mercoledì 2 marzo 2011

"TI CHIAMERO' PENELOPE"...



A gennaio è nata la figlia della rock star Gianna Nannini. Di seguito parti de la lettera che la Nannini ha scritto alla figlia nello scorso mese di novembre:
"Ti chiamerò Penelope perché mi hai aspettata tanto prima di nascere. Hai aspettato che fossi pronta. Per tre volte non lo sono stata, ma oggi lo sono. Tu, il più grande amore della mia vita, arrivi dopo il dolore profondo e lo shock. Ma ci ho creduto pienamente, e ho sentito la forza per riuscirci, e Ti ho desiderata così tanto che oggi, mentre scrivo, Ti ho dentro di me. «Solo i sogni sono veri». Quelli che fai, quelli che esistono, quelli che vogliono esistere.
E Tu, che per ora fai solo rumore dentro di me, sei vera e mi ascolti cantare qui in sala. Mi tiri fuori una voce che non ho mai avuto, sì, e sei Tu, sangue del mio sangue, che mi fai raggiungere note mai sfiorate prima. Sei Tu la gioia che aspetto, e che non mi è dato di comprendere fino a quando non saremo faccia a faccia, io e Te. La famiglia fa incazzare. E per mettere al mondo un figlio bisognerebbe prendere almeno la patente. Sì, perché io non capisco come sia possibile che per guidare la macchina, o la barca, o anche il motorino serva un attestato di idoneità, e per essere genitori no. Si va forse incontro a minori responsabilità? Io la patente l’ho presa, perché negli anni ho imparato a vivere e ad amare. E ho imparato che prima di metterli al mondo, i figli, bisognerebbe fare un esame che tenga in considerazione il rispetto della vita altrui e della libertà. La libertà dei bambini, quella che ci viene tolta, giorno dopo giorno, man mano che ci troviamo costretti a crescere.
Perché chi crede che essere genitore sia un diritto, e non un dovere, finisce per indottrinare i propri figli anziché educarli. I nostri figli però – come scriveva Khalil Gibran – non sono nostri, non vengono da noi ma attraverso di noi, non bisogna considerarli di nostra proprietà (...).
Ciò che conta è che in questa nuova vita sono quella di oggi; c’è stata qualche forza che ha cominciato a dettarmi, in parole e in musica, messaggi forti di libertà e amore. Tutto quello che mi accadeva intorno era una scoperta: l’amore come la musica. E così è stato fino a oggi, fino a quando la voglia potente di metterti al mondo ha preso il predominio su tutto il resto, anche sulla mia stessa vita. La voglia è diventata realtà: Tu sei la mia realtà. E ancora adesso, in questo istante, mentre Ti scrivo, stento a credere che possa essere vero. Sono incredula a ogni ecografia. Il battito del Tuo cuore è la musica più bella. «Ogni tanto penso a te, sposti tutti i miei confini», Ti ho scritto in una nuova canzone. Ed è proprio così. A ogni emozione che mi dai corrisponde la gioia di farmi travolgere da tutto quello che Tu sei per me.
Vivo di vivere, e Ti voglio far ridere. Ne faremo delle belle insieme, Io e Te. Ciao, amore. «God is a woman», Dio è donna. Lo capirai presto e lo capiremo insieme. E voi, oh voi, che mi siete stati vicini e lontani: vi amo. E vi invito tutti al mio battesimo rock".

Parte del lungo testo è su: www.vanityfair.it/people/italia/2011/01/03/gianna-nannini-su-vanity-fair


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