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venerdì 17 giugno 2011

AL VIA IL PAVESE FESTIVAL

(targatocn) Il sipario del Pavese Festival 2011 si aprirà ufficialmente venerdì 17 giugno 2011, come ogni anno a Santo Stefano Belbo, nella Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, sede della Fondazione Cesare Pavese. Alle 18.30 verrà inaugurata la mostra "E' una terra che attende...Flessibile come di Pietra", a cura di Andrea Bocco e Gianfranco Cavaglià, che rimarrà visitabile per l'intera durata del Festival. La mostra mette in luce il lavoro di scrupolosa ricerca, seguendo frammenti di percorsi in territori montani piemontesi alla ricerca dei motivi delle scelte originarie, ponendosi domande sull'attuale modello di sviluppo, sull'abbandono e sull'eventuale, desiderabile, recupero dell'ambiente costruito e di attività umane. A seguire, ore 21.30, sempre all'interno della Chiesa, andrà in scena lo spettacolo "Verrà la morte e avrà la tua dentiera (Ceronetti verso Pavese)" di Guido Ceronetti con il Teatro dei Sensibili.

La Compagnia proporrà un evento spettacolare di letteratura e magia in cui la poesia di Pavese stesso e di altri poeti quali Apollinaire, Ceronetti, Machado e Kavafis nonché i brandelli di letteratura che raccontano di terre da vino, "bruciate come da un nero fuoco e cosparse di conchiglie di quando prima delle vigne c'era il mare", risveglieranno quel pensiero malinconico e profondo che ha contraddistinto lo stile del poeta.

Il week end del Pavese Festival proseguirà domenica 19 giugno presso la Fondazione Emanuele di Mirafiore (Fontanafredda) a Serralunga d'Alba dove alle 21.30 andrà in scena l'Ensemble Taki dalla Bolivia che si esibirà in un concerto per la Prima Mondiale del XXXIV Festival Antidogma Musica. Tutti gli spettacoli sono gratuiti ed andranno in scena al calar del sole.

Per ulteriori informazioni: info@fondazionecesarepavese.it

turismo@fondazionecesarepavese.it www.fondazionecesarepavese.it (c.s.)

martedì 7 dicembre 2010

STORIA DI UNO SCRITTORE OMEGNESE: NINO BAZZETTA DE VEMENIA

Visto che per Wikipedia è sempre difficile inserire le cose buone e si viene tacciati di aver scopiazzato e violato copyright, riporto qui, nel mio blog, il contenuto di questa biografia, di cui non esiste traccia su Internet.


NINO BAZZETTA DA VEMENIA (Novara, 12 novembre 1880 - 26 giugno 1951) è stato un giornalista, scrittore, storico e polemista italiano. La madre, la nobildonna Fanny Princisvalle Lampugnani, marchesa di Dairago, era figia di un magistrato del Lombardo Veneto. Il padre, il tenente colonnello Giulio Gerolamo Bazzetta, di illustre e storica famiglia omegnese di notai e uomini politici presenti nel borgo lacstre già nel XVI secolo, era figlio del dottor fisico Giovanni, medico di Omegna e Domodossola e di Marianna Ratti di Massiola, sorella di quel don Giulio che fu prevosto di San Fedele della Scala di Milano nonché guida spirituale ed intimo amico di Alessandro Manzoni. Giulio Bazzetta aveva partecipato alle guerre per l'indipendenza italiana ed alla repressione del brigantaggio. Nino trascorse la sua infanzia e giovinezza a Domodossola, studiando presso il collegio Mellerio Rosmini, tra i padri rosminiani, ove frequentò le scuole dalle elementari al liceo. Ne 1899 si iscrisse alla facoltà di Legge di Torino, conseguendo la laurea il 10 dicembre del 1904 con il massimo dei voti e la lode. Non esercitò però l'avvocatura, avendo iniziato molto presto, a 14 anni appena, l'attività giornalistica. Salottiero, curioso, di ingegno vivace, ben presto si circonda di una schiera di ammiratori e nemici. Diresse il giornale "La Libertà", da lui fondato ed alla morte del padre, nel 1906, gli subentrò in alcune delle cariche pubbliche, tra cui la direzione del museo e della biblioteca della Fondazione Galletti, dovefu presto criticatoa causa del suo carattere irruente e disinvolto. Dopo la chiusura della "Libertà" passò al "Corriere dell'Ossola" e poi al "Sempione" settimanale cattolico della città di Arona. Tuttavia la sua attività artistica stentò a decollare a causa delle numerose critiche che mettevano in discussione la serietà delle sue ricerche storiche e della sua "integrità morale". A causa di alcune querele, sfociate in condanne giudiziarie, lasciò quindi l'Ossola. Nel 1923 dava alle stampe "I Savoia e l donne", creando l'ennesimo scandalo della sua vita. Infatti nel libro si metteva in dubbio la regalità di Vittorio Emanuele II, primo re d'Italia, e figlio, a suo dire, del macellaio fiorentino Gaetano Tiburzi detto "Il Maciacca". Per questo venne sfidato a duello. Nel 1928 pubblica un libro sulla contessa di Mirafiori, la "Bella Rosin", amante dello stesso Vittorio Emanuele II, esaurito in un mese. Nel 1929, a 48 anni, sposa la trentasettenne Piera Campo, omegnese, ostetrica di Novara. Il matrimonio va a rotoli dopo soli sei mesi, in quanto la Campo mette ala porta il marito fedifrago, viveur e sciupasoldi. I rapporti di amicizia tra i due, però, contnuan o negli anni, documentati anche da un fitto scambio epistolare tra i due. Bazzetta avrebbe voluto che la sua ex moglie curasse il suo archivio personale che lui stava cercando faticosamente di costruire e che dovette invece svendere poco alla volta per sopravvivere, dato il dissesto finanziario che caratterizzò gli ultimi anni dellasua vita. Piera Campo, segretamente, attraverso intermediari acquistò poco a poco i volumi, evitando la dispersione di questo patrimonio. Intanto Nino continuava l'attività giornalistica e dopo la morte di sua madre, nel 1939, iniziò a vagare di locanda in locanda, di albergo in albergo senza fissa dimora, oppure ospite a casa di amici. Nel 1941 comunicò alla stampa di essere in possesso delle memorie scritte di don Giulio Ratti, che svelavanotizie inedite sulle vite di Manzoni, Rosmini e D'Azeglio. Non riuscì mai a pubblicarlo. Si scoprì poi (1954) che il manoscritto di Ratti era spurio: ne era autore lo stesso Bazzetta, ormai morto da alcuni anni. Sepolto a Novara, viene successivamente esumato e trasportato presso il cimitero di Omegna,ittà dei suoi avi, dove in tempi recenti gli è stata dedicata una via.

Opere
- Storia di Domodossola e dell'Ossola Superiore, 1911
- I Savoia e le donne, 1923
- I caffè storici d'Italia, 1939

Opere inedite:
- La papessa Giovanna nella leggenda e nella storia
- Augusta Lepontiorum
- La Madonna delle Rose
- Ballerine d'Italia, memorie di palco e d'alcova
- Dame e Aspasie nell'Ottocento

domenica 19 settembre 2010

RIFLESSIONE SCRITTORICA



Gran bella cosa la scrittura. I libri, le storie, i racconti, i romanzi, le poesie, i saggi. Sono tra le cose più belle che la mente umana può produrre.

Però una cosa è fare per professione i professori di scrittura creativa, altra è essere scrittori veri, cioè artisti. Questa cosa non c'è nessuna scuola che possa insegnarla.

lunedì 6 settembre 2010

CUNEO, SCRITTORINCITTA' 2010


Scrittorincittà 2010: sta per scadere il bando per diventare volontari della manifestazione che a Cuneo dal 18 al 21 novembre riflette sugli idoli
CIRCA 250 I GIOVANI CHE OGNI ANNO COLLABORANO ALLA REALIZZAZIONE DEL'EVENTO. DIVERSE LA MANSIONI: DALLA BIGLIETTERIA ALLA SALA STAMPA
Ogni anno sono circa 250 i volontari che collaborano a Scrittorincittà che a Cuneo raduna dal 18 al 21 novembre centinaia tra scrittori, giornalisti, scienziati, musicisti. Il bando per la prossima edizione, con tema gli Idoli, scadrà il 15 ottobre.
Anche quest’anno, gli studenti delle scuole superiori della zona (ma insieme con loro chiunque può candidarsi) contribuiranno a far funzionare la macchina della rassegna letteraria giunta alla dodicesima edizione, che ha per tema gli Idoli. Un’esperienza che permetterà ai ragazzi di entrare in contatto con editori e autori, ma che è anche utile per la carriera scolastica, perché il tempo impegnato a scrittorincittà può essere valutato in crediti formativi utili nel punteggio di maturità (a discrezione dei singoli istituti scolastici).
La Guida al volontariato (in cui si trova il dettaglio approfondito delle tipologie di attività) è disponibile sul sito http://www.scrittorincitta.it/.
È possibile candidarsi inviando la scheda di adesione, disponibile sul sito, entro il 15 ottobre 2010 al numero di fax 0171.444825; per posta a scrittorincittà – Comune di Cuneo / Assessorato per la Cultura – via Amedeo Rossi, 4 12100 Cuneo (con Rif: volontariato a Scrittorincittà); via e-mail (firmata) a volontari@scrittorincittà.it.

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