giovedì 13 settembre 2007

Al V-day un milione in piazza

Senza dubbio è stato un successone e Beppe Grillo può dirsi soddisfatto. Un milione i partecipanti al V-day, il raduno promosso dal comico genovese per dire no alla elezione al Parlamento di deputati condannati per reati di vario tipo. Una manifestazione pacifica per una politica più pulita. Riporto un commento che ho letto sul forum de "La Stampa": Non c'è dubbio che dobbiamo andare avanti, come non c'è dubbio che il V-day comincia a dare i primi risultati. La cosa più importante è non disperdersi, mantenere costante la pressione, non crogiolarsi per il buon risultato ottenuto. Chiaramente tutti noi vorremmo che le cose cambiassero velocemente, quindi sanare il marciume che regna all’interno della politica (casta). Io credo che dobbiamo obbligare i politici a dare una risposta alle nostre richieste. Se questo gruppo rimane insieme e avrà pazienza, alle prossime elezioni, nel programma politico, chiederemo ufficialmente che le nostre richieste siano accolte, diversamente dovranno tenere conto che qualche milione di italiani non li voterà. Siccome siamo in tanti, saranno costretti a cedere. Altro che demagogia. Forse criticano per invidia, boh! Non so c…i loro.

sabato 1 settembre 2007

La classifica del potere rosa nel mondo

Come tutti gli anni le società demoscopiche hanno effettuato la classifica delle donne più potenti del mondo.
Ecco le prime dieci:

1) Angela Merkel – Cancelliere tedesco (come l’anno scorso)
2) Wu Yi - Vicepremier della Repubblica popolare cinese
3) Ho Ching - Chief executive della Temasek Holdings di Singapore, (nonché moglie del primo ministro e ministro delle Finanze di Singapore Lee Hsieng Loong)
4) Condoleezza Rice - Segretario di Stato americano
5) Indra K. Nooy - Presidente della Pepsi Cola
6) Sonia Gandhi - Presidente dell'Indian National Congress Party e vicentina di nascita
7) Cynthia Carroll - Chief executive della Anglo American
8) Patricia Woertz - Presidente della Archer Daniels Midland
9) Irene Rosenfeld - Presidente della Kraft Foods
10) Patricia Russo - Chief executive della Alcatel

Per quanto riguarda le capitane d’industria italiane figurano Marina Berlusconi al 33° posto e Giuliana Benetton al 91°…
A quando una classifica italiana di sole italiane?

Privilegi e privilegi

Potere politico e potere religioso, si sa, vanno da sempre a braccetto. Non si è ancora spenta la eco relativa ai privilegi della Chiesa cattolica, che in Italia detiene 100mila immobili esenti dall’Ici (oltre donazioni e balzelli vari, un tempo detti “decime”), con un buco di un miliardo di euro per le casse di Stato e Comuni, che si accende la polemica sulle case “svendute” ai politici italiani.
L’inchiesta realizzata dall’”Espresso” –l’hanno chiamata, appunto, svendopoli– non è andata proprio giù ai vari Mastella, Veltroni, Casini, Cossiga eccetera eccetera, in tutto 19 nomi in elenco di politici che hanno acquistato a prezzo stracciato appartamenti ed attici nel centro di Roma. Si tratta di palazzi dell’Ina, Pirelli, Assitalia e Generali.
Il Ministro della Giustizia ha già querelato il settimanale, reo di avere svelato (“insinuazioni ignobili”) che la moglie del guardasigilli ha acquistato dalla società Intium 26 vani e terrazzo per sé e per i figli per un milione e 200mila euro. Mentre Marini, furibondo, smentisce di avere comperato da Scip ex Inpdai 14 vani per un milione di euro, e dice di stare meditando la querela. Invece l’ex presidente Cossiga ammette di avere acquistato con lo sconto, “ma non ingiustamente”. Anche Casini ha acquistato a prezzi di saldo case per la madre, l’ex moglie e le figlie.
Nel dopoguerra il popolo italiano fece una colletta per far acquistare ad Alcide De Gasperi una casa, che l’aveva data a tutti ma non l’aveva per sé.
Chissà: forse se oggi politici e prelati prevedessero leggi per autotassarsi, invece di tassare sempre il popolo sovrano, belle case si potrebbe costruirle anche per chi non ce l’ha.

martedì 28 agosto 2007

La trovata: sciopero del lotto

Dopo l’ennesima frase ad effetto (“tireremo fuori i fucili”) che tanto ha irritato politicanti vari e cittadini onesti, il leader leghista Umberto Bossi rilancia proponendo lo sciopero del lotto contro il “governo delle tasse”.
L’idea pare sia piaciuta anche a Berlusconi, che con i suoi considera questa una forma di protesta fiscale “leale e democratica”. Se ne dissociano invece leader come Alemanno, Tremonti, Rutelli e Fassino.
Il gioco del lotto piace molto agli italiani. Le casse dello Stato nel 2006 hanno realizzato con esso un introito di nove miliardi di euro, mentre nei primi 5 mesi di quest’anno più di quattro.
Inevitabile il parallelo con le cinque giornate di Milano, che scaturirono dallo sciopero dei milanesi di acquistare lotto e tabacco che erano monopoli imperiali. Correva il 1° gennaio 1848, il governo sulla Lombardia era austriaco. E l’Austria punì i cittadini sfoderando davvero le armi e la violenza. Tre mesi dopo la rivolta delle “cinque giornate”, episodio clou del Risorgimento italiano.
Altri tempi, altri uomini, altra mentalità. Un’impennata di vero orgoglio nazionale contro il barbaro invasor. E adesso? L’attesa per il Vaffanculo Day, promosso da un comico genovese.
Come sono cambiati i tempi!

Caro latte, caro libri…

Il “tesoretto” inventato da Prodi grazie alla lotta all’evasione fiscale ha registrato un’impennata di un miliardo di euro in più. Grazie ai vari giochi del lotto svariati miliardi di euro (vedi post su).
Non pago di questo, il governo ha pensato bene di tassare ora anche beni come il latte (in arrivo un +15%) ed i libri di scuola.
Mentre la protesta monta da parte dei consumatori e degli imprenditori, la gente si chiede a quando un sostanzioso contenimento dei costi della politica, tanto annunciato e visto dai politici come un “problema da risolvere”, e finora scarsamente attuato.
Ho letto delle dichiarazioni in merito da parte di due capitani dell’industria italiana, Illy e Biraghi. Il primo, produttore di caffè, rileva giustamente che l’impresa italiana non cresce perché è la più tassata d’Europa. Invece il magnate dell’industria casearia Braghi, anticipa che questa stangata sul prezzo di latte e derivati metterà in ginocchio tutto il settore.
E così mi è venuta in mente una frase che ho letto da qualche parte proprio pochi giorni or sono: “La terra ha risorse sufficienti per tutti quanti, ma limitate rispetto all’avidità di alcuni uomini”. Non aggiungo altro.

Lo chiamavano afghanistanesimo…

Era questa l’espressione usata dai giornali una volta per indicare l’esistenza di problemi molto lontani da noi e dal nostro punto di vista occidentale.
Adesso l’Afghanistan, lontano Paese dell’Asia Anteriore, è quotidianamente al centro delle cronache, nonché della letteratura internazionale, visto che i libri ispirati a questa realtà scalano i vertici delle classifiche.
E ci sono almeno due novità, a parte le solite intifade e guerre talebane, che portano il paese asiatico sulle pagine dei nostri giornali. La prima è che il mercato dell’oppio è talmente cresciuto da queste parti che da solo l’Afghanistan rifornisce da solo quasi tutto il mercato mondiale.
La seconda è che anche fra i taleban ci sono uomini gay, le cui foto di coppia sono ora in un libro di 128 pagine, che disvela una realtà ben presente ma da sempre nascosta, in un territorio dove i rapporti omo sono rigidamente vietati, ma dove la cultura omosex e pederasta fu ampiamente impiantata da Alessandro Magno, conquistatore di questi luoghi.

venerdì 3 agosto 2007

Dipendenza da tecnologia

Non c’è docente che entrando in classe e facendo lezione non trovi i propri alunni intenti a giocare col telefonino o mandare sms. Una vera full immersion nel gadget tecnologico.
Che si tratti di una vera e propria dipendenza da tecnologia –alla stregua di altre dipendenze come il gioco d’azzardo– lo ha stabilito una ricerca freschissima condotta da Daniele La Barbera dell’Università di Palermo su un campione di oltre 2.200 studenti delle scuole superiori, ricerca pubblicata sulla rivista Focus. Ne è affetto uno studente su cinque. Alla faccia di tutti i decreti ministeriali, che vietano l’uso del cellulare in classe e vorrebbero far fare da mastini ai docenti per impedirne l’uso sciagurato. Voi spiegate, e loro fanno i giochini. Oppure mandano decine di messaggini inutili. O guardano foto e video di tutti i tipi. Quando non ascoltano l’MP3… Tant’è che lo psichiatra Vittorino Andreoli parla di cellulari ed internet come di “protesi della mente”, di “protesi di sostituzione di regole di comportamento la cui introduzione avrebbe imposto una precisa rieducazione degli adolescenti”.
Le ricerche dicono che fra dieci-vent’anni, crescerà il numero dei ragazzi affetti da problemi psicologici. Infatti, a farci caso, l’incapacità di formulare un pensiero dotato di senso è direttamente proporzionale al numero delle ore passato al cellulare o al rapporto solitario e privo di cognizione con internet. E poi sognano di fare i tronisti e le vallette, preda come sono –alla loro età– delle illusioni virtuali. Ma non possiamo colpevolizzarli, stì ragazzi. La società dei consumi genera mostri, dicevano le teorie del conflitto. Ed io mi chiedevo come mai non nascano più pensatori da un bel pezzo. E adesso questa ricerca mi fornisce la risposta: l’eccesso di tecnologia ha usurato molti cervelli in giro. Come bene avevano visto le teorie contrarie al consumismo negli anni Cinquanta, si è creata una generazione di giovani schiavi. La società dei consumi ha fatto credere che la libertà è comunicare, ma ha privato questi giovani del bene più grande e più prezioso, sempre e comunque: la libertà.

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