martedì 30 marzo 2010

MOMENTI DI GLORIA

Più sfoghi le tue frustrazioni con chi non merita ed ha sempre fatto il suo dovere, più dai a tutti l'esatta misura della tua miseria umana e della tua sfiga di povero sfigato, convinto di esercitare il suo "potere" sul prossimo. I vermi non meritano considerazione e la tua cartastraccia non sto a dirti dove mettertela. Sei e sarai sempre un vile finché schiatti, ma tanto si sa: l'erba triste non la vuole manco Cristo.
Non vali niente, né professionalmente né come uomo. Più ti accanisci sul prossimo e più la sfolgorante umanità di chi un cuore ce l'ha ed un sorriso sa donarlo risplende, magnifica e possente, ed abbaglia l'abissale oscurità della tua anima, ammesso che tu ne abbia una.
Ti ridono dietro tutti e tutti sanno che, ormai che ti sei bevuto completamente il cervello, dovresti ritirarti a vita privata, ma già: ritirarsi da dove si è rotto tanto le scatole al prossimo è un atto di dignità che tu non hai, perché non hai né dignità né il coraggio di fare questo. Sei solo un uomo piccolo e miserabile, esecrato da tutti. Povero verme e povero illuso. Non ti rispetta nessuno, non ti ama nessuno, non ti teme nessuno.
Anche i Santi sono stati perseguitati e questo non ha che aumentato la loro forza ed il loro potere spirituale. E tu, piccolo miserabile vermiciattolo, più ti accanisci e più dai forza al prossimo.
Che sfigato che sei. Vergognati.

lunedì 29 marzo 2010

LA BELLEZZA DI CRISTO

Ieri ero in contemplazione davanti alla statua di Cristo che vedete riprodotta in questa fotografia, e quasi subito la preghiera personale è stata sopraffatta dalla bellezza di questa scultura, e dalla considerazione della bellezza umana e sovrumana del Figlio di Dio.
Gesù Cristo era bellissimo. Alto, forte, carismatico, con barba e capelli lunghi, portamento regale. Il Figlio di Dio non poteva che essere perfetto.
Gesù Cristo il più grande comunicatore di tutti i tempi, che apre le sue braccia all’umanità e la invita a gettare nel suo divin cuore i suoi affanni.
Non una teoria, un’ideologia, un partito, un dogma. Carne viva che cammina tra gli uomini, accoglie tutti ed accoglie su di sé la flagellazione e la crocifissione per la redenzione degli uomini.
Che risorge nello splendore della bellezza divina. Che continua ad attrarre a sé con il più rivoluzionario messaggio di tutti i tempi, quello dell’Amore.
Nessuna teoria o filosofia ha mai avuto questo potere. L’amore di Cristo sì.
Scusate, ma questa effigie è talmente bella che oggi volevo scrivere qualcosa su Nostro Signore.
Buona Pasqua a tutti.

venerdì 26 marzo 2010

CITTADINI DEL MONDO


Se un uomo è gentile con uno straniero mostra d'essere cittadino del mondo, e in cuor suo non è un'isola staccata dalle altre, ma un continente che le riunisce.


Francesco Bacone

NUOVI VERSI DI QUASIMODO SCOPERTI A GENOVA

Fonte: http://www.ilgiornale.it/cultura/nuovi_versi_quasimodo_scoperti_archivio_genova/26-03-2010/articolo-id=432572-page=0-comments=1

Versi inediti di Salvatore Quasimodo sono stati rinvenuti nel corso di un trasferimento degli archivi del Genio civile di Imperia. Ne ha dato notizia il professor Giovanni Felici, dell’università di Genova. Questi i versi. «Sentieri velati da un tratto di eterno: basole fra scorci di storica passione; a passi tardi rinvengo in cor mio nascituro sguardo che soave m’attrista». Il componimento è dedicato a Modica, città dove il poeta nacque il 20 agosto 1901, ed è stato probabilmente composto nel 1931.

NASCE LA GIORNATA DEL TEATRO

Fonte: Corriere della Sera, 26 marzo 2010

Abbiamo aspettato cinquant'anni ed è stato necessarionun decreto del governo. Finalmente, ogni 27 marzo a cominciare da domani, sarà celebrata anche in Italia la "Giornata mondiale del Teatro" che esiste in Europa dal 1961, quando fu istituita a Vienna. Emilia Costantini

Il teatro vero, dicevamo — e se ne parla perché domani, per la prima volta si celebra anche in Italia la giornata mondiale del teatro, nata a Vienna 49 anni fa — offre spettacoli che si vorrebbe che non mancassero mai, che fossero possibilmente di buona qualità e, insieme, di prezzo accessibile, di modo da sconfiggere in un soffio grandi fratelli, isole, amici, fattorie e, appunto, i quotidiani, frusti teatrini imposti dall’alto, e che animassero grandi città come piccoli centri di provincia, dove, non a caso, sorgono quasi dappertutto, antichi piccoli teatri, in maggioranza oggi purtroppo abbandonati. Gli antichi sapevano, infatti, come altrettanto sappiamo noi, che il teatro fa capire meglio la vita, la rischiara, la illustra, automaticamente rendendola, per poco o anche per molto, meno pesante, meno tetra, perfino con spigoli meno aspri, a volte. In altre parole, il teatro, come la lettura o forse in un modo ancor più evidente della lettura— soprattutto in un Paese, come il nostro, dove essa è così poco esercitata— bonifica il territorio, educa cioè gli spettatori, li raffina, li forma e li informa, arrivando a concedere agli assidui maggiore e più profonda umanità. Da rigidi e chiusi si può, insomma, diventare, a forza di commedie e tragedie, flessibili e tolleranti, come un pezzo di ferro a lungo lavorato. Che non si lasci, dunque, rinsecchire il teatro, che non lo si lasci soltanto sopravvivere, che gli vengano concessi i necessarissimi contributi, invocati, del resto, da quasi tutti palcoscenici, non limitando l'attenzione alla celebrazione di una simbolica giornata mondiale, alla quale il presidente Napolitano ha peraltro dedicato un discorso appassionato. Isabella Bossi Fedrigotti

giovedì 25 marzo 2010

SOLIDARIETA'

La protesta delle lavoratrici della Leader Pumps Group, che produce pompe idrauliche in Friuli

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