lunedì 31 marzo 2014

INCENDIATE... NON IMMALINCONITEVI

"Voi cambierete il mondo e non lo lascerete cambiare agli altri. Appassionatevi alla vita perché è dolcissima. Mordete la vita. Non accantonate i vostri giorni, le vostre ore, le vostre tristezze con quegli affidi malinconici ai diari. Non coltivate pensieri di afflizione, di chiusura, di precauzioni. Mandate indietro la tentazione di sentirvi incompresi. Non chiudetevi in voi stessi, ma sprizzate gioia da tutti i pori. Bruciate… perché quando sarete grandi potrete scaldarvi ai carboni divampati nella vostra giovinezza. Incendiate… non immalinconitevi. Perché se voi non avete fiducia, gli adulti che vi vedono saranno più infelici di voi. Coltivate le amicizie, incontrate la gente. Voi crescete quanto più numerosi sono gli incontri con la gente, quante più sono le persone a cui stringete la mano".

Don Tonino Bello

venerdì 28 marzo 2014

RITROVATO IL QUADRO "LA DONNA SEDUTA" DI MATISSE

(La Stampa) - Una donna seduta, con le mani in grembo, colta da Henri Matisse in un momento di malinconia. Un quadro scomparso per oltre mezzo secolo, ufficialmente bruciato nei bombardamenti di Dresda del 1945.  
E invece è riemerso, assieme ad altri 1.500 capolavori, due anni fa in un appartamento di Monaco intestato a un innocuo vecchietto, in mezzo a montagne di immondizia, di scatolette di cibo vecchie di decenni, di mobili dozzinali. Adesso quel quadro perduto del grande pittore francese si candida a diventare il lieto fine di una sensazionale storia, anche piena di veleni, che si trascina dal 2012.
A febbraio di quell’anno, la polizia doganale fa una perquisizione nell’appartamento di un quartiere residenziale del capoluogo bavarese in cui vive in condizioni modestissime Cornelius Gurlitt. 

A febbraio di quell’anno, la polizia doganale fa una perquisizione nell’appartamento di un quartiere residenziale del capoluogo bavarese in cui vive in condizioni modestissime Cornelius Gurlitt. 
Gli agenti si sono insospettiti del 79enne dopo averlo trovato su un treno, di ritorno dalla Svizzera, con 9.000 euro in contanti nascosti nella giacca. Quando decidono di andarlo a trovare, scoprono una miriade di tesori nascosti dalla sporcizia, opere di Picasso, Munch, Beckmann, Klee. Capolavori del padre di Cornelius: Hildegard. Un mercante d’arte che aveva approfittato del bando nazista dell’«arte degenerata», confiscata a migliaia di ebrei, per mettere insieme un patrimonio stimato oggi attorno al miliardo di euro - ma non è ancora chiaro se gli inquirenti hanno trovato tutto. Gurlitt padre aveva poi dichiarato distrutti quei tesori, inghiottiti dagli incendi di Dresda.  

PAPA FRANCESCO E I PARLAMENTARI

Il gelo di Papa Francesco ha silenziato i 9 ministri, 19 sottosegretari, 176 senatori e 298 deputati riuniti nella messa celebrata appositamente per loro alle sei e mezza del mattino. "E' un uomo buono, ci aprirà le braccia". "Non le apre" - scrive La Stampa (Andrea Malaguti, 28 marzo 2014, pag. 10). "Gelido. Quasi non li guarda. Non saluta. Non ammicca. Non manda baci. Ha una spiccata predilezione per i poveri e per gli ultimi. E qui non ce ne sono". 
C'è chi scatta foto e chi twitta in diretta il discorso del Papa in diretta, rimediando le rimostranze della rete: "Neanche davanti al Papa riesci a controllarti?" (riferito a Renato Farina).
"Lo stupore di una platea vip abituata a ben altre attenzioni diventa malessere", scrive Malaguti su La Stampa
"I peccatori saranno perdonati, i corrotti no", dice Bergoglio con voce pacata.
Che continua: "Apritevi all'amore. Non scaricate sul popolo pesi che voi non sfiorate neppure con un dito". E' un discorso - sempre Malaguti - da cui emergono ovunque segni di degrado e di rovina nei quali i cinquecento parlamentari danno l'impressione di riconoscersi come ombre impresse su quei muri pericolanti. Fine messa. Francesco si allontana. Ma forse non si era mai avvicinato".
La Polverini che dice: "Certo poteva almeno fermarsi a salutare".
Chissà se quegli "uomini dal cuore indurito" hanno capito l'antifona? "Ama il prossimo tuo come te stesso" e "Non fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te".
Come ci si sente ad essere ignorati e a non essere considerati? 
Hanno capito come l'indifferenza del potere verso gli altri uomini può ferire gli altri uomini?
Hanno riflettuto sul come si comportano loro, indifferenti al resto dell'umanità, paghi del loro sfrenato egoismo? 

giovedì 27 marzo 2014

ISOLA BELLA, RESTAURATA LA SALA DELLA MUSICA

Riportata all'antico splendore la Sala della Musica di Palazzo Borromeo, all'Isola Bella di Stresa. Qui, tra l'11 ed il 14 aprile 1935 i leader di Francia, Gran Bretagna e Italia, si riunirono nella celeberrima Conferenza di Stresa, nella quale cercarono inutilmente di scongiurare il pericolo della seconda guerra mondiale.


I Borromeo hanno anche voluto che esperti passassero in esame la preziosissima raccolta di antichi strumenti musicali che danno il nome alla Sala. Nella Collezione, esposti all'interno di vetrine lungo le pareti di fondo, si distinguono un arciliuto, una viola da gamba e una rarissima tromba marina monocorda; nello spazio antistante la parete settentrionale sono collocati un forte piano e una spinetta (datata 16 agosto 1692 sul primo tasto a sinistra).

FEMMINICIDIO

Ora ne fanno anche una questione linguistica. Il filosofo Guido Ceronetti vorrebbe che, più elegantemente e filosoficamente, si chiamasse "ginecidio". Levata di scudi da più parti e da varie associazioni femminili, come l'Udi, che scrive: "Gentile Ceronetti, nelle sue disquisizioni lei dice cose comprensibili, per esempio che la parola femmina evoca l'aspetto animale e invece.... Naturalmente anche il termine di derivazione greca non è sempre piacevolmente evocativo: a me, per dirne una, "gineceo" non suggerisce nulla di buono"...
Il termine fu coniato nel 1992 dalla studiosa Diana Russell, nel suo libro "Feminicide" e, com'è noto, indica l'uccisione di persone di sesso femminile. Spesso è perpetrato dal compagno, dal fidanzato, dal marito.


OLANDA, MULINI A VENTO


Olanda - Zaanse Schanse - Mulini a vento
Foto di (c)Franco Cappellari

DOLINDA BIANCHI ANDERLONI, LA PRIMA DONNA PATENTATA IN ITALIA

- Le donne sono donne, Eugenio. E questi tempi moderni fanno girare la testa più a loro che a noi. Ma Esterina la testa ce l'ha sul collo, non dovete preoccuparvi. Però non potete nemmeno farci nulla. Se Esterina vuole l'auto mobile, avrà l'auto mobile.

E così fu. Non un'Isotta Fraschini, macchina elegante ma troppo voluminosa, ma una uscita da quelle nuove officine torinesi di cui si diceva un gran bene: una Fiat brevetti bianca e rossa dall'aria spensierata. Per molti anni fu la fidata nonché migliore amica di Esterina, lei che prese la patente poco dopo Dolinda Biabchi Anderloni, sposa di Vincenzo Fraschini, la prima donna in Italia alla guida di una vettura a motore..

Elena Loewenthal
"Conta le stelle, se puoi"
Einaudi - Pag. 105

martedì 25 marzo 2014

LA RISCOSSA DEGLI AGRITURISMI

L'ospitalità "verde" tra innovazione e tradizione. A tirare di più sono le fattorie didattiche. Per fronteggiare la crisi si riscopre la calda accoglienza della famiglia tradizionale ed i sapori del passato. C'è anche chi pensa a piazzare pianoforti e chitarre negli spazi comuni. Oppure a creare degli atelier per pittori, scultori ed espositori. Per il ponte di Pasqua si prevede un milione di visitatori presso queste strutture. Un'azienda su due è guidata da donne. Oltre ventimila le aziende in tutta Italia, la metà delle quali concentrata al Nord.Un miliardo il fatturato annuo, ma la redditività media di un'azienda si colloca tra i 28 ed i 30mila euro all'anno. Internet aiuta a catturare clientela straniera ed apprezzate sono le degustazioni in loco, abbinate a buoni vini. Gravoso l'impegno, 24 ore su 24, tutti i giorni della settimana.


domenica 23 marzo 2014

TANTO LA STORIA NON FA SCONTI

(La Stampa - 23 marzo 2014 - pag. 33) - Mussolini non può restare cittadino onorario di Torino. Facendo seguito a un'analoga decisione del Comune di Torre Pellice, da Pd e da Sei è partita una mozione che chiede di cancellare l'onorificenza conferita nel 1924 al Duce, capo del governo. Un invito a nozze per l'Anpi, l'Associazione dei Partigiani d'Italia, che invita i propri iscritti a verificare se altri Comuni si siano macchiati della stessa colpa e debbano essere depurati. Una verifica che si rivelerebbe presumibilmente fruttuosa, non soltanto nella provincia di Torino ma dell'intera penisola. I promotori della revoca elencano puntigliosamente - come se nonli conoscessimo - i vari crimini commessi da Mussolini e osservano che quel riconoscimento getta discredito sulla città e su personaggi accolti nell'albo d'oro per essersi battuti a favore della libertà, della democrazia, del progresso. In realtà, molti del fittissimo elenco risultano insigniti a diverso titolo, non esclusa qualche stravaganza (come Torre Pellice dove verrà conferita la cittadinanza onoraria a 50 bambini, figli di immigrati).
Facciamo grazia del bla bla ricorrente in certe canoniche occasioni per avanzare alcunimodesti rilievi. Con i tempi che corrono, vale la pena che i rappresentanti dei cittadini si distraggano con repliche stantie di antifascismo postumo? Ha un senso espungere da un registro - quasi un cimitero cartaceo - il nome di un tiranno morto da un settantennio? Come se questa minima damnatio memoriae aggiungesse qualcosa alle sanzioni del giudizio storico? Ma c'è un'altra, più sostanziosa ragione che indurrebbe a lasciare le cose come stanno. E' il rispetto per un passato che non si può rimodellare e abbellire a piacimento. Non si tratta qui di antifascismo e antifascismo. Appare semplicemente conforme a giustizia che siano conservate le testimonianze, non soltanto degli onori, ma degli errori, delle acquiescenze e delle viltà che si annidano anche tra le più smalgianti corone di alloro. La Storia, piaccia o no, non fa sconti a nessuno. Una bella lezione arriva in proposito da Ravenna.
Anche qui si è scoperto che il Duce è un cittadino onorario. E il consiglio comunale, chiamato a decidere sulla cancellazione del misfatto, ha risposto di no. A votarecompattamente non è stata una congrega di reazionari, ma la maggioranza di centrosinistra. Se ne è fatto portavoce, mostrando di avere cervello, il sindaco Fabrizio Matteucci: l'errore storico non può e non deve essere cancellato, rappresenta anzi una salutare "occasione di riflessione". Per evitare, se possibile, di ricascare in questi e altri inganni.
LORENZO MONDO

DOMENICA IN MUSICA

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sabato 15 marzo 2014

L'ORRORE DI AUSCHWITZ RACCONTATO DALLA SCRITTRICE EDITH BRUCK

"Appena arrivata non facevo altro che piangere. Il capo baracca, un'ebrea slovacca, mi dice: "Vuoi la tua mamma"? Te la faccio vedere io. Mi indica una colonna di fumo nero che si levava in lontananza. "Eccola, ne hanno fatto sapone come con la mia". Non c'era più un briciolo di umanità. Quelli che distribuivano il rancio si appropriavano per primi del fondo di rape e di patate, per gli altri c'era solo la nera brodaglia. Ho visto madri strappare una crosta di pane dalla bocca dei figli e viceversa".

"Chilometri e chilometri con gli zoccoli, nella neve (per portarla via da Auschwitz, Ndr). Partiamo in mille e arriviamo meno di cento. Mi costringono a pulire un campo di cadaveri e un uomo morente mi stringe la mano e sussurra, "racconta quello che hai visto altrimenti nessuno potrà credere che è veramente accaduto tutto questo". Non lo dimenticherò. Una mattina ci schieriamo tutti per l'appello e non si presenta nessun ufficiale. Erano scappati. Furono gli americani a liberarci, per fortuna: loro portavano i prigionieri in ospedale, i russi, invece, aprivano le cucine e la gente si buttava sul cibo morendo per l'abbuffata".

(Dall'intervista pubblicata su La Stampa del 15 marzo  2014, pag. VII dell'inserto "TuttoLibri")

Edith Bruk è nata nel 1932  a Tiszakaràd in ungheria. E' sposata con lo scrittore Nelo Risi

MORTO IL MARINAIO GLENN

Fu il protagonista di una famosa foto che fece il giro del mondo, diventando l'icona della gioia dell'America all'uscita dalla seconda guerra mondiale. Quella in cui, il marinaio Glenn McDiffie baciava un'infermiera a Times Square. L'immagine fu immortalata da Alfred Eisenstaedt e pubblicata sulla rivista "Life".
L'ex marinaio Glenn aveva 86 anni. E' stato colpito da un infarto in un casinò texano.

mercoledì 5 marzo 2014

15 COSE DA SACRIFICARE PER ESSERE FELICE

http://omnama.it/blog/15-cose-da-sacrificare-per-essere-felice

1.  Lascia andare il bisogno di avere sempre ragione.
Siamo in così tanti a non sopportare l’idea di avere torto. Anche a costo di distruggere grandi amicizie o rapporti e causare grosso dolore a noi e agli altri.
Non ne vale la pena. Punto!
La prossima volta che senti l’urgenza di tuffarti in una zuffa su chi ha torto o ragione, chiediti quello che Dr Wayne Dyer suggerisce:
‘‘Preferisci aver ragione a tutti i costi…oppure essere gentile?’’.
Che differenza farà davvero alla fine? Il tuo ego è davvero così grande?

2. Lascia andare il bisogno di avere tutto sotto controllo.
Accetta di non ascoltare il tuo bisogno di essere sempre in controllo di situazioni, persone, ecc. Che si tratti di amici, familiari conoscenti o passanti che incontri per strada, lasciali vivere.
Permetti a ciascuno intorno a te di rivelarsi per quello che è e vedrai quanto ti sentirai meglio quasi istantaneamente.
Lasciando andare, si ottiene tutto. Il vero vincitore è chi lascia andare.” Lao Tzu

3. Lascia andare il bisogno di trovare un colpevole.
Smettila di considerare altre persone o circostanze i responsabili di quello che hai e noi hai, di come ti senti o non ti senti. Smetti di diluire il tuo potere e comincia ad assumerti la responsabilità della tua vita.

4. Lascia andare quelle controproducenti chiacchiere mentali.
Quante persone continuano a farsi del male con la loro spirale di pensieri negativi e controproducenti.
Non credere a tutto quello che la tua mente ti dice
– specialmente se è qualcosa di negativo e controproducente.
Tu sei molto meglio di così. Credimi!
La mente è uno strumento superbo, se usato correttamente. Usato male, tuttavia, può avere effetti distruttivi.”  Eckhart Tolle


5. Lascia andare le tue credenze limitanti.
Su quello che puoi o non puoi fare, su quello che credi sia possibile o impossibile. D’ora in poi, non permetterai più ai tuoi pensieri limitanti di bloccarti nel posto sbagliato. Apri le tue ali e vola!
“Una credenza non è un’idea trattenuta nella mente, è un’idea che trattiene la mente. ” Elly Roselle

6. Smettila di lamentarti.
Abbandona una volta per tutte il continuo bisogno di lamentarti per tuuuutte quelle cose – persone, situazioni e circostanze che ti rendono infelice, triste e depresso.
Nessuno ha il potere di renderti infelice a meno che tu non glielo permetti. Non è la situazione a scatenare quella sensazione in te, ma è come tu decidi di guardarla.
Non sottovalutare mai il potere del pensiero positivo!

7. Lascia andare il lusso di criticare.
Lascia andare il bisogno di criticare cose, eventi persone che sono diverse da te o da come te le aspettavi. Siamo tutti diversi, eppure siamo anche tutti uguali.
Tutti vogliamo essere felici. Tutti vogliamo amare ed essere amati, e tutti vogliamo essere compresi. Tutti desideriamo qualcosa e quel qualcosa è desiderato da noi tutti.
15 Cose da Sacrificare per Essere Felice
8. Lascia andare il bisogno di impressionare gli altri.
Smettila di tentare così disperatamente di sembrare qualcuno che non sei solo per piacere agi altri. Non funziona così.
Nel momento in cui ti spogli di tutte le maschere, il momento in cui accetti il vero te, ti accorgerai che le persone saranno attratte a te senza nessuna fatica.

9. Lascia andare la tua resistenza al cambiamento.
Il cambiamento è buono. Il cambiamento ti aiuterà a muoverti dal punto A a punto B. Il cambiamento ti aiuterà migliorare la tua vita e anche quella di chi ti circonda. Segui ciò che ti rende felice, abbraccia il cambiamento, no resistergli.
“Segui ciò che ti rende felice e l’universo aprirà porte per te dove c’erano solo muri. ” Joseph Campbell

10. Lascia andare le etichette.
Smettila di incollare etichette a cose, persone o situazioni che non comprendi in quanto diverse o strane e prova ad aprire la tua mente, a poco a poco. La mente funziona solo quando è aperta.
“La forma più alta di ignoranza si ha quando rifiuti qualcosa solo perché non la conosci affatto.” Dr. Wayne Dyer

11. Abbandona le tue paure.
La paura è solo un’illusione. Non esiste – è creata da te. Nella tua mente. Aggiusta l’interno e l’esterno si aggiusterò da sé.
L’unica cosa che dobbiamo temere, è la paura stessa.” Franklin D. Roosevelt

12. Lascia andare le scuse. 
Invitale a fare i bagagli e dì loro che sono licenziate! Non hai più bisogno di loro.
Troppo spesso ci limitiamo a causa delle scuse che produciamo. Invece di crescere e sforzarci di migliorare noi stessi e la nostra vita, restiamo bloccati e mentiamo a noi stessi, usando tutte le scuse possibili e immaginabili…
… scuse che il 99.9% delle volte non sono nemmeno reali.

13. Lascia andare il passato. 
Lo so, lo so. Questo non è facile. Specialmente quando il passato appare molto più sicuro e confortevole del presente, mentre il futuro sembra così spaventoso. Ma quello che devi sforzarti di pensare è che il momento presente è tutto ciò che hai e che avrai sempre.
Il passato che tanto desideri – quel passato che adesso continui a sognare – è stato da te ignorato quando era presente. Smettila di ingannarti.
Sii presente in ogni singolo momento della tua vita. Dopo tutto la vita è un viaggio non una destinazione.
Abbi una visione chiara del futuro, sii pronto, ma sii anche sempre presente nel momento che stai vivendo.
15 Cose da Sacrificare per Essere Felice
14.  Lascia andare l’attaccamento.
Questo concetto è uno dei più difficile da afferrare per la maggior parte di noi, e devo ammettere che lo è stato anche per me (lo è ancora, per la verità).
Ma comprenderlo non è impossibile. Migliorerai gradualmente con il tempo e la pratica.
Il momento in cui ti separi da tutte le cose, diventi così sereno, così tollerante, così gentile e così tranquillo. Il che non significa che smetti di amarle, perché amore e attaccamento non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro.
L’attaccamento nasce dalla paura, mentre l’amore…bè il vero amore è puro, gentile, e generoso; dove c’è amore non può esserci paura e alla luce di questo, amore e paura non possono coesistere.
Raggiungerai un luogo da dove sarai in grado di comprendere tutto senza nemmeno provarci. Uno stadio che va ben oltre le parole.

15. Smettila di vivere una vita all’altezza delle aspettative degli altri.
Troppe persone vivono una vita che non appartiene loro. Vivono la propria vita sulla base di cosa gli altri pensano sia meglio per loro. Ignorano la loro voce interiore. Sono così occupati ad accontentare tutti che perdono controllo sulle loro stesse vite.
Dimenticano che cosa li rende felici, di che cosa hanno bisogno ed eventualmente.. di sé stessi.
Ricorda che hai una sola vita da vivere: quella che stai vivendo in questo momento.

LA GRANDE BELLEZZA

(Il Giornale - 5.3.2014) - Illustri Autorità, presidenti e sindaci che vi avventate sull’Oscar alla Grande Bellezza e cercate di salire sul carro del vincitore, come è d’uso nostrano, non avete capito o fate finta di non capire: il film premiato inscena l’agonia del Paese e della Città che voi rappresentate. C’è poco da sentirsi orgogliosi, c’è poco da festeggiare, è l’apoteosi di un declino. È come se davanti alla Pietà di Michelangelo si sentissero coautori gli eredi di chi mise Cristo in croce, così permettendo all’artista di immortalare la Morte. Il film di Sorrentino è un glorioso funerale a una Città/civiltà in decomposizione. Un canto sulle rovine.
Scendete dal carro, Autorità, siete i rappresentanti legittimi della nazione, dello Stato, del Comune descritti nel loro disfarsi, vistosamente inadeguati non solo a quel passato ma anche alle sue vestigia maestose, come mostra il degrado pompeiano. Il film è un capolavoro, lo scrissi sin da quando uscì, ma esprime la gloria passata e il degrado presente, e il loro stridore; mostra la bellezza di quel che fu e il degrado a quel che è. Lo descrive con lo spirito di Petronio, di Flaiano e di Dagospia. Dal Satyricon a Cafonal. Nel film, il simbolo di Roma, e dunque d’Italia, a me sembra Sabrina Ferilli e ancor più Serena Grandi che offre lo spettacolo del suo disfacimento tra i giudizi impietosi della gente.
La Grande Bellezza è un diamante che brilla su un cumulo di rifiuti. E loro si sentono orgogliosi per aver solo contribuito al cumulo dei rifiuti.
Confondono coprotagonisti e coprofilia.
MARCELLO VENEZIANI

Ancora grande bellezza
La grande bellezza di Paolo Sorrentino e un film sensibile, che dentro a un surreale viaggio nella Roma di oggi, incontra la verità nella decadenza umana che contrasta con la storia di quella città. Come è leggera ed elegante la lunga notte di Servillo lungo il Tevere tra poesia e grossolanità. Le terrazze aperte alle voci e agli scandali di una moltitudine che cerca se stessa tra le rovine di una vita gettata via e un futuro che non ha più speranze né idee. Una spiritualità vuota e superficiale di una Roma più' vicina a Nerone che al suo papa.
BRUNO MURIALDO e Don Chisciotte febbraio 2014

 

lunedì 3 marzo 2014

MORTA A 110 ANNI ALICE HERZ-SOMMER, LA PIU' ANZIANA SOPRAVVISSUTA ALL'OLOCAUSTO

(Il Giornale) - La Herz-Sommer era nata a Praga nel novembre del 1903; pianista e insegnante di musica, nel 1942 venne deportata nel campo di concentramento di Theresienstatdt, in Repubblica Ceca, dove venne tenuta in schiavitù sino alla liberazione. Nel dopoguerra emigrò in Israele e successivamente in Gran Bretagna, dove è rimasta per il resto dei suoi giorni. Tutta la sua vita è stata Attraverso la musica venivamo mantenuti in vita. Questi concerti, le persone sedute, la gente anziana desolata e malata che veniva al concerto: questa musica per loro era come il cibo, la musica era il nostro cibo", ebbe a dire una volta.
Tutta la sua vita è stata costantemente segnata da un fortissimo rapporto con la musica, che ha rappresentato anche una forma di salvezza in mezzo all'orrore del lager: alla Herz-Sommer, che era una pianista esperta, veniva permesso di tenere concerti all'interno del campo. "
Sulla sua vita è stato realizzato un film, "The Lady in Number 6: Music Saved My Life", candidato all'Oscar per il miglior documentario il prossimo 2 marzo.

LINA MADESIN PHILLIPS E LE ORIGINI DELLA FI.DA.PA.

(Fidapa Torino) - Al termine della 1a Guerra Mondiale il Presidente americano Wilson e il Governo degli Stati Uniti si resero conto che il lavoro e l’impegno delle donne avevano permesso alla Nazione Americana di mantenere la produzione alimentare, bellica, industriale e, ai soldati in Europa, di vincere la guerra. Diedero incarico all’avv. Lina Madesin Phillips di riunire le donne in Circoli: nel 1919 a St Louis fu fondata la Federation of Business and Professional Women (BPW).
Nel 1930 le tre Sezioni di Milano, Napoli e Roma fondarono a Roma la FIDAPA, Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari, e nello stesso anno a Ginevra la FIDAPA  fu promotrice della nascita della Federazione Internazionale, la IFBPW, assieme alle Federazioni di Austria, Canada, Francia, Inghilterra, Stati Uniti.

Nel 1940
per motivi bellici e politici la FIDAPA fu sciolta e ricostituita nel 1945.
Da allora, l’Associazione ha avuto un crescente successo fra le donne; in Italia conta oggi 280 Sezioni, distribuite su tutto il territorio nazionale e circa 12.000 Socie.
Il 18 marzo 1988, a Torino, è stata costituita la Fondazione FIDAPA con la Presidenza dell’Avv. Carla Momigliano.
La Fondazione agisce secondo gli scopi della FIDAPA e della BPWI, ha personalità giuridica di Ente Morale dall’aprile 1990 per decreto del Presidente della Repubblica.
Dal gennaio 1998 è ONLUS, dal settembre 2003 è partner della BPW International.
La BPWI è presente in 99 Paesi nel mondo, ha circa 33.000 associate, è una ONG con status consultivo all’ONU e presso le più importanti Organizzazioni Internazionali.


SCOPI E FINALITA’ - TRATTE DALLO STATUTO
La FIDAPA è un movimento di opinione indipendente; non ha scopo di lucro, persegue i suoi obiettivi senza distinzione di etnia, lingua e religione.
La Federazione ha lo scopo di promuovere, coordinare e sostenere le iniziative delle donne che operano nel campo delle Arti, delle Professioni e degli Affari, autonomamente o in collaborazione con altri enti, associazioni ed altri soggetti.
Per raggiungere tale scopo si propone i seguenti obiettivi:
  • Valorizzare le competenze e la preparazione delle socie indirizzandole verso attività sociali e culturali che favoriscano il miglioramento della vita,anche lavorativa, delle donne
  • Incoraggiare le donne ad un continuo impegno nonché ad una consapevole partecipazione alla vita sociale, amministrativa e politica, adoperandosi per rimuovere gli ostacoli ancora esistenti
  • Essere portavoce delle donne che operano nel campo delle Arti, delle Professioni e degli Affari, presso le Organizzazioni e le Istituzioni nazionali, europee ed internazionali
  • Adoperarsi per rimuovere ogni forma di discriminazione a sfavore delle donne, sia nell’ambito della famiglia che in quello del lavoro, nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia di pari opportunità
  • Favorire rapporti amichevoli, reciproca comprensione e proficua collaborazione fra le persone di tutto il mondo

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