Visualizzazione post con etichetta facebook. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta facebook. Mostra tutti i post

martedì 31 agosto 2010

UN AMMASSO DI SPIONI

Tiziana Nardone

La società d’un tempo era più capace di formare: discussioni, contraddittori, gerarchia che obbligava a inserire il proprio pensiero in una corrente ma che proprio per questo induceva a faticare affinché quello stesso pensiero divenisse maggioritario, vita di sezione, di piazza rendevano possibile toccare con mano la vita. Oggi, invece, l’agorà è virtuale. Siamo un ammasso di spioni in nome di Facebook. Io linko, scrivo una frase, allego un video e aspetto che qualcuno sollevi un pollice, che mi dia il suo consenso, il suo apprezzamento. Un popolo di smidollati, mendicanti dell’altrui approvazione. I social network risultano utili e vincenti quando è il caso di veicolare idee nuove e aggregare, ma parliamo di grandi masse, non dei ragazzi del muretto di una scuola di Canicattì! C’è una seria incapacità di mettersi in gioco, chiusi nei recinti degli amici degli amici, con cui vituperare, nella speranza che qualcosa fuoriesca, ma non del tutto! Un popolo di voyeur pronti a mettere in piazza le proprie vacanze, i propri amori passati e presenti ma che rimandano, invece, una solitudine terrificante! Chi ha la propria vita da svolgere non ha tempo di stare incollato al monitor monitorando gli altri 20 ore su 24. E molti non hanno una propria vita da condurre per questa società paralizzata da un’economia inesistente. Che fare? Formare. Ammortizzate queste due o tre generazioni di ‘sfigati’ spero profondamente che i genitori capiscano quanto sia importante pretendere un’istruzione seria, spero che provvederanno da soli a impartirgliela se la scuola dovesse continuare a esser lacerata a morsi come ora.

TUTTO L'ARTICOLO E' SU
http://www.ilquaderno.it/vita-svolgere-incollati-monitor-mettiamoci-faccia-limpegno-anziche-diffamare-invidia--49763.html

lunedì 16 agosto 2010

CERCASI SAGGEZZA

Su Facebook spopolano due categorie di siti, costantemente condivisi, linkati e taggati soprattutto nelle pagine "faccia-libro" dei più giovani. Sono, per la precisione, "Le frasi più belle dei cartoni animati" e "Le frasi più belle dei film".
A leggerle si nota che per lo più sono davvero sagge e profonde e se proprio la vogliamo buttare sul sociologico possiamo affermare, senza tema di smentita, che l'eclatante fenomeno è dovuto alla ricerca di profondità e sapienza da parte dei ragazzi.
Come meravigliarsi?
In un momento storico in cui la classe dirigente non ha niente da dire, la Chiesa perde di credibilità coi suoi scandali (mi si dirà che la fede va oltre, è vero, ma andatelo a dire ad un ragazzino in fase di formazione che si trova davanti lo squallore dei preti pedofili), gli intellettuali scarseggiano, allora non rimane che la sapienza cinematografica e dei cartoon.
Una volta erano di moda Moravia, Montanelli, donna Letizia, Elsa Morante, Matilde Serao...
E' proprio vero: ogni epoca ha i suoi modelli ed i suoi maestri.
A noi oggi sono dati quelli virtuali.

lunedì 14 giugno 2010

CI STO PRENDENDO GUSTO...

... a documentarmi su tutte le cazzate che si scrivono su Internet. E mi sento misera, rispetto a Roberto Saviano, che in rete segue le conversazioni dei camorristi da cui si scoprono cose interessanti: "Addirittura - dice Saviano- osservando le conversazioni dei figli dei boss sui social network si possono evincere informazioni che probabilmente seguendo altri canali potrebbero sfuggire". http://www.repubblica.it/politica/2010/05/22/news/saviano-bavaglio-4253641/
Io mi limito alle 'cose divertenti', di cui vi offro un florilegio:

...andiamo a farci una passeggiatina dai!!!














Due amiche: "Tu lo dici a tuo marito quando raggiungi l'orgasmo?"
"No scherzi, non vuole essere disturbato quando è in ufficio!!
Di:
La gabbia dei MATTI!



" Paola tu che deodorante usi? " " Dove "
- " Sotto le ascelle ovviamente.. " - " Dove " - " Sotto le ascelleeeeeee!!!! " - " Dooove!!!! " - " Vaffanculo. "
Di:
XD






sabato 5 settembre 2009

AMICI A PAGAMENTO

La Stampa, 5 settembre 2009

Una società australiana, la Usocial, vende pacchetti di «amici» agli utenti di Facebook, la piazza gremita di tavolini virtuali (lo spiego a chi non passa la metà del suo tempo davanti al computer) in cui persone più o meno affini si incontrano per ciacolare. Qualcuno si è già scandalizzato: del cinismo di chi vende e della vanità di compra. L'amicizia è un bene sacro e i beni sacri non si commerciano né si ostentano. Ma lo scandalo non esiste. Da ragazzi chi aveva il maggior numero di invitati alle sue feste? Il più brillante, istruito e intelligente o quello che poteva garantire la casa più grande, i genitori più assenti, lo stereo più rumoroso e la cantina più fornita? L'amicizia di massa è soggetta alle regole della convenienza. La Usocial ha tolto il velo dell'ipocrisia a una pratica diffusa da sempre. Gli «amici» si comprano: con il potere, la comodità e, appunto, i soldi. Resta da intendersi sul significato della parola, di cui Facebook fa un uso spregiudicato. Gli «amici» della Rete assomigliano a quelli che si incontrano alle feste dei giovani e nei salotti degli adulti: conoscenze occasionali e relazioni utili. Gli amici senza virgolette sono pochi ma buoni, così si dice. Bisognerebbe aggiungere che, per essere buoni, devono necessariamente essere pochi. Un rapporto coltivato in profondità ha bisogno di tempo e gli amici stanno agli «amici» come l'amore di una vita all'avventura di un'estate. Ma ormai è tale l'abuso che forse dovremmo cominciare a chiamare gli amici con un altro nome.

MASSIMO GRAMELLINI

domenica 4 gennaio 2009

MA LA COMMUNITY NON DA' SOLDI: ANNO DURO PER I SOCIAL NETWORK

(La Repubblica) - Social network come Facebook e MySpace sono giganti dai piedi d’argilla e molti di loro nel 2009 sbatteranno il muso contro la crisi. Alcuni falliranno e chiuderanno bottega. Oppure si faranno acquistare da giganti del web. Altri dovranno ridurre le pretese e mettere in campo rimedi sgradevoli quanto necessari, come cominciare a far pagare gli utenti per alcuni servizi ora dati gratis. Il problema è che la pubblicità già ora non riesce a coprire le spese, per molti social network, e nel 2009 andrà peggio. Sono stime che vengono dai vari ricercatori esperti di questo mercato.
In particolare a parlare di rischio fallimento sono stati gli analisti di Deloitte Research: fanno notare che i social network si sono fatti prendere da manie di grandezza e ora si trovano stretti in una tenaglia, tra i costi che crescono e i ricavi pubblicitari che non aumentano a sufficienza. Ormai i principali siti pagano 100 milioni di dollari l’anno, ciascuno, per archiviare i dati degli utenti. Hanno permesso loro di pubblicare foto e video in grandi quantità. File pesanti, che occupano spazio su hard disk e server, e che consumano banda. Di contro, secondo Deloitte un social network tipico ricava per ogni utente iscritto solo qualche centesimi di euro.
Nel novero dei social network che bruciano soldi, tanto popolari quanto non profittevoli, c’è anche Youtube, posseduto da Google: anche questo sito come Facebook è ancora alla ricerca di un modello di business efficace. Il punto è che non è facile trasformare in denaro, con gli sponsor pubblicitari, i dati e i contenuti forniti dagli utenti. È un business molto nuovo, pochi grandi sponsor sono disposti a sperimentarlo e in tempi di crisi sono ancora più prudenti del solito. Preferiscono affidarsi a strumenti pubblicitari più consolidati, che garantiscano meglio il ritorno dell’investimento: per esempio, link sponsorizzati sui motori di ricerca.
Di contro, i social network devono stare attenti a non tirare troppo la corda con i propri utenti: li farebbero fuggire, se li bombardano di pubblicità o se sono troppo aggressivi nello sfruttare, per il marketing, i loro dati personali.


È probabile quindi che diventeranno a pagamento alcuni servizi adesso gratuiti, come la pubblicazione di video. I rimedi non basteranno a tutti per salvare il business: gli analisti stimano quindi che alcuni saranno costretti a chiudere o a farsi comprare da giganti come Google o Microsoft. I quali potrebbero usare i social network per potenziare le proprie piattaforme pubblicitarie, ora centrate sui motori di ricerca.



ALESSANDRO LONGO - (Estratto)

Lettori fissi