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martedì 14 ottobre 2008

«Premio Napoli», riconoscimento speciale a Rosaria Capacchione, giornalista sotto scorta

La giornalista del «Mattino», Rosaria Capacchione, sotto scorta per le minacce ricevute dal clan dei Casalesi è tra i sei vincitori del Premio Napoli 2008. Alla Capacchione è stato attribuito uno dei riconoscimenti speciali. Il 9 ottobre scorso, inoltre, ignoti hanno fatto incursione nell’abitazione della giornalista entrando da una finestra: hanno messo in subbuglio tutto portando via solo una targa consegnata alla cronista casertana in occasione di un recente premio giornalistico. La consegna del premio avverrà giovedì prossimo 16 ottobre alle ore 21 nella chiesa di S.Caterina da Siena a Napoli (Via Santa Caterina 38).
«Da svariati anni - è questa la motivazione ufficiale - la Capacchione tenta con lavoro testardo, coraggioso e quotidiano di tracciare e aggiornare la mappa dei clan camorristici dell’hinterland, segnalandone i confini, gli spostamenti e le sempre nuove strategie. Il lavoro giornalistico della Capacchione somiglia a quello di un analista scientifico, attento a non esagerare con gli aggettivi e con i sensazionalismi e concentrato soprattutto a vagliare il tasso di inquinamento che l’economia criminale della camorra produce sulle nostre vite. Questo premio speciale è dunque dedicato alla manutenzione del suo lavoro quotidiano e alla speranza - conclude la motivazione - che produca in futuro discepoli altrettanto bravi».


(dal Corriere del Mezzogiorno - visita il sito)

Saviano: vivo con i Carabinieri, mi chiamano capitano

Fonte: Ansa - Lun 13 Ott - 21.04

ROMA - Oggi Roberto Saviano ha compiuto i due anni di vita blindata, sotto protezione di una squadra di carabinieri che notte e giorno lo difendono dai possibili attentati della camorra, che lui ha denunciato nel best seller 'Gomorra'. Un 'compleanno' che il ventinovenne scrittore napoletano ha festeggiato partecipando per oltre mezz'ora alla trasmissione di 'Fahrenheit, che ogni giorno riunisce sulle onde di Radiotre il popolo degli amanti dei libri. 'Sono stati due anni di vita sottoscorta, anni duri - ha raccontato Saviano - All'inizio sembra che non ce la puoi fare, quando il tuo quotidiano viene stravolto e capisci che puoi solo peggiorare, perche' vivi costantemente nel sospetto, nella mancanza di fiducia, nella solitudine, mentre le persone che ti sono attorno spariscono''. Ma la vita quotidiana sotto scorta, com'e'? ''Spesso sono giornate terribili - risponde - Ma faccio molta palestra, soprattutto molta boxe con quelli che chiamo i 'miei ragazzi', cioe' i carabinieri che mi accompagnano giorno e notte e che qualche volta mi chiamano 'capitano'.'' Saviano ha anche ricordato quello che e' successo due anni fa, quando partecipo' ad una manifestazione a Casal di Principe, rivolgendosi direttamente ai boss latitanti. Il libro non era ancora un best seller da milioni di copie, ma qualcosa era successo e i carabinieri e la Procura della repubblica avvertirono lo scrittore. ''Ricordo la telefonata allarmata di un ufficiale dei carabinieri - ha raccontato ai microfoni di Fahrenheit - Un collaboratore di giustizia aveva segnalato il pericolo.

''Non tutti erano dalla mia parte, dalla parte dela legalita' - dice ancora Saviano - Ricordo che quando uscii di casa circondato dai carabinieri, ci fu qualcuno che mi sibilo' alle spalle: 'finalmente t'hanno arrestato!' Saviano oggi ha 29 anni e dice di essersi allontanato da tutti: ''anche da parte di quelli che mi erano vicino c'era una sorta di rimprovero, come se dicessero 'ci siamo presi degli schiaffi in faccia per te, per difendere uno spettro''. Ma Saviano e' anche convinto di una cosa: ''sono i lettori che hanno messo paura ai poteri criminali, non io''.
E spiega che denunce individuali, articoli coraggiosi, prese di posizioni di preti coraggiosi ecc. ecc. ci sono sempre stati, ma non hanno mai preoccupato i boss. Ma quando la denuncia comincia ad arrivare a certi numeri, quando sono milioni le persone che leggono un libro di denuncia, quando addirittura diventa economicamente vantaggioso denunciarli (editori, giornali, cineasti su Gomorra hanno guadagnato molto) allora qualcosa davvero cambia.

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