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venerdì 13 novembre 2015

PUO' ESSERCI UNA VITA SENZA UN SORRISO? APPUNTI DA MOSCA

MOSCA
Appunti di viaggio

Mosca. Primi appunti di viaggio. La città è ruvida e maestosa. Umida. La coltre di acqua rarefatta che qui è cielo rifrange la luce artificiale ed illumina strade, monumenti, palazzi. Così di notte si crea un effetto di luce diffusa, morbida, che ti ci puoi tuffare dentro, che addolcisce ogni profilo, anche i più temibili palazzi della propaganda di un regime che per fortuna non è più. Si cammina a piedi sulla Piazza Rossa che ora è come fosse vuota, spaesata, senza più le sue parate e la sua forza. Il profilo illuminato di un centro commerciale elegante segna il tempo contemporaneo con tutte le sue lusinghe.

 
Mosca è una città priva di energia e creatività. Stanca, spenta, grigia. Sconfitta dal comunismo che le ha tolto speranza e visione di un futuro da segnare in maniera individuale. Non c'è volto che sorride. Le labbra sono rivolte all'ingiù e lo sguardo è scialbo e malinconico, anche quando gli occhi sono cerulei come laghi, ma senza sole. Non vi è un guizzo di gioia tra i giovani che affollano la metro o tra quelli, una scolaresca in gita, che sono ordinatamente in fila con una compostezza triste. Alcune donne sono belle ed in tiro, accanto ad uomini già vinti e calvi e grassi a quarant'anni, mentre loro sono a caccia di un orgasmo occidentale che faccia dimenticare troppe cose. Tutte le altre sono in bilico tra una contadina padana ed una domestica russa assunta in Italia. Le tinture dei capelli sono di cromatina, l'abbigliamento è sintetico, misero, sui toni del grigio-nero-marrone. Sono grasse come matriosche. Il mercato di Izmailovo, tipico per artigianato e prodotti locali, è vuoto, inquietante, in parte lasciato a decadere. È la falsa antitesi dei grandi centri commerciali, tipo Gum, che qui sono assai diffusi. Vuoti, non vi entra più nessuno, con merce in quantità eccezionale e carissima: grandi firme occidentali che nessuno può comprare più, tra la crisi del gas e l'embargo punitivo. La voce nell'altoparlante della Metro è "bellica", le scritte di questa dura lingua sono ostiche a leggersi. Il personale è gentile, sottomesso, servile. Sono i figli di un regime allevato all'ubbidienza. Se mi centro su queste loro vite senza una prospettiva apparente, mi prende un'angoscia esistenziale. Può esserci una vita senza un sorriso? Undici milioni di moscoviti vivono così.

BENEDETTA DE FALCO 

giovedì 30 agosto 2012

RICORDANDO ANNA POLITKOVSKAJA

Buon compleanno Anna Politkovskaja: NY 30 agosto 1958 - Mosca 7 ottobre 2006


"I metodi di Putin stanno generando un'ondata di terrorismo senza precedenti nella nostra storia. La "guerra al terrore" di Bush e Blair ha aiutato enormemente Putin".

"Ho visto centinaia di persone che hanno subito torture. Alcune sono state seviziate in modo così perverso che mi riesce difficile credere che i torturatori siano persone che hanno frequentato il mio stesso tipo di scuola e letto i miei stessi libri".

"Voglio fare qualcosa per altre persone usando il giornalismo".

"Vivere così è orribile. Vorrei un po' più di comprensione, ma la cosa più importante è continuare a raccontare quello che vedo".

"Sono assolutamente convinta che il rischio sia parte del mio lavoro; il lavoro di una giornalista russa, e non posso fermarmi perché è il mio dovere".

"La mia vita è difficile, certo, ma è soprattutto umiliante. A 47 anni non ho più l'età per scontrarmi con l'ostilità e avere il marchio di reietta stampato sulla fronte".

"Sono una reietta. E' questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all'estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno".
 
 

sabato 18 agosto 2012

PUSSY RIOT, IN RUSSIA IL DISSENSO E' FEMMINA

"Madre di Dio, Vergine, caccia via Putin! caccia Putin, caccia Putin! Sottana nera, spalline dorate. Tutti i parrocchiani strisciano inchinandosi. Il fantasma della libertà è nel cielo. Gli omosessuali vengono mandati in Siberia in catene. Il capo del Kgb è il più santo dei santi. Manda chi protesta in prigione. Per non addolorare il santo dei santi le donne devono partorire e amare. Spazzatura, spazzatura, spazzatura del Signore. Spazzatura, spazzatura, spazzatura del Signore. Madre di Dio, Vergine, diventa femminista. Diventa femminista, diventa femminista. Inni in chiesa per leader marci, una crociata di nere limousine. Il prete viene oggi nella tua scuola. Vai in classe, portagli il denaro. Il Patriarca crede in Putin. Quel cane dovrebbe piuttosto credere in Dio. La cintura della Vergine Maria non impedisce le manifestazioni. La Vergine Maria è con noi manifestanti. Madre di Dio, Vergine, caccia via Putin. Caccia via Putin! caccia via Putin!''. 

(Il testo è fornito da AdnKronos)

La rivoluzione contro la dittatura in Russia ha il volto di tre giovani cantanti punk o meglio, dei loro copricapo fucsia indossati lo scorso febbraio durante un'esibizione nella chiesa di Cristo Salvatore a Mosca (qui il video). Le tre ragazze sono state condannate e due anni di galera ed a livello planetario sono diventate l'emblema del diritto alla libertà di espressione. Ma il dato evidente e interessante è che la rivoluzione in Russia è femmina ed utilizza un metodo apparentemente innocuo come la musica per far passare messaggi di portata politica e sociale. I maggiori leadr europei hanno preso le distanze da una sentenza sproporzionata rispetto ai fatti commessi dalle condannate, mentre a Kiev, capitale dell'Ucraina, delle attiviste di Femen a seno nudo hanno tagliato con una sega una croce di legno alta quattro metri che ricorda le vittime della repressione sovietica.

Ma chi sono le tre "cattive ragazze" anti-Putin?

Nadezhda Tolokonnikova, 22 anni, studentessa di Filosofia presso la prestigiosa Università Statale di Mosca,  fa parte del gruppo artistico di protesta Voina (Guerra), con il marito Piotr Verzilov. E' nota per avere disegnato un enorme fallo su un ponte mobile di fronte alla sede dei servizi di sicurezza Fsb (ex Kgb) a San Pietroburgo. Nel 2008, allora incinta di nove mesi, Tolokonnikova ha posato nuda insieme al marito per protestare contro l'elezione di Dmitri Medvedev alla presidenza russa. Ha affermato di essere attratta dalle "situazioni estreme" fin dall'infanzia. Ha chiamato la figlia, che oggi ha quattro anni, Era, in onore della dea greca moglie di Zeus, perchè possa "difendersi dai nemici" come la sua ononima del mito greco.

Yekaterina Samutsevich, 30 anni, è programmatrice di computer.

Maria Alyokhina, 24 anni, è iscritta al quarto anno di un istituto di giornalismo e scrittura creativa. E' una giovane mamma anche lei, come la leader del gruppo.

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