Dopo il caso Marrazzo la Regione Lazio torna nell'occhio del ciclone per un giro di feste faraoniche in costume, stile basso Impero, e per le spese folli dei suoi politici. Mentre Er Batman vuota il sacco, l'ex presidente Renata Polverini nega recisamente le accuse di una sua collusione con i politici magnoni, i quali hanno suscitato il raccapriccio dei funzionari della Corte dei Conti ed anche l'indignazione di Santa Romana Chiesa per la loro avidità, soprattutto in questi tempi di crisi che attanaglia il nostro Paese, gettando nella disperazione famiglie intere e migliaia di operai sull'orlo del licenziamento. Una vergogna tutta italiana che continua, dopo Tangentopoli e dopo il bunga bunga. Soldi pubblici dilapidati per i vizi di un'intera classe dirigente. Non c'è pace per la Regione Lazio e per la nostra povera Italia. E più che mai sono attuali le parole scritte già diversi anni or sono dal cantautore Franco Battiato: "Questo secolo oramai alla fine/ saturo di parassiti senza dignità/ mi spinge solo ad essere migliore/ con più volontà".
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martedì 25 settembre 2012
martedì 3 novembre 2009
UN PELO DI TRANS

"Un pelo di donna tira tutto il mondo", recita l'antico proverbio. Bei tempi quelli in cui a decidere le sorti del mondo erano le donne con le loro "armi" nascoste.
Ma alla luce dei recenti avvenimenti forse il vecchio detto andrebbe rivisto.
L'ambiguo oggi tira di più, ed il caso Marrazzo è cronaca che diventerà storia.
Ma alla luce dei recenti avvenimenti forse il vecchio detto andrebbe rivisto.
L'ambiguo oggi tira di più, ed il caso Marrazzo è cronaca che diventerà storia.
L'ex presidente della Regione Lazio si dice ormai in preda ad una sofferenza profonda, alla
quale tuttavia forse non pensava quando, con la moglie e le sue tre figlie all'oscuro, andava a trovare in appartamento le sue costose e particolari "amiche"...
Anni fa in un divertentissimo film tra il comico ed il poliziesco l'attore Teo Teocoli interpretava la parte di un trans di nome Zobeide, legato sentimentalmente al capo della polizia cittadina. La storia era tratteggiata con tinte tenere, quelle proprie di un rapporto profondo e complice, che va oltre l'identità sessuale dei protagonisti, tanto da dirsi amore vero. Non ci sono notti di sesso e coca, né piedipiatti che fanno irruzione nel chiuso di appartamenti a luci rosse, e neppure video hard che girano di qua e di là.
Il film è anticipatore dei gusti del maschio del XXI secolo. Riporta in chiave ironica il vizietto tutto nascosto che fa del genere trans un cult in grado in un colpo solo di soddisfare la parte maschile e femminile che è negli uomini.
Presumibilmente in tutti, visto che, come dice la collega di Scienze, in base alle statistiche su 100 uomini 50 sono omo, 25 un po' e un po', e solo altri 25 maschi per così dire puri.
Luciana Littizzetto fa bene allora a dire: "Rivalutate noi donne. Noi non andiamo a trans e nemmeno a escort, anzi con i soldi che un uomo spende per una notte di sesso noi compriamo tutta una serie di cose utili per la casa".
Eppure, a onor del vero, che Marrazzo avesse una fissa per la dietrologia avrei dovuto capirlo anni fa, quando incontrai il personaggio al Teatro Comunale di Benevento.
Ero stata invitata in qualità di lettrice per il Premio Strega e recensivo un libro di racconti di una semiologa bolognese, fissata con i trucchi e gli inganni della comunicazione.
L'argomento, notai, suscitava la pruderie del presidente, chiamato lì a condurre la serata. Tant'è che quando nel mio commento mi soffermai su ciò che si nasconde dietro i discorsi più ingenui e le persone più insospettabili lui mi chiese subito: "Per esempio?!?".
Oggi la risposta sarebbe più approfondita.
quale tuttavia forse non pensava quando, con la moglie e le sue tre figlie all'oscuro, andava a trovare in appartamento le sue costose e particolari "amiche"...Anni fa in un divertentissimo film tra il comico ed il poliziesco l'attore Teo Teocoli interpretava la parte di un trans di nome Zobeide, legato sentimentalmente al capo della polizia cittadina. La storia era tratteggiata con tinte tenere, quelle proprie di un rapporto profondo e complice, che va oltre l'identità sessuale dei protagonisti, tanto da dirsi amore vero. Non ci sono notti di sesso e coca, né piedipiatti che fanno irruzione nel chiuso di appartamenti a luci rosse, e neppure video hard che girano di qua e di là.
Il film è anticipatore dei gusti del maschio del XXI secolo. Riporta in chiave ironica il vizietto tutto nascosto che fa del genere trans un cult in grado in un colpo solo di soddisfare la parte maschile e femminile che è negli uomini.
Presumibilmente in tutti, visto che, come dice la collega di Scienze, in base alle statistiche su 100 uomini 50 sono omo, 25 un po' e un po', e solo altri 25 maschi per così dire puri.
Luciana Littizzetto fa bene allora a dire: "Rivalutate noi donne. Noi non andiamo a trans e nemmeno a escort, anzi con i soldi che un uomo spende per una notte di sesso noi compriamo tutta una serie di cose utili per la casa".
Eppure, a onor del vero, che Marrazzo avesse una fissa per la dietrologia avrei dovuto capirlo anni fa, quando incontrai il personaggio al Teatro Comunale di Benevento.
Ero stata invitata in qualità di lettrice per il Premio Strega e recensivo un libro di racconti di una semiologa bolognese, fissata con i trucchi e gli inganni della comunicazione.
L'argomento, notai, suscitava la pruderie del presidente, chiamato lì a condurre la serata. Tant'è che quando nel mio commento mi soffermai su ciò che si nasconde dietro i discorsi più ingenui e le persone più insospettabili lui mi chiese subito: "Per esempio?!?".
Oggi la risposta sarebbe più approfondita.
Postilla: Spuntano altri due video su Marrazzo?
Alessandra Mussolini è categorica: "Perdono, no! Per me il fatto di andare con un trans è la negazione dell'identità femminile!"
Alessandra Mussolini è categorica: "Perdono, no! Per me il fatto di andare con un trans è la negazione dell'identità femminile!"
lunedì 26 ottobre 2009
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