corteo anche l’assessore provinciale all’Ambiente, Gianluca Aceto. Al termine della manifestazione sono giunti anche il sindaco di Benevento, Fausto Pepe e il suo vice, Raffaele Del Vecchio. Anche alcuni sindacati, Rdb e Cgil, hanno partecipato alla lunga camminata che ha collegato il Rione Libertà al centro storico. Intorno alle 13 è arrivato all'ex provveditorato agli studi il segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa, in compagnia del segretario provinciale Gennaro Santamaria, per dare solidarietà alle insegnanti sul tetto. Poca gente ad accoglierlo perchè erano tutti riuniti lungo Corso Garibaldi ad attendere l'esito dell'incontro con il prefetto Mazza. "Ci dispiace, eravamo in pochi - ha dichiarato telefonicamente al Quaderno.it, Daniela Basile - . I nostri colleghi e sostenitori erano tutti alla manifestazione al momento del suo arrivo. Vorrei ringraziarlo pubblicamente, è stato così gentile".Le “occupanti” scenderanno dal tetto solo quando avranno ricevuto delle risposte: il tavolo regionale di martedì sarà decisivo in questo senso. “Lottiamo dal 27 agosto – ha sottolineato la portavoce Lepore –, e non ci feremeremo facilmente. Valuteremo le risposte, per adesso non si possono fare previsioni. Siamo qui a difendere a denti stretti il lavoro ma soprattutto vogliamo proteggere la scuola pubblica e il diritto all’istruzione per tutti”.Intanto, lunedì 7 settembre alle 20,30, i Sancto Ianne terranno un concerto in Piazza Gramazio in una serata di solidarietà per i precari.

Lorenzo Palmieri

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