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sabato 15 ottobre 2011

INDIGNADOS, RIVOLTA GLOBALE

(Blogosfere) - La democrazia deve partire dal basso: è questo lo slogan fondamentale degli indignados, movimento di protesta nato il 15 Maggio scorso a Madrid con l'occupazione di Puerta del Sol, la piazza più rappresentativa della capitale spagnola. Un movimento di protesta che, inizialmente limitato alla Spagna, si scaglia contro la dissocupazione, l'incapacità del Governo di dare risposte concrete e il ruolo centrale delle banche nella crisi spagnola.

In poche settimane gli indignados hanno trovato terreno fertile in un'Europa sgretolata dopo la crisi del 2007, il movimento di protesta ha varcato i confini spagnoli, toccando Parigi, Berlino e arrivando fino ad Atene, centro di una Grecia messa in ginocchio dalla bancarotta.

In Spagna la situazione sembrava essersi tranquillizzata una settimana fa, dopo la decisione degli indignados di smobilitare la "cittadella libertaria" di Puerta del Sol ma ieri il movimento è tornato a farsi sentire per le strade della capitale spagnola con sei cortei che hanno confluito nel centro storico della capitale, spostandosi poi nelle vicinanze del Parlamento per alzare il loro grido di protesta. I rappresentanti del movimento parlano di oltre 150mila persone riunite a Madrid per protestare contro le politiche governative anti-crisi e contro le direttive europee del Patto dell'Euro colpevoli di aver portato Paesi come Spagna e Grecia in una situazione economica disastarata.

Tra le strade di Madrid i protestanti hanno le idee molto chiare su quale deve essere il modello da seguire per uscire dalla crisi: l'esempio di risposta che dovrebbe venire dai Paesi in crisi economica è quello islandese, dove gli abitanti per referendum, hanno deciso di non pagare i debiti delle proprie banche. Ad oggi l'Islanda è anche il primo paese al mondo che sta costruendo un modello di democrazia dal basso con la possibilità del popolo di interagire con i membri dell'Assemblea Costituente al lavoro in questi mesi per sviluppare un nuovo testo costituzionale.

Le proteste spagnole di ieri non hanno interessato solo Madrid ma anche Valencia e Barcellona programmando per il 15 Ottobre prossimo un Referendum che dia una svolta decisiva alla democrazia spagnola.

Passando per Parigi, Berlino e Bruxelles dove nella giornata di ieri si sono verificate manifestazioni legate al movimento degli indigandos arriviamo ad Atene, città fulcro delle proteste insieme a Madrid.

Nella serata di ieri oltre 5mila indignados si sono radunati sulla Syntagma, la piazza dove sorge il Parlamento greco, per protestare contro le misure di austerity imposte dal Governo per tentare di evitare la bancarotta. Per la quarta domenica consecutiva il popolo greco si è radunato di fronte al centro politico del Paese per chiedere di non pagare una crisi creata da banche e Governi.

L'Euro, pilastro fondamentale su cui si basa il futuro dell'Unione Europea, è uno dei principali bersagli delle proteste degli indignados. Il movimento nato in Spagna e cresciuto in Grecia ormai è diventato adulto e raccoglie proteste in tutta Europa: l'Unione Europea inizia a tremare, da Bruxelles arriveranno riforme forti per calmare le proteste?

sabato 5 settembre 2009

BENEVENTO: PRECARI IN CORTEO PER LE VIE DELLA CITTA'

“Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”. E’ il grido di protesta delle insegnanti precarie contro i tagli di posti di lavoro del Governo Berlusconi: 8.200 in Campania e circa 500 a Benevento. Un lungo corteo ha sfilato per le strade della città partendo da Piazza Gramazio, oramai simbolo della lotta, per arrivare alla Prefettura di Corso Garibaldi. Solo tre delle sei insegnanti che occupano il tetto dell’Ufficio Scolastico Provinciale (oggi è l’ottavo giorno) hanno partecipato alla manifestazione, le altre sono rimaste a presidiare il terrazzo. Intorno alle 13 l'incontro con il segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa. Daniela Basile, presidente del CIP (Comitato Insegnanti Precarie) è stata in prima fila a gridare a squarciagola al megafono, poi, in Via Rummo è dovuta tornare indietro con un autobus urbano a causa di un lieve malore, ma nulla di preoccupante. “Il più grande licenziamento di massa della storia” recita lo striscione in testa al corteo, mantenuto da docenti e comuni cittadini. Tante le persone affacciate ai balconi per godersi dall’alto la scena e a incassare il rimprovero dei manifestanti che li invitavano a scendere con loro. A questo proposito ha preso la parola uno dei professori vittima dei tagli: “E’ un problema che riguarda tutti voi, non solo la scuola e gli insegnanti. Cinquecento posti di lavoro in meno metteranno in crisi la città con una conseguente ricaduta sull’economia locale”. Di “crisi” si è parlato anche con il neo-prefetto, Michele Mazza, insediatosi a Benevento lo scorso 1°settembre. Una delegazione del CIP ha avuto un colloquio di circa mezz’ora durante il quale è stato possibile elencare le problematiche dei precari in lotta. I manifestanti hanno atteso il termine dell’incontro dietro lo striscione, posizionato a pochi passi dal Palazzo del Governo. Le precarie dovranno stilare un documento con le istanze necessarie. Poi sarà il prefetto a inviarlo al Ministero dell’Interno. “Siamo stati ricevuti e ascoltati attentamente – ha dichiarato sull’uscio della Prefettura, Patrizia Lepore, portavoce del CIP - . Noi chiederemo attraverso quel documento la convocazione di un tavolo istituzionale. Non accettiamo proposte di contratti di disponibilità, sono un’elemosina. Avrebbero una durata di 8 mesi: un’agonia che non risolve il problema. Perché dobbiamo uscire dalle graduatorie dopo 20 anni di attività? Vogliamo una spiegazione”. Martedì si terrà un incontro presso la sede della Regione Campania di Napoli, l’ipotesi più accreditata è quella di traghettare dei finanziamenti a favore di 4.000 precari in Campania, la metà del totale. Una delegazione beneventana parteciperà al tavolo ed esporrà precise richieste insieme ai colleghi degli altri capoluoghi. Grande solidarietà quest’oggi dalle docenti napoletane che hanno sfilato a Benevento munite di grandi bandiere e alcune t-shirt ironiche in occasione del “No-precari-day”. “Siamo qui per protestare con i nostri colleghi – ha dichiarato al Quaderno.it Antonella Vaccaro, portavoce del Coordinamento Scuola Precari Napoli -. Il problema riguarda il mezzogiorno e dobbiamo essere tutti uniti. Abbiamo una maglietta che ben riassume la nostra condizione (Ogni lettera della parola “precarie” esprime un concetto – vedi FOTOGALLERY), basta leggere l’acronimo, così evitiamo di spiegare”. Grande sostegno anche dalla politica, in primis Rifondazione Comunista che da giorni presidia 24 su 24 l’ex provveditorato. In prima fila al corteo anche il deputato nolano di Italia dei Valori, Francesco Barbato che da due notti dorme nella sua Lancia blu parcheggiata al centro di Piazza Gramazio, sotto gli striscioni colorati. Appoggia la protesta gridando slogan, desideroso di finire nell’occhio delle telecamere, subito pronto a rilasciare lunghissime interviste. “Si stanno mettendo migliaia di donne e uomini per strada – ha dichiarato sotto la Prefettura - . Con classi di più di 30 alunni come si farà a insegnare? I docenti non riusciranno a imparare nemmeno i loro nomi e cognomi”. In coda al corteo anche l’assessore provinciale all’Ambiente, Gianluca Aceto. Al termine della manifestazione sono giunti anche il sindaco di Benevento, Fausto Pepe e il suo vice, Raffaele Del Vecchio. Anche alcuni sindacati, Rdb e Cgil, hanno partecipato alla lunga camminata che ha collegato il Rione Libertà al centro storico. Intorno alle 13 è arrivato all'ex provveditorato agli studi il segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa, in compagnia del segretario provinciale Gennaro Santamaria, per dare solidarietà alle insegnanti sul tetto. Poca gente ad accoglierlo perchè erano tutti riuniti lungo Corso Garibaldi ad attendere l'esito dell'incontro con il prefetto Mazza. "Ci dispiace, eravamo in pochi - ha dichiarato telefonicamente al Quaderno.it, Daniela Basile - . I nostri colleghi e sostenitori erano tutti alla manifestazione al momento del suo arrivo. Vorrei ringraziarlo pubblicamente, è stato così gentile".Le “occupanti” scenderanno dal tetto solo quando avranno ricevuto delle risposte: il tavolo regionale di martedì sarà decisivo in questo senso. “Lottiamo dal 27 agosto – ha sottolineato la portavoce Lepore –, e non ci feremeremo facilmente. Valuteremo le risposte, per adesso non si possono fare previsioni. Siamo qui a difendere a denti stretti il lavoro ma soprattutto vogliamo proteggere la scuola pubblica e il diritto all’istruzione per tutti”.Intanto, lunedì 7 settembre alle 20,30, i Sancto Ianne terranno un concerto in Piazza Gramazio in una serata di solidarietà per i precari.

Lorenzo Palmieri

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