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mercoledì 21 agosto 2013

'SUGAR SUGAR' ED I FANTASTICI ANNI OTTANTA

"Sugar Sugar", "La notte vola", "Io ballerò", "L'amore è", "La formula 6"... Le colonne sonore degli show del sabato sera anni '80 sprigionano una carica di energia a distanza di tempo. Era l'epoca degli show - non reality -, a ballare e cantare erano ventenni già pieni di gavetta, cui mamma Rai offriva una possibilità e la gloria, prima che i debosciati senza talento raccolti per strada dalla tv spazzatura irrompessero nelle serate degli italiani. Una tv che, a partire dagli anni Novanta, non ha reso il benché minimo servizio all'utenza, se non quello dell'imbarbarimento linguistico e della chimera che meno sai fare e più hai la possiblità di diventare famoso, che il successo televisivo è alla portata di chiunque. Tv a scopo puramente commerciale ed elettoralistico, figlie della modaiola Milano da bere e degli opulenti anni Ottanta.
Già: gli anni Ottanta con i film di Vanzina e le canzoni di Samantha Fox, altra bomba sexi della tv di allora, mentre in Italia la più amata era Lorella Cuccarini e la conduzione di Pippo Baudo era per tutti gli aspiranti conduttori una lezione di stile e competenza professionale.
Gli anni delle vacanze per un mese al mare, della crisi che era solo una parola che si trovava sul vocabolario, della moda fatta di spalline esagerate e di capelli lunghi. Basta un video per ricordare l'energia e l'ottimismo di quegli anni...
 

sabato 25 agosto 2012

L'EUFORIA DEGLI ANNI OTTANTA

Qualche giorno fa leggevo su La Stampa un'intervista a Jerry Calà, il quale ricordava gli anni Ottanta come anni dell'euforia e della spensieratezza, quelli in cui si sono prodotti film come Sapore di mare, Vado a vivere da solo, Via Montenapoleone. Il simpatico attore aggiungeva poi: e oggi su che cosa potremmo fare i film? Sugli esodati, i disoccupati, i cassintegrati.
Il cinema e la musica come specchio della società. Musicalmente parlando, gli anni Settanta e Ottanta rappresentano una vera rivoluzione nelle mode musicali, che è rimasta ineguagliata. Non a caso si parla dei mitici anni Ottanta a proposito della musica prodotta in quegli anni. Avremmo potuto immaginare un rovescio così repentino nel terzo millennio?
Ve la ricordate State of the nation, degli Industry? Correva l'anno 1984. Eccola:

sabato 7 gennaio 2012

DALLA MILANO DA BERE ALLA CRISI DEL XXI SECOLO

Ecco un'immagine dei bei tempi andati. Correvano gli anni Ottanta ed il benessere, il rampantismo, l'immagine alla moda del capoluogo lombardo imperversava dappertutto, compresi gli slogan pubblicitari. Compresi film come A me mi piace di Enrico Montesano, Sotto il vestito niente di Carlo Vanzina, Yuppies 1 e 2 di Enrico Oldoini e Via Montenapoleone, sempre di Vanzina.

Milano era un avamposto del socialismo craxiano. Stavano iniziando a diffondersi le tv commerciali, che tanto in negativo hanno influenzato la cultura nazionale, distribuendo nelle case degli italiani prodotti sottoculturali e l'immagine, tutt'ora propinataci dal Grande Fratello e affini, di furbetti debosciati alla ricerca di popolarità e successo. Nessuno avrebbe immaginato, dopo trent'anni, una crisi di proporzioni cosmiche come quella che stiamo vivendo.
Sarà, ma sono convinta, come dice Gramellini, che oggi abbiamo bisogno di poeti, oltre che di contabili. Soprattutto abbiamo bisogno di cultura, quella vera.

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