sabato 31 gennaio 2015

TROPPE ORE DI SCUOLA, ATTENZIONE ALLA SALUTE DEI RAGAZZI



Secondo recenti studi, i bambini e gli adolescenti italiani passerebbero troppo tempo a scuola, in confronto alla media europea, con detrimento per la salute, e fenomeni di depressione ed obesità, legati allo stravolgimento dei ritmi veglia-sonno. Al troppo tempo passato a scuola è da imputare la mancanza di concentrazione, distrazione e disordini alimentari.
Lo affermano con sicurezza il professor Yvan Touitou, un cronobiologo professore alla Faculté de médecine de la Pitié Salpêtrière, ed uno studio della American Academy of Pediatricians (AAP), intitolato Let them sleep (lasciamoli dormire.
Il paese dove i bambini restano di meno a scuola è la Finlandia, eppure i risultati raggiunti sono i migliori a livello globale, come rivela l'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Al contrario, le performance degli studenti italiani sono ancora al di sotto delle medie.
Il che equivale a dire che, magari, l'attuale orario scolastico, dalle otto del mattino, alle due del pomeriggio, andrebbe rivisto. 

venerdì 30 gennaio 2015

IL VAGONE DELLA DISCORDIA A PIAZZA CASTELLO, TORINO






Il vagone che portò i deportati dei nazisti nei campi di concentramento resterà al suo posto per tutto il tempo della mostra dedicata a Primo Levi ("Il mondo di Primo Levi", vedi sul blog fotografico).
Effettivamente, il soprintendente Luca Rinaldi, figlio di un partigiano, ha avuto un'idea geniale. Il vagone, piantato davanti palazzo Madama a Torino, al centro dell'elegante Piazza Castello, ha un effetto potente sulla psiche di chi si sofferma a guardarlo. E' un monito: nel cuore della civile Europa, di cui l'eleganza della piazza è anch'essa espressione, è successo anche questo. Quel vagone rende immediatamente l'idea di quello che tante innocenti persone hanno dovuto subire dai loro disumani aguzzini. E si avverte anche una sorta di dolore fisico... anche se alcuni hanno la brillante idea di farsi immortalare in pose davanti al vagone dove esseri umani venivano trasportati come capi di bestiame, anzi, peggio. Il carro è un monito. Vale più di cento mostre messe assieme e di fiumi di parole sull'argomento.

AUSCHWITZ - FRANCESCO GUCCINI


giovedì 29 gennaio 2015

LA PAROLA VIGLIACCA

MASSIMO GRAMELLINI

Quando i messaggi in Rete divennero di uso comune, noi fanatici della scrittura vivemmo un momento di rivalsa. L’oralità trionfante cedeva sorprendentemente il passo a una comunicazione meno spudorata, che avrebbe consentito anche ai timidi e ai riflessivi di fare sentire la propria voce nella piazza dell’umanità. Mai previsione è stata più stropicciata dalla realtà. Che si parli della malattia di Emma Bonino o della liberazione delle ragazze rapite in Siria - per limitarsi agli ultimi giorni - sul web si concentra un tasso insostenibile di volgarità e di grettezza. Una grettezza cupa, oltretutto, raramente attraversata da un refolo di ironia. 
Non mi riferisco al merito dei commenti. Nell’Occidente di Charlie ciascuno è libero di esprimere le opinioni più urticanti, purché rispettose della legge. No, è la forma dei messaggi che corrompe qualsiasi contenuto. Una radiografia di budella, una macedonia di miasmi, una collezione di frasi impronunciabili persino con se stessi. Nessuna di queste oscenità pigiate sui tasti troverebbe la strada per le corde vocali. Nessuno di quelli che per iscritto augurano dolori atroci alla Bonino e rimpiangono il mancato stupro delle cooperanti liberate avrebbe la forza di ripetere le sue bestialità davanti a un microfono o anche solo a uno specchio. La solitudine anonima della tastiera produce il microclima ideale per estrarre dalle viscere un orrore che forse neppure esiste. Non in una dimensione così allucinata, almeno. Per noi innamorati della parola scritta è una sconfitta sanguinosa che mette in crisi antiche certezze. Per la prima volta guardo il tasto «invio» del mio computer come un nemico. 

domenica 25 gennaio 2015

50 ANNI FA MORIVA WINSTON CHURCILL, L'UOMO CHE INVENTO' LA LIBERTA'


STREET ART A ROMA, COMPLETATO IL MURO DI PORTO FLUVIALE

grenme - Ci troviamo a Roma, esattamente in via del Porto Fluviale, dove dopo due anni di intenso lavoro l'artista di strada Blu, ha completato la sua ultima opera di street art. Il murale copre l'intera facciata dell'ex magazzino militare, trasformando le finestre in volti e le pareti in un caleidoscopio di volti colorati, definiti con una miriade di dettagli. Grazie alla sua abilità ed alle tecniche utilizzate le linee sagomante e i colori sfumati creano l'illusione dei materiali e della profondità.
L'opera di street art nell'ex magazzino militare, costruito nel 1910, è il lavoro più esteso di Blu, artista che si è affacciato sulla scena nel 1999 ed è diventato famoso anche per i contenuti politici e sociali della sua opera. Il murale si estende su tre piani, in cui le quasi cinquanta finestre diventano gli occhi dei personaggi, donando un tocco di vitalità al paesaggio urbano circostante.
Il progetto è stato realizzato senza alcuna autorizzazione ufficiale, ma è stato interamente finanziato dai residenti. L'edificio infatti è attualmente occupato.
 
 

Lettori fissi