giovedì 19 novembre 2009

CENT'EURO DI SOLITUDINE

La Stampa, 19 novembre 2009
Scrive uno sventurato lettore, padre di due ragazzi laureati brillantemente e decisi a intraprendere la carriera accademica. Alla ricerca di sblocchi professionali, la prole si è imbattuta in un’offerta dell’Università di Milano: venti ore di lezione in un corso di storia contemporanea incentrato sull’età repubblicana. Compenso del contratto: 100,00 euro. Sulle prime il lettore ha creduto a un posizionamento errato della virgola. Non pretendeva per i figli lo stipendio a quattro zeri di un manager di Wall Street, ma almeno quello di un precario: 1000 euro. Invece erano proprio cento. Cinque l’ora. Lordi naturalmente. Meno, molti meno di quanti ne prenda una badante.Immagino cosa starete pensando: questo ha scoperto l’acqua calda. Il mondo ha bisogno di badanti, non di professori. Avendo ucciso il futuro, la società dell’emergenza non sa più programmare armonicamente il proprio sviluppo e prende le sue decisioni sulla spinta delle necessità immediate. Sfrutta i giovani per tutelare gli anziani che li mantengono, cristallizzandoli in un’eterna e insana adolescenza. Taglia i costi per far quadrare i conti, anche se quei tagli porteranno a un calo della qualità e quindi del guadagno. Ed è disposta a pagare bene solo quei servizi che rispondono a un’esigenza non procrastinabile: la cura in casa degli infermi, la riparazione della tubatura che si rompe. Sarà pure acqua calda. Però ci sia almeno concesso dire che brucia. Brucia da morire.
MASSIMO GRAMELLINI

domenica 15 novembre 2009

PORNOSTUDENTESSE E PORNO PAY TV...

L'economista vicentino Eugenio Benetazzo parla dello scenario di attuale crisi, con riferimenti inquietanti...
Da seguire!

DEPRIMENTE

Possibile che oggi in tv abbiano scomodato un filosofo del calibro di Stefano Zecchi per parlare del "Grande Fratello", ovvero della tv spazzatura?
E ne parlano anche?
Ancora?!?
Parlano di tutto quello scenario di derelitti, sciancati, analfabeti, travestiti ed invertiti, donnette, mignottelle, falliti e sfaticati che, non avendo altro da esibire, esibiscono il loro nulla, spogliando la loro anima del vestimento del pudore?
Ma chi la guarda sta' televisione? Con questa sottospecie di umanità?
"Dopo la gente si è sensibilizzata sul problema della diversità".
Ma a chi la venite a raccontare?
Sarà, ma la sera la gente preferisce uscire ed andare a seguire la conferenza ed il concerto, lo spettacolo giovanile o quello teatrale.
Sarà vero che la cultura costa, ma almeno produce vantaggi sul piano sociale. L'incultura, invece, costa molto di più, perché fa danni.
Ed il giochetto della televisione è sempre diabolico e sempre quello: parlare male di sé stessa e dei suoi scarti, ma parlarne sempre e comunque. Per indurti a guardare, per suscitare il voyeurista che è in te, per farti esporre perché se non ti esponi e ti degradi non sei più nessuno.
Dopo che è riuscita a mercificare pure l'anima cos'altro aspettarsi?

LA GIOC - GIOVENTU' OPERAIA CRISTIANA


Ogni giovane lavoratore vale più di tutto l'oro del mondo perché figlio di Dio
Joseph Cardijn


La Gi.O.C, Gioventù Operaia Cristiana, è un'associazione di giovani lavoratori nata in Belgio dopo la prima Guerra Mondiale per iniziativa del prete operaio JOSEPH CARDIJN.
Oggi è attiva in 60 Paesi ed in Italia, dove nasce negli anni Quaranta, è particolarmente attiva a Roma e Torino.
Essa è una Onlus, cioè agisce senza scopi di lucro. Inoltre si autofinanzia per promuovere attività, quali:
- la settimana comunitaria in cui si sperimenta uno stile di vita sobrio ed equilibrato, si fa raccolta differenziata e commercio equo-solidale;
- la festa del 1° Maggio, con ritrovo ufficiale a Torino;
- la festa di zona, vissuta come momento conclusivo dell'anno;
- il campo estivo di formazione, a livello nazionale, vera opportunità di ritrovo e confronto che i giovani hanno.
Le attività di autofinanziamento vanno dalla vendita di torte davanti alle chiese ai banchetti, dalla vendita delle bottiglie fino all'autotassazione che ogni socio fa del 3% del suo stipendio annuo.


Per donare il 5 x 1000 basta inserire il codice fiscale della GiOC sul modello della dichiarazione dei redditi:
97620810016

giovedì 12 novembre 2009

L'OMBRA DI VALENTINO

A uno come Valentino Rossi si può perdonare tutto, persino la scarsa propensione a pagare le tasse nel suo Paese d'origine. Tutto tranne l'ultimatum posto alla Yamaha: o me o Lorenzo. Lorenzo è un giovane spagnolo, suo compagno di squadra ed erede designato. Ma in un afflato di insicurezza che mai avremmo creduto possibile, Valentino l'anarchico incolla il sedere al sellino come il peggiore degli uomini di apparato e pretende, ohibò, che nessuno gli faccia ombra.
E' il morbo della mediocrità e lo vediamo all'opera ogni giorno, in ogni consesso umano. Ne sono vittima quei capi che tendono a circondarsi di collaboratori poco dotati, privilegiando la fedeltà al talento, lo spirito di clan alla collaborazione compeitiva. Tutti lo fanno e tutti lo pagano, amaramente. Eppure continuano a farlo. Ad Austerlitz, Napoleone fu salvato da un generale estroso che contravvenendo ai suoi ordini giunse sul campo di battaglia al momento sbagliato, cioè giusto, rovesciandone l'esito. Dopo la vittoria l'Imperatore lo rimpiazzò con uno yesman. E fu Waterloo. "Ma Ben, quello è un cretino!", disse Arpinati a Mussolini, che lo aveva appena destituito da segretario del fascio per metterci l'atletico Starace. "Lo so" rispose il Duce, "ma un cretino obbediente". E finì a piazzale Loreto. E' che a un certo punto anche chi si ritiene un fenomeno perde la voglia di misurarsi con chi è bravo come lui e, per paura di essere sorpassato, preferisce lasciarsi portare alla rovina dalla bava dei servi che saranno i primi a tradirlo.


MASSIMO GRAMELLINI, La Stampa, 11 novembre 2009

lunedì 9 novembre 2009

GENERAZIONE SENZA IDEALI?

Ho seguito il professor ALESSANDRO MELUZZI, volto noto della Rai Tv, in una conferenza dedicata al tema della famiglia, e ad un certo punto il discorso è caduto sulle domeniche passate dalla gente nei centri commerciali. Perché non si sa dove andare e cosa fare.
E' vero.
La gente va in questi posti per riempire un senso di vuoto e di valori. Svuotando il portafogli.
La situazione è deprimente. E' il trionfo dell'industria consumistica.
E i giovani?
Buttati, come sono, in un vuoto valoriale ed affettivo senza precedenti, per via dello sfascio sempre più frequente delle famiglie, risultano, per la prima volta nella storia, essere meno colti e preparati dei loro padri, i cui padri, ed i padri dei padri, hanno sgobbato vite intere per dar loro un'istruzione più elevata che permettesse loro di riuscire meglio nella vita.
Ma c'è di più. Non solo i giovani hanno pochi spazi di espressione e troppi telefonini ed hi-pod. Ad essi manca il rapporto con il gruppo dei pari, per cui la psicologia, in questo vuoto di rapporti umani, si è dovuta inventare la Pearc Education. Ad essi manca anche la tensione intellettuale e morale per costruire qualcosa di importante.
Mi guardo intorno e non posso dargli torto. Cosa fanno di importante i giovani in questa società? Quali proposte concrete hanno da offrire? E' vero che vivacchiano alla giornata, anche sul fronte scolastico? E' solo quella descritta da Moccia nella sua pseudoletteratura la gioventù del XXI secolo?
E' proprio una generazione il cui cervello è stato sostituito dalla tecnologia?
Che il sesso virtuale ha sostituito quello della cascina dei nonni?
Che il '68 per loro è stata solo l'epoca del rock and roll e di Woodstock?
Che bisogna inventarsi stragi a scuola e balle su YouTube per sentirsi qualcuno?
E' solo mancanza di responsabilità la loro vita, protetta com'è dall'indifferenza degli adulti?
Che un direttore di scuola ha dovuto dimettersi per aver punito in maniera esemplare i bulli che avevano offeso un disabile, tanto perché aveva deciso di non essere indifferente?
Non hanno proprio niente da dire questi giovani?
Quando fanno cazzate dicono che non sanno nemmeno loro perché le hanno fatte? Forse per noia?
E' proprio vero che ognuno pensa solo agli affari suoi?
Sarà, ma effettivamente non vedo una generazione di fenomeni.
Non vedo partecipazione, interesse, ideali, passione. Solo un campare alla giornata.
Per chi mi dovrei sbattere? Forse ognuno di questi giovani pensa questo nella sua testa.
Aiuto. Che qualcuno mi smentisca.

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